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		<title>Forum di Psicologia - Blogs - mistral_72</title>
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		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
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			<title>Forum di Psicologia - Blogs - mistral_72</title>
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			<title>Acf Fiorentina 1982-1983, 1-10-2007 04:50</title>
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			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 22:01:44 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">- Erri? - papa’? - questa è per te scarto: scart! scart! scart! Pomeriggio d’autunno, domenica, preciso come oggi - la provo ora! - fa freddo - la provo la provo volo in camera, via il maglione, via i pantaloni di velluto marrone, via gli scarponcini canguro pure quelli marrone. Ops ops ops, et voilà! Mi rimiro allo specchio, il giglio bianco sulla maglia viola è un inno al combattimento, un peana alla battaglia su campi di calcio più o meno approssimativi. Stesso giglio sui pantaloncini e sui calzettoni, datemi una spada e un cavallo, cioè nono datemi un pallone e degli avversari. Non ho dodici anni, non stò davanti allo specchio della mia camera, che oltre la mia scarrufata figura preadolescenziale rimanda pochi metri quadrati di disordine fatto di pallette, palloni, scarpini, coppe, fumetti e fogli di giornale appiccicati al muro muffoso con lo scotch, uno su tutti: il paginone centrale della Gazzetta dello Sport un po’ sghembo: ACF FIORENTINA. Sono allo stadio, volo sull’ala, aggancio al volo un cross, stoppo e tiro di sinistro da trenta metri, il pallone si infila sotto l’incrocio dei pali, l’Artemio Franchi esplode! Sono nel cortile sotto casa, a più di mille metri sull’appennino abruzzese, nevischia rado rado, la maglietta viola è una buccia troppo sottile, il fiato condensa in nuvole grigiobianche. Dopo un’ora il fiato continua a condensare, la maglietta viola è zuppa di sudore e la luce del pomeriggio è quasi andata via del tutto, in compenso le finestre delle case intorno al cortile si sono appicciate di luce gialla da pochi watt. Che fanno penso, perché non escono, perché non scendono, palleggio, riprendo fiato, guardo quello che capita dietro le finestre, continuo a palleggiare, la maglietta inizia ad asciugarsi, il freddo a farsi sentire. Più o meno all’improvviso mi piglia che sono felice, ma proprio felice, come se tutto fosse possibile, intatto, bello. <br />
<br />
ACF FIORENTINA 1982-1983 Portieri: Galli, Landucci, Paradisi. Difensori: Carobbi, Contratto, Ferroni, Passerella, Pin, Rossi. Centrocampisti: Antognoni, Bertoni, Bertoni, Bortolazzi, Cristiani, Manzo, Miani, Pecci, Sala, Torracchi. Attaccanti: Cecconi, Del Rosso, Graziani, Massaro.</blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>certi giorni, 17-10-2007 03:53</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=798</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:59:06 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">allora, mi sono svegliato alle 5.00 a.m., vado in cucina metto su il caffè e scopro che il gas è finito, vabbuò dico, me lo piglio al bar il caffè. Quindi esco, toh chi si rivede, la nebbia! agli irti colli etc. etc.. Guido piano essendo che c'è nebbia, faccio due km, trotrotrotrotrotrotrotrotro, non è possibile dico! invece è possibile eccome, gomma bucata. Ok Ok tranquillo, scendo cambio la ruota congelandomi le falangi delle dita e sono di nuovo in pista. Arrivo al lavoro, visto l'inizio di giornata evito l'ascensore come la peste, via sei piani hop hop hop! Arrivo alla macchinetta del caffè cerco le dannate monetine, le trovo, pigio, trotoctrotoctrotoc, &gt;PRELEVARE mi dice la macchinetta io prelevo, niente, appena il tempo di vedere un rivolo di caffè perdersi nelle viscere della macchinetta che sono finiti i bicchierini di plastica. certi giorni va così!</blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title><![CDATA[De l'infinito, universo e mondi, 03-10-2007 12:25]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=797</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:58:04 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">De l'infinito, universo e mondi Cossí li mondi se intendeno essere questi corpi eterogenei, questi animali, questi grandi globi, dove non è la terra grave piú che gli altri elementi, e le particelle tutte si muoveno e cangiano di loco e disposizione non altrimente che il sangue ed altri umori e spiriti e parte minime, che fluiscono, refluiscono, influiscono ed effluiscono in noi ed altri piccioli animali. Giordano Bruno</blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>antonia, 21-09-2007 12:18</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=796</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:56:54 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>#2 venti, rosa dei,  18-09-2007 