Riferimento: Domanda provocatoria
perché dobbiamo essere noi ad emigrare? non potrebbero cambiare le cose in Italia? è così difficile?
Riferimento: Domanda provocatoria
Ho fatto psicologia in tempi non sospetti; mai fatto un solo giorno come educatore e da anni lavoro per quello che ho studiato e con contratto a tempo indeterminato e molto lontano da casa mia.
Quindi come vedi su questo forum non c'è solo gente che piange.
Trovo molto discutibile la storia della psicologia come missione a meno che non si intenda propensione.
Penso che il boom di psicologi sia il frutto del nostro tempo fatto di famiglie sfaldate, storie spezzate, difficoltà di ogni tipo che rendono più vicini studi di questo tipo.
Credo anche che sia impraticabile lavorare solo come terapeuta perchè è eccessivamente pesante e l'unica alternativa è diversificare le attività.
Il discorso di andare all'estero pone un problema non sottovalutabile: la lingua e la cultura.
Pensa che ci sono psicologi che non riescono a parlare di emozioni in italiano, figurati in inglese o tedesco! (esperienza alla scuola di specializzazione).
Occorre rimanere in Italia e diventare più seri, più preparati, più semplici e avere ordini che lavorino seriamente e tutelino la professione.
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Ste, io però lo capisco....anche a me un po irrita leggere di tanti neolaureati che pensavano di trovare la pappa pronta, e non trovandola si lamentano invece di provare a costruire qualcosa. Tanti non si attivano non prendono iniziative, o appena arriva un paziente, anche se non sono in grado di valutarlo o trattarlo si improvvisano, senza nessuna supervisione, cercando test qua o la sul forum o in genere su internet. E questo contribuisce anche a svalutare la nostra professione...
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Sostengo la risposta di ste203xx :approved:
sinceramente non sto dalla parte di chi giudica con una certa facilità l'operato degli altri colleghi....i motivi per cui uno non emigra sono personali e non si può generalizzare.
:mano:
Riferimento: Re: Domanda provocatoria
Citazione:
Originalmente inviato da
LateralTalking
Ciao ste203xx, la mia domanda era (come da titolo) volutamente una provocazione. Non sono qui per fare il terapeuta, ma poi scusa, il forum è una specie di seduta di gruppo per psicologi depressi, per cui ci si dovrebbe limitare a compatire gli altri utenti?
Non so, sei moderatrice e lo saprai meglio di me.
no di certo...ma è un forum dove ognuno, NEL RISPETTO DELL?ALTRo dice ciò che pensa!
In ogni caso, forse sono stato un pò frainteso: ciò che volevo dire io è che sembra che per certi settori , in particolare quello clinico (trascuriamo quelli della ricerca per cui di solito la gente è più consapevole), gli studenti siano ignari rispetto alla situazione del mercato del lavoro praticamente fino alla fine degli studi, cui si iscrivono in massa, e dopo inizino a lamentarsi come se fosse una cosa incredibile, lo scoop del secolo che nel pubblico non c'è lavoro e nel privato è un salto nel vuoto.
Ed è così indipendentemente dalle capacità della persona, capisci? Nessuno ti dà l'opportunità di esprimerle , quelle capacità.
Vero il discorso della lingua, seppur con un paio di anni di esperienza (pagata) in loco penso si possa rimediare. Diciamo che forse il problema è più la paura di lasciare mammà, anche se non lo ammette nessuno, pur essendo la cosa più normale del mondo.
p.s.
L'educatore non è lo psicologo, poi che sia un bel lavoro, appagante non si discute. Ma un ingegnere non studia per fare l'arredatore, no?
p.p.s ho letto anch'io di tante persone in gamba, e infatti se cercate psy.d a londra trovate un bel pò di compaesani che fanno la professione :)
beh...se vai in giro per Roma, latina o in tutta Italia, o anche solo se scorri l'elenco telefonico ti accorgerai che c'è gente che si è data da afre..a cnhe se a suo tempo, magari si è lamentata...e sta svolgendo il suo lavoro nel migliore die modi!!!! :)
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Provocazioni e lamentele tutto sommato sono due facce della stessa medaglia. Come mai decidi di aprire questo 3d? Di cosa ti occupi?
Gli studenti di psicologia si moltiplicano a dismisura non di certo perchè sono illusi o ignari. Non credere che giurisprudenza, medicina, