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		<title>Forum di Psicologia - Blogs - Linea di confine by peste1987</title>
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		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
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			<title>Forum di Psicologia - Blogs - Linea di confine by peste1987</title>
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			<title>Libro</title>
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			<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 20:18:29 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><u><font size="4">Ragazzi, è ufficiale!!!</font></u><br />
<br />
<font color="#FF0000"><font size="3">Dopo diversi incitamenti da parte di chi ha potuto leggere un qualche mio scritto, ho deciso: <b><font size="4">SCRIVERO' UN LIBRO!!!</font></b></font></font><br />
<br />
<b>Sto già raccogliendo il materiale, e ovviamente non mancheranno stralci presi dal mio blog</b> :D</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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			<title>Chi ci cura?</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3291</link>
			<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 15:20:52 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Affidare tutto ai farmaci o continuare ad avere sbalzi d'umore perenne, rabbia intensa e inappropriata, pensieri negativi, paranoie, ansia.....?<br />
Un giorno &quot;viva la vita&quot;, un altro giorno &quot;uccidetemi&quot;.<br />
Non so se riuscirò mai ad essere tranquilla e ad avere una vita per lo meno normale.<br />
Prendere o non prendere i farmaci? Questo è il problema di adesso.<br />
Ho provato per 3 mesi. Stavo bene, direi. Anche se per accorgermi che stavo bene ho dovuto smettere. Solo allora ho capito che forse forse qualcosa facevano!!<br />
Adesso che non prendo più nulla da 3 settimane, me ne pento di aver bloccato questa via. <br />
Ora sono qua che mi chiedo &quot;sarà il caso di tornare a prenderli?&quot;<br />
<br />
Esistono i pro, esistono i contro.<br />
Come il bene e il male; il bianco e il nero..<br />
Non è facile neanche prendere i farmaci per quelli come noi.<br />
Perché il farmaco ingrassa..e poi saresti peggio a vederti grassa.<br />
Hai l'intelligenza per comprendere che il farmaco FA MALE all'organismo..quanti effetti indesiderati ci sono? A lungo andare ti fa venire mille problemi.<br />
Io sono sana come un pesce, perché mi devo far venire delle complicazioni?<br />
<br />
Il farmaco fa bene, ma fa anche male.<br />
Quindi....<br />
Prenderli sapendo che ti stai facendo male fisicamente per star bene di testa o non prenderli, stare bene fisicamente ma male di testa?<br />
<br />
È VERAMENTE UN MACELLO</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Sono come un cane...!</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3171</link>
			<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 14:16:42 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#A52A2A"><font size="3"><b>Ansia da separazione</b></font></font><br />
<br />
<b>L'ansia da separazione è un problema comportamentale abbastanza comune e indubbiamente crea moltissimi disagi ai proprietari dei cani che ne sono affetti. Purtroppo non sempre i proprietari capiscono che i comportamenti posti in atto dal loro cane sono da addebitare ad un vero e proprio problema del comportamento e di conseguenza non riescono a porvi rimedio. <br />
<br />
Il cane affetto da ansia da separazione manifesta una serie di comportamenti molto tipici, sia quando viene lasciato solo, sia nella comune vita domestica. E' un cane solitamente di indole buona, molto affettuoso, che stabilisce un legame molto forte e intenso con i padroni e che vive la separazione, anche momentanea, dall'oggetto del suo appassionato amore, il padrone, come una vera sciagura.<br />
Non è un problema che dipende dalla volontà del cane pertanto va aiutato e non inutilmente punito (peggiorando la situazione)</b><br />
<br />
<font size="3"><font color="#A52A2A"><b>Comportamenti classici dell'ansia da separazione:</b></font></font><br />
<br />
<b>Tendenza a seguire il padrone negli spostamenti all'interno della casa (per non perderlo mai di vista); <br />
Segni di ansia accompagnano i preparativi che precedono l'uscita del padrone; <br />
una volta lasciato solo, il cane abbaia, ulula, geme (di solito entro i primi dieci minuti dalla sua uscita, al massimo mezz'ora); <br />
In assenza del padrone possono aversi comportamenti distruttivi</b></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Disastro ieri</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3159</link>
			<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 13:02:46 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Trebuchet MS">Per pranzo arrivano le nostre 2 educatrici, io stavo riposando sul divano. P. viene lì e mi dice &quot;andiamo a vedere cosa hai combinato in camera..?&quot;. Ci siamo messe a sistemare. La sera prima avevo preso 2 tavor  ed era la prima volta...lascio all'immaginazione..<br />
E' pronto da mangiare, ci vengono a chiamare. Nel frattempo suona il citofono e ci raggiunge anche il mio psico.<br />
Ci mettiamo a tavola, io non riesco a star seduta.<br />
Accendo la tv, mi viene a prendere l'educatrice. La riaccendo. Me la spegne.<br />
Vado a tavola. 3 secondi mi rialzo, vado a lavare i piatti (che dopo sarebbe stato il mio turno). Ritorno, li vedo ancora mangiare, sistemo i miei jeans dallo stendino, li piego e li riporto in camera mia.<br />
Torno a tavola.<br />
S. inizia a tormentarmi, io le tiro calci da sotto il tavolo.<br />
Lei continua, io le tiro un bicchiere d'acqua addosso. Non la centro, ma becco A.<br />
Allora prendo la bottiglia dell'olio ma l'educatrice, che era seduta accanto a me, mi ferma in tempo. Nel frattempo prendo la brocca dell'acqua e gliela tiro addosso a S.<br />
BINGO!<br />
<br />
Mi chiudo in camera mia seduta per terra (il letto era inagibile) e mi avvicino le ginocchia al petto e inizio a piangere. Voglio farmi male. Prendo il taglierino dal cassetto e mi inizio a tagliare il braccio. Vedo il sangue, ma non mi bastava. Volevo vedere QUALCUN ALTRO.<br />
Bussa il mio psico, gli urlo di andarsene.<br />
Chiamo S. con il numero privato, le chiedo scusa, mi raggiunge in camera. Alla vista del sangue chiede aiuto. Arriva l'educatrice e disinfettiamo insieme.<br />
Le coinquiline escono a far la spesa e io rimango a parlare con le 2 educatrici.<br />
<br />
E' un periodo un po' così....secondo me non c'è soluzione per quelli/e come me.<br />
Siamo troppo strani, tantè che neanche voi psicoterapeuti avete le idee ben troppo chiare quando trattate di questo disturbo. Tutti quei casi a cui non riuscite a dare un nome, li appropriate a quest'etichetta.<br />
Boh... <br />
<font size="3"><b>Il mio psico dice che io metto un muro, e non mi lascio permettere di amare perchè ho paura che poi chi mi ama mi abbandona come è sempre successo. <br />
Io VOGLIO essere amata, ma come dici tu, caro psico, vi metto tutti quanti alla prova.<br />
Se mi volete bene, mi volete bene anche se faccio delle cose cattive.</b></font><br />
Non so se passi ancora di qua qualche volta a leggermi. Beh, se così fosse, tieni bene a mente questa frase:<br />
<br />
<font size="4"><font color="#DAA520">AMAMI QUANDO LO MERITO MENO, PERCHE' SARA' QUANDO NE HO PIU' BISOGNO.</font></font></span></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Quello che sento adesso</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3154</link>
			<pubDate>Sun, 07 Oct 2012 18:28:36 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#FF8C00"><font size="3"><b>Delle volte vi amo, delle volte vi odio.<br />
In questo momento vi odio. Odio tutti quanti.<br />
A volte penso che non potrei vivere senza di voi, altre volte (come adesso) penso &quot;ma chi cazzo siete voi per capire quello che ho passato e che passo io ogni giorno di questa cazzo di vita?!?&quot;<br />
<br />
Come fate ad aiutarmi se non avete passato le stesse cose o per lo meno simili?<br />
Vaffanculo.<br />
Vaffanculo perchè non potete aiutarmi.<br />
Vaffanculo perchè non avete passato le mie stesse cose.<br />