08:44</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=795</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:54:53 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">tramontana, aquilone, bora, buriana, pomeriggio di valige, una sola, un borsone blu, quelli che odoravano di plastica, probabilmente tossica, magliette impilate, calze, boxer, la tuta la tuta, su ogni capo un numerino cucito, si compravano in merceria, te ne affidavano uno quando ti iscrivevi in colleggio, per via del fatto che cosi i vestiti erano riconoscibili dalla lavanderia, a me era toccato il numero 13, come i miei anni. la vecchia 127 blu odora appunto di vecchia 127 blu, se non ci siete mai saliti è un po’ come l’odore di un ufficio dove sono state fumate molte sigarette per molti anni, e dove molte scartoffie sono state lasciate a se stesse per altrettanti anni. Mi siedo dietro, guardo Appennino abruzzese passare fuori dal finestrino e insieme guardo la mia capocccia riflessa nel vetro. I miei si scambiano qualche parola, per lo più sono interpunzioni su di una linea pressoché continua di silenzio. - allora ci siamo - ti accompagnamo dentro? - no no vado io, ci salutiamo qui, poi vi chiamo stasera La 127 blu si allontana, registro l’imponderabile allontanasi di un sacco di cose la cui cifra mi sfugge ma fa male uguale. Poi tira vento forte, tramontana che viene da nord, vento amico, nella lettura disarticolata di pochi anni già troppo incasinati un rifugio sicuro. Che se tira tramontana ti tiri su il collo del maglione, chiudi un poco gli occhi per guardare il cielo blu spazzato, e insomma, non sai bene come e perché ma si fa strada il senso di una imprecisata possibilità, che proprio gioia non è ma di sicuro è la parente più stretta. Una versione più discreta ad uso di un pomeriggio in cui bene o male, e a scuorno di tredici anni e un assurdo maglione blu a rombi gialli, una nuova città mi stava accogliendo.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>#1 venti, 17-09-2007 04:08</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=794</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:53:35 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Mistral è di Nord Ovest, Maestrale, Maestro. Area circumpolare, colonna d’aria in formazione a trenta/cinquanta gradi sotto lo zero, velocità in rapido incremento. Costa di Provenza, la porta a Nord Ovest del mediterraneo, colonna d’aria gelata in formazione compatta contro la roccia compatta dei Pirenei. E’ forte il vento, va oltre, oltre i Pirenei la valle del Rodano, oltre la valle del Rodano il calore del mediterraneo; il mare mediterraneo abbraccia l’ospite freddo che arriva da Nord-Ovest, teso e arrabbiato, mare mediterraneo gli da un po’ de suo calore. La punta delle dita che esce dai guanti è fredda, mare incattivito, Maestrale è vela che scrocchia, tesa in manovra, giunti d’acciaio delle sartie che cigolano in uno gnick gnick ossessivo e costante, monito ripetuto alla mia natura di ospite su quest’acqua salata del colore del ferro e del piombo. Una sartia disancorata è una frusta di metallo che sciabola l’aria, una vela disancorata è superficie di impatto brutale offerta al vento, un piccolo catamarano sono pochi chili di vetroresina, un uomo è una manciata di chili lanciata come un pupazzetto disarticolato. Registro lo sfondamento di peso della vela, apro gli occhi, mare in avvicinamento, impatto, freddo, acqua a pressione nelle condotte nasali risale le cavità frontali, bruciore violento, disorientamento, il rumore del vento è sparito, al suo posto il pulsare amniotico dell’acqua; sopra e sotto e destra e sinistra sono categorie che si svuotano di significato. Riemergo, respiro, sputo tossisco, è un riflesso il respiro, nuoto, vivo, faccio l’inventario: uno scafo è affondato, l’altro tiene, mi ci appollaio sopra, mi avvolgo le spalle con il tessuto della vela. Aspetto, il quadrante dell’orologio è incrinato, l’orologio funziona ancora, guardo la lancetta dei secondi fare il suo giro, una volta, due volte, tre volte, uguale a se stessa, non ha fretta il tempo, non rincorre se stesso, si limita ad espandersi, da miliardi di anni. Un po’ mi tremano le mani, è normale, è l’onda di ritorno dell’adrenalina, ho qualche scossa involontaria, ma soprattutto ho freddo, la fisiologia dell’ipotermia ha le sue leggi, sono leggi che non hanno cavilli in deroga. Il mare respira grosso, tra una cresta e l’altra si aprono tra le onde depressioni di troppi metri, il Maestrale plasma il mare planando con velocità in rapido incremento, rompe linee d’acqua, ne ricava frattali, li esplode e li proietta in rastremature di spuma bianca con screziature verde e cobalto. Mistral, Magister, Maestrale, Maestro: <br />
Sei pronto? <br />
Pronto per cosa? Pronto Per chi? Per andare dove? <br />
- Mistral, Magister, Maestrale, Maestro: <br />
dove andiamo? <br />
- A casa, oggi a casa, a curare le ferite <br />
- grazie <br />
- di cosa <br />
- di tutto, di tutto <br />
- sei pronto? <br />
