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		<title>Forum di Psicologia - Blogs - tempest of thoughts by stellamaranta</title>
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		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
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			<title>Forum di Psicologia - Blogs - tempest of thoughts by stellamaranta</title>
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			<title>Charles Bukowski</title>
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			<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:46:15 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">&quot;Non sopporto l'idea di sedermi davanti a un uomo dietro una scrivania e dirgli che voglio un lavoro, che ho i requisiti necessari.<br />
La vita mi fa semplicemente orrore. Sono terrorizzato da quello che bisogna fare solo per mangiare, dormire e mettersi addosso qualche straccio.&quot;<br />
Charles Bukowski</blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
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			<title><![CDATA[cercando tutt'altro]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1301</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:44:26 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><i><br />
 <br />
Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, <br />
come anche la stoltezza e la follia, <br />
e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, <br />
perché molta sapienza, molto affanno; <br />
chi accresce il sapere, aumenta il dolore.   Qo 1, 17-18 </i></blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>99 anni fa.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1300</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:42:28 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">99 anni fa.<br />
Sto aiutando i ragazzini a prepararsi all’esame di terza media. Tengo con me il mio fedele libro di storia che contiene molti documenti oltre ai fatti. Leggo di Gaetano Salvemini. Scrive un articolo apparso sulla rivista “La Voce”, il 3 gennaio 1909. 99 anni fa. <br />
<br />
<i>Gli adolescenti che, dopo aver fatto il liceo in una città del Napoletano, lasciano la famiglia per andare ad addottorarsi all’Università di Napoli, sono forniti assai di rado di una perfetta e solida coscienza morale. Ma anche nei peggiori non mancano mai grandi capacità di bene. E basta che un giovane meridionale abbia la fortuna di trovarsi sbalzato fra i diciotto e i ventidue anni in un centro di lavoro onesto, in una scuola universitaria seria e sana, perché in lui – fornito quasi sempre di un’intuizione rapidissima, di un forte amor proprio, di facile adattabilità all’ambiente – si determini subito una grande crisi di rinnovamento e di epurazione. E da queste crisi nascono prodotti talvolta mirabili per raffinatezza e per forza, ma non mai inferiori a quella che è la media intellettuale e morale dei giovani del Settentrione. La più parte dei meridionali, invece va a finire a Napoli. E Napoli è la piaga del Mezzogiorno, come Roma è la piaga di tutta l’Italia. <br />
<br />
Nelle città universitarie del Nord non mancano, certo, occasioni di sviarsi al giovane, sfuggito appena dalla costrizione della famiglia e della scuola secondaria, e avido di bere a grandi sorsi la coppa della libertà. Ma una grande ondata di lavoro affannoso travolge tutto, compensa ogni male, purifica tutto. E il giovane si sente come soggiogato da un comando universale, perenne, che lo spinge alla fatica e lo consiglia a farsi avanti, ad affermarsi conquistatore di quelle forze di vita che lo dominano e lo affascinano. Napoli invece, vasto centro di consumi e di attività improduttive, in cui metà della popolazione campa borseggiando e truffando l’altra metà, sembra fatta a posta per incoraggiare alla poltroneria e per educare alla immoralità. Tutto è chiasso, tutto è dolce far niente, quando non è imbroglio e abilità. Dal lazzarone che si spidocchia al sole, all’alto magistrato, di cui tutti sottovoce dicono che vende le sentenze; dal questurino, che sfrutta le prostitute, al giornalista ricattatore che sfoggia sfacciato automobili e amanti; tutto sembra che consigli al giovane: “Arrangiati, che io m’arrangio: l’onestà e il lavoro sono buoni per gli sciocchi: godere è lo scopo della vita”. Nessuna voce grida alla sua coscienza inquieta e vacillante: “Su via figliolo: lavora per te e per gli altri: il lavoro è la gioia, il lavoro è la libertà”. Dopo qualche mese di tirocinio in quell’ambiente pestifero e infetto, la giovane speranza della giovane delinquenza borghese meridionale ha scelta per sempre la sua strada. Non è più il ragazzone di facile contentatura, timido e impacciato di una volta. È diventato un elegantone: si pettina e si veste in modo da stare fra il cinedo e il guappo. Si è emancipato da ogni principio morale. Fa la corte alla figlia della padrona di casa. Abbraccia la serva in cucina e la portinaia per le scale. Molto spesso si busca la sifilide. Non c’è denaro che gli basti. E tempesta per averne la mamma e le sorelle di lettere menzognere e minacciose: – povere mamme, che si consumano nella lotta ineguale contro le ristrettezze del bilancio; povere sorelle, che sfioriscono nell’ombra nutrendosi di legumi e rattoppando i calzerotti per il fratello lontano! <br />
<br />
Qualche volta Cocò si ricorda di essere anche studente universitario: quando c’è da fare una chiassata.  Cocò è quasi sempre anticlericale: quando viveva Giovanni Bovio [filosofo e uomo politico repubblicano che insegnava all’Uni di Napoli], non mancava ma d’andare ad ascoltarlo e di applaudirlo almeno una volta all’anno. Spesso Cocò è addirittura socialista rivoluzionario: è insuperabile nel rompere le vetrate, nel fracassare le panche, nel fare con la bocca e con la mano suoni non perfettamente musicali. Cocò può essere rivoluzionario tanto più agevolmente, in quanto è sicuro a priori dell’impunità qualunque birbonata faccia: i carabinieri, che moschettano per dei nonnulla i contadini affamati, non daranno mai noia al figlio di papà. E Cocò è sicuro a tutte le ore di trovare all’Università qualche migliaio di mascalzoni simili a lui, protetti dall’impunità come lui, pronti sempre a fare come lui i socialisti rivoluzionari. Oggi le panche saranno rotte per protestare contro il governo, domani per anticipare le vacanze, dopo le vacanze per ottenere una riduzione di tariffe sui trams e poi per conquistare gli esami di marzo, poi per solidarietà ai colleghi bocciati; e avanti, avanti, avanti, con la fiaccola impugno e con la scure. Di tanto in tanto lo spirito di Cocò è turbato dallo spettro degli esami. Ma solo alla morte non c’è rimedio! Una Università in cui 5000 alunni fanno ogni anno, nelle sole sessioni di estate e di autunno, senza contare quella abusiva di marzo, 17000 esami, non può cercare troppo il pelo nell’uovo in questo genere di operazioni. E poi, parecchi professori ufficiali esercitano anche libere docenze; iscrivendosi al loro corso libero, l’elegantone laureato si garantisce abbastanza bene contro i rischi di quegli esami che dipendono da quei professori. Altri professori ufficiali sono investiti di incarichi in materie non obbligatorie, che apparirebbero inutili qualora non vi si iscrivesse un numero sufficiente di volonterosi. Cocò si iscrive anche a questi corsi, e si assicura altri esami. Parecchi professori ufficiali, specialmente delle facoltà di giurisprudenza e di medicina, sono avvocati, o esercitano la professione, o fanno gli affaristi: è facile, quindi, trovare il magistrato, il banchiere, l’elettore influente, il cliente danaroso, il socio d’affari, che con una raccomandazione metta a posto qualche altro esame. Poi ci sono i professori indulgenti per natura, o vecchi rimbecilliti, che non bocciano, mai, mai, mai. Non manca a Cocò che incontrare uno dei trecentocinquanta liberi docenti, imbroglione e pasticcione, camorrista e intrigante, che sa aiutare nei momenti difficili i poveri giovani bisognosi di soccorso. Basta dare la firma ad uno di costoro, lasciandogli godere tutte le dodici lire e centesimi dell’indennità e non pretendendo il rimborso immediato di una parte delle dodici lire, come molti fanno, e la gratitudine e la protezione del libero docente è assicurata in tutti le commissioni d’esame di cui egli farà parte. Ed ecco come l’Università di Napoli sforna ogni anno circa 600 fra medici e avvocati e una sessantina fra professori di lettere e di scienze, dei quali la più parte non è assolutamente capace di scrivere dieci righe senza almeno dieci errori di grammatica ed è intellettualmente abbruttita e moralmente disfatta. Questa vergogna non è peculiare dell’Università di Napoli. Tutte le università italiane sono più o meno ammalate: ed in fatto di corsi liberi, per es., gli abusi che si commettono dai professori universitari a Palermo, a Torino, a Padova, sono forse superiori a quelli di Napoli. <br />
<br />
