Riferimento: Chi troppo ama...
Nell’articolo della dr.ssa Tramis si sottolinea chiaramente che una donna che ama troppo è spesso una donna con un’autostima di sé deficitaria o distorta, tanto da non considerarsi degna d’amore, e tanto da ripetere nel presente, con il proprio partner, l’unica modalità di stare in relazione che ha conosciuto e che sente familiare.
Nel famoso libro della Norwood, citato dall’articolo, c’è una serie di passaggi molto significativi che spiegano la “pulsione” a scegliere gli uomini che fanno soffrire la donna, che non la rispettano, che non la ricambiano:
“Perché una volta iniziate, è così difficile interrompere queste relazioni, rinunciare al partner che ci sta trascinando nei vortici di una danza dolorosa e distruttiva?...Se si ama troppo vuol dire che si sta cercando di superare le vecchie paure, le rabbie, le frustrazioni e le sofferenze dell’infanzia e smettere significa rinunciare a un’occasione preziosa di trovare sollievo e di rimediare ai torti che ci sono stati fatti…È questa eccitante prospettiva di riparare i torti subiti, di conquistare l’amore perduto e di ottenere l’approvazione negata, la chimica inconscia che sta dietro l’innamoramento delle donne che amano troppo”.
La maggior parte delle volte questa chimica è inconscia e porta quindi a scegliere un partner senza la consapevolezza dei bisogni profondi che si vogliono soddisfare, ma, una volta raggiunta questa consapevolezza, come poter aiutare una donna a orientare le sue scelte in direzione del suo benessere e del diritto di essere amata in modo degno?
In che modo si può aiutare una donna ad acquisire una stima del suo valore e del diritto di essere amata per quello che è?
Pamela Serafini
Ordine degli Psicologi del Lazio n. 14572