Perchè io sì e voi no?<br />
Con quale cazzo di criterio piombano sulle persone i problemi?<br />
Che ingiustizia è questa?!<br />
<br />
Odio le ingiustizie.<br />
Voi tutti siete migliori di me. Non perchè siete nati migliori, ma avete avuto la possibilità di diventarlo.<br />
Io a quest'ora sarei qualcuno, se solo...<br />
<br />
FANCULO.<br />
Mi sale la rabbia, mi sento un fuoco.<br />
E' stato un weekend di merda. Prepariamoci a una settimana d'inferno.</b></font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Adesso TE, domani BOH</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3141</link>
			<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 21:54:51 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Georgia">Uffi oggi mi hai fatto sentire un po' trascurata :(<br />
Ma sei perdonata perchè so che non lo fai perchè non mi vuoi bene ma per il troppo lavoro che hai questa settimana.<br />
Giovedì parli un po' con me però eh?<br />
Che abbiamo un sacco di cose in sospeso...<br />
fra cui, ti voglio spiegare perchè settimana scorsa avevo le lacrime agli occhi, che secondo me non hai capito cosa mi ha fatto male.<br />
Mmmmmh... era perchè mi sono sentita rifiutata..mi ha fatto male quella tua freddezza nella risposta datami..da morire...non puoi capire.<br />
Per colpa di cosa? Del lavoro!<br />
<b><font size="3">Che poi il tuo lavoro sono anche io...</font></b><br />
<br />
vabeh, lo sai che <font size="3">ti voglio benissimo!</font> E che qualunque cosa dici ti ascolto <font color="#B22222">perchè non posso farci un cazzo, ti sto idealizzando!</font> Me ne rendo conto. Ho preso te come punto di riferimento e non ce n'è per nessuno.<br />
<br />
<br />
<font color="#800080"><font size="3"><b>Mi piace quando mi insegni le cose, quando mi parli e cerchi di farmi ragionare dopo l'ennesima mia cazzata, quando sto ancora dormendo e dolcemente mi vieni a svegliare, quando mi aiuti a rifare il letto, quando ridi per le mie battute, quando sinceramente mi domandi come sto, quando mi dici &quot;ti aspetto qui&quot; sapendo la paura che ho che al mio ritorno tu possa essere sparita, quando mi dici &quot;sei una ragazza in gamba&quot; e so per certo che lo pensi, quando riesco a stupirti regalandoti un braccialetto che desideravi, quando rispondi ad ogni mio sms, quando mi telefoni perchè sei in bici e non puoi rispondere al mio messaggio, quando entri in casa e io sono chiusa in camera e sento che chiedi di me alle altre, quando mi sproni a continuare, quando mi aiuti a organizzarmi con l'università, quando ti chiedo qualcosa e mi rispondi con dolcezza, quando con pazienza cerchi di spiegarmi le cose che non ho capito, senza arrabbiarti, quando mi dici &quot;brava&quot; perchè ho fatto qualcosa che mi avevi detto di fare, quando mi fai i complimenti per il pranzo che ho preparato, quando mi dici di mangiare qualcosa che non posso vivere d'aria,<br />
<br />
quando ci sei, perchè la tua presenza fa la differenza.</b></font></font></span></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>I lati oscuri del mio disturbo</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3139</link>
			<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 20:34:20 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Alla fine stasera al gruppo ci sono andata.<br />
<br />
L'argomento, come si può intuire dal titolo di questo post, era <font color="#B22222"><b>&quot;i lati oscuri del mio disturbo&quot;.</b></font> In poche parole, ognuno doveva esporre il proprio disagio e raccontare ciò che più si fatica a sopportare di se stessi.<br />
<br />
Il mio intervento è terminato con &quot;è un macello da spiegare..&quot;<br />
<br />
Ma nonostante ciò ho cercato di farlo.<br />
<br />
<span style="font-family: Courier New"><i>&quot;Il mio disagio è un insieme di tutte le patologie però prese in maniera più leggera. Prendiamo un pentolone e mettiamo dentro un pizzico di ogni disturbo, mescoliamo bene...ecco, quella sono io.<br />
