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		<title>Forum di Psicologia - Blogs</title>
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		<description>Il principale forum di psicologia in Italia</description>
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		<lastBuildDate>Fri, 02 Oct 2026 12:59:24 GMT</lastBuildDate>
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			<title>Forum di Psicologia - Blogs</title>
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		<item>
			<title><![CDATA[Scuola Quadriennale di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale "AcaBs"]]></title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3493</link>
			<pubDate>Fri, 30 Oct 2015 10:52:03 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div class="bbcode_container">
	<div class="bbcode_quote">
		<div class="quote_container">
			<div class="bbcode_quote_container"></div>
			
				<div class="bbcode_postedby">
					<img src="images/misc/quote_icon.png" alt="Citazione" /> Originalmente inviato da <strong>AlessandraD</strong>
					<a href="showthread.php?p=2766386#post2766386" rel="nofollow"><img class="inlineimg" src="images/buttons/viewpost-right.png" alt="Visualizza messaggio" /></a>
				</div>
				<div class="message">Salve a tutti,<br />
vorrei pubblicizzare la Scuola Quadriennale di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale &quot;AcaBs-Academy of Behavioural Sciences&quot; con sede centrale a Reggio Emilia e sede periferica a Brescia.<br />
Il modello di formazione della Scuola di specializzazione in Psicoterapia dello sviluppo e adolescenza proposto dalla Academy of Behavioral Sciences, gestita da Science &amp; Method Associazione professionale di Reggio Emilia, fa riferimento all’indirizzo scientifico-culturale cognitivo comportamentale.<br />
La definizione degli interventi terapeutici, le modalità tecniche, la valutazione dell’operato sono riprese dalla teoria generale e dalla teoria della clinica che affondano le loro basi all’interno di una cultura cognitivo comportamentale, orientata ad un contesto che vede nella evidence based interventions (EBI) un suo principio di controllo imprescindibile.<br />
<br />
Le lezioni si svolgono in un week end al mese (venerdì, sabato e domenica dalle ore 9:00 alle ore 18:00) e iniziano a MARZO 2016. Per ogni informazione, potete visitare il sito <a href="http://www.acabs.org" target="_blank">www.acabs.org</a> oppure telefonare allo 0522/430053 (o chiedere a me se vi è più comodo)</div>
			
		</div>
	</div>
</div></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>AlessandraD</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Master in pedagogia clinica</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3470</link>
			<pubDate>Mon, 04 May 2015 13:49:26 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Ciao,<br />
mi sono laureata in Psicologia Clinica ad ottobre '14 e ora sto facendo il tirocinio post-lauream di un anno...ultimamente sono presa da mille dubbi e incertezze e visto il &quot;mercato ormai saturo&quot; della mia figura professionale, devo trovare un titolo che mi apra più di una porta e perché non muovermi a testa alta verso un indirizzo &quot;altro&quot;?<br />
<br />
Ho trovato navigando in internet questo <b><span style="font-family: Arial Black">MASTER BIENNALE di SPECIALIZZAZIONE IN<br />
PEDAGOGIA CLINICA E DEI PROCESSI EDUCATIVI</span></b>, visto e considerato che ora come ora i soldi per la scuola di specializzazione proprio mancano. <br />
<br />
Le specifiche del master si trovano a questo indirizzo:<br />
<a href="http://www.psicopedagogie.it/master_pedagogia_clinica.html" target="_blank">http://www.psicopedagogie.it/master_...a_clinica.html</a><br />
<br />
Qualcuno sa darmi qualche consiglio e sa dirmi se ne vale la pena?<br />
<br />
grazie :ciao:</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>psychotica</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3470</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Partono gli Special Guest di OPsonline :)</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3424</link>
			<pubDate>Sun, 21 Sep 2014 20:44:30 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Forse non avrete notato ma abbiamo aperto una stanza dedicata ad un nuovo appuntamento del nostro forum: gli Special Guest!<br />
Potete trovare tutto <a href="http://www.opsonline.it/forum/psicologia/special-guest/" target="_blank">qui</a>!<br />
Fino al 23 parleremo della <b>Presenza online dello Psicologo</b>: accorrete numerosi!!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Haruka</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3424</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Uno Schema di Percorso Didattico.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3420</link>
			<pubDate>Sun, 24 Aug 2014 10:49:19 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Una volta messe in regola tutte le carte, messa a norma la struttura e creati gli spazi adatti ai bimbi, sia quelli all’aperto sia quelli dedicati ai vari laboratori manuali, acquistate le attrezzature su misura e riforniti di brochure da tenere sempre a portata di mano, possiamo iniziare a presentare i nostri progetti alle scuole! <br />
<br />
Un passo un po’ complicato a volte, perché i fondi che la scuola mette da parte e che i comuni mettono a disposizione delle scuole per queste attività sono pari a zero, e risulta sempre complicato trovare un accomodamento con i mezzi di trasporto, anche se la scuola risulta non troppo distante dalle strutture in questione. Per fortuna però, nei periodi dell’anno che interessano queste “gite”, ci sono gli enti regionali che partecipano attivamente all’attività didattica in fattoria, promuovendo bandi e stanziando fondi che permettono alle scuole di ridurre i costi a partire dal 50% della spesa totale!!<br />
<br />
Ma torniamo alle scuole. Una volta contattata la segreteria didattica, proposto un programma, concordati i prezzi e gli orari, comincia il percorso dell’operatore, percorso che sarà articolato in tre parti:<br />
<br />
<b>Prima giornata </b>– appuntamento a scuola, dove verranno presentate le attività ai bimbi, e preparato il terreno per il lavoro in classe. <i>Ad esempio, la classe che sceglie il laboratorio dell’orto inizierà l’attività in aula insieme all’operatore, attraverso la semina dei semini in piccoli vasi, da quel momento fino alla visita in fattoria i bambini dovranno seguire la nascita e la crescita delle piantine che poi verranno portate in azienda per essere trapiantate nell’orto.</i><br />
 <br />
<b>Seconda giornata </b>– visita in fattoria.<i> Una giornata tipo in fattoria: <br />
<ul><li style="">inizia alle 9/9,30 del mattino, con l’arrivo e l’accoglienza della classe;</li><li style="">i bimbi e gli accompagnatori vengono accolti nella sala adibita ad aula didattica, dove l’operatore riprende la spiegazione fatta precedente a scuola, e ripresenta il percorso che verrà seguito nel corso della giornata;</li><li style="">alla fine della spiegazione, una piccola pausa per la merenda! Ma guai a tirar fuori le schifezze che questi bimbi si portano dentro lo zainetto, meglio la merenda “povera” ma ricca di nutrienti, sana e soprattutto buonissima, alcuni esempi: pane e miele, pane e ricotta, bruschette al pomodoro, frutta fresca, pane e formaggio … può sembrar strano, ma i bambini vanno matti di tutte queste cose, ma raramente gli vengono presentate a tavola…</li><li style="">dopo la merenda, tutti i bimbi e gli insegnanti indosseranno camici, grembiuli, cuffie, stivali … e tutto ciò che serve per uno dei Laboratori scelti – pasta fresca, pane, dolci, miele, mungitura, formaggio, orto … e chi più ne ha più ne metta! – ;</li><li style="">il laboratorio terrà la classe impegnata per almeno due ore, dopo di che, una bella passeggiata per vedere le strutture dell’azienda;</li><li style="">si è fatta l’ora del pranzo, stanchi dal lavoro e dalla camminata, al loro rientro i bambini affamati,  troveranno le tavolate già apparecchiate – da preferire una tavolata unica - e allora, tutti a tavola! Un esempio di menu del giorno: “pasta con i pomodori freschi, petto di pollo cotto al forno con gli aromi dell’orto e patate al forno, frutta fresca, dolce “fatto in casa” (o i dolcetti fatti dai bimbi durante il laboratorio dei dolci)” … ovviamente, sia per la merenda sia per il pranzo si tiene cointo d  tutte le allergie e intolleranze alimentari, che devono essere SEMPRE comunicate per tempo!;</li><li style="">e dopo il pranzo, il momento più atteso: tutti a vedere gli animali!!;</li><li style="">infine, i saluti, ringraziamenti e un piccolo souvenir … a volte anche un po’ di commozione nel vedere tutti stanchi ma felici, che tendono le manine per salutare finchè il pulman non sparisce in lontananza. </li></ul><br />
<br />
</i><br />
<b>Terza giornata</b> – giornata conclusiva a scuola, insieme a bimbi, insegnanti e genitori. Durante questa giornata solitamente sarà la classe a presentare i lavori svolti a scuola, che raccolgono tutto ciò che l’attività didattica ha insegnato loro! Momento fondamentale per raccogliere informazioni e giudizi sul proprio lavoro, al fine di migliorarsi e migliorare il servizio che si è scelto di offrire.</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>issia.ti</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Come diventare Operatore di Fattorie Didattiche.</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3416</link>
			<pubDate>Tue, 05 Aug 2014 10:29:45 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Come abbiamo già visto:<br />
“<i>Le fattorie didattiche sono un importante strumento di valorizzazione dell'agricoltura e dei prodotti agroalimentari del territorio. Promuovono la crescita della consapevolezza del ruolo sociale e multifunzionale del mondo rurale e, in una logica di sviluppo integrato, la valorizzazione delle risorse storiche, archeologiche e culturali del territorio. Rappresentano, di fatto, un mezzo efficace di educazione alimentare ed ambientale e uno spazio naturale da utilizzare a scopo didattico. In tale ottica le aziende agricole sono sedi ideali dove organizzare centri di promozione al consumo consapevole dei prodotti agroalimentari, in particolare di quelli tradizionali e tipici della nostra regione che trovano in questi luoghi le loro origini.</i> (da <a href="http://www.sardegnaagricoltura.it)”" target="_blank">www.sardegnaagricoltura.it)”</a><br />
<br />
Gli enti Regionali, ormai in tutta Italia, si fanno carico di formare operatori per il settore, e di valutare l’adeguatezza dell’azienda che vuole operare anche come fattoria didattica, così come previsto dalla Carta della Qualità che stabilisce i requisiti per l’accreditamento all’Albo delle fattorie didattiche. Vi risparmio ovviamente tutta la normativa, reperibile in rete. Ma percorso fondamentale, per queste aziende è la formazione di un operatore certificato che possa occuparsi dell’attività.<br />
<br />
“<i>E’ parte del patrimonio umano e professionale di ogni insegnante quello di entrare in sintonia con i ragazzi per accompagnarli lungo un percorso che stimoli il loro interesse e la loro curiosità. Ed è ancora sulle capacità proprie di ogni docente che si deve far affidamento per introdurre, nel novero delle attività didattiche più tradizionali, argomenti, come quelli sull’agricoltura, che appartengono a mondi, per la scuola ancora in larga parte nuovi.<br />
E’ con questo convincimento che affidiamo a queste undici unità didattiche il compito di fornire, insieme alle pubblicazioni “La vita in fattoria”, “Gli animali della fattoria” e “Le piante della fattoria”, all’ipertesto multimediale che le collega e ad “Agrigioco”, una prima traccia per lavorare in classe, oltre che sui temi dell’azienda agricola anche su quelli dell’alimentazione, dell’ambiente e dell’agriturismo.<br />
Ogni percorso didattico proposto muove lungo una precisa successione di momenti educativi. Lo scopo è quello di fornire una griglia di riferimenti operativi alla quale ogni insegnante potrà liberamente attingere, facendosi guidare esclusivamente dalla propria sensibilità e dalla propria esperienza.(…)</i>”<br />
<br />
Questa sopracitata è la prefazione delle dispense “Strategie di comunicazione e accoglienza” per il Corso “Didattica in Fattoria” fornite dall’ERSAT per l’anno 2005-2006.<br />
<br />
In generale gli <u>ambiti disciplinari</u> presi in considerazione sono:<br />
-Area scientifica<br />
-Area artistica<br />
-Educazione motoria<br />
Mentre gli <u>obiettivi didattici</u> sono:<br />
-conoscere gli animali della fattoria;<br />
-discriminare gli elementi naturali attraverso l’uso dei sensi: il tatto;<br />
-eseguire giochi di movimento ad imitazione degli animali della fattoria;<br />
-fare esperienze sensoriali attraverso il tatto.<br />
<br />
Per un operatore, già impegnato nel lavoro giornaliero in un’azienda agricola, può apparire semplice parlare del suo lavoro, delle sue attività, dei suoi animali o delle sue piante. In realtà, bisogna tenere presente che questa spiegazione è rivolta a dei bimbi che hanno dai 3\5 anni ai 10\12 anni, bisogna saper utilizzare un linguaggio adatto alle diverse età – tenendo presente che tra i due estremi ci sono ancora livelli differenti di attenzione, di coinvolgimento, di apprendimento -. In tutti i casi è necessario unire le spiegazioni tecniche con immagini, disegni semplici e soprattutto con il gioco.<br />
<br />
Eh si, da un lato bisogna seguire questi corsi regionali con attenzione, documentandosi e facendo affidamento alla pratica, dall’altro lato bisogna davvero esserne portati!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>issia.ti</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>12 indizi per individuare una internet addiction</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3414</link>
			<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 13:43:50 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><font color="#333333"><span style="font-family: Helvetica Neue">Emma Power, diciannovenne di Sevenoaks, dichiara di sentirsi &quot;in preda al panico e fisicamente a disagio&quot; se non pubblica 20 'selfies' al giorno su Facebook. Almeno lei ammette di avere un problema!!! Harry Wallop prende in esame i 12 indizi più certi di dipendenza da social media.</span></font><br />
<br />
<ol class="decimal"><li style="">Ormai non si va più al ristorante senza postare sul Instagram ogni portata. In realtà, senti quasi un prurito che ti porta a scattare foto di ogni particolare del posto, del tavolo, le posate, ecc... Ed ormai (purtroppo) anche una cena romantica a lume di candela non sembra davvero romantica se non si condivide ogni istante con i propri followers. E vogliamo parlare poi della cronaca “minuto-per-minuto” dei matrimoni degli amici???</li><li style="">La prima cosa che fai quando ti svegli prendere il telefono (sempre a lato del letto, di fatto - di solito sotto il cuscino) e controllare quante volte  quel tuo commento spiritoso dalla sera prima sia stato retweeted o liked . E tutto questo-ormai-anche prima di aver lasciato il letto o addirittura baciato la persona che ami e che dorme accanto a te!</li><li style="">I tuoi figli ti beccano mentre stai cercando di pubblicare aggiornamenti di Facebook mentre stai leggendo loro le favole prima di andare a dormire. Ti accorgi di essere nei guai quando vi accordate per una “multa” di 50 centesimi che pagherai ogni volta che ti scopriranno. Sai di essere nelle loro mani (e in guai ancora più seri!) quando ti accorgi che così facendo hanno raggiunto la cifra per acquistare una Xbox.</li><li style="">Alle feste, cominci a salutare gli amici con il nome che hanno sui social…ma poi, dopo il secondo Spritz, non ti ricordi nemmeno più quale sia il loro nome nella realtà. Finchè poi ti chiedi: ”Ma ce l’hanno davvero un nome? Ma poi, è così importante il nome che hai nella vita reale??Non basta quello dei social?”</li><li style="">Non puoi più andare in bagno senza usare i 23 secondi a disposizione per indagare quante persone hanno apprezzato la tua foto. Scattarti una foto e postare il tuo selfie mentre sei seduto sul gabinetto è una prova che hai perso di vista il comportamento decente. Piuttosto, il mercato dei media ha diinuito drasticamente la lettura dei libri e cartacei, e l’esperienza sensoriale che ne derivava. Ora sappiamo sfiorare, toccare, scorrere, pulire. Ma lo schermo non ha-purtroppo-né il fruscio della carta stampata, né l’odore, né la materialità delle pagine che accarezzavamo con gli occhi e con le dita.</li><li style="">Francesco, un lunedì mattina, chiede ad un amico come sia stato il suo weekend. Quello risponde offeso: “Ma come, non hai visto le foto fighissime che ho postato della partita, della gita e della serata?” Francesco, contrariato risponde: “Si si, davvero belle. Si, anche il mio weekend è stato molto bello”. E poi pensa: ”Smetterò di seguirlo questo, è proprio un’idiota”.</li><li style="">Ti metti da solo i “mi piace” agli aggiornamenti e alle foto di facebook, ai tweets, alle tue foto di Instagram, ai tuoi selfies. Smettila. Ora.</li><li style="">“Check-in” alla metropolitana o alla fermata dell’autobus mentre vai al lavoro. “Check-in” quando arrivi sul posto di lavoro. “Check-in” quando vai al bar per il caffè. “Check-in” quando vai a pranzo. “Check-in” quando vai al pub la sera e rifai “Check-in”  per ogni posto in cui passi con gli amici. A notte fonda, finalmente, arrivi davanti casa. E vorresti fare “Check-in”, ma davanti al portone chiuso scopri che uscendo di casa, al mattino, hai preso il telefono (ovviamente) ma hai scordato le chiavi!</li><li style="">La prima cosa che fai quando scopri che ua persona famosa  è morto è di cercarne la storia e la carriera su Wikipedia e con urgenza, in un impeto di panico, trovare il fatto meno conosciuto che lo riguardi in modo da poter postare un aggiornamento. &quot;Sono così triste per David Frost. Naturalmente, il suo più grande successo è stato offerto un contratto al Nottingham Forest FC. # RIP &quot;</li><li style="">Qualcuno ti racconta una barzelletta, e invece di ridere ad alta voce, dici &quot;lol&quot;. Invece di aprire la bocca e fare la cosa più pura, immediata ed istintiva, dici &quot;lol. E poi ridi, certo, ma perché ti senti intelligente per ciò che hai appena fatto. Molto social. Poco human.</li><li style="">Guardi Bake off/XFactor/Masterchef e i tuoi livelli di ansia aumentano a livelli quasi insopportabili, e stringendo nervosamente lo smartphone tenti di essere la primissima persona a postare sulla tua timeline di Twitter un commento spiritoso su qualcosa che-speri-nessuno abbia ancora notato.</li><li style="">Usi il termine hashtag nelle conversazioni normali. # sicuro. O meglio &quot;Hashtag sicuro&quot;.</li></ol></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Morgana-z</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Il contatto con gli animali nelle Fattorie Didattiche</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3413</link>
			<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 10:09:16 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">In quattro anni di esperienza nel settore, e nelle giornate soleggiate, sia in estate che in inverno, in cui gruppi di famiglie con bimbi di tutte le età, in cerca solo di una giornata di relax e buon cibo, mi son sempre sorpresa nell’osservare i bambini, e i genitori che a loro volta osservano i rispettivi figli con preoccupazione, che si accingono per la PRIMA VOLTA a stabilire un contatto con gli animali dell’azienda. <br />
Ricordo una delle prime gite in fattoria, in cui un bimbo di 6 anni circa, si avvicinava a dei micini appena nati che miagolavano vicino alla mamma, li guardava con curiosità e attenzione, e un pizzico di timore. Gli dissi: “vai più vicino, tranquillo, la mamma è buona, non ti graffia, ti lascia avvicinare ai suoi piccoli”, mi guardava perplesso, e con mia grande sorpresa  mi chiese all’improvviso cosa fossero! Non potevo crederci! Vi lascio immaginare la sua faccia quando presi uno dei tre piccoli e glielo misi nelle mani! <br />
Ora a parte questo caso veramente estremo, ma i bimbi di oggi, o almeno la maggior parte, hanno pochi contatti con gli animali, a parte quelli domestici, non hanno mai visto un agnellino, un vitello, un maialino, un coniglietto, le galline con i pulcini al seguito, un cavallo, se non alle parate di paese o in Tv. Ne hanno timore, ma son curiosi, la curiosità dei bambini è speciale! Hanno tanto da insegnarci! Quando per esempio si siedono su quel muretto che un adulto disdegna perché impolverato, a osservare un gruppo di agnellini che, radunati nel campo, prima si guardano tra loro come per decidere le regole del gioco, e poi scattato in corse a perdifiato, da una parte all’altra del campo, tra le urla di gioia dei piccoli che li seguono con lo sguardo!<br />
La visita agli animali della fattoria è uno dei momenti più attesi nelle giornate di attività didattica. <br />
Una manciata di fieno per i cavalli, una carezza, un po’ di paura nel vederli scattare e giocare liberi nel paddock dopo un po’ di coccole!<br />
E guarda quanto son grossi questi maialini!!! Ci guardano incuriositi e c’è tanta puzza qui dentro…ma scappa sempre una gran risata!!!<br />
E ora chiamiamo tutte le pecorelle, un fischio e arrivano di corsa belando festanti, verso il gruppo di bambini, qualcuno indietreggia, ma poi tutti li a mettere le manine avanti per accarezzare quel piccolo agnellino, bianco, morbido!<br />
Quanto è importante il contatto con la natura! E quanto fa bene ai bimbi, e all’umore e alla salute di tutti! Abitiamo in grosse città, schiavi delle tecnologie che non ci fanno mancare nulla (a parte i soldi!) e abbiamo perso di vista le nostre origini, e non ne abbiamo rispetto! Insegnare ai più piccoli il rispetto per gli animali, tutti gli animali, è un passo importante per migliorare le generazioni future!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>issia.ti</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Fattorie Didattiche</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3408</link>
			<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 16:39:59 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Chi ha detto che l’insegnamento può essere impartito solo a scuola?<br />
Chi ha detto che studiare solo dai libri di testo porterà ad esiti positivi ed efficaci nella vita futura?<br />
È vero che la cultura è importante, ma imparare a vivere non è prerogativa dei libri di testo! E tutto quello che ci circonda? I racconti dei nonni, degli esperti, dei saggi predecessori che hanno vissuto solo con un fazzoletto di terra e gli attrezzi da lavoro in mano? Non avranno scritto libri di psicologia, ma sapevano come comportarsi davanti a tutte le situazioni che il mondo gli presentava davanti. Anche loro hanno costruito “castelli”, sapienze che hanno portato i nostri genitori a vivere con nulla, e amare tutto, amare la vita, anche per quel poco che restituiva.<br />
Al giorno d’oggi tutti questi insegnamenti si stanno perdendo nel tempo, il nostro patrimonio culturale, le attività “antiche”, promotrici di tutte le attività industriali attuali..perchè non ricollocare questi saperi a scopo educativo, rieducativo, promuovendo attività che permettano di superare la tradizionale separazione tra obiettivi cognitivi, comportamentali, sociali, affettivi e emotivi?<br />
Questo è lo scopo delle Fattorie Didattiche, iniziativa sempre più diffusa e apprezzata. Ve le voglio presentare, a titolo introduttivo, attraverso il seguente articolo, riassuntivo e completo, racimolato nel web:<br />
<br />
<i>“Una fattoria didattica è un’azienda agricola o agrituristica in cui si svolgono attività educative “attive”, rivolte in particolare a bambini e ragazzi.<br />