Ma è innegabile che nell’insieme l’Università di Napoli è quella che accentra in sé il minor bene e il maggior male; che mentre nelle altre università prevalgono fra i professori ufficiali in proporzioni più o meno forti gli scienziati sugli affaristi, nell’Università di Napoli prevalgono gli affaristi sugli scienziati. Cocò, analfabeta e laureato, si avvede ben presto di essere inetto a vincere un concorso per la magistratura e per le prefetture o per i ministeri, se è avvocato; è sistematicamente bocciato nei concorsi per le scuole medie, se professore; non ha nessun titolo di capacità per ottenere una condotta fuori del paese natio, se è medico. Se ne ritorna, dunque, sospirando alla casa paterna dove lo aspettano la mamma invecchiata e le sorelle avvizzite. E qui, impotente a vivere coi frutti della professione libera, privo com’è di una qualunque abilità tecnica, tenta di assicurarsi un reddito, anche minimo, con un impiego municipale. Dove il partito dominante è solido e potente, Cocò gli striscia umile ai piedi e gli chiede un tozzo di pane. Dove esiste un’opposizione abbastanza forte o la maggioranza non si affretta a riconoscere i meriti e i diritti del neolaureato, costui si mette all’opposizione e combatte la maggioranza nell’interesse della patria. E allora si vede Cocò, anticlericale fierissimo all’Università, iscriversi a una confraternita e tenere il baldacchino dietro al Vescovo nelle processioni; e l’ex-socialista rivoluzionario giocare la sera a terziglio col delegato, col maresciallo dei carabinieri, e chi applaudiva Giovanni Bovio, falsifica le bollette del dazio consumo e ruba i denari della beneficenza. L’azione politica degli spostati ha una grandissima importanza nella società moderna, perché costoro, non avendo nulla da fare, fanno per tutto il giorno della politica: sono giornalisti, libellisti, galoppini elettorali, conferenzieri, propagandisti. Fanno di tutto; e in grazia delle loro attività, si conquistano i primi posti nelle file dei partiti politici, diventano gli uomini di fiducia, i depositari dei segreti, i guardiani e i padroni delle posizioni strategiche. […] e poiché le idee non girano per le strade sulle proprie gambe, ma si incarnano in uomini, si ha che le più belle idee, i più bei programmi di questo mondo, quando cadono nelle mani di quei miserabili, si riducono a pretesto per conquistare un impiego. E i partiti vanno in rovina; perché, conseguita la vittoria, la distribuzione degli impieghi è causa di ingiustizia contro gli impiegati antichi o di dissidi fra gli aspiranti, sempre più numerosi del bisogno; […] gli aspiranti delusi o passano al partito avversario, o restano nel partito a crear nuove scissioni e sospetti e recriminazioni. E così i partiti, che avevano riportato strepitose vittorie e sembravano depositari della più scrupolosa giustizia e padroni dell’avvenire, in pochi mesi si disgregano e precipitano nel fango. È questa una malattia di tutti i partiti, a qualunque gradazione politica appartengano, e di tutti i comuni italiani, qualunque sia la razza che li popoli. E girando per l’Italia e vivendo a lungo in Romagna, in Lombardia, in Toscana, ho acquistato sotto questo, come sotto molti altri rispetti, una discreta stima per l’Italia… meridionale: tutto il mondo è paese; e anche i nordici sono discretamente sudici. Ma fra l’Italia settentrionale e l’Italia meridionale ci sono, a danno del Mezzogiorno, le seguenti differenze.                                                                                             <br />
<br />
 1. Nel Mezzogiorno le professioni libere offrono meno risorse che nel Settentrione […];                                   <br />
<br />
 2. nel Mezzogiorno i professionisti, e più specialmente gli avvocati, sono più assai numerosi che nel Nord, e quindi si riversa sugli impieghi comunali un maggior numero di spostati; e Cocò è costretto ad una concorrenza più feroce, e non ha modo di fare le cose per benino e di salvare le apparenze come fanno i suoi analoghi nell’Italia settentrionale;                                                                                                                          <br />
<br />
 3. nel Nord la classe dei professionisti affamati costituisce soltanto uno fra gli elementi della vita politica ed amministrativa e deve coordinare e subordinare la propria azione a quella di altre classi che hanno peso politico: borghesia industriale e commerciale, proletariato industriale, proletariato rurale, professionisti competenti e non affamati; nel Mezzogiorno la borghesia capitalistica è poco sviluppata, il proletariato rurale è escluso dal voto perché analfabeta, professionisti competenti e non affamati ce ne sono pochini assai. E così gli spostati – il cosiddetto proletariato dell’intelligenza – formano la grande maggioranza della classe politicamente attiva, sono ovunque i padroni del campo, saccheggiano senza limiti e senza freno i bilanci comunali […].E il deputato meridionale è, salvo rarissime eccezioni individuali, il rappresentante politico di una delle due camorre di professionisti affamati [maggioranza e opposizione], che si contendono il potere amministrativo per mangiarsi i denari del municipio e delle istituzioni di beneficenza e per tosare i contadini. E l’ufficio del rappresentante politico consiste nell’impetrare l’acquiescenza della prefettura, della magistratura, della questura, alle cattive azioni dei suoi elettori e seguaci e di votare in compenso la fiducia al governo in tutte le votazioni per appello nominale. Così la corruzione della borghesia meridionale arriva a Roma e da Roma impesta tutta l’Italia. Con questa differenza: che le province settentrionali presidiate da una borghesia non indegna della sua funzione politica e sociale, e forti di una vigorosa vita autonoma, reagiscono contro l’infezione della Città Eterna, e bene o male fanno la loro strada. Nel Mezzogiorno la corruzione propinata dal governo centrale si accumula a quella che pullula nella vita locale, e tutto il paese si sprofonda in una fetida palude di anarchia intellettuale e morale e di volgarità. <br />
<br />
 <br />
</i></blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
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			<title>Angina pectoris</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1299</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:40:44 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Nazim Hikmet<br />
ANGINA PECTORIS<br />
1948 <br />
<br />
Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore,<br />
l'altra metà sta in Cina<br />
nella lunga marcia verso il Fiume Giallo.<br />
E poi ogni mattina, dottore,<br />
ogni mattina all'alba<br />
il mio cuore lo fucilano in Grecia.<br />
E poi, quando i prigionieri cadono nel sonno<br />
quando gli ultimi passi si allontanano<br />
dall'infermeria<br />
il mio cuore se ne va, dottore,<br />
se ne va in una vecchia casa di legno, a Istanbul.<br />
E poi sono dieci anni, dottore,<br />
che non ho niente in mano da offrire al mio popolo<br />
niente altro che una mela<br />
una mela rossa, il mio cuore. <br />
<br />
E' per tutto questo, dottore,<br />
e non per l'arteriosclérosi, per la nicotina, per la prigione,<br />
che ho quest'angina pectoris.<br />
Guardo la notte attraverso le sbarre<br />
e malgrado tutti questi muri<br />
che mi pesano sul petto<br />
il mio cuore batte con la stella più lontana.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>tutto più chiaro che qui</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1298</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 17:39:22 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Io da qui vedo il cielo inchiodato alla terra,<br />
e la terra attraversata da gente di malaffare,<br />
e vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare,<br />
vedo i ladri vantarsi e gli innocenti tremare.<br />
<br />
Ma tu, dimmi che cosa vedi adesso tu?<br />
Che adesso quasi non ci vedi più.<br />
Dimmi che cosa vedi tu da lì.<br />
Dimmi che è tutto più chiaro che qui,<br />
tutto più chiaro che qui.<br />
<br />
E dimmi che potrò capire,<br />
e dimmi che potrò sapere,<br />
e dimmi che potrò vedere,<br />
un giorno anch'io così,<br />
tutto più chiaro che qui.<br />
Anch'io così, tutto più chiaro che qui,<br />
tutto più chiaro che qui.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Le cose che ho imparato dalla vita</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1291</link>
			<pubDate>Fri, 23 Jan 2009 16:49:14 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Le cose che ho imparato dalla vita (Paulo Coelho)<br />
&quot;Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: <br />
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni. <br />
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. <br />
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. <br />
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi. <br />
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te. <br />
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze. <br />
Che la pazienza richiede molta pratica. <br />
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo. Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti <br />
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso. <br />
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse. <br />
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. <br />
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari. <br />
Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo. Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi. <br />
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se è stata la miglior conversazione mai avuta. <br />
È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. <br />
Non cercare le apparenze; possono ingannare. Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. <br />
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia. <br />
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. <br />
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. <br />
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice. <br />
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così. <br />
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. <br />
La felicità è ingannevole per quelli che piangono, quelli che fanno male, quelli che hanno provato, solo così possono apprezzare l'importanza delle persone che hanno toccato le loro vite. <br />
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. <br />
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori. <br />
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. <br />
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te piange.<br />
Ho imparato... <br />
Che ignorare i fatti non cambia i fatti. <br />
Ho imparato... <br />
Che quando vuoi vendicarti di qualcuno lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male. <br />
Ho imparato... <br />
Che l'amore, non il tempo guarisce le ferite. <br />
Ho imparato... <br />
Che il modo più facile per crescere come persona è circondarmi di persone più intelligenti di me. <br />
Ho imparato... <br />
Che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte. <br />
Ho imparato... <br />
Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto. <br />
Ho imparato... <br />
Che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno ti ha agganciato per la vita. <br />
Ho imparato... <br />
Che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali. <br />
Ho imparato... <br />
Che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. <br />
Ho imparato... <br />
Che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana. <br />
Ho imparato... <br />
Che quando sei innamorato, si vede. <br />
Ho imparato... <br />
Che appena una persona mi dice, &quot;mi hai reso felice! &quot;, ti rende felice. <br />
Ho imparato... <br />
Che essere gentili è più importante dell'aver ragione. <br />
Ho imparato... <br />
Che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino. <br />
Ho imparato... <br />
Che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo. <br />
Ho imparato... <br />
Che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio... Ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi. <br />
Ho imparato... <br />
Che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire. <br />
Ho imparato... <br />
Che la vita è come un rotolo di carta igienica... Più ti avvicini alla fine, più velocemente va via. Ho imparato... Che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo. <br />
Ho imparato... <br />
Che i soldi non possono acquistare la classe. Ho imparato... <br />
Che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare. <br />
Ho imparato... <br />
Che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato. <br />
Ho imparato... <br />
Che il signore non ha fatto tutto in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei? <br />
Ho imparato... <br />
Che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso. <br />
Ho imparato... <br />
Che non c'è niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance. <br />
Ho imparato... <br />
Che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori. <br />
Ho imparato... <br />
Che la vita è dura, ma io sono più duro. Ho imparato... Che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse. <br />
Ho imparato... <br />
Che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. <br />
Ho imparato... <br />
Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste sensazioni. Lavora come se non avessi bisogno dei soldi ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire balla come se nessuno ti stesse guardando canta come se nessuno ti stesse sentendo.&quot;</blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		<item>
			<title>lo odio.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1268</link>
			<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 21:19:58 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">lo odio.conosce pochi termini e solo quelli usa durante le sue lezioni: rinforzo, rinforzo, rinforzo, apprendimento, associazione, fisiologia, memoria di specie. solo questi. posso dargli retta? posso ripetere tutte le stronzate che pretende di sapere all'esame? non ci credo! o meglio non sono cose vere! posso farti giudicare da un perito &quot;non sano di mente&quot;? no perchè darebbe questa definizione. una di quelle che tu ami. e lunedì mattina dovrei ascoltarlo per 5 ore di fila? uno che ha scritto un libro sulla fisiopatologia dell'innamoramento... mi viene da piangere... dopo aver studiato migliaia di pagine sull'anoressia dovrei dirti che <i>alla base di questa c'è semplicemente un disturbo di percezione corporea e tutte le altre teorie sono solo cose astratte?!</i> non voglio. non voglio dire questo al tuo esame. :(</blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>so sad</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1213</link>
			<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 14:04:00 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché <br />
rubacchiavano.<br />
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano <br />
antipatici.<br />
Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano <br />
fastidiosi.<br />
Poi vennero a prendere i comunisti, ed io non dissi niente, perché non <br />
ero comunista.<br />
Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare.<br />
(Bertolt Brecht)</blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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			<title>TANTI AUGURI A TEEEEEEEEEEEEE....... oggi si festeggia il compleanno di....</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1104</link>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 14:27:17 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">oggi si festeggia il compleanno di....<br />
<br />
Cesare Lombroso :asd: <br />
<br />
:yahoo: :sveng:</blockquote>

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			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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			<title>4.11</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1100</link>
			<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 23:12:38 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">ogni anno è così. questa data mi ricorda te. più del 2.11. la banda con la canzone del piave, i tuoi occhi commossi e il tuo orgoglio... <br />
quello di disertore non di combattente. quello di combattente per le idee. quello di chi sbatte in faccia il libretto del militare a chi proprio non avresti dovuto. quello che <i>&quot;sai che devi farci con la tessera del partito?!&quot; </i><br />
quello che poi per i suoi gesti s'è visto l'austria, la grecia, e non certo come viaggio di piacere.<br />
quello che in quinta elementare ci ha fatto vincere il primo premio grazie alle sue storie (chissà se era proprio tutto tutto vero...). quelle che hai continuato a raccontarmi fino a tardi, quando i racconti duravano sempre di più perchè le pause diventavano sempre più lunghe.<br />
<br />
io ti porto dentro. oggi non sono andata. no. ci andavo con te. gli altri anni ci son stata anche da sola. quest'anno no. ma t'ho pensato. ho pensato all' emozione che avevo da piccola di avere accanto a me un eroe. <br />
<br />
a volte mi manchi proprio tanto. quei tuoi occhi verdi che... cavolo potevi trasmettermi... e tu che mi dicevi che se avessi avuto anche gli occhi verdi sarei stata troppo bella e mi sarei montata la testa... ti porto dentro come nessuno. e capisco che significa continuare a vivere in qualcuno. hai costruito parte di quella che sono. secondo me la parte migliore.<br />
<br />
<font color="Purple"><span style="font-family: Comic Sans MS"><i>Vivrò di carità<br />
sulle strade di Spagna,<br />
di Francia e di Bretagna<br />
e a tutti griderò<br />
di non partire piú<br />
e di non obbedire<br />
per andare a morire<br />
per non importa chi.<br />
Per cui se servirà<br />
del sangue ad ogni costo,<br />
andate a dare il vostro,<br />
se vi divertirà.<br />
E dica pure ai suoi,<br />
se vengono a cercarmi,<br />
che possono spararmi,<br />
io armi non ne ho.</i></span> </font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>piena o vuota?</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1071</link>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 11:11:38 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">parlare con una persona... sbagliato. ascoltare una persona, i suoi problemi, le sue angosce ti riempie? io mi sento svuotata. mi capita quando arrivo al punto in cui ne ho ascoltate diverse. con piacere. mi piace essere utile. mi piace che mi parlino, si fidino e ristrutturino parlando quello che sentono. pero' dopo arrivo a un punto in cui... non so... mi sento svuotata invece che arricchita di quanto loro mi abbiano detto-dato.<br />