I lati oscuri e che non sopporto della mia personalità sono <b><font color="#0000CD">l'ipersensibilità</font></b>, <b><font color="#0000CD">la paura dell'abbandono</font></b>, <b><font color="#0000CD">l'infantilismo</font></b> e <b><font color="#0000CD">gli sbalzi d'umore</font></b>.<br />
Che poi l'ipersensibilità e la paura di essere abbandonata sono in relazione perchè è l'alta sensibilità che mi porta a percepire in uno sguardo, in un gesto, nel tono di voce, un rifiuto o un abbandono da parte degli altri.<br />
Poi ci sono i <b><font color="#0000CD">rapporti interpersonali</font></b>...ossia, la mia felicità non dipende da cosa faccio nella mia vita, ma da come si comportano gli altri con me.<br />
E' troppo complesso perchè io possa spiegarvelo in 2 minuti. Vi posso dire che si è costantemente in bilico, tra normalità e follia. A volte sei di qua, a volte sei di là.<br />
Da fuori voi vedete una ragazza normale e pretendete che questa ragazza si comporti in maniera normale, o quanto meno in modo consono alla sua età.<br />
E' questo che mi è difficile da morire: stare dietro alle vostre aspettative, perchè ciò che vedete da fuori, vi assicuro che non è lo stesso che si riflette dentro. E' un macello da spiegare...&quot;</i></span></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Tu pensi di sapere..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3133</link>
			<pubDate>Tue, 18 Sep 2012 18:55:29 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><b>Tu</b> pensi di sapere, di aver capito, di comprendere, ma <b>io</b> non ti ho mai veramente parlato del mio passato.<br />
<br />
Quindi a che cazzo di gioco stiamo giocando?!?<br />
Dimmelo.<br />
<br />
Mi ferisci tu, ti ferisco io.<br />
<br />
E' una lotta, o un inseguimento?<br />
<br />
Mi hai dimostrato di volermi bene, sì.<br />
Ma non mi hai dimostrato di aver capito. <br />
<br />
Un po' di comprensione, cazzo.<br />
Non sempre i tuoi soliti &quot;si, ma..&quot; e giù a contraddirmi.<br />
Per te, per voi psicoterapeuti, c'è sempre una soluzione.<br />
Non è mai &quot;è così e basta&quot;.<br />
<br />
Viaggiamo su due treni diversi, ed entrambi cerchiamo di valorizzare il proprio.<br />
Io vedo un paesaggio, tu ne vedi un altro.<br />
E vuoi a tutti i costi che io partecipi alla visione di <i>quel</i> paesaggio.<br />
Ma ascolta un attimino il racconto del mio mondo, senza dover sempre sminuirlo o attirarmi verso il tuo.<br />
<br />
Perchè alla fine è solo questo che ti chiedo.<br />
So che ci devo convivere con questo &quot;male&quot;.<br />
<b>Non si può distruggere, si può solo (s)piegare.</b></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Dall'altra parte della scrivania]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3131</link>
			<pubDate>Sat, 15 Sep 2012 20:26:16 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Century Gothic">Ho sempre avuto una particolare ammirazione per gli psicologi e per tutte quelle figure professionali che aiutano gli altri.<br />
Loro sono e restano una certezza. <br />
<br />
Ma quante volte entrando in un ambulatorio, di fronte ad uno psichiatra, psicologo o psicoterapeuta, mi sono chiesta: chi è costui? Chi è questo medico della mente, del nulla di tangibile: il pensiero? Chi è questa persona che vuole varcare i confini della mia sofferenza per entrare dentro la mia anima (che non risiede nel cuore, ma nella testa)?<br />
Chi è costui che vuole conoscere tutto di me, mentre io non conosco nulla di lui?<br />
Un estraneo chiamato dottore, che non ti cura una ferita del corpo ma dell’anima. Se già risulta pesante mostrare ad un medico parti del proprio corpo, diventa estremamente più complicato esibire una componente ancora più intima, che sta all'interno di noi e che ha bisogno di essere curata…<br />
Il percorso è più arduo: per trovarla bisogna rovistare tutto; l'emozione che fa male non la si può prendere, mostrare e dire: &quot;ecco, è qui che sento dolore&quot;. Perchè l’anima soffre tutta insieme, e nel suo labirinto di emozioni lo psicologo deve saperci camminare, cercare e rivoltarti dentro, per far uscire ciò che si radica nel fondo. Nel profondo si celano le ferite della mente, e nel tuo abisso devi permettere a quel medico di entrarvi.<br />
