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		<title><![CDATA[Forum di Psicologia - Blogs - L'amore conta conosci un'altro modo per fregar la morte? by Anymore89]]></title>
		<link>https://forum.opsonline.it/blog.php?u=75876</link>
		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
		<language>it</language>
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			<title><![CDATA[Forum di Psicologia - Blogs - L'amore conta conosci un'altro modo per fregar la morte? by Anymore89]]></title>
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		<item>
			<title>Non sono come volevi tu..non sono come voleva il tempo. (N)</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3005</link>
			<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 16:40:21 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="4"><font color="#800080">Non sono come volevo essere.<br />
Non dico quello che in realtà vorrei dire. <br />
Rubo parole e cerco di crederci anchio come ci credeva chi le ha scritte. Ma la verità è che arrivati a questo punto non sò più cosa fare,cosa dire,cosa scrivere e cosa sia giusto pensare. <br />
Scusate oggi sto delirando...</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Tremano..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2993</link>
			<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 22:01:17 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#FF0000">le mie mani.<br />
<br />
le mie labbra tremano mentre ti parlo.<br />
<br />
la voce mi si abbassa da sola perchè in realtà non vuole farsi sentire.<br />
<br />
il gelo nelle ossa.<br />
<br />
Tremo dentro.<br />
<br />
Mi trema l'anima ma tu non lo sai e probabilmente  non ti interessa nemmeno saperlo. <br />
<br />
Ho paura di perderti ma sono sicura che se te lo dicessi nemmeno mi crederesti.<br />
<br />
L'altro giorno ti osservavo mentre ti perdevi con lo sguardo nel vuoto..<br />
<br />
Mi sono resa conto che erano anni che non guardavo il tuo viso,lo facevo da bambina per cogliere in te un segno d'amore,un qualcosa che mi facesse sentire che avevi bisogno di me quanto io di te,ma io per te non sono mai stata importante o forse lo ero ma nemmeno tu te ne sei mai reso conto.<br />
<br />
Volevo dirti tante cose ma sò già che non avrò la forza di farlo,si perchè ci vuole coraggio a mostrarsi fragili e vulnerabili di fronte ad un uomo che non ti ha mai mostrato un briciolo di comprensione e umanità.</font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Non siamo niente.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2981</link>
			<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 20:49:11 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#FF0000"><font size="4">E probabilmente non lo siamo mai stati<br />
<br />
Ma c'era quel qualcosa che mi faceva pensare fossi speciale.<br />
<br />
Pensavo fossi vero,pensavo di essere davvero importante per te.<br />
<br />
Pensavo che non avresti mai smesso di guardarmi con quegli occhi.<br />
<br />
Invece anche tu come fanno tutti hai girato lo sguardo altrove.<br />
<br />
Le tue mani non tremano più.<br />
<br />
Non sorridi più come facevi prima,non mi abbracci più così spesso.<br />
<br />
Persino la tua voce al telefono è cambiata.<br />
<br />
e poi inventi mille scuse per convincermi che non è cambiato niente.<br />
<br />
Invece tu non ci sei più.<br />
<br />
Ci siamo persi.<br />
<br />
E qui resta solo tanto freddo e paura di non farcela.<br />
<br />
la rabbia che non riesco a fermare per le promesse che non hai saputo mantenere.<br />
<br />
E la voglia di averti qui..si voglio che tu sia qui nonostante tutto.<br />
<br />
Anche se tra un istante mi maledirò di averlo scritto e persino di averlo pensato.<br />
<br />
Perchè non voglio che tu lo sappia.<br />
<br />
Non voglio essere così fragile.<br />
<br />
Non riesco nemmeno ad odiarti,eppure lo vorrei tanto.<br />
<br />
Ormai lo sò che ti stai stancando di me e questo fà tremendamente  paura.<br />
<br />
Mi stai facendo male ogni giorno e nemmeno te ne accorgi.<br />
<br />
Però come un'imbecille sono ancora qui..a scrivere di te.<br />
<br />
Perchè non posso lasciarti andare. Non ancora..</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>22 anni persi..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2977</link>
			<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 09:48:48 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#800080"><font size="4"><br />
&#8206;22 anni passati a rincorrere qualcosa che non esiste. Un senso di sè che costantemente si perde in stupide malinconie. Un'identità malata ormai interiorizzata e priva di valore. Cosa resta di quei giorni in cui il mondo sembrava più bello? e mi bastava guardare il cielo per sorridere di me stessa? Dove sono finiti quegli occhi di bambina che scrutavano l'orizzonte chiedendosi se mai sarebbero arrivati a scoprire dove finisce il mare? dov'è finita la grinta e l'adrenalina che mi accompagnava in ogni battaglia? Come può essere svanito tutto così? Mi manca troppo quel'ingenuità e quella voglia di assaporare ogni cosa. Rivoglio indietro i miei 5 anni Caxxo! ;( perchè la verità è che provo una grande ammirazione per quella bambina che riusciva a non piangere mai,che diceva sempre tutto quello che pensava ,che affrontava gli abbandoni e le frustrazioni persino con ironia; Che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno ma nello stesso tempo dava l'anima a chiunque le mostrasse un briciolo d'amore..e invece adesso odio la persona che sono diventata! fredda,incoerente,fallita,orgo&#8203;gliosa,vulnerabile,  pessimista,&#8203;sfiduciata e troppo fragile,depressa ed impaurità e anche abbastanza stronza con chi mi fà incazzare!<br />
 Ah dimenticavo grassona! ed incapace d'amare davvero.. :(</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Non sò per quale motivo. Ma tutto sembra sbiadito.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2973</link>
