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  1. #46
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Certo non fa male, anzi.
    Per quanto riguarda Migone, ops..scusa, ma avevo capito che avevi una formazione analitica
    Comunque la discussione potrebbe diventare interessante, ma preferisco salutare e fermarmi qui.
    Buon proseguimento!
    Se ti riferisci allo psichiatra che attualmente lavora a Parma, no mi dispiace non lo conosco, ma sono curiosa di saperne di più se ti va di condividere le tue conoscenze... No, la mia formazione non è analitica, il breve excursus riguarda semplicemente autori della psicologia dello sviluppo e di personalità. Mi dispiace che abbandoni la nave appena salpati, poteva essere interessante cominciare ad approfondire
    Ultima modifica di GIUNONE : 04-05-2013 alle ore 08.25.18

  2. #47
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Molto interessante la vostra dotta discussione... Da non psicologo l'ho seguita, per quanto ho potuto, con molto interesse.
    Solo, se mi è permesso, vorrei fare una piccola nota a margine: proprio perchè così approfondita, probabilmente avrebbe meritato una collocazione più consona, in una stanza professionale ( magari, non so, psicologia clinica, psicologia giuridica, psicologia dello sviluppo... )...
    Questa sezione è sempre stata dedicata, come dice il titolo, ad argomenti vari: attualità, cronaca, politica... Argomenti in cui ( come è facile constatare leggendo tutti gli altri thread... ) si è sempre discusso in tono molto sciolto e generico, come se si fosse al bar a fare quattro chiacchiere tra amici... Discussioni in cui la psicologia, quando ci è entrata, è stato solo, come dire, un fatto di striscio, appena appena accennato... E comunque, mai in modo decisamente professionale e specialistico. Ed infatti i ( pochi per la verità... ) frequentatori della sezione sono sempre stati prevalentemente dei non psicologi.
    Peraltro, credo sia stato proprio questo equivoco di fondo alla base, probabilmente, della meraviglia di Giunone allorchè, all'inizio del thread, si è ritrovata, da parte mia ma non solo, risposte non conformi alle sue aspettative....
    L'argomento evocato, peraltro, si adatta bene a questa sezione: perchè è indiscutibile che si tratti di un argomento di attualità, di cui si è molto parlato alcune settimane fa ( anche se, visto il nuovo governo che ci ritroviamo, è probabile che questa e mille altre istanze in tema di diritti civili verranno nuovamente rinviate alle calende greche... ).
    Io, se mi permettete una piccola divagazione dalla direzione che ha preso la discussione, vorrei fare, a questo proposito, una osservazione.
    Da tutto ciò che è stato scritto finora ( e da tutto ciò che ho letto nella sterminata bibliografia postata qualche giorno fa da Fiona..... ) penso sia innegabile che il punto fondamentale della questione sia uno: e cioè che non esitono dati sufficienti per affermare se ci sia, di fatto, evidenza reale e non solo teorica, di differenze tra l'evoluzione psicologica e sessuale tra bambini adottati da famiglie eterosessuali e bambini adottati da famiglie omosessuali.
    Lyanne a questo proposito affermava che "se una differenza non c'è, o non è dimostrabile, devo fare attenzione a non assumere che ci sia".
    Beh, a me pare invece esattamente l'opposto.... In qualunque ambito scientifico vale il cosiddetto principio di precauzione: ovverosia, di fronte ad un qualunque fenomeno non precedentemente indagato ( come è in questo caso... ) qualora non si possa affermare che si tratti di cosa buona e giusta o, quanto meno, neutra, allora è non soltanto lecito, ma assolutamente doveroso adottare un principio di precauzione per evitare eventuali danni indesiderati ( in questo caso a carico dei bambini adottati ).
    Per cui, come facevo notare nel mio primo post in questa discussione, se è sicuramente preferibile l'adozione da parte di una coppia omosessuale alla vita in un Istituto, è sicuramente doveroso preferire ( ovviamente a parità di altre condizioni... ) l'adozione da parte di una coppia eterosessuale rispetto ad una coppia omosessuale. E questo semplicemente perchè non sappiamo se questo fattore costituisca un potenziale rischio per lo sviluppo psicologico e sessuale del bambino adottando.
    Ora, sappiamo tutti come la situazione italiana sia caratterizzata da una drammatica discrepanza tra la "domanda" di adozioni e l'"offerta" di bambini adottandi: io conosco la situazione per esperienza indiretta, tramite una coppia di amici carissimi che, dopo anni di calvario e pellegrinaggi in tutti i Tribunali italiani, si è arresa e ha deciso di rivolgersi all'adozione internazionale, facendo notevoli sacrifici finanziari visto l'elevato costo di questa scelta ( so di gente che ha dovuto chiedere soldi in banca mettendo un'ipoteca sulla casa... ). Ma anche non avessi questa testimonianza, basta leggere i giornali per rendersene conto.
    Bene, a mio parere dovrebbe essere ovvio che, in questa situazione, l'adozione ( parlo solo di quella nazionale... ) da parte di coppie omosessuali, dovrebbe essere più che altro l'affermazione di un principo: da confermare e mettere materialmente in pratica solo allorchè una casistica maggiore a livello internazionale confermerà l'assoluta equivalenza, ai fini dello sviluppo del bambino, tra le ipotesi dei due tipi di famiglie adottande.
    Sbaglio qualcosa?

