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		<title>Forum di Psicologia - Blogs - euphoria</title>
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		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
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			<title>Forum di Psicologia - Blogs - euphoria</title>
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			<title>la descrizione di un attimo</title>
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			<pubDate>Mon, 26 May 2008 14:27:42 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Comic Sans MS"><font color="Blue"><font size="3">E' inspiegabile l'attimo prima e quello precedente ad una sensazione straordinaria quanto può sconvolgere una vita.O due?è nell'istante in cui le loro dita si sfiorarono casualmente , timidamente  , che il mondo caotico si fermò.Bastò un dito che scivolasse sul suo a far si che tutto ciò che vi era intorno assumesse altri colori.Altri odori.Altre forme.Durò un attimo , il tempo che il cuore scese nella pancia e risalì con piu vigore.La mente che ostentava una lucidità che non aveva.Con un gesto lento ma deciso scostò i capelli che le stavano di fronte al viso , si sentiva felice? non lo sapeva.Avvertiva sotto la pelle il suo sguardo che si posava per un tempo che sembrava essere infinito , e lei...lei il suo sguardo lo volse al vuoto , a quell'altrove in cui cercava di rifugiarsi.Non avrebbe sopportato che le sue labbra avrebbero potuto tradire la sua tensione con un sorriso di troppo , o che i suoi occhi fossero abbastanza languidi da sbavarle il trucco senza una causa apparente.Non avrebbe potuto leggerne il significato se avesse incontrato i suoi occhi.O che il respiro si facesse piu ansimante.Nessuna giustificazione logica avrebbe potuto addurre.Le parole le si sarebbero incespicate e comunque non sarebbero state quelle che lei avrebbe voluto urlare.Desiderava consapevolmente , forse perchè tutto le sembrava paradossale , che quell'attimo non fosse mai finito.Che quello che ha vissuto non fosse stato solo un frutto della sua mente fittizia.Ma soprattutto che sotto l'etichetta &quot;casualità&quot; appartenesse il termine &quot; intenzionalità...&quot;</font></font></span></blockquote>

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			<title>di pancia...</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=638</link>
			<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 14:09:07 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Comic Sans MS"><font color="Navy">E le stava seduta di fronte , occhi negli occhi e le bocche che si scambiavano sorrisi pieni di significati.Erano titubanti nell'andare oltre , toccarsi le mani e mordersi , avidamente , le labbra.Entrambi lo volevano , forse.Voleva forse dire che nei suoi modi cosi distinti non celava dell'altro?Probabilmente.Ma lei non voleva credere ad una spiegazione cosi razionale.Lei era una che viveva di pancia.Avrebbe voluto che le sue mani percorressero quella schiena bianca e che ogni suo sospiro accompagnasse i suoi movimenti , con lo stesso ritmo e la stessa intensità dei suoi gesti.Avrebbe voluto sentire sussultarlo mentre lo accarezzava , avrebbe voluto vederlo quel sorriso malizioso che sbuca fugace , nell'angolo nascosto della bocca , carico di sensualità.Avrebbe voluto che mentre lui provava a darle un bacio lei si sarebbe discosta per poi avvicinarsi e dimostrargli di che tipo di baci era in grado di dare.Fargli toccare il cielo con un dito.Avrebbe voluto che lui le cingesse i fianchi e le baciava il collo , cosicchè potesse sentire quel respiro sulla pelle che richiamava i battiti del cuore.Avrebbe voluto che quelle mani lunghe , selvagge , nervose , affondassero nel suo corpo , quelle unghie conficcate dentro l'anima in cui c'era scritto il suo nome.Avrebbe voluto stare a guardarlo mentre dormiva , o mentre lavorava.Se ne sarebbe stata seduta in un angolo per non disturbarlo , e mentre lo osservava in silenzio , si commuoveva di quanta grazia ancora poteva esistere.Ci avrebbe voluto passare ore a parlare , a donargli la pelle , le ossa e la sua anima per poter morire con qualcosa di suo dentro.Avrebbe voluto abbracciarlo ogni volta che ne sentiva l'esigenza.Ogni volta che qualche ombra potesse oscurare quel cielo azzurro.Ogni volta che si sarebbero scontrati o che si sarebbero fraintesi.O in cui altro non avevano da fare che trascorrere un giorno a letto.Gli avrebbe chiesto scusa per quelle volte in cui non l'avrebbe capito.Gli avrebbe sussurrato &quot;ti amo&quot; quando avrebbero litigato.Avrebbe voluto sentire la sua voce al telefono e commuoversi per la profondità. Avrebbe voluto che anche lui si stupisse delle affinità che c'erano tra di loro.Delle coincidenze che li spingevano sempre piu l'uno dall'altra.Avrebbe voluto non avere nessun'altro accanto perchè bastava lui.Ma ancora mancava qualcosa , perchè i suoi desideri potessero realizzarsi.Forse i tempi non coincidevano con loro due , o forse ad entrambi mancava il coraggio di osare</font></span></blockquote>