non perchè io abbia invece i miei di problemi e abbia voglia di parlarne anch'io. no. non è questo. non so come spiegarlo. è come la storia dei vasi. ne parlava un mio idolo <font size="1">(nel senso anche un po' negativo del termine :asd: ). </font> <br />
ascoltare mi fa apprezzare di più certe cose che ho io. pero' ascoltare stanca pure. sarà che mi sento sovraccarica. eppure nessuno capirebbe. già mi immagino: <i> che sarà mai? ti stanchi di chiacchierare? e se lavorassi alllora?!? </i><br />
<br />
ma non so spiegarlo. neanche adesso e neanche qui.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>interpretazione.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1057</link>
			<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:15:36 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">analisi delle immagini-<br />
<br />
Quella scelta per il blog è l'immagine di una figura femminile, in posizione yoga (almeno, sembra), che si tiene le tempie con le mani, mentre la testa è appoggiata al livello del terreno.<br />
<br />
L'immagine del forum è un'immagine femminile, in atteggiamento pensieroso, di riflessione, con le ginocchia ripiegate e le braccia incrociate a livello dell'area fra plesso solare e plesso cardiaco (le braccia coprono le ginocchia e il mento). Emergono in evidenza i capelli neri, due ali in chiaro-scuro e un'aura bianca che attornia la figura e che è più sviluppata a sinistra e meno a destra.<br />
<br />
La prima immagine (quella del blog) indica una buona flessibilità, cioè una capacità di adattarsi alle situazioni svariate dell'esistenza, anche attraverso contorcimenti e modalità non lineari (posizione yoga contorta), ma anche il bisogno di &quot;contenere&quot; i pensieri e le preoccupazioni della vita (le mani che tengono le tempie) e, forse, la necessità di porre la &quot;testa&quot; a contatto con il terreno, cioè di ridimensionare la predominanza dell'intelletto per un maggiore contatto con le energie vitali della terra.<br />
<br />
La seconda immagine (quella del forum) indica una personalità riservata, in cui prevagono gli aspetti di riflessione, rispetto a quelli emozionali. I capelli in primo piano indicano l'importanza degli aspetti di riflessione, di &quot;pensiero&quot;, nell'esperienza della persona; le gambe ripiegate e braccia incrociate (posizione che, energeticamente, difende i chakra legati alle emozioni e ai sentimenti, il chakra del plesso solare e il chakra cardiaco) indicano un atteggiamento, se non difensivo, per lo meno riservato, rispetto alla dimensione emozionale (che non sembra essere messa allo scoperto con troppa facilità).<br />
L'atteggiamento riflessivo e pensieroso sembra, inoltre, indicare una prevalenza della riflessione interiore, di un essere volti più all'interiorità che all'esteriorità (cosa che sembrerebbe conferrmata anche dall'aura bianca più sviluppata nella zona sinistra della persona, che raffigura, appunto, l'interiorità, rispetto a quella destra, che raffigura la materialità e la concretezza.<br />
<br />
Le ali, d'altra parte, indicano che, per volare alto e raggiungere le proprie aspirazioni profonde, è, forse, necessario un atteggiamento più aperto all'espressione delle emozioni.<br />
<br />
Il grigio delle immagini, infine, può essere intrepretato in due modi diversi: o come la presenza, in positivo, di una forte tensione, che spinge la persona a sperimentarsi in nuove situazioni (pur conservando sempre una nota di riservatezza) o come la presenza di preoccupazioni e ansie che ostacolano l'espressione piena delle potenzialità e non consentono alla figura con le ali, ripegata su se stessa, di &quot;prendere il volo&quot;.<br />
Queste sono le principali risonanze suscitatemi dalle immagini che hai scelto come avatar.<br />
<br />
:medito:</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>tirocinio o sfruttamento?</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=1047</link>