			<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 07:30:00 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="5">Penso alle tue parole che ora sento lontane più che mai. I tuoi occhi che mi guardavano ogni volta come se fosse stata l'ultima. Perchè lo sapevi che sarebbe successo. Tutto stava finendo. I nostri baci  non avevano più il sapore di prima. La mia freddezza ti feriva e ti ferisce ancora. Il parlare del niente  svuotava il nostro tempo ogni giorno d...i più. La fine era vicina. Lo sapevo anchio  forse meglio di te. Ed ora guardo il telefono e spero che squilli ma questo non succede. Tu non mi chiami più. E non posso evitare di pensare che è stata tutta una finzione. E se l'amore non esiste..Allora non c'è più motivo di restare qui a scrivere di te.</font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>...Dimenticavo..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2972</link>
			<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 15:28:32 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#800080">In questi 2 anni ho cominciato una nuova terapia con una persona stupenda che come con tutto il resto ho dovuto chiudere i rapporti ma volevo pubblicare qui un'pò di &quot;vissuti della terapia&quot; per me lei è stata importantissima,mi ha aiutato a capire che la mia vita non era ancora finita..che avevo ancora qualcosa da dare al mondo..ora non la vedo da mesi e forse l'ho persa per sempre.. :sigh:<br />
<br />
<font size="6">QUELLO CHE HO APPRESO DALLA TERAPIA:<br />
Rivalutando tutto il nostro percorso,mi sono resa conto che non ti ho mai permesso di aiutarmi davvero..ogni volta che mi trasmettevi un'emozione o un sentimento più profondo io mi spaventavo e nonostante provassi a mettere in pratica i tuoi suggerimenti spesso al primo ostacolo mi perdevo e mandavo tutto all'aria! E' capitato più di una volta che facessi tre passi avanti e 10 indietro; in realtà forse hai ragione tu non voglio cambiare veramente come dico..dentro di me sento che il mio destino è già segnato! Non riesco nemmeno ad immaginare di poter avere una vita diversa e di poter star bene con me stessa;Quello che penso non mi abbia permesso di cambiare veramente credo sia il fatto che non sono mai riuscita a prendere una decisione definitiva,sono sempre rimasta in questo obblio,in bilico tra il bisogno di cambiare e la perenne paura di affrontare la vita da sola! Mi hai chiesto che cosa ho appreso e mi porto con me da questa terapia? In parte credo di aver risposto ma forse non completamente...Me ne vado con maggiore consapevolezza di prima,il fatto di essermi legata a te senza idealizzarti troppo,mi ha dato la lucidità per capire meglio alcune mie dinamiche interne autodistruttive e difensive  che con te ho usato molto; Poi ci sono molte cose che non ho appreso ed imparato fino in fondo,come invece avrei voluto..però  comunque le ho percepite in te,nel tuo modo di porti nei miei confronti,nella tua capacità di sentirmi anche quando io stessa mi perdevo tra un pensiero razionale ed una delle tante provocazioni che ti facevo..e il tuo modo d'essere che nonostante ci fossero dei limiti tra noi,però cmq mi hai mostrato..mi ha aiutato a fidarmi di te anche se forse non te l'ho mai dimostrato. Anche se non sono riuscita a raggiungere quasi nessun obiettivo,però in questi ultimi mesi mi sono accorta che il nostro rapporto stava migliorando e ovviamente io non lo potevo sopportare; Forse perhè stavo cominciando a pensarti troppo spesso e avevo troppo bisogno della tua presenza..<br />
<br />
Ma i nostri incontri sono limitati a quei maledetti 50 minuti a settimana ed io sentivo troppo la tua mancanza,per questo (come sai..) Ho dovuto in qualche modo &quot;congelare&quot; il nostro legame. Mi dispiace  tanto che debba finire così,perchè nonostante le mie paure ed i miei mille blocchi non lo avrei mai voluto chiudere in questo modo;Mi ero promessa che almeno in questo sarei stata coerente..penso che avrò sempre il rimpianto di non essere riuscita a mostrarti certe emozioni,avrei voluto che conoscessi tutto di me,perchè forse avresti saputo capire come nessun'altro ha saputo fare,dico questo perchè la parte &quot;sana&quot; di me sà che di te mi sarei potuta fidare,se non ci fosse il mio lato &quot; malato&quot; che mi condanna per ogni mia piccola fragilità e debolezza,probabilmente non avrei avuto così tanta paura di piangere di fronte a te! Probabilmente domani quando verrò non riuscirò a dire molto perchè già ora stò malissimo al pensiero di non vederti più e di sicuro sarò fredda o comunque non riuscirò a mostrarti e dirti tutto quello che vorrei.<br />
<br />
Anche se forse non mi crederai non ti dimenticherò molto facilmente,perchè quello che ho provato con te non credo potrò riviverlo con nessun'altro terapeuta (No perchè ti ho idealizzato,ma proprio perchè credo di averti percepito per come sei realmente,e questo me lo hai permesso tu,mentre altri psico si nasconderebbero dietro il loro ruolo per non esporsi!! e tu questo non l'hai mai fatto!); Ci sono tante cose che mi resteranno dentro di questo nostro percorso..Grazie a te ho capito di non aver mai perso certe emozioni,a volte la paura di non provare niente ritorna,ma ora sò come combatterla! e se non avessi conosciuto te forse adesso non sarei nemmeno qui a scriverti questa lettera e la mia vita sarebbe potuta finire molto prima!<br />
<br />
Quindi anche se non te l'ho mai detto,in realtà sei stata tu a salvarmi la vita,il fatto che tu sia riuscita ad andare oltre la mia ansia e confusione iniziale,mi ha fatto capire che dietro quel vuoto c'era molto di più. Poi vorrei tu sapessi che ho percepito quella che tu sei realmente,aldilà di ogni proiezione,penso che tu sia una persona speciale e dal primo momento che ti ho sentito parlare ho capito che non eri come le altre,avevi quel qualcosa in più che non saprei nemmeno definire,forse è per l'originalità delle tue domande o per l'autenticità del tuo sguardo...però ho  subito avuto la sensazione che qualcosa ci legasse,forse perchè in fondo caratterialmente siamo simili;Per me tu rappresenti L'equilibrio perchè riesci a mostrare quello che provi senza superare nessun limite! ti ammiro molto per questo,perchè io non ho vie di mezzo,mai avute.<br />
</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Gli anni passano..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2971</link>
			<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 14:54:37 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#FF0000"><span style="font-family: Comic Sans MS">il dolore e la rabbia aumentano sempre di più.. ma io sono ancora qui! :D<br />
Ed è stato bellissimo scoprire che finalmente avevano riattivato i blog,ero rimasta davvero delusa quando era sparito tutto..per fortuna grazie al mio &quot;pensare sempre al peggio..&quot; avevo stampato tutte le pagine del mio blog e di quello che seguivo da sempre (cioè quello di Lauretta!) ogni tanto quando avevo nostalgia mi ritrovavo a rilegere quelle pagine,pezzi di vita che non sono mai riuscita ad abbandonare..<br />
Io sono sempre la stessa,convivo ancora con la mia depressione con gli sbalzi d'umore e con la voglia di morire che mi perseguita ogni giorno! Purtroppo in questi 2 anni la mia situazione è solo peggiorata,nel 2010 avevo cominciato un servizio civile,ero riuscita ad andarmene via di casa..ho conosciuto un sacco di persone speciali con le quali sono stata in grado di mettermi in gioco e di dare tutta me stessa..ma anche in quel periodo in cui avevo trovato un vago equilibrio mi sono lasciata influenzare dalle mie dinamiche malate,dalla paura di sbagliare,che mi ha portato a distruggere tutto prima di finire il progetto! (che come saprete dura un anno) ho fatto 8 mesi di servizio civile ed ora non ho nemmeno un attestato,ho cominciato a fare assenze per insicurezza e per la mia ossessione di essere perfetta! E da allora non sono riuscita a fare più nulla,non mi sono impegnata molto per cercare un nuovo lavoro...perchè non riesco più a trovare una valida raione per lottare...Anche se sono riuscita in parte a ritrovare il contatto delle mie emozioni..però ho cmq sempre bisogno di emozioni forti che non riesco più a provare,e in questo periodo del'anno il mio stato d'animo peggiora a causa del mio complex e dell'avicinarsi del Natale che per me è un incubo! L'unica cosa stabile dal 2009 è stata la mia storia con Andrea che è in crisi da tempo ma alla quale ancora non riesco a rinunciare..Mi dispiace di non potervi dare buone notizie spero solo di riuscire a vincere anche questa battaglia &quot;tra la vita e la morte&quot; come ne ho vinte molte altre!</span></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Ti vedo ma non ti sento..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2739</link>
			<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 21:33:57 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="4"><font color="Red">Guardo i tuoi occhi, è l'aspetto di te che mi colpisce di più, hai uno sguardo bisognoso, so che vorresti dirmi qualcosa, ma non riesco ancora a sentire la tua voce... Mi fa rabbia vederti lì intimorita senza poter fare niente per aiutarti; conosco meglio di chiunque altro quello che hai vissuto, vorrei starti di nuovo affianco, invece ho paura di perderti perché non so più ascoltarti...<br />
Così non posso fare altro che restare qui immobile a guardarti soffrire in silenzio, come hai sempre fatto; non posso evitare di sentirmi impotente e colpevole di fronte a tutto questo...e adesso non trovo il modo migliore per spiegarti che avrei solo voglia di morire all'istante e se non lo stò facendo è solo per la speranza di ritrovarti...</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Perche' lo fai ?!?]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2610</link>
			<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:54:17 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="Red">E' UNA DELLE DOMANDE CHE MI PERSEGUITANO DA SEMPRE..<br />
PERCHè MI AUTODISTRUGGO? <br />
PERCHE' NON RIESCO AD AMARE?<br />
PERCHE' DESIDERO MORIRE SENZA AVERE IL CORAGGIO DI FARLO??<br />
A VOLTE VORREI DAVVERO CHE QUALCUNO ME LO SPIEGASSE.. :omg:<br />
<br />
<font size="4">Ma spesso la ragione delle mie azioni è evidente..<br />
A volte una domanda del genere ne contiene molte altre..<br />
Perchè rido? <br />
Perchè piango?<br />
Perchè odio il mio corpo?<br />
Perchè non resisto alla tentazione di danneggiarlo?<br />
Perchè non provo più l'intensità delle emozioni di sempre?<br />
Perchè troppo spesso ogni sentimento si traduce in rabbia?<br />
Perchè nessuno è in grado di darmi delle risposte a queste domande?<br />
Perchè a volte anche le risposte più complete ed adeguate non mi bastano?:sbonk:</font><br />
<br />
COME SEMPRE PROVO A RISPONDERMI DA SOLA..MA NEMMENO QUESTO PUO' BASTARE..<br />
UNA PERSONA UN GIORNO MI DISSE:<br />
<b>&quot;OGNI AZIONE O GESTO CHE FAI NON E' POSSIBILE TI VENGA ISTINTIVO,FA' SEMPRE PARTE DI UNA TUA SCELTA,FORSE INCONSCIA MA SEI SEMPRE TU A DECIDERE!!&quot;<br />
</b></font><br />
<br />
<font color="Red">BE' FORSE QUESTO DOVREBBE FARMI SENTIRE MEGLIO?  <br />
E INVECE RENDERMI CONTO DI ESSERE IO L'ARTEFICE DEL MIO DESTINO MI FA' ANCORA PIU' INCAZZARE!!!:swear:</font><br />
<b><font color="Black">il colore del testo non e' casuale :( </font></b></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Nonostante tutto la vita continua..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2555</link>
			<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 19:45:42 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="5"><font color="Purple"><span style="font-family: Arial Black">Ebbene sì..sono ancora viva..non sò come ho fatto a sopravvivere fino ad ora..probabilmente ho molta più energia di quanto immagginassi..<br />
A distanza di 4 mesi dalla Diagnosi che credevo mi avrebbe rovinato la vita,continuo a lottare contro me stessa per reagire,per non pensarci..ma ancora non sono riuscita a liberarmi dall'idea ossessionante di non provare niente,però dentro di me sò perfettamente di avere una marea d'emozioni che potrebbero uscire da un momento all'altro,a volte mi sento così fragile da poter crollare alla minima disattenzione..mi servirebbe davvero una terapia d'urto..e devo dire che ne ho in mente una che dovrebbe funzionare..mi devo aggrappare ad una delle poche cose che ancora mi suscitano emozioni vere..<br />
La Musica,la lettura,la corsa,il rapporto con le emozioni degli altri,e sopratutto la scrittura e la nuova terapia..<br />
In qualsiasi modo vada a finire non me ne andrò da questa vita,prima di aver dato tutta l'anima per cambiare..e sopratutto per ricominciare a sentire..:medito:<br />
forse l'unico problema è l'aver perso la consapevolezza che ho sempre avuto delle mie emozioni..ancora non riesco a credere che una cavolo di etichetta possa avermi bloccato in questo modo.. :omg:<br />
<br />
</span></font></font><br />
<font color="Green">e poi...sai che c'è..che non me ne frega UN Ca***o! Fanculo a qualsiasi disturbo psicologico e di personalità..SONO FIERA DI ESSERE QUELLA CHE SONO,ANCHE SE QUESTO SIGNIFICA ESSERE PSICOTICA!!:argh:PERCHè NESSUNO SAPRA' MAI QUANTA RICCHEZZA C'E' DIETRO LA MIA FOLLIA!! :jd:</font><br />
<br />
<font color="Red"><font size="4">Come la pazzia, in un certo senso elevato, è l’inizio di ogni sapienza, così la schizofrenia è l’inizio di tutte le arti, di ogni fantasia. (Hermann Hesse)</font></font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2555</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Semplicemente borderline..</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2531</link>
			<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 19:56:25 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="Blue">AVREI UNA MAREA DI SENSAZIONI ED EMOZIONI DA ESPRIMERE MA ADESSO PROPIO NON  CI RIESCO,CREDO CHE LE PAROLE DI QUESTA CANZONE..POSSANO BASTARE..</font><br />
<br />
<b><font color="Red">BORDERLINE:(Posi Argento)<br />
Non so che farci il passato continua a prendermi a calci, <br />
talmente forti da trovarmi senza le mie armi. <br />
Nuda, spogliata da una realtà cruda, <br />
questa tortura che consuma l'armatura chiusa in quattro mura. <br />
Chiara, mille problemi come molti, <br />
racconti di spogli raccolti, <br />
t'accorgi che non si può viver di ricordi, <br />
parli con sordi, <br />
li scordi come sogni, <br />
ma lascian solchi in un tempo che non riavvolgi. <br />
Dicevano che il tempo passa e mi guariva, <br />
eppure dentro brucia questa fiamma ancora viva. <br />
Com'è che chi consiglia rende tutto facile, <br />
e poi ti dicono che il male aiuta a crescere. <br />
Scusatemi non ce l'ho fatta, <br />
giuro, che ho messa tutta me stessa, sono onesta, <br />
cosa mi resta? <br />
Di qualche lettera che ho scritto in una stanza <br />
e quello che mi manca <br />
è avere inchiostro e carta per scriverne un'altra. <br />
No non mi basta, <br />
no, non ti basta, <br />
ed ora porta via il tuo nome dal mio cuore ne ho abbastanza. <br />
Mi vesto con quello che capita <br />
e 21 grammi della mia anima lontani da chi li contamina. <br />
E' tempo di voltare pagina, <br />
asciugare un'altra lacrima, <br />
una ferita aperta sanguina, <br />
e non rimargina. <br />
<br />
RIT: <br />
<br />
EMOZIONI, PENSIERI TRA ME, <br />
RISALGONO IN QUESTO TRISTE GIORNO, <br />
DI PIOGGIA SCONSOLATO CHE DICE, NO, <br />
SOLO NO, <br />
AL MIO PASSATO, NO! <br />
<br />
Fumo una malboro e mi prometto di smettere, <br />
ma più mi nego un vizio e più è propizio che lo voglia prendere. <br />
L'amore insegna ad amare, <br />
io lo so fare, <br />
e pare che mio padre non esiste e questo è per mia madre. <br />
La rende grande qualche ruga, <br />
mi ha vista piangere per gente cruda, <br />
adesso è l'unica in cui riporre fiducia. <br />
Mi sento sola troppo spesso, il prezzo è quel che ho perso, <br />
cresco e mi rinfresco con quelacosa di diverso. <br />
Borderline e mi sento al limite, <br />
ho cose da dire che nemmeno la graffite riesce a incidere. <br />
Ma tocca vivere anche quando non ne hai voglia, <br />
è un'altra porta che si chiude e tu di aprirla non ne hai forza. <br />
Cosa mi importa, mi sono accorta, <br />
che ho qualche impronta sulla pelle che mi scotta e non si scorda. <br />
Cosa ne sa chi solo qui mi ascolta, <br />
chi prende forza dai miei abbracci e non li ha dati mai una volta. <br />
Mi sento debole quante persone gelide, <br />
la vita è tanto semplice, <br />
quanto difficile da prendere. <br />
Mi sento stanca, <br />
cerco a stento una pausa, <br />
una vita calma, <br />
perchè ha solo incertezze chi canta. <br />
Ed è la storia di chi nasce e vive d'arte, <br />
ed è una cosa che non si capisce se non ne fai parte. <br />
E proprio nell'istante in cui è importante avere risposte alle mie domande, <br />
il mio dio è da un'altra parte. <br />
<br />
RIT: <br />
<br />
EMOZIONI, PENSIERI TRA ME, <br />
RISALGONO IN QUESTO TRISTE GIORNO, <br />
DI PIOGGIA SCONSOLATO CHE DICE, NO, <br />
SOLO NO, <br />
AL MIO PASSATO, NO! <br />
<br />
Devo cambiare aria, fa male a respirarla, <br />
la sabbia scappa dentro una clessidra ed io non so fermarla. <br />
Piove troppo spesso cresco con il riflesso dell'asfalto. <br />
Pozzanghere di candide lacrime cadon dall'alto. <br />
Il cuore mi si spezza e un'altra sberla pesta alla mascella, <br />
ed è più esperta ai cazzi miei la gente che professa indifferenza. <br />
Sapienti vipere il mio vivere mi vide ad un bordo limite <br />
e le critiche maligne sanno uccidere. <br />
Ma sono viva e questa sfida non si ciba di briciole, <br />
di indole se sudo lascio aloni tipo sindone. <br />
Il canto mi alimenta, <br />
come placenta nel parto. <br />
E quanti amici veri ho accanto e quanto x inganno? <br />
Non ci credo più ne ho visti troppi ed è opportuno, <br />
ho doppi gli anticorpi ora non credo più in nessuno. <br />
Fragile, mi sfogo in pagine, <br />
rimbocco le mie maniche <br />
e mi pare che se ipocrite, <br />
nessuno è indispensabile. <br />
Grata se mi ammiri, nata tra deliri, <br />
incazzata vita avvelenata alla Guccini. <br />
Bordeline tutto e niente, <br />
solo guai tra corpo e mente, <br />
dipendente da un pensiero diffidente. <br />
Confusioni tra le azioni e propositi buoni, <br />
chi cresce tra due fuochi e chi per dolori ha due cuori. <br />
Tesso le mie lodi di una vita senza doni e come noti ho più coglioni di chi dorme sugli allori, <br />
e questa va ai miei amori! <br />
<br />
RIT x 2: <br />
EMOZIONI, PENSIERI TRA ME, <br />
RISALGONO IN QUESTO TRISTE GIORNO, <br />
DI PIOGGIA SCONSOLATO CHE DICE, NO, <br />
SOLO NO, <br />
AL MIO PASSATO, NO!</font></b></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>E poi tutto si spense...</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2443</link>
			<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 17:13:21 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: Comic Sans MS"><font color="Indigo"><font size="4">Purtroppo ora la storia sta finendo e quando qualcosa finisce per sempre...non puoi impedire che succeda, non puoi fermare il tempo, anche se dentro di te sembra che il tempo si sia fermato in quel maledetto giorno dell'addio. Purtroppo la vita non ti aspetta, va avanti anche se tu resti bloccata nello stesso punto e per quanto possa restare aggrappata al passato ormai lo hai perso, non puoi tornare indietro, ma non si può nemmeno far finta che non sia mai successo niente, non puoi dimenticare quello che ti è stato tolto e non puoi mentire a te stessa...quel qualcosa che non hai più ti manca e ti mancherà sempre da morire...non puoi far finta di non aver perso niente, hai perso qualcosa di importante e devi accettare che perderlo ti ha completamente disarmato. Un altra cosa che bisognerebbe accettare è che qualsiasi cosa che ti è stata portata via non potrai mai sostituirla con nulla...l'unica cosa che puoi fare è conservare quello che porterai sempre con te, qualcosa che ti potrà arricchire e rendere più forte, qualcosa che ti aiuti a sopportare le frustrazioni, qualcosa che ti faccia intravedere una via d'uscita.<br />
Ora sapete io di questa storia cosa porterò con me? L'intensità delle emozioni che mi ha trasmesso la mia fata. Vi sembrerà banale, ma io vorrei stampare i suoi occhi nel mio cuore così da conservare sempre dentro di me la grande capacità che lei mi ha trasmesso, la capacità di guardare oltre questo mio lacerante dolore poi, visto che questa è stata una storia un po triste, vorrei che avesse un lieto fine come nelle favole...dove tutto è possibile...sarebbe bello se potessimo vivere la vita come una favola, ma è impossibile perché nella vita reale i buoni perdono spesso e direi che soffrono anche molto di più del necessario, mentre i cattivi passano da vittime e non hanno la consapevolezza delle cattiverie che fanno agli altri...il mondo gira tutto al contrario...ma per un momento facciamo finta di essere in una vera favola, una di quelle molto emozionanti e positive, dove tutti vivono felici e contenti...o quasi. Se potessi viverla in questo modo, potrei pensare che questo è solo un brutto incubo oppure anche una messa alla prova con tanti ostacoli da superare; beh, penso che per completare questa storia e per creare un finale un po meno doloroso penso che volerei su una nuvola, proprio quando il sole sta per tramontare ed il cielo libera tutte le sue sfumature...beh, arrivata fin lassù...busserei alle porte dell'Universo, proprio al confine tra spazio e terra...farei una proposta  a chi se ne sta sempre fermo in silenzio ad osservarci, sapendo che prima o poi facciamo tutti la stessa fine; e visto che io ho da scontare parecchi peccati, Gli chiederei solo di fare una piccola eccezione, uno strappetto alle regole del Cielo...so che sono destinata al Purgatorio eterno e forse anche all'Inferno...posso accettare tutto, perché me lo merito in pieno...ma almeno vorrei esaudire solo un ultimo desiderio: mi piacerebbe avere la possibilità di fare un salto in Paradiso solo per poter vedere un'ultima volta la mia fata, per sapere se ancora si ricorda di me, per conoscere la sua vera essenza che sulla Terra, per i famosi limiti non mi ha potuto mostrare; non penso di chiedere molto. Forse io non sarò una delle prime persone che lei vorrà incontrare, ma non fa niente; sai, se non mi volesse vedere a me basta anche solo guardarla da lontano, mi accontenterei di poter rincrociare il suo sguardo, che già non è poco direi...</font></font></span></blockquote>

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			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		<item>
			<title>Storia dedicata alla mia dolce Psico:</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2442</link>
			<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 17:08:05 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="Black">1) PARTE:</font><span style="font-family: Georgia"><font size="4"><br />
<font color="DarkOrchid">Un brutto giorno ho perso tutto (ovvero, sarebbe meglio dire che ho perso le persone che rappresentavano il pilastro della mia esistenza, anche se io per loro sono solo “una dei tanti utenti”. Da quel giorno la mia vita non aveva più senso, non sapevo più cosa fare, mi sembrava tutto così inutile. Ma proprio quando stavo per mollare tutto, apparve uno spiraglio di luce, sembrava un raggio di luce. Non capivo bene da dove provenisse, era qualcosa di magico, sapevo che poteva essere la mia unica via d'uscita; così cominciai a seguirla, portava verso una spiaggia. Questo rendeva l'atmosfera ancora più affascinante. Cominciai ad osservare meglio quella luce e piano piano vidi apparire delle ali ed un viso dolce e delicato; non sapevo se fosse un angelo o una fata, ma era bellissima e c'era qualcosa di magico nel suo sguardo, mi piaceva tropo come mi guardava, nessuno mi aveva mai guardata in quel modo, allora le chiesi “Puoi aiutarmi?” e le raccontai la mia storia. Lei all'inizio rimase seria ma continuò a guardarmi con la stessa intensità; io invece svagavo un po, avevo paura; poi lei cominciò a farmi delle domande che all'inizio mi misero un po suggestione, ma poi cominciò a farmi delle belle domande: delle domande che si fanno quando vuoi conoscere i sentimenti ed il modo di guardare il mondo della persona che hai di fronte, erano domande diverse da quelle che mi avevano già fatto gli altri.<br />
Ero felice di incontrare qualcuno che fosse interessato davvero a conoscermi per quello che provo e non per quello che faccio nella vita...perchè il mio modo di vivere non rispecchia esattamente il mio modo di essere...così decisi di continuare ad andare in quel posto speciale; ma nonostante lei fosse molto comprensiva e sensibile nei miei confronti, col tempo vidi una realtà che forse avrei dovuto capire dal primo momento che l'ho incontrata, quello che i miei occhi hanno dovuto guardare mi ha fatto troppo male. Tra me e lei c'era di mezzo il mare, l'orizzonte ci divideva. E' un confine difficile da raggiungere e pericoloso da superare, anzi impossibile da varcare, anche perché nessuno sa davvero dove finisce l'orizzonte...<br />
Improvvisamente mi sono resa conto di quanto fossero distanti le nostre vite, lei viveva nel cielo, io sono costretta a stare qui in questa terra, ferma, in mezzo al fango. Lei sta troppo in alto perché io la possa raggiungere, lei può volare e guardare tutto dall'alto; io ho le ali spezzate, quindi non riuscirò mai a vedere il mondo con i suoi stessi occhi, abbiamo una visuale completamente diversa, perché guardiamo la vita da due prospettive opposte: lei è libera, ha una visuale molto più ampia per osservare tutto l'universo, io l'unica cosa che posso fare è alzare ogni tanto gli occhi al cielo. Se potessi anch'io ogni tanto guardare me stessa da una nuvola...sarebbe tutto più chiaro e semplice da affrontare, ma io invece ci sono troppo dentro fino al collo...siamo su due mondi completamente separati, diversi...farei carte false per entrare anch'io un po nel suo mondo per viaggiare nell'universo insieme a lei, ma purtroppo le nostre vite devono restare ben distinte. E' una legge fondata da qualcuno che aveva paura di coinvolgersi? Boh! Comunque questo lo posso capire. Ma c'è anche una cosa che proprio non riesco ad accettare, mi fa troppa rabbia: la mia fata la possono vedere tutti, chiunque può chiederle aiuto, qualunque persona può osservarle lo sguardo e chissà lei quante altre storie sentirà, forse incontrerà qualcuno che è più bravo di me a raccontare la sua storia o qualcuno che riesca a seguire di più i suoi consigli e che sappia mettere in pratica i suoi insegnamenti; io non ci sono riuscita molto bene...ma quello che mi sconvolge di più è il pensiero che il suo cuore possa battere forte per qualcun altro. Premettendo che non so quante volte il suo cuore abbia pulsato per me, un po le vibrazioni si possono percepire, ma non saprò mai cosa sente e quello che penserà mentre le parlo, appena entro e quando esco dal suo studio...Questa cosa mi distrugge...E muoio dalla gelosia che qualcun altro possa catturare tutta la sua attenzione e trasmetterle quello che io non sono ancora riuscita ad esprimerle...<br />
Tutte queste mie paure le avrei potute mettere da parte, nonostante mi facessero stare molto male, però in tutto questo c'è stato un elemento che mi ha fatto soffrire troppo. Tutto cominciò quando provai per la prima volta a sentire il mio dolore fino in fondo senza scappare subito, come mi aveva consigliato la mia fata. Un giorno ero molto triste, avevo un groppo in gola, senza che ce ne fosse motivo, almeno non ce n'era uno apparente, avevo passato una bella giornata...ma c'era una voce dentro di me che mi diceva che non meritavo quello che gli altri mi davano, che non ero in grado di ricambiare il loro affetto, che non sarei mai stata in grado di cambiare niente nella mia vita...così cominciai a stare in colpa...cercai di capire da dove provenisse tutto quel dolore, provai a sentirlo bene; in un solo istante cominciai a piangere forse per tutti i ricordi che stavano riemergendo, mi scorrevano davanti gli occhi tutte le immagini senza che io riuscissi a fermarle...non riuscivo più a smettere di piangere, era come se qualcosa si fosse sciolto dentro di me...e questo mi faceva sentire meglio, più libera. Ma questa sensazione non durò molto, fu subito sostituita da un senso di di insofferenza, di vuoto, di apatia, come se all'improvviso non ci fosse più nulla per cui emozionarsi, come se il rumore del cuore non avesse più nessun messaggio da comunicare...ogni sentimento sembrava essersi sminuito senza un perché...è in quel momento che guardandomi dentro incontrai qualcosa di molto inquietante, lo potrei attribuire all'immagine di un lupo indemoniato...che mi mordeva con tutta l'aggressività che possedeva. Lui si cibava di ogni speranza che si nasconde nel cuore umano, ti si aggrappa al cuore, ti ruba i sogni, i desideri, le aspettative per il futuro, ti risucchia tutte le energie, ti fa perdere la consapevolezza di te stessa, ti fa dimenticare i valori per cui stavi lottando; tutto questo per travolgerti e distruggere ogni briciolo di fede e sicurezza che ti era rimasta..lui sa perfettamente come ferirti e spaventarti, perché conosce meglio di chiunque altro le tue fragilità, così punta sulle tue paure più profonde per sferrarti il colpo mortale...con me ha trovato un terreno molto fertile...era da questo che stavo scappando. Poi ho capito che questo “lupo indemoniato” ha sempre fatto parte di me, solo che io non l'ho mai saputo guardare né tanto meno ascoltare...lui è una parte di me che è stata troppo tempo in silenzio, per questo ora è incazzato nero e si sta ribellando a tutte le mie forme di controllo...ora l'unica cosa che posso fare è conviverci e capire cosa vuole da me, magari ha solo bisogno di raccontare la sua storia. <br />
Avrei dovuto condividere tutto questo insieme alla speciale fata di cui vi ho parlato, perché lei aveva una chiave di lettura molto più obiettiva della mia e sicuramente insieme a lei questo triste viaggio sarebbe stato molto più confortevole e intenso; ma purtroppo le nostre strade si stanno dividendo...un po è stata colpa mia, non mi sarei dovuta allontanare...ma adesso è stata lei a scegliere un'altra strada ed io lo devo accettare in silenzio...anche se mi sta facendo male, non posso arrabbiarmi né tanto meno fargliene una colpa, perché le fate hanno tanti mondi da osservare, quindi devono per forza fare una selezione.; quindi ormai le parole sono finite, non c'è più molto da dire.<br />
</font></font></span></blockquote>

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			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Il lupo indemoniato</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2441</link>
			<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 17:03:16 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="6">Questa è solo L'introduzione :P</font><br />
<br />
<span style="font-family: Georgia"><font size="4"><font color="Green">Vorrei raccontarvi una storia, cioè la mia storia, per la prima volta senza aggiungere terze persone...<br />
Ultimamente qualcuno mi ha detto che sto buttando all'aria la mia vita; mi  ha fatto abbastanza male sentirmelo dire in quel modo, ma in realtà non so cosa dovrei buttar via, visto che non mi è rimasto molto, non ho niente da perdere...a parte me stessa, ma lei questo non può saperlo, si limita a guardare le apparenze...Ultimamente credo che nessuno possa capire quello che provo, anche perché la gente non si sofferma molto ad osservare i particolari quindi non vedrà mai le tue emozioni. <br />
Ora mi sono rassegnata a questa triste realtà, ma non ho più una valida ragione per continuare a lottare, questo mondo non mi appartiene, le persone che mi stanno intorno mi feriscono e mi calpestano senza neanche preoccuparsi per il mio stato d'animo; quindi ho deciso di scappare lontano, tanto nessuno si accorgerà della mia assenza, tutti continueranno la loro vita come hanno sempre fatto. E' facile dare giudizi quando non si conosce il cuore di una persona.<br />
Non so dove andrò, vorrei solo trovare un posto tranquillo dove potermi sentire protetta anche senza l'affetto degli altri, che è sempre instabile e molto effimero, come l'intera esistenza. Ora non mi importa più di elemosinare l'affetto della gente, posso sopravvivere anche senza nessuno, come ho fatto fino ad adesso.<br />
Questa è una storia molto triste e difficile da raccontare, è molto diversa dalle altre, non so ancora come iniziare, ma credo che non abbia una fine certa, visto che mi sono stufata di nascondermi dietro metaforici personaggi. In questa storia resterò me stessa, una 19enne depressa e fallita ma con ancora buoni sentimenti e qualche sogno nel cassetto (il resto lo sapete). </font></font></span></blockquote>

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			<dc:creator>Anymore89</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Cosa C'è Dentro: Parte Terza]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=2433</link>
			<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:48:56 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font size="4"><font color="Blue">Ecco il continuo della storia...</font><br />
<br />
<font color="DarkOrchid">Parlami del tuo mondo</font><br />
<br />
<font color="Magenta">Il mio mondo ora non esiste più, lo hanno distrutto...l'hanno fatto in mille pezzi. Ora mi resta solo un piccolo “schizzo” di quello splendente universo che avevo creato, mi posso aggrappare solo alla mia immaginazione che mi permette ancora di volare...mi rifugiavo nel mio mondo interiore perché questo mi fa davvero paura...su questa terra mi sono sempre sentita inutile, insignificante, quasi invisibile agli occhi dei “grandi”; non trovo parole per descrivere il mio mondo, qualsiasi parola o rappresentazione non riuscirebbe a contenerlo. Quando qualcuno mi chiedeva di raccontargli la mia storia io l'ho fatto ma senza però permettere a nessun adulto di entrare nel mio vero mondo, perché avevo paura che con la loro razionalità ed incredulità lo avrebbero frantumato, perché solo se ci credi il mondo esiste; ma quando smetti di crederci all'improvviso perde consistenza ed è come se non fosse mai esistito...è proprio come le fate, gli spiriti, i folletti e le streghe. Avete presente 'La storia infinita' ? Bisogna conservare un piccolo spirito di 'Peter Pan' perché lei possa vivere in eterno...<br />
I primi ricordi del mio mondo risalgono a quando avevo appena 4 anni, andavo ancora all'asilo ma già allora mi isolavo a pensare, non so a cosa pensassi di preciso ma ricordo che stavo spesso con lo sguardo perso nel vuoto e giocavo sempre da sola; l'unico momento in cui stavo con i miei compagni era quando ci facevano dipingere e fare altri lavoretti. Ed il mio gioco preferito era aprire la porta della stanza dove ci mettevano a dormire il pomeriggio: era una sfida, una vera prova di coraggio, solo io ed una altro bimbo eravamo così coraggiosi da varcare la porta ed arrivare fino alla fine del corridoio per poi ritornare velocemente con passi leggeri sul nostro lettino a far finta di aver dormito come gli altri bambini. Ma più crescevo e più il mio mondo diventava sempre più completo ed interessante, era in evoluzione continua.<br />
In prima elementare ho cominciato ad avere molti problemi con cui fare i conti. Vivevo con mia madre e lei non stava sempre bene, anzi il più delle volte era “depressa” (parola di cui non conoscevo ancora la gravità, per me era solo tristezza, poi col tempo ho compreso a mie spese che una parola del genere contiene un male più profondo). La mattina spesso non si svegliava, a volte mi svegliavo da sola e la chiamavo per ricordarle che mi avrebbe dovuto accompagnare a scuola. Lei ci metteva tempo per capire le mie parole e a me veniva un' ansia insostenibile perché già sapevo come sarebbe andata a finire...lei rimaneva a letto fino a tardi ed io rimanevo lì per un po a guardarla sperando che si svegliasse per farmi almeno un po di compagnia perché già allora mi sentivo tremendamente sola. Per fortuna c'era mia nonnina che si prendeva cura di me nonostante la vecchiaia, i suoi dolori alle gambe ed il busto piegato in avanti, mi lavava, mi preparava la colazione, vedeva che ero triste per l'assenza di mia madre, che preferiva stare buttata sul letto piuttosto di passare del tempo insieme a sua figlia. La mia nonnina era abbastanza silenziosa ma mi comunicava tutto il suo amore con lo sguardo, poi quando parlava lo faceva con una dolcezza infinita. A volte cercava di consolarmi dicendo che “mamma stava male ma non per colpa mia, che tra qualche minuto si sarebbe alzata”; io non ci credevo molto,ma apprezzavo il suo gesto e sapevo che mia madre stava troppo male per guarire presto. Poi c'erano quelle volte che era mio zio a svegliarla bruscamente; lei ubbidiva subito, ma sentivo che non aveva nessuna voglia di prendersi cura di me.<br />
C'erano i giorni di festa in cui mi aspettava qualcosa di molto peggiore della scuola (che non ho mai amato). Stranamente mia madre in quei giorni si alzava da sola, mi chiamava e dopo la colazione mi lavava. Per fortuna quello era un bel momento perché mi permetteva di farmi un bel bagno con tanta schiuma con cui mi divertivo a fare le bolle di sapone, mi piaceva da matti sommergermi sotto l'acqua e vedere fino a quanto riuscivo a trattenere il respiro ed ogni volta non riuscivo a resistere alla tentazione di dare i pugni sull' acqua e schizzare dappertutto, così mia madre mi strillava e mi faceva uscire subito bruscamente, poi mi poggiava sulla lavatrice e mi raccomandava di non scendere. Lei andava di là a prendere i vestiti che poi mi obbligava ad indossare, gonna, calze, camicetta con i fiorellini, con l'intento di rendermi più femminile, ma a me la cosa non mi piaceva per niente, così restavo su quella lavatrice per 30 minuti con l'ansia per quello che mi aspettava. Lei tornava, mi portava sul letto dicendo che aveva scelto una gonnellina tanto carina; io cercavo di ribellarmi ma risultava tutto inutile, così mi ordinava di vestirmi mentre lei andava a farsi la doccia. Io per la il nervoso e la delusione che mi procuravano quegli indumenti con i quali mi sentivo nuda e ridicola ci mettevo 40 minuti ad indossarli, a volte li mettevo al contrario e bucavo le calze...così mia madre tornava e si imbestialiva dicendo che non poteva lasciarmi un minuto da sola e che non ero in grado di fare niente (convinzione che mi porterò dietro a vita). Ma dopo essermi vestita arrivava la parte peggiore: l'acconciatura dei capelli, il mio peggior incubo. Vedevo mia madre arrivare con quella grande spazzola con cui mi tirava  tutti i capelli, non certo con dolcezza; io mi lamentavo e a volte quel senso di impotenza mi faceva piangere, ma lei non capiva quello che sentivo in quel momento...si è sempre giustificata dicendo che i suoi capelli li trattava con molta più forza, ma il suo gesto mi faceva male dentro, perché potevo percepire il suo nervosismo e quella rabbia mi faceva sentire colpevole, perché in quel modo lei la sfogava sui miei poveri capelli (così crescendo mi rimase questo trauma e appena mi pettinavano provavo sempre lo stesso timore).<br />