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			<title><![CDATA[non c'è di piu comune che il desiderio di sentirsi importanti]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=392</link>
			<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 14:08:04 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">:<font color="DarkSlateGray">:sisi: <br />
Certo che è proprio uno strano meccanismo il desiderio.Desideriamo mediamente 3 volte nell'arco di una giornata E fin qui è concepibile.L'oggetto del desiderio è proprio l'oggetto che ci manca , qui ed ora.E' qualcosa che non puoi toccare con mano , per un motivo o per un'altro.Argina quella falla , anche la più piccola , che si è aperta.Nel cuore , nell'anima.Non si contano le volte in cui riusciamo a struggerci per quello che non abbiamo , piuttosto che curare quello che invece ,fortunatamente , abbiamo.Proprio perchè abbiamo bisogno di quello e non di altro. E quando si è ad un passo dal poterlo avere , accade l'imprevedibile che ci colpisce dritto in  faccia.L'oggetto desiderato si allontana da noi mille miglia a sud-ovest.Non l'avremmo mai potuto immaginare.Daltronde è proprio ciò che non immaginiamo che dovremmo vivere anzichè fossilizzarci sulle nostre antiche routine.<br />
Per una persona orgogliosa , anche solo immaginare di fare qualcosa per condurre a sè ( sedurre) qualc (uno ) osa , è veramente difficile , un colpo basso.E quando le attenzioni <br />
e le cure rivolte non sono sufficienti e si ha a che fare con qualc(uno)osa di irraggiungibile ,suscita in noi il sentimento crudo ed amaro della gelosia.E' come se il nostro Io si alimentasse e vivesse in funzione di esso.Inciampiamo in alcuni gesti , e in talune parole ed è proprio lì che il resto inizia a perdere importanza.E' l'oggetto desiderato ad occupare tutta la nostra mente.Offuscando , peraltro , i nostri pensieri.Ascoltando , distrattamente , la radio mi sono imbattuta in una canzone dei velvet , non certo il mio gruppo musicale preferito  ma tant'è , dicono che sia una persona aperta e dunque confermo le loro impressioni , il testo recita più o meno così &quot;[...]pensa se un idea fosse già tutto quello che hai , pensa se la realtà la scrivessimo noi...[...]&quot;Credo proprio che la inventerei ogni giorno la mia realtà , come chiunque presumo , in relazione al desiderio.Ma un desiderio a volte nasconde solo fumo.I miei desideri si riferivano a delle persone , persone che così come sono entrate, per sbaglio , nella mia vita , giurandomi un bene eterno e supremo , se ne sono andate per mete lontane - talvolta simboliche.Onestamente , non so bene il motivo delle loro scelte , tuttavia , mi reputo una persona matura per cui non condividendole , le rispetto.<br />
Non voglio parlare però di persone che seppur per un periodo breve si sono accomodate nella  salotto della mia vita.Voglio parlare di chi c'è sempre , di chi mi coinvolge attivamente nella sua vita , di chi si fida di me , di chi ogni volta si sorbisce i miei scazzi , l'uno diverso dell'altro.Di chi crede nelle mie capacità , e mi rifocilla l'autostima.Parlo di chi si fida dei miei gusti e mi cerca dei consigli.Sperando ogni volta che sia quello che lei si vuol sentire dire o che non sia totalmente disparato da com'è lei.Di chi litiga con me perchè detesta vedermi facendomi del male.Parlo di chi prepara gli esami con me per poi darmi buca quel giorno , sapendo che però la sera prima non manca mai di incoraggiarmi e tranquillizzarmi.Rievocare alla<br />
memoria , ricordi di tempi andati con persone che adesso stanno altrove , che adesso non hanno tempo , che adesso sono cambiate , che adesso desiderano altro , non ha molto senso.Voglio e devo curarmi di chi condivide insieme a me figuracce e discorsi seri , inezie e risate stupide.Curare sguardi d'intesa perchè vuol dire che si viaggia sulla stessa frequenza d'onda.Curarmi del mio simile!Perchè vuol dire che loro sono importanti per me come io lo sono per loro e non c'è nient'altro che valga di più. :smack:</font></blockquote>

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			<title><![CDATA[un Io malato d'amore...]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=272</link>
			<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 19:27:44 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="Magenta">E' una convinzione che mi porto dentro da un po di tempo e che vorrei riuscire a smantellare per riconoscere le emozioni , quelle vere e saperle apprezzare...Io non credo al colpo di fulmine , perchè la passione è destinata a bruciarsi in fretta , mentre l'amore no.Forse ho il cuore intrappolato nella gogna del dolore , dell'indifferenza , della comprovata razionalità...ma sentirmi il cuore stretto in una morsa per uno sguardo , non lo posso certo considerare amore...L'amore è impegno ,costanza , compatibilità caratteriale , la nudità di due anime che si completano ,è un lavoro che dura una vita...Rivolgo uno sguardo al passato è noto che ci sono troppe falle nei rapporti che ho &quot;deciso&quot; di intraprendere e che sono terminati per volontà mia o meno.Ma non capisco qual'è la causa scatenante.&quot;Aver paura d'innamorarsi troppo non disarmarsi per non sciupare tutto non dire niente per non tradir la mente è un leggero dolore che però io non so più sopportare.Non farsi vivo e non telefonare parlar di tutto per non parlar d'amore cercar di farsi un po' desiderare è proprio un vero dolore.Abbandonarsi senza più timori senza fede nei falliti amori e non studiarsi ubriacarsi di fiducia per uscirne finalmente fuori.Aver paura di confessare tutto per il pudore d'innamorarsi troppo finger che anch'io le altre donne vedo è un leggero dolor temere di mostrarsi interamente nudo e soffocare la sana gelosia e controllarsi non dirti che sei mia voler restare e invece andare via è proprio un vero dolore.&quot;(battisti).Chiaro è che la spensieratezza che avevo a 14/16anni l'ho persa crescendo...Per cui non mi butto a pesce , in preda a delle pulsioni erotiche o meno che sento premere dalla pancia...Però l'errore che commetto è forse quello di farmi amare per quello che faccio e non per quello che sono.Mostrarmi cosi come sono...La paura piu grande che è quella di denudarmi per l'altro corrisponde alla paura di conoscere realmente l'altro...o forse sono solo i tempi , a volte troppo lenti , a volte troppo rapidi , a far si che rimanga cristallizzata nella paura.Paura d'amare o incapacità di amare...Forse non è tanto la persona in sè quanto il modo in cui ci si approccia ad essa...Questo voler razionalizzare un sentimento che razionalità non dovrebbe essere...Volerlo imprigionare e determinarlo da eventi esterne che alla fine non hanno nemmeno motivo di influenza...Inconsciamente o meno , metto in atto gli stessi copioni...inizio-stasi-fuga.L'inizio corrisponde al momento in cui conosci per la prima volta una persona , la stasi al momento in cui ci si rende conto che non si è &quot;ne carne ne pesce&quot;la fuga rappresenta la paura del rifiuto o dell'abbandono ,se non anche della derisione.Preferisco buttarlo tra le braccia di un altra , anzichè sentirmi dire&quot;no&quot;.100% orgoglio 0% autostima.Ho permesso che mi fosse fatto il lavaggio del cervello e adesso a pagarne le conseguenze sono solo io , naturalmente.Quello che fai e quello che non fai conta piu di quello che sei e di quello che non sei.Una diramazione del problema è una personalità sdoppiata in esteriore/le cose che faccio interiore/l'essenza di me.Quello che sono e quello che faccio non coesistono.Si sovrappongo su due piani diversi , la loro integrazione è la risoluzione del dramma esistenziale.L'eterno conflitto tra es e super io.L'es quello che sono l'io quello che faccio.Dovrei giustappunto andare alla ricerca di quello che sono...</font></blockquote>