			<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 19:44:42 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">vorrei spiegare alle mie maestre che mi fa piacere disegnare per loro, dipingere i vetri, soffiare il naso ai bimbi prima che comincino a leccarsi il moccio, portarli in bagno, fargli salutare la mamma dalla finestra e assicurarli che tornerà prestissimo, dividerli quando si picchiano, aggiustargli i capelli perchè gli vanno davanti agli occhi, consolarli se la mamma non arriva ancora, raccogliere insieme ai bimbi i giocattoli (chiodini maledetti :mad: ), dare &quot;un'occhiata&quot; durante la pausa-caffè, la pausa sigaretta, la pausa chiacchierata e la pausa telefonata, ma... beh... io dovrei fare solo OSSERVAZIONE e non sarei tenuta a fare tutto questo, che da me si chiama sfruttamento.<br />
<br />
ah. i complimenti sulla bravura, la dolcezza, l'educazione e la disponibilità mi fanno schifo.     <br />
<br />
e gabriel (autistico) messo in gabbia (un quadrato formato dal muro, due librerie basse e la cattedra) è da denuncia.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>non era battiato</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=971</link>
			<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 21:31:12 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Bien sûr nous eûmes des orages<br />
Vingt ans d'amour c'est l'amour fol<br />
Mille fois tu pris ton bagage<br />
Mille fois je pris mon envol<br />
Et chaque meuble se souvient<br />
Dans cette chambre sans berceau<br />
Des éclats des vieilles tempêtes<br />
Plus rien ne ressemblait à rien<br />
Tu avais perdu le goût de l'eau<br />
Et moi celui de la conquête<br />
	<br />
<br />
Mais mon amour<br />
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour<br />
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour<br />
Je t'aime encore tu sais je t'aime<br />
<br />
Moi je sais tous les sortilèges<br />
Tu sais tous mes envoûtements<br />
Tu m'as gardé de piège en piège<br />
Je t'ai perdue de temps en temps<br />
Bien sûr tu pris quelques amants<br />
Il fallait bien passer le temps<br />
Il faut bien que le corps exulte<br />
Finalement finalement<br />
Il nous fallut bien du talent<br />
Pour être vieux sans être adultes<br />
<br />
Oh mon amour<br />
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour<br />
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour<br />
Je t'aime encore tu sais je t'aime<br />
<br />
Et plus le temps nous fait cortège<br />
Et plus le temps nous fait tourment<br />
Mais n'est-ce pas le pire piège<br />
Que vivre en paix pour des amants<br />
Bien sûr tu pleures un peux moins tôt<br />
Je me déchire un peu plus tard<br />
Nous protégeons moins nos mystères<br />
On laisse moins faire le hasard<br />
On se méfie du fil de l'eau<br />
Mais c'est toujours la tendre guerre<br />
<br />
Oh mon amour<br />
Mon doux mon tendre mon merveilleux amour<br />
De l'aube claire jusqu'à la fin du jour<br />
<br />
<b>Jacques Brel</b><br />
<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=IxTVCV-_qKw&amp;feature=related" target="_blank">YouTube - BREL 3: La chanson des vieux amants</a></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=971</guid>
		</item>
		<item>
			<title>sud sud sud si nzisti tu resisti</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=960</link>
			<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 21:11:04 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">basta discussioni tra nord e sud. sono nauseata alla sola idea di dover ancora spiegare quello che forse non si vuole vedere. già. i problemi sono qui a napoli. il resto è pulito. il fatto è che quando lo dice la stessa gente del sud mi sale il sangue alla testa.<br />
poi magari si potrebbe pure smettere di parlare di nord e sud manco fossimo secessionisti americani del 60. eppure mi sembrava che l'italia fosse stata territorialmente unita conservando un patrimonio culturale inestimabile visto le varietà di culture e dialetti presenti su tutto il territorio. troppo difficile? <br />
odio i figli di papà arroganti e presuntuosi, che girano con &quot;le carte verdi&quot; in tasca, credono di conoscere il mondo e si sforzano di parlare in italiano perchè &quot;il dialetto è da cafoni&quot; per poi sbagliare i congiuntivi. ma si. andate pure nell'università del nord. vi troverete benissimo. qui non funziona niente (secondo voi). <br />
<br />
<i>scavalo cchiù bbuono scavalo cchiù mmeglio e po’ ccapisci pecchè stammo mmiezo ‘e ‘mbruoglie</i><br />
<br />
<i>mafia ndrangheta sacra corona unita chest’è tutto chello che c’hanno lassato<br />
<b>ddoje facce teneno però nun so’ nemici ‘o deputato e ‘o camorrista ind’o vico</b></i></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>stellamaranta</dc:creator>
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