L’obiettivo è quello di far conoscere l’attività primaria ed il ciclo delle culture e degli allevamenti zootecnici, la preparazione degli alimenti di origine animale ed i processi di produzione agro – alimentare, l’importanza del suolo e dell’acqua, la vita vegetale ed animale, le abilità manuali e le competenze dell’operatore del mondo rurale e il ruolo<br />
sociale degli agricoltori. Ciò al fine di formare il pubblico per un consumo consapevole ed un comportamento attivo nella salvaguardia dell’ambiente.<br />
Le fattorie didattiche creano contatti fra il mondo urbano e quello rurale, diffondono nelle nuove generazioni tradizioni e usanze della cultura contadina, valorizzano i mestieri e la manualità artigianale con un patrimonio di esperienza diretta e si impegnano, oltre che nell’attività produttiva tradizionale, anche nell’attività didattico – formativa, in particolar modo nell’educazione del pubblico, nell’accoglienza e nell’offerta di programmi didattici rivolti a gruppi scolastici o altri utenti, appartenenti a categorie protette (affette da disabilità o altre forme di disagio sociale) oppure generici, nell’ambito di attività scolastiche e/o extrascolastiche.<br />
Il contesto della Fattoria Didattica può essere, dunque, paragonato a una famiglia educativa quando rivolta alle scolaresche, ma anche “rieducativa” se rivolta a disabili, disagiati, emarginati. Di qui una fattoria didattica che diventa “fattoria sociale”.<br />
I produttori trasmettono direttamente conoscenze, anche attraverso la propria esperienza, ai fruitori, in particolare alle nuove generazioni, consentendo loro di fare esperienze pratiche sul campo.<br />
La valenza educativa di un progetto di Fattoria Didattica, e la possibilità che ne deriva di riqualificare le attività agricole come fonte di reddito complementare e strumento di marketing, contribuiscono alla sempre maggiore popolarità dell’iniziativa in tutto il mondo.<br />
Negli ultimi anni, anche nella nostra realtà nazionale si è riscontrato un interesse crescente per questo settore, che ha conosciuto uno sviluppo notevole.”</i><br />
<br />
<font size="1">Tratto da: “THE TUTORIAL FARMS” - F.RONCHETTI, I.CASTELLANI, P.FOSSATI -  2011</font></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>issia.ti</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Il mito del guaritore ferito (alle origini della psicologia)</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3407</link>
			<pubDate>Wed, 23 Jul 2014 07:17:31 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><span style="font-family: book antiqua"><font size="3"><font color="#333333">Chirone è un centauro, una creatura mostruosa biforme che ha la metà superiore del corpo umana (testa, busto, braccia) e quella inferiore equina (le quattro zampe e la groppa). La sua natura di centauro però si limita al solo aspetto esteriore.Infatti non condivide con queste creature mitologiche né l’origine né l’indole. I centauri sono incolti, brutali, ubriaconi dal carattere iracondo. Chirone invece è saggio, mite, figlio del dio Crono e dell’oceanina Fìlira. Il suo aspetto fisico gli viene dal padre che, colto in adulterio dalla moglie Rea,per sfuggirle si trasforma in stallone.</font><br />
<font color="#333333">Dopo essere stato ripudiato dalla madre a causa del suo aspetto raccapricciante, Chirone è condotto sul monte Pelio, in Tessaglia, dove in una grotta fissa la sua residenza e ne diventa il nume.</font><br />
<font color="#333333">Chirone cresce saggio.Esperto anche di Astronomia, Musica, Arti della guerra, applica le sue conoscenze di Botanica per la guarigione degli infermi che pratica anche con l’uso delle mani. Il suo nome infatti, &#935;&#949;&#943;&#961;&#969;&#957; è forma ipocoristica di un altropiù lungo, il quale fa riferimento all’abilità sanatrice della mano di lui(&#967;&#949;&#943;&#961;, &#967;&#949;&#953;&#961;&#972;&#962; in greco è la mano da cui derivano le parole Chirurgia e chirurgo, la scienza ed il medico che opera e cura operando con la mano).</font><br />
<font color="#333333">Autodidatta mette le sue conoscenze al servizio degli altri, accogliendo coloro che vogliono foggiarsi nel corpo e nella mente: il dio Apollo e suo figlio Asclepio (nato con parto cesareo e dio della Medicina), Achille, Eracle, Atte&#972;ne, Alcone (eroe attico abilissimo nel tirar con l’arco), Aristeo (noto per avere insegnato agli uomini l’apicoltura, l’arte di lavorare il latte, alcuni espedienti della caccia e della viticultura), Giasone (l’eroe il cui nome è legato all’impresa per la conquista del vello d’oro e all’amore funesto di Medea) sono solo alcuni dei suoi leggendari allievi.</font><br />
<font color="#333333">Poiché figlio di un dio, Chirone è immortale. Durante un banchetto, per inavvertenza sua o dell’amico Eracle, gli cade sul piede una saetta intrisa con il veleno letale dell’idra. Non muore ma la ferita che si genera è dolorosissima e insanabile.Perciò ogni giorno, prima di prendersi cura dei suoi allievi, è costretto a prendersi cura della propria ferita per poter adempiere pienamente al suo ruolo di maestro e di medico.</font><br />
<font color="#333333">Essendo figlio di Zeus e perciò immortale, egli è condannato a soffrire senza poter trovare nella morte il sollievo e la fine del dolore. Chiede allora al proprio padre divino di poter barattare il suo posto con Prometeo, che era stato incatenato aduna roccia come punizione per aver rubato il fuoco agli dei a beneficio del genere umano. Questo scambio gli permise di rinunciare all'immortalità e morire. Dopo la sua morte, fu elevato al cielo come costellazione del Centauro.</font><br />
<font color="#333333"><br />
</font><br />
<font color="#333333">Essere ibrido che in sé comprende due nature, una divina ed umana, l’altra animale, nell’accezione peggiore del termine (vedi gli altri centauri), Chirone sceglie di farsi guidare dalla prima natura e dà alla sua esistenza un indirizzo che diventa sotto ogni profilo esempio di grandi virtù umane: ricerca con l’esperienza il sapere condividendo le conoscenze acquisite per mezzo dell’insegnamento. Lui ad un tempo taumaturgo ed infermo, orribilmente sofferente, sviluppa una profonda consapevolezza del dolore rappresentando perciò un concetto di grande importanza nella pratica della medicina e della relazione medico-paziente.</font><br />