 <br />
E' per questo che è così difficile varcare quella soglia e consegnarti nelle mani di uno sconosciuto, che alla fine arriverà a conoscerti meglio di quanto tu possa conoscere te stessa.<br />
<br />
Nel suo studio ci si spoglia nudi, ma non dei vestiti. Si diventa trasparenti perchè i suoi occhi possano guardarti accuratamente in profondità, dove tu non arrivi a vedere perchè il tuo profondo ti è troppo vicino e purtroppo non hai la possibilità di metterlo a fuoco; mentre lui, il terapeuta, da una certa distanza - quella giusta - può vedere ciò che hai dentro e mostrartelo… &quot;scava la terra e, se questa non è arida e morta, in fondo troverà sempre un germoglio&quot;.<br />
 <br />
<b>Questo non poteva succedere, finchè la mia paura vi lasciava fuori dalla mia vita, e la mia vita rimaneva fuori dalla vostra porta. Poi mi sono decisa e ho bussato...</b> <br />
<br />
<font color="#800080">Quante volte vi ho cercato, quante volte mi avete accolto, quante volte avete taciuto mentre la mia rabbia si scagliava sui muri bianchi e muti delle sofferenze passate e presenti. Quante volte mi avete sorriso, invece di prendermi a schiaffi. Quante volte mi avete costretto a non vedervi amici, ma psicologi; quante volte avete costretto voi stessi ad essere psicologi e non amici... quando le mie lacrime scendevano a fiumi, i miei occhi vi chiedevano aiuto e il mio dolore vi chiedeva abbracci, muta di fronte a voi che aspettavate in silenzio che il male diminuisse e la mia voce ritornasse. Il vostro sguardo immobile trapelava l'impotenza e la plausibile tensione che vi coglievano dall’altra parte della scrivania.</font><br />
<br />
Quanta forza dovete avere per lasciare fuori da quello studio la vostra parte umana, o meglio, dividerla, sceglierla, sezionarla e far entrare solo quella fondamentale per la terapia. Perchè se vi disumanizzaste, in una &quot;indifferenza professionale&quot;, sapete che non potreste raggiungere il punto dove invece voi mirate ad arrivare: nel profondo di ognuno.<br />
 <br />
A volte mi domando come fate ad assorbire dentro di voi i colpi, le rabbie, i dolori, i tormenti dei vostri pazienti, senza mai riscagliarli indietro nella maniera sbagliata. Quale equilibrio vi richiede la vostra professione, per essere considerati &quot;bravi psicologi&quot;, non un nome sul cartellino e una tariffa oraria. Non uno dei tanti, che dopo il fervore iniziale si rende indifferente alla sofferenza altrui, dando per perso un cuore ancora prima che smetta di battere. Non uno di quelli. Uno. Uno tra i pochi che ancora lotta, non lascia la presa e persevera nella voglia di vederti, se non guarito, almeno stare meglio.<br />
 <br />
A volte mi domando che forza dovete avere per ascoltare i lamenti altrui, magari stupidi (ma mai per voi stupidi), mentre il vostro cuore porta in sè i pesi della vostra umanità, che non è mai perfetta anche se siete psicologi. E quando siete stanchi, che la vostra anima duole in quella vostra vita sconosciuta e avreste bisogno di parole e ascolto… parole e ascolto voi invece continuate a dare. Il cuore caccia il vostro lamento per ascoltare quello altrui.<br />
 <br />
Vi stimo molto.<br />
 <br />
<font size="3">Voi che camminate al mio fianco, cari sconosciuti, e mi sorreggete quando cado, m’insegnate a rialzarmi, mi date fiducia, districate i miei nodi, camminate con me dentro la mia angoscia, remate nella mia barca, mi conducete, mi spingete, e mi trascinate verso la riva.</font> <br />
<br />
Nella mia vita ho potuto incontrare diversi psicologi, fino ad avere trovato un punto di riferimento definitivo. E dopo due anni di serio percorso, posso dire di essere molto più equilibrata. Ho chiuso con certe cazzate. Non è detto che io non ci ricaschi, ma adesso so bene come uscirne. Ora come ora riesco a vedere la vita con occhi uguali, ma da una distanza diversa.<br />
&#12288;<br />
<b><font color="#A52A2A"><font size="4">GRAZIE</font></font></b></span></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Di ritorno</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2928</link>