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			<title>una lacrima</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=271</link>
			<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 19:25:42 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="Lime">Scende giu lentamente , silenziosa , amara , salata , muore in bocca  , sa di stanchezza , di parole non dette , di sguardi evitati , di noia , di tormenti.Porta con se ogni &quot;vorrei&quot; , s'infrange<br />
sulle labbra serrate per il disappunto di situazioni sempre complesse.Le dischiude , si mischia con la saliva.E' stanca anch'essa Indossa sempre lo stesso vestito , stantio , consumato , lugubre , non gli sta nemmeno piu bene.Anche le lacrime fingono , fingono gioia , felicità.Questa sgorga negli incavo degli occhi e come un fiume in piena toglie il freno e si lascia andare...E' uno stato d'animo che non sa di niente.O forse si.Cerca di rispolverare la ruggine incrostata sulle fessure del cuore , ma l'ostinato accanimento procura dolore.Tanta sofferenza e la fatidica domanda &quot; ma chi cazzo me lo fa fare?&quot;?&quot;Nessuno.E' solo una dei tanti modi per cercare di cambiare la qualità della vita.Con la condizione che non sai mai se sia giusto o sia sbagliato.Com'è un cuore ricucito con l'ago e il filo nero?i battiti sono sempre gli stessi?si agita con la stessa intensità per le stesse cose provate un tempo?Metterlo nuovamente al riparo è una dolce morte che lenisce il tempo che gli rimane...Il cuore va esposto , va gettato , anche sanguinante , lontano dalla mente.E l'anima?l'anima che platone rendeva sublime nei suoi scritti...la virtù dell'anima?qual'è?quella di esporsi anch'essa?quella di recapitarla con l'accortezza di custodirla gelosamente tra le mani calde...carezzevoli?L'anima è l'essenza di quello che si è.Alla fine.Forse la sto recuperando , ma non so ancora se è il momento giusto per poterla destinare e farla curare come una piantina che rimane verde grazie alla sua clorofilla.Anche l'anima può diventare cenere e quello che rimane è una lacrima che si fa spazio in quel cuore straziato per emergere tra due occhi stanchi evidenziando la sua esistenza...:medito:</font></blockquote>

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			<title>sono gocce di memoria....</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=260</link>
			<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 17:10:33 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

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			<title>due righe buttate giu</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=259</link>
			<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 11:32:13 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="RoyalBlue">Il sapore dei pensieri che si riflette in qualche riga scritta nera su bianco...Io uso trovare la risposta alle mie domande dentro un libro , dentro una storia che sia simile alla mia...dentro parole che incidono sull'anima....Parole che mi mostrono com'è la realtà , la realtà delle emozioni...che non vivo , che ho stilizzato , che sto cestinando anche se le mie intenzioni sono ben altre.Non vivo come penso , penso però a come vivo...il che mi rattrista molto.Ma forse leggere questa prospettiva è piu facile che cercare di viverla fino in fondo...Non so dove sbaglio , ma sono sicura che sto sbagliando tutto...vorrei dar retta ai miei &quot;vorrei&quot; senza preoccuparmi dei &quot;tuttavia&quot; e in qualche modo sto iniziando a farlo , gradualmente.Ad appigliarmi a delle parole e a dare un significato che vada oltre il senso razionale che gli do sempre...L'essere ignota non impedisce alla verità di essere vera.Ed io a quelle storie un senso che non sia prettamente emotivo lo cerco sempre , sbaglio non sapendo di sbagliare o forse si.Sai cos'è che mi fa appassire? il fatto che quello che sono qui dentro , non lo sono fuori...Fuori sono quello che faccio , qui sono quello che sono...</font></blockquote>

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		</item>
		<item>
			<title>questa notte</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=255</link>
			<pubDate>Sun, 06 Jan 2008 12:50:52 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div style="text-align: right;">ore 1:46 <br />
dovrei dormire e non ho sonno<br />
vorrei amare e non ho lui<br />
vorrei capire ma in testa ho solo dei dubbi che <br />
viaggiano su binari opposti<br />
vorrei che tutto fosse piu evidente<br />
e invece è magari talmente vistoso <br />
che io non riesco a rendermene conto<br />
vorrei che qualche volta tutto fosse perfetto<br />
vorrei dimenticare persone che di me se ne<br />
sbattono alla grande<br />
e vorrei ricordare chi importa qualcosa di me <br />
e non trova scuse per stare con me...anche per tre secondi<br />
vorrei essere felice...sono sprofondata 3anni fa nell'abisso e da allora è tutto cambiato<br />
Vorrei che se , qualora , mi prendessi la mano<br />
non la lasceresti perchè non sono come credi<br />
che io sia anche se posso/voglio essere chi tu vuoi...<br />
vorrei ritornare a vivere con le emozioni <br />
senza vergognarmene o temere di essere ridicolizzata<br />
e infine vorrei ringraziare chi si è dimenticato di farmi gli auguri e chi invece me li ha fatti proprio a mezzanotte...</div></blockquote>

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			<dc:creator>euphoria</dc:creator>
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