  3. #48
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da joker.the.mad Visualizza messaggio
    Io, se mi permettete una piccola divagazione dalla direzione che ha preso la discussione, vorrei fare, a questo proposito, una osservazione.
    Da tutto ciò che è stato scritto finora ( e da tutto ciò che ho letto nella sterminata bibliografia postata qualche giorno fa da Fiona..... ) penso sia innegabile che il punto fondamentale della questione sia uno: e cioè che non esitono dati sufficienti per affermare se ci sia, di fatto, evidenza reale e non solo teorica, di differenze tra l'evoluzione psicologica e sessuale tra bambini adottati da famiglie eterosessuali e bambini adottati da famiglie omosessuali.
    Lyanne a questo proposito affermava che "se una differenza non c'è, o non è dimostrabile, devo fare attenzione a non assumere che ci sia".
    Beh, a me pare invece esattamente l'opposto.... In qualunque ambito scientifico vale il cosiddetto principio di precauzione: ovverosia, di fronte ad un qualunque fenomeno non precedentemente indagato ( come è in questo caso... ) qualora non si possa affermare che si tratti di cosa buona e giusta o, quanto meno, neutra, allora è non soltanto lecito, ma assolutamente doveroso adottare un principio di precauzione per evitare eventuali danni indesiderati ( in questo caso a carico dei bambini adottati ).
    Ciao joker . Volevo chiederti una cosa.
    Vista la (comprovata) mancanza di dati sufficienti a riguardo, per quale motivo dovremmo assumere la possibilità di danni piuttosto che quella di vantaggi?
    Per quel che ne sappiamo vale tanto un'ipotesi quanto l'altra.
    In questo senso la propensione per una posizione piuttosto che per un'altra mi sembra solo una cosa che ci mettiamo noi, una costruzione, arbitraria, della nostra mente.
    E allora perché non sospendere il giudizio, nel senso di liberare la mente e provare a partire da una situazione di equivalenza?
    Non è dimostrato che la differenza esistente (orientamento sessuale:variabile indipendente) influisca in qualche modo sulla variabile dipendente (capacità educative). Questo è quel che sappiamo e che ci serve.

    Spostiamoci un attimo.
    Poniamo l'ipotesi che la questione riguardi persone di diversa nazionalità: parità di altre condizioni, l'unica differenza riguarda il luogo di nascita (Italia/Estero).
    Punto della questione: l'affidamento di un lavoro.
    Non emergono differenze in merito a tutto ciò che può rientrare negli elementi utili alla decisione di affidamento del lavoro (motivazione, interesse, preparazione, eventuali precedenti esperienze, ecc).

    Luogo di nascita ----> attitudini lavorative Non è stata provata alcuna relazione
    Orientamento sessuale-----> attitudini educative e psicoaffettive Non è stata provata alcuna relazione

    Questo è quel che abbiamo.
    Attenzione perché il resto corriamo il rischio di mettercelo noi e da questo, prima a livello teorico e poi, eventualmente, applicativo, discendono delle ricadute.

    Discussione molto interessante

  4. #49
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Non è dimostrato che la differenza esistente (orientamento sessuale:variabile indipendente) influisca in qualche modo sulla variabile dipendente (capacità educative).
    Non è assolutamente questa la relazione in esame!! Non sono messe in discussione le "capacità educative", ma lo sviluppo psicologico del bambino. Ecco perchè non si può prescindere dalla conoscenza delle teorie di psicologia dello sviluppo. Certo, se si sta parlando tra psicologi. Ma anche se si stesse parlando da profani, il focus non è minimamante sulla coppia, ovvero se sia "capace" di educare, ma sul bambino e sul suo sviluppo.
    Inoltre, secondo me, il parallelo che hai portato è troppo distante dal caso poichè parliamo di dinamiche intrapsichiche e psicosociali di sviluppo e non di capacità a fare qualcosa (ad es. un lavoro in base alla nazionalità di provenienza). Secondo me è più rischioso sottovalutare completamente l'esistenza di vasta letteratura in materia di sviluppo, evitando di prendere in considerazione le teorie psicologiche esistenti e da lì dibatterne.
    Ultima modifica di GIUNONE : 05-05-2013 alle ore 19.04.41

  5. #50
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Ciao joker . Volevo chiederti una cosa.
    Vista la (comprovata) mancanza di dati sufficienti a riguardo, per quale motivo dovremmo assumere la possibilità di danni piuttosto che vantaggi?)
    Per lo stesso motivo per cui, pur non essendo affatto provato ( dico la prima cosa che mi viene in mente. ... ) che i campi elettromagnetici siano nocivi per la salute, evitiamo, se possibile, di piazzare un ripetitore di segnale televisivo nelle immediate vicinanze di una scuola materna.
    Funziona così il principio di precauzione: evento artificiale non esistente in natura ( ripetitore di segnale televisivo; adozione in una copoia omosessuale ) non sufficientemente indagato = si assume come più probabile l'eventualità che possa avere effetti negativi piuttosto che positivi.
    E ci si comporta di conseguenza.

  6. #51
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Secondo me è più rischioso sottovalutare completamente l'esistenza di vasta letteratura in materia di sviluppo, evitando di prendere in considerazione le teorie psicologiche esistenti e da lì dibatterne.
    Il problema è che finché le teorie non vengono supportate da dati reali, rimaniamo nel campo delle ipotesi. Sicuramente validissime, ma sempre ipotesi.

  7. #52
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Mi riferisco non a "opinioni" personali di qualche studioso, ma alle teorie già patrimonio della comunità scientifica, quindi condivise.

  8. #53
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Adozione per coppie omosessuali

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Mi riferisco non a "opinioni" personali di qualche studioso, ma alle teorie già patrimonio della comunità scientifica, quindi condivise.
    Quando ci si trova di fronte ad un fenomeno nuovo, mai precedentemente indagato, le teorie in vigore in quel momento, per quanto condivise, credo debbano comunque passare attraverso il vaglio della conferma sperimentale prima di poter essere considerate valide a descrivere quel determinato fenomeno.

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