			<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 16:57:11 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><b>Mi hanno avvisato che avevano riattivato il blog.<br />
Io, che ormai non ci speravo più e mi saliva un po' di rabbia e tristezza a pensare che avevo perso pezzi della mia vita.<br />
Perchè qui, all'interno di questo sito, ho deciso di &quot;confessarmi&quot;, di aprire me stessa e cercare insieme a chi avrebbe voluto, di CAPIRE. Parlare un po' di tutto, spiattellare emozioni, fatti, sentimenti nascosta dietro ad uno schermo che probabilmente mi dava quella forza in più per poter farlo.<br />
E' passato più di un anno dall'ultima volta che ho scritto.<br />
Tante cose sono cambiate. Io in primis.<br />
Ho lasciato il lavoro, mi sono licenziata per iscrivermi all'università.<br />
E' la terza volta che mi iscrivo in un'università.<br />
Dopo varie scelte sbagliate, finalmente ho trovato la mia strada. La facoltà che ho scelto mi piace molto. Spero di riuscire a portarla a termine. E' la mia più grande sfida.<br />
Dallo psico ci vado ancora, è sempre lo stesso. Ecco, in almeno una cosa ho avuto costanza :)<br />
Ora mi trovo a Brighton per una vacanza-studio. Sono da sola. Il mio primo viaggio della durata di UN mese, completamente da sola, in una città che non avevo mai visto prima e di cui non so la lingua. Sono qui per impararla, giustamente.<br />
Devo controllarmi in questo mese. Nessuno bada a me. E' anche questa una sfida.<br />
Già sabato sera mi sono comportata un po' da irresponsabile. Sono andata in discoteca da sola, ho bevuto troppo e una ragazza ha dovuto accompagnarmi a casa in taxi..ha pagato tutto lei..mannaggia! Non mi ricordo quasi niente, non so in che stato mi abbia trovato... una delle poche cose che ricordo è che sono stata in grado di dirle la Via dove si trova il residence in cui sto.<br />
E' andata così, e vabeh.<br />
<br />
Mi fa piacere tornare a scrivere. Questa passione mi è rimasta :)<br />
</b></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[E' rimasto il niente]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2194</link>
			<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 12:16:37 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><b><font size="3"><font color="DarkOrange">Come è possibile che per un commento fattomi ho cambiato completamente umore?!<br />
Prima di pausa pranzo ero serena, tranquilla...poi mi hanno detto una cosa, un scemata, ma che non avrebbero dovuto dirmi.<br />
Non a me. Probabilmente un'altra persona se ne sarebbe fregata altamente. IO NO.<br />
A me è entrata dentro e mi ha ferito un casino, tanto che adesso non riesco più ad avere l'atteggiamento felice che avevo fino a poco fa.<br />
Ci continuo a pensare a ciò che mi è stato detto...e mi sale una rabbia assurda.<br />
Che vita di merda.<br />
Le persone sono delle vipere, non si fanno mai i cazzi loro.<br />
Ma presto prenderò la mia rivincita. Non appena sarò ricoverata in un letto d'ospedale e li vedrò piangere.<br />
Che se ne andassero tutti quanti a fanculo.<br />
Non mi ha capita nessuno, cosa pretendo ora? Che mi capiscano adesso che sono passati 23 anni?<br />
Ormai quel che è fatto è fatto. Io odio sempre di più la vita. Odio il mondo, odio le persone.<br />
<br />
Sì, vi odio.<br />
Preferisco starmene da sola, piuttosto che con dei pagliacci, capaci solo di offendere.<br />
Perchè qui è un &quot;tutti contro tutti&quot;.<br />
Me ne sono accorta troppo tardi.<br />
Ma da quando me ne sono accorta ho cominciato anche io a giocare.<br />
<br />
Sono diventata ANAFFETTIVA.<br />
Me ne fotto. Di tutto  e di tutti.<br />
<br />
Se fino ad adesso hai ricevuto merda, allora merda restituirai.<br />
Eppure avevo tanto da dare.<br />
Mi hanno prosciugata di tutto ciò che avevo.<br />
E' rimasto il NIENTE.</font></font></b></blockquote>

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			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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			<title>Mostra Steve McCurry</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2150</link>