Dopo la tortura lei mi mostrava agli altri, compiaciuta come se io fossi un' opera d'arte e lei l'artista. Io abbassavo gli occhi per la vergogna e scappavo mettendo il muso e correndo nel mio rifugio, dietro la tenda o sotto il letto o il tavolo lungo della sala; mi nascondevo lì e non volevo più uscire. Dopo un po sentivo mia madre chiamarmi con i suoi soliti nomignoli, che col tempo cominciai ad odiare perché li usava spesso per farsi perdonare o per chiedermi dei favori...quando mi vedeva in lacrime nascosta in basso mi diceva “Dai pulcino mio, non fare l'offesa”, mi prendeva in braccio, mi faceva il solletico e mi metteva sulle sue spalle e così mi toccava far finta di niente e stare al suo gioco fingendo di divertirmi; ma non sempre ci riuscivo, e allora se continuavo a tenere il muso erano guai: lei si spazientiva, diceva che ero una bambina troppo permalosa, viziata e capricciosa (poi mi viene da pensare: “Viziata? E da chi? Esistono forse bambini che nascono viziati?) In effetti sì, per molte cose ero abbastanza viziata, mia madre mi ha sempre trattata in modo privilegiato rispetto agli altri miei due fratelli: io avevo i giocattoli migliori, i dolci più buoni, i privilegi di ogni genere e conoscevo bene i punti deboli di mia madre, non ero una bambina cattiva, non me ne sono mai approfittata più di tanto, ma quando entravamo in un supermercato cominciavo a chiedere “Mi compri le caramelle...e l'ovetto e i biscotti e le patatine e le Big-Babol? “. Se mia madre non lo faceva ecco che cominciavo a piangere come una disperata, già allora non sopportavo la carenza di qualcosa e lei il più delle volte cedeva, solo per farmi stare zitta e perché non sapeva dirmi quei no che insegnano a crescere, con il bel risultato che ancora non sono riuscita a crescere!!<br />
Nel vivere con mia madre, uno dei momenti più tristi era quando arrivava il pomeriggio e mia madre mi aveva fatto una delle sue tante promesse “Oggi ti porto al parco e prendiamo il gelato” ma come sempre stava sul letto a dormire e mi diceva “Svegliami alle 16.00”. Io avevo il terrore che non si svegliasse più, così nemmeno la chiamavo, rimaneva a guardare fuori dalla finestra, mi mettevo a colorare con l'intento di colmare il vuoto che sentivo riempiendo gli spazi bianchi, così mi sembrava di sentirmi meglio ma poi mi ricordavo che sarei dovuta restare lì da sola a guardare mia madre che dormiva per tutto il pomeriggio...e mi veniva l'ansia del tempo che non passava più, in quei momenti mi immedesimavo nel sonno di mia madre, cioè cercavo di respirare come lei per controllare che stesse bene, mi sdraiavo per terra e se mi veniva da piangere mordevo il tappeto per non far rumore. Era un tappeto lungo blue e peloso, d' inverno se ci appoggiavo la testa mi sentivo protetta ma d'estate mi entravano tutti i peli in bocca, mi sentivo soffocare. In quei brutti pomeriggi di solitudine mi veniva sempre un gran mal di testa; così mia madre preoccupata, non capendo il reale problema, mi portò dall'oculista che mi prescrisse gli occhiali, credendo che fosse quella la causa di quei terribili ed intensi mal di testa che a volte degeneravano in febbre e debolezza...per mia madre era più facile pensare che io non ci vedessi invece che rendersi conto che era lei a non saper vedere quanto io stessi soffrendo.<br />
Il mio era un compito difficile, ero considerata da tutti la più bella, la più intelligente, la più brava...non solo da mia madre ma anche dal resto della famiglia, ma questo non ha mai aumentato la mia autostima, perché dovevo essere sempre perfetta, dovevo fare tutto quello che gli altri volevano, in particolare dovevo essere come mia madre voleva che io fossi, la figlia accondiscendente, buona, che perdona tutto. Non era facile rispecchiare l'immagine che mi era stata messa addosso; non potevo mai dire parolacce o disubbidire, non potevo esprimere nessuna emozione eclatante, non riuscivo mai ad attirare l'attenzione quando ne avevo davvero bisogno, perché i miei fratelli facevano troppo casino...così c'erano momenti in cui volevo giocare e stare per conto mio, invece dovevo stare appiccicata a mia madre che magari stava male ed io, per tirarle su il morale le leggevo la mano,  inventando delle storie su un suo futuro migliore, a volte riuscivo a farla ridere e mi sembrava stesse un po' meglio per merito mio, questo mi faceva sentire forte ed importante, ma mi faceva stare anche molto male perché non sempre riuscivo a farla smettere di piangere, a volte piangeva fortissimo ed io non sapevo più cosa fare, mi sentivo impotente e soprattutto responsabile del suo stato d'animo. Il nostro rapporto era come le montagne russe, un su e giù continuo; mi chiedeva mille favori ed io non avevo mai possibilità di scelta, ero condannata a stare al suo servizio...le grattavo i piedi, le massaggiavo la schiena, le portavo il ventilatore, più grosso di me, da una stanza all'altra, la ascoltavo sempre, cercavo di aiutarla ad uscire dalla depressione in tutti i modi, rimanevo vicino a lei per ore mentre si lamentava per la sua solitudine, perché tutti la mollavano e nessuno l'amava; e lì cercavo di darle conforto assicurandole che io le volevo un mondo di bene e non l'avrei mai lasciata, ma non serviva a molto. Più passava il tempo più cominciavo ad odiare mio padre, perché non si preoccupava per la povera anima di mia madre, che mi voleva a tutti i costi convincere che fosse lui il responsabile del suo male (per fortuna crescendo ho capito che nessuno può essere il responsabile della malattia di qualcuno al di fuori di se stesso a parte casi molto particolari).</font></font></blockquote>

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