<font color="#333333">Fuor di mito e metafora, appare evidente che, per svolgere al meglio la sua professione ed occuparsi in maniera adeguata del suo paziente, il medico – Chirone deve prima occuparsi delle sue ferite che, come detto, sono rappresentate dalle sue difficoltà, dubbi, debolezze, fragili emozioni. Se nessuno cura le ferite del medico, questi non curerà quelle dei pazienti.</font><br />
<font color="#333333">E' proprio da questo mito di Chirone, il guaritore ferito, che deriva la frase &quot;Medico,cura te stesso&quot;.</font></font></span></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Morgana-z</dc:creator>
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		<item>
			<title>La prima qualità necessaria ad affrontare un concorso pubblico</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3406</link>
			<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 11:56:30 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Quante se ne dicono, quante se ne leggono, quante se ne pensano rispetto a questi benedetti concorsi. E il bello è che, almeno in parte, tutti hanno ragione, tutto, almeno in parte è vero.<br />
<br />
&quot;Partecipa al concorso, non buttare un'occasione&quot;. &quot;No, non partecipare, tanto è già tutto stabilito, c'è già il vincitore...è proprio lì, nella lista di coloro che si apprestano a compilare e inviare la domanda, che pregusta una emozione diversa da quella dei comuni mortali&quot;.<br />
<br />
La verità è che la partecipazione ai concorsi rappresenta una sorta di palestra che, al di là di tutto quello che può succedere e di tutto quello che si può rischiare di vedere, è utile a più livelli. Imparare a sostenere un concorso, diverse tipologie di concorso, è un'arte che va coltivata. Studiare per un concorso è un modo per imparare a ottimizzare i tempi, raccogliere e selezionare materiale e soprattutto serve per rimanere aggiornati o per approfondire aspetti che non si conoscono. Partecipare ad un concorso e farsi trattare come babbei dagli organizzatori, guardarsi intorno e rendersi conto che la faccenda è piuttosto seria (non fosse altro per il fatto che ti rendi conto di essere uno dei circa 350 che si sono iscritti e che come te, per quanto disincantati e poco inclini all'ingenuità, sono lì non certo per guardare il muro o, come facevano alcuni all'università, solo per sentire le domande e poi andarsene via come nulla fosse accaduto), aiuta a gestire le emozioni e a responsabilizzarsi per quanto compete. Partecipare ai concorsi ti offre persino la possibilità di conoscere gente e di stringere anche qualche amicizia, dandosi appuntamento alla prossima e alleggerendo un po la tensione quando tra la folla si nota qualche faccia nota e amica.<br />
<br />
Ma il vero segreto è la PAZIENZA. Perchè tra mille peripezie, tra mille concorsi superati, altri non superati, tra graduatorie che non scorrono mai e incarichi che potrebbero arrivare ma che puntualmente non arrivano perchè i governi regionali si riempiono le bocche di parole e di gozzovigli ma i soldi per il socio sanitario non si trovano mai possono capitare cose come la seguente.<br />
Può succedere che a gennaio ti iscrivi ad un concorso per dirigente psicologo: puoi farlo, infatti sei psicologo, sei anche psicoterapeuta e se ciò non bastasse hai anche due bei master di secondo livello e qualche anno di esperienza a complemento del tuo bel CV. Può succedere che nel giro di poco tempo ne esca un altro, per un'altra ASL. Te ne accorgi all'ultimo, preso da altre cose e allora compili la domanda in fretta, prosciughi tutto l'inchiostro che ti era rimasto nella stampante e corri in posta chiedendo di inviare il tutto con raccomandata veloce che ti costa il doppio perchè magari nel banda c'è scritto che il timbro dell'ufficio postale non fa fede.<br />
Poi succede che dopo 4 mesi ricevi documento di ammissione al concorso e convocazione alla prima prova. Ti ritrovi a patire un'ora e mezza attendendo PAZIENTE tutte le procedure di riconoscimento e cose varie, ricordanti che una volta che hai registrato la presenza e varcato la soglia della stanza in cui si svolgerà il concorso non potrai più uscire, per nessun motivo, fino a che la prova non sarà conclusa e non si sarà firmata l'uscita da parte di TUTTI. Poi scopri che la prova consisterà in 5 domande aperte cui rispondere in soli 30 minuti perchè insomma, bisogna fare presto, i commissari sono dei dirigenti psicologi di altre ulss e dirigono ognuno la loro unità operativa semplice/complessa e correggere compiti troppo lunghi è uno stress. Vietato scrivere male o in maniera incomprensibile, a meno che uno non possa fieramente esibire una certificazione di disturbo specifico della grafia, pena l'annullamento del compito.<br />
Mentre riempi di improperi l'etere perchè all'inizio ti sembrava di aver risposto male, certe risposte andavano articolate e approfondite, ma non ce n'era il tempo e le minacce per coloro che si fossero dimostrati prolissi rappresentavano una costante di quei miseri 30 minuti in cui avresti gradito silenzio e maggior possibilità di concentrazione ma poi pensi &quot;ehi, ho risposto a tutto, più o meno bene...dai speriamo, la prima prova è lo scoglio più duro&quot; e collegandoti al sito scopri che i risultati arriveranno tra un altro mese, ricevi una telefonata.<br />
Ovviamente tu non rispondi perchè non sei uno di quegli ossessivi col telefono sempre addosso che mentre gli parli sono lì che digitano come indemoniati e richiami 100 volte per capire chi fosse colui che ti aveva cercato UNA SOLA volta e che adesso non risponde. La mattina dopo riesci a metterti in contatto: era l'ufficio concorsi, quello del primo dei due bandi, che, dopo 7 MESI ti dice che sembra ci sia una informazione incompleta nella tua domanda. Vogliono un certificato che attesti che la tua scuola è riconosciuta dal MIUR, certificato che tu gli hai spedito assieme ad autocertificazione di diploma di specializzazione...ma loro non riescono ad unire i due puntini, vogliono un certificato che attesti le due cose assieme: ossia tu devi dichiarare di essere specializzato e che la tua scuola è riconosciuta dal ministero nello STESSO documento, lo fai in due documenti diversi, per loro è difficile crederti.<br />