- a fare? <br />
- partire <br />
- massì, infondo credo di si <br />
- abbi cura di te <br />
- anche tu</blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>estate, 16-09-2007 08:45</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=793</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:47:59 GMT</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Estate, finito di pranzare lascio il fresco della casa per scendere nell’afa del primo pomeriggio. Sono solo in strada, mi siedo e prendo a rimuginare su qualche progetto, mi arriva, smorzato, il rumore di mia madre che lava i piatti, silenzio, deve aver finito; la sento scendere le scale, faccio per alzarmi e mi appoggio al concio del portone, dall’altra parte il dito di mia madre cala sul pulsante che fa scattare l’otturatore, un istante prima o dopo e la foto non sarebbe stata la stessa, o meglio, proprio non sarebbe esistita; non sarebbe esistito neanche un uomo che frugando in soffitta trova una foto di un estate di trenta anni fa. Si può comporre il caso? Forse alla fine! Una farfalla vola su un prato, sta per atterrare sopra un fiore giallo, un colpo di vento e si ritrova davanti una losanga di fiori azzurri, immagini slegate, giallo fiori azzurri verde, di nuovo giallo ma da un’altra angolazione, forse non è lo stesso fiore, un prato che è, cento mille metri? Se pesi qualche grammo e hai ali sottili larghe un paio di centimetri devi essere eccezionalmente fortunato per capirci qualcosa in una vita che dura un giorno. Una vita che è…</blockquote>

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			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>Mirko?, 12-09-2007 10:27</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=792</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:46:18 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">- Mirko? - Erri! - minchia Mirko! - che fai qui, cioè che fai in genere, è tua figlia questa; questa annuisce compita: sisi è mio papà e tu chi sei? già già e io chi sono? Insomma anni di analisi personale, a ermeneuticamente sondare il paro e lo sparo della mia vita e l’unica cosa che riesco a reiterare nella mia capoccia è: minchia Mirko! Peraltro ho il sospetto che tale raffinato ed articolato pensiero, diversamente declinato, stia prendendo corpo nella capoccia di Mirko nella forma di: minchia Enrico! - ma tu chi sei insomma? E’ un amico tuo papà? occhi blu cobalto puntati come laser, piccolo DNA teutonico. - Sono un amico di tuo papà - nel senso che eravate amici? Non ti conosco, ho sette anni io sai? poi è più o meno un pomeriggio di settembre, bicicletta, una settimana all’inizio della scuola e di fine di estate - Mirko - che è? - secondo me il lago è troppo lontano, viene a piovere - naaa mica piove, fa la mossa, poi si pesca meglio senza sole - sii? - sisi, poi è tosta solo andare i primi dieci km, gli altri otto è una salita leggera e al ritorno è tutta discesa - poi è tardi sono già le tre - via la smetti? pedali o no? appunto che so’ le tre pedala e risparmia fiato - lo sapevo che pioveva - tanto è discesa no, e abbiamo preso sei trote - che cazzo ti ridi! pure tu pari una trota - inizia la discesa vera, ci stai o vado solo? ci sto, un due tre stella, un due tre pioggia, pedali frullano acqua e aria, il parafango storto proietta un getto continuo all’altezza del collo, a scendere a rotta di collo sotto un temporale le voci si perdono, rimane il rumore d’acqua, il fischio di aria forzata che passa in mezzo ai raggi. La schiena di Mirko che piega in curva, cento metri avanti, matto tedesco, sul filo del limite della gravità, e la cosa bella è che gli va bene sempre, è più furbo della gravità, siamo più furbi della gravità. Poi mica te ne accorgi che un periodo si sta chiudendo proprio mentre stai li a fare l’equilibrista sulla forza di gravità su due ruote che fischiano in una giornata di inizio di settembre. Una settimana dopo erano città diverse, colleggi diversi, una settimana dopo era assai di più di una settimana, altro che una schiena che piega in curva sotto la pioggia cento metri avanti: curva fatta schiena scomparsa. Minchia Mirko! Minchia Enrico!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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			<title>quasi quasi! , 11-09-2007 07:14</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=791</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:45:18 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">buoni propositi autunnali, l’inizio d’autunno è periodo di buoni propositi, è il motivo per cui orde di pubblicitari programmano campange di lancio per improbabili raccolte, collezioni, hobbies et amenità varie tipo costruisciti un’arca di palissandro a grandezza naturale che non si sa mai, alla direzione centrale potrebbero decidere di piazzare lì un nuovo diluvio e zac!, te hai l’arca di palissandro costruita in sole ottocentoventinove uscite settimanali. Con me non attacca mi dico, schivo sediziosi manuali di decoupage con cui operose nonnine trasformano vetusti casalinghi in imprecisati Trumò Luigi XVI-XIV-SETT’OTTO, resisto alla tentazione del cinese base in un anno, mi faccio una risata alla faccia dei minerali pleistocenici nelle teche di cristallo. Poi cedo a enigmi di logica, entro furtivo, compro tre quotidiani e quello: - questo? - sisi quel fascicolo li, che prontamente occulto nella colta Repubblica a casa scarto il manufatto due pezzi di ferro da assemblare e disassemblare, un lucchetto logico, quindi mi provo ad assemblare e disassemblare. L’attività mi assorbe una buona mezz’ora, ci provo un certo gusto, occhieggia un pensiero malevolo: quasi quasi faccio la raccolta!