			<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 12:53:13 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"></blockquote>

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			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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			<title>Il non vedente</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2148</link>
			<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 09:48:21 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: &quot;sono cieco, aiutatemi per favore&quot;. <br />
Un pubblicitario famoso che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. <br />
Si chinò e versò altre monete, poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase. <br />
Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. <br />
Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo: chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. <br />
Il pubblicitario rispose: &quot;niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo messaggio in maniera diversa&quot;, sorrise e andò via. <br />
Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c'è scritto: &quot;oggi è primavera...ed io non la posso vedere&quot;. <br />
Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio.</blockquote>

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			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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			<title>I buoni propositi fanno male</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2142</link>
			<pubDate>Thu, 31 Dec 2009 20:24:18 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="SeaGreen"><center><i><font size="3"><b>Per il 2010 non mi prefiggo nulla,<br />
così non ho nemmeno il rischio di fallire<br />
(Laura)</b></font></i></center></font><br />
<br />
<br />
<font size="3">I buoni propositi di inizio anno sono un rito per molti di noi, ma <i><u>secondo uno psicologo britannico si tratta di un esercizio pressoché inutile e, anzi, in alcuni casi dannoso.</u></i><br />
Richard Wiseman e la sua equipe di ricercatori dell'università dell'Hertfordshire hanno intervistato 700 persone chiedendo loro se e come sono riuscite a realizzare gli obiettivi che si erano poste all'inizio di un nuovo anno.<br />
<b>Nel 78% dei casi i buoni propositi falliscono, lasciando chi se li era prefissati con l'amaro in bocca e poco disposto a provarci di nuovo.</b><br />
A fallire con più frequenza sono i buoni propositi decisi all'ultimo minuto. &quot;Se è una cosa decisa sul momento, probabilmente non è davvero importante e non ci si mette tutto l'impegno necessario. Fallire nelle proprie ambizioni è spesso dannoso dal punto di vista psicologico e può privare le persone del proprio senso di autocontrollo&quot;, ha avvertito lo studioso, che raccomanda inoltre di fissarsi un solo obiettivo alla volta.<br />
<br />
<br />
Detto questo,<br />
<br />
<font color="Red">VI AUGURO UN SERENO E FELICE ANNO NUOVO, A VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE.</font><br />
Ci &quot;vediamo&quot; l'anno prossimo.</font> :approved:</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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			<title>Aspettando il momento giusto</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2137</link>
			<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 15:43:06 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="DarkSlateBlue"><font size="4"><b>Mi godo questi ultimi mesi o anni con la spensieratezza di una bimba al suo ultimo giorno di scuola, il menefreghismo di un antisociale, l'apatia di un depresso, l'irragionevolezza di uno psicopatico, la fantasia di un artista, l'inconsapevolezza di un drogato, la voracità di un affamato, l'autoironia di un clown...</b></font></font><br />
<br />
<br />
E' troppo presto adesso...prima, devo sapere cosa accadrà il 21 dicembre 2012. Almeno fino a quella data, voglio esserci.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>peste1987</dc:creator>
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