Ovviamente capisci che scendere a patti con chi si rifiuta di unire due puntini non serve e ti scusi per l'accaduto e proponi di inviare nuovi documenti per l'integrazione e chiedi il numero di fax, perchè altrimenti quelli pensano che tu lo sappia (il numero) per scienza infusa e capacità divinatorie varie. Guarda il caso, il tuo fax non funziona...e devi correre in un esercizio pubblico e pagare, per quanto poco, per una cosa senza senso e non necessaria.<br />
<br />
Insomma, quando l'avventura di per sè complessa e impegnativa di un concorso si amalgama a questioni e fattori inter e intra personali, ti rendi conto la prima qualità che serve è la pazienza, tanta TANTA PAZIENZA</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>crissangel</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Le basi di un forum e come vengono gestite le problematiche</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3400</link>
			<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 20:37:04 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Non tutti quelli che arrivano qui forse hanno ben chiaro cosa vuol dire essere in un forum e la gerarchia che c'è dietro alla gestione di esso.<br />
Cerchiamo di fare un po' di chiarezza anche per capire il ruolo che molti di noi hanno nella community di OPs.<br />
A questo proposito trovo molto ben fatta questa descrizione presente su Wikipedia:<br />
<b>Amministratori </b> [Haruka]<br />
Gli amministratori sono i gestori di un forum e possiedono la facoltà di modificare, cancellare o spostare qualsiasi messaggio. Solitamente possono anche chiudere il forum, modificarlo, apportare cambiamenti al software, espellere, cancellare o creare utenti. Possiedono inoltre tutte le funzionalità dei moderatori.<br />
Il mio ruolo su questa piattaforma consiste nel gestire l'aspetto tecnico e di coordinamento del forum come staff e gruppo moderatori.<br />
Rispondo alle vostre email, ai vostri PM, partecipo alle stanze di supporto all'utenza, supporto e mi coordino con gli altri moderatori ed intervengo quando c'è necessità per gestire le problematiche che possono sorgere sempre in base al nostro regolamento.<br />
<br />
<b>Supermoderatori</b> [kyoko266 e crissangel]<br />
I supermoderatori aiutano il lavoro degli amministratori, dai quali sono stati scelti: il loro scopo è generalmente quello di coordinare l'attività dei moderatori e di assisterli. Possiedono inoltre tutte le funzionalità e svolgono tutti i compiti dei moderatori: hanno inoltre la possibilità di spostare thread in aree non direttamente moderate da loro e possono bannare l'utenza se necessario.<br />
<br />
<b>Moderatori </b>[guardate l'homepage del forum per vedere quanti sono :) e ne cerchiamo altri!]<br />
I moderatori aiutano il lavoro degli amministratori, dai quali sono stati scelti, ma rispetto ai quali hanno meno poteri. Il loro scopo è generalmente quello di mantenere un'atmosfera tranquilla e pacifica nell'area che gli è stata attribuita, evitando che le discussioni degenerino, chiudendo/cancellando quelle contrarie al regolamento, spostando discussioni in aree più consone e facendo rispettare le varie regole. Il moderatore può essere anche un esperto dell'argomento di cui tratta il forum, e può avere la funzione di risolvere dubbi di utenti meno esperti.<br />
<br />
Molto spesso può capitare di avere a che fare con utenti che non hanno idea di aver sottoscritto un regolamento al momento dell'iscrizione: questi utenti spesso si trovano in palese contrasto con una (o tutte) le figure che gestiscono il forum.<br />
<b>In questo caso, come lavora lo staff?</b><br />
Nel nostro forum se ne parla in una apposita stanza per il coordinamento dello staff, che non è accessibile dagli utenti. Si analizzano i vari casi, si discute insieme e si decide il da farsi. Per questo può capitare che alcune azioni prendano tempo o addirittura che alcune sfuggano: per questo è sempre importante saper utilizzare al meglio gli strumenti a vostra disposizione.<br />
<br />
In ogni messaggio di questo forum, nella parte inferiore sottostante al testo inserito dall'utente, c'è un triangolo con un punto esclamativo: <b>quel tasto permette di reportare un messaggio che ritenete offensivo allo staff della Community di Obiettivo Psicologia.</b> Verrà inviata una email direttamente a me e ai moderatori della stanza in cui il messaggio è stato postato. Non abbiate timore di usarlo: è uno strumento a tutela del buon clima del forum e se pensate che qualcosa vada controllato, fatecelo sapere!<br />
<br />
<b>Non siete d'accordo con il modo in cui qualcosa è stato gestito nel forum?</b> Mettetevi in contatto con noi tramite messaggio privato. E' fortemente sconsigliato (e verranno presi provvedimenti in merito) utilizzare i forum pubblici e le bacheche per fare polemica su decisioni prese dallo staff. Incredibile ma vero, il nostro obiettivo è quello di avere un ambiente sereno: e se anche alcuni pensano sia fondamentale impiegare intere ore del loro tempo a scrivere battaglie contro le dittature immaginarie, a molti altri non interessa :asd: Per questo chiediamo la cortesia di interfacciarvi con noi (ed in particolare con me) in forma privata: <b>state pur sicuri che non c'è un singolo PM di lamentela a cui non abbia risposto da quando sono admin di questo sito.</b> Non rischiate di farvi cancellare un messaggio e di beccarvi un ban: scrivete in privato e cercheremo una via di comunicazione. <br />
<br />
Grazie per l'attenzione e buon proseguimento sul forum :)<br />
<br />