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		<item>
			<title>saracena, pollo alla, 10-09-2007 08:31</title>
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			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:44:08 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Faccio soffrigere in olio extravergine: scalogno, olive nere di Gaeta snocciolate, quattro spicchi di limone biologico, due o tre foglie di alloro, verso la fine, aggiungo un petto di pollo tagliato a cubetti, pepe nero macinato grosso e sale, dopo la prima scottatura esterna aggiungo vino bianco e finisco la cottura. Come lo chiamo? Pollo alla saracena?! ma i Saraceni poi, mangiavano pollo? boh ah! una bottiglia di Verdicchio Castelli di Iesi</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>so far so near, 09-09-2007 08:42</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=789</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:42:58 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>erano anni, 06-09-2007 10:13</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=788</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:41:40 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Erano anni che volevo venire in questa città, ricucire il senso di una storia complessa, iniziata nell’immediato dopoguerra e ancora aperta, per capire, provare a capire il senso delle nostre vite cosi distanti, mio padre, il vecchio soldato, mio padre che lotta con il tumore, mio padre che muore, mio padre racconta la Sicilia dei suoi vent’anni, arruolamento volontario, la guerra che finisce, la Repubblica Italiana che prova a muovere i primi passi. Quando io ero embrione di un’idea che non è rimasta tale per la grazia di istanti in cui un giovane soldato colpito viene raccolto in tempo, perde sangue, si tocca la ferita, guarda e pensa che questa terra è l’ultima cosa che vedrà, saluta, si prepara a prendere commiato, invece vive, è forte la vita, ci prova sempre, mani raccolgono, mani tamponano, mani tagliano, estraggono e cuciono. L’aereo inizia la manovra d’atterraggio, Palermo Punta Raisi, piango, pianto silenzioso, lacrime che scendono, sono felice, sono triste, questa terra mi ha riconosciuto, io ho riconosciuto questa terra, erano anni che dovevo venire in questa città.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>dal resto, 04-03-2007 02:21</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=787</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:40:16 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>libertas, soc. sportiva, 03-03-2007 07:19</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=786</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:39:03 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">15.00 p.m. allenamenti soc. sportiva Libertas, nota a margine, quante soc. sportive Libertas c’erano in Italia all’inzio dei per altri versi pessimi anni ’80, quante piscine con maioliche approssimative e spalti di ferro più o meno ossidato hanno lasciato spazio a stracazzolucidfittenessclub! e allora nuoto! ma questa chi è, e soprattutto, da dove esce!? Voce amplificata nella piscina semivuota Erri forza ma che fai dormi, che ti piglia! altre dieci vasche stile poi fai pausa e cambi èh èh, poi cambio, sisi, altre dieci vasche stile, poi cambio sisi ma intanto, questa, chi è? Questa è corsia allenamento ragazze, cuffia rossa con ranocchia blu disegnata sopra, che insomma così, più o meno all’imporvviso, ‘sta faccenda delle vasche, il compito in classe di matematica andato male, per inciso, era il primo che facevo, sembrano periferia di un centro che intuisco ma ancora mica lo so che è. - ciao - ciao - Libertas pure tu? nota a margine: machecazzdidomandaè Erri?! - Si, anche tu con il gruppo di preparazione alle gare di maggio - Già già… quando finite voi l’allenamento - le cinque - anche noi, ti aspetto all’uscita - si - ah - si? - bella la cuffia - ah la ranocchia! - si, bella</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>43.252.003.274.489.856.00 0, 28-02-2007 05:54</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=785</link>
			<pubDate>Wed, 25 Jun 2008 21:36:41 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>mistral_72</dc:creator>
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