Ilaria</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Haruka</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Senza te-nsione</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3399</link>
			<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 20:05:47 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Ci sono persone che ti fanno tenere sempre l'adrenalina alta. <br />
<br />
Talmente alta che ogni giorno non sai mai cosa potrebbe accadere, se sarà gioia, dolore, guerra o pace.<br />
Imprevedibile come i temporali estivi.<br />
<br />
E su quest'imprevedibilità ti puoi solo <u>sintonizzare.<br />
<br />
</u>Si impara a cogliere i dettagli, a prevedere segnali, a cambiare il proprio umore in relazione a quello dell'altro. <br />
S'impara velocissimamente ad adeguarsi.<br />
<br />
Ma prima o poi pensi: &quot;ma sempre così? così &quot;addannate&quot; le cose?&quot;<br />
<br />
E stacchi, decidi e recìdi.<br />
<br />
Come accade sempre con queste persone, ti sembra di essere appena uscita da una tempesta....e un po' stranito ti chiedi: &quot;è bonaccia o è il sereno?&quot;<br />
Perchè quasi non ricordi più com'è stare senza quella tensione costante, senza quell'incertezza e quell'angoscia sottile che faceva sobbalzare ad ogni squillo del telefono e che rendeva estranea la parola &quot;Certezza&quot;. <br />
<br />
Tuttavia, col passare delle ore, ti accorgi piano che puoi disintossicarti.<br />
Ascoltandoti.<br />
Mettendo te, e non l'altro, quell'altro, al centro del tuo universo.<br />
<br />
Accade una cosa strana: le cose diventano semplici.<br />
<br />
All'inizio, per la verità, dopo essere stati sempre in turbolenza costante, questa quiete dà quasi noia, e la tentazione di tornare agli schemi noti è forte. <br />
<br />
Ma poi ciò che sentivamo inizialmente come noia, quando si sciolgono gli ultimi nodi della tensione, diventa quiete.<br />
<br />
E se a questa quiete diamo valore.....</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Morgana-z</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Stanza Mercatino: nuovo nome e nuovo regolamento :)</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3398</link>
			<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 18:03:56 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Una delle stanze più frequentate del nostro forum è senza dubbio la stanza &quot;Vendo/compro&quot; che da oggi prende il nome di <b><a href="http://www.opsonline.it/forum/psicologia/mercatino-di-opsonline/" target="_blank">Mercatino di Opsonline!</a></b><br />
<br />
E' il posto giusto se volete trovare appunti, libri, colleghi per nuovi progetti e tanto altro ancora :)<br />
<br />
E' possibile postare annunci di vendita per libri e quanto altro ma per quanto riguarda gli appunti, è necessario prima effettuare la procedura di accredito seguendo le indicazioni riportate a <a href="http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/giugno-2014-come-fare-per-accreditarsi-e-vendere-gli-appunti-151226.html" target="_blank">questo indirizzo</a> :)<br />
<br />
Buon divertimento!</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Haruka</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3398</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Quando scrivevo i titoli in inglese</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3393</link>
			<pubDate>Wed, 04 Jun 2014 08:11:47 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">La scrittura è un piacere che mi coglie a fasi alterne, come ho di recente scritto qui nel mio profilo, alla voce &quot;interessi&quot;.<br />
<br />
La mia seconda casa è stata la piattaforma di Splinder, che ad un certo punto ha pensato bene (no, male, molto male) di chiudere i battenti. Lì avevo un blog con un template che mi piaceva davvero tanto: molto dark, molto buio, con l'immagine di un maestoso albero dalla chioma ampiamente ramificata, sospeso nel vuoto, che aleggiava sul suolo in cui era presumibilmente piantato e che gli aveva fatto da base (più o meno) sicura. Ci scrivevo i titoli in inglese e da un certo momento in poi ogni post era incentrato su un personaggio, un po inventato, un po autobiografico. Un modo per ricostruire la realtà. A volte il mio terapeuta lo leggeva.<br />
Ma i titoli in inglese mi piacevano.<br />
<br />
Ho aperto una pagina su wordpress ma l'ho lasciata lì, spoglia e vuota senza personalizzazione alcuna. Almeno per adesso. Stamattina facebook ci ha messo un'ora per caricare, la pagina sembrava non volerne sapere di aprirsi.<br />
<br />
Il forum di Ops e i suoi blog invece sono ancora tutti qui:boing:</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>crissangel</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3393</guid>
		</item>
		<item>
			<title>forum in trasformazione</title>
			<link>https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3390</link>
			<pubDate>Thu, 29 May 2014 17:45:58 GMT</pubDate>
			<description />
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore">Bene bene bene :asd:.<br />
Il nostro forum è in questi giorni caratterizzato da un interessante scossone di metamorfosi, tante novità che lo stanno rendendo ancora più divertente:D<br />
<br />
Vedi mai che mi torni la voglia di riutilizzare questo spazio; uno spazio in cui, nella prima versione, scrissi molto di me, delle mie esperienze, di quello che mi accadeva più o meno quotidianamente.<br />
<br />
Le mode vanno e vengono e con esse prendono piede nuove e diverse forme di comunicazione. Ma un forum di discussione rimane unico e inimitabile. Il forum, questo forum, racconta tante storie, tante quante quelle che non si vedono, quelle che hanno preso vita e si sono strutturate nei retroscena, dietro le quinte.<br />
Discussioni piene di informazioni, miniere di esperienze, con uno storico a cui attingere e un futuro da costruire, un po come la vita</blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>crissangel</dc:creator>
			<guid isPermaLink="true">https://forum.opsonline.it/entry.php?b=3390</guid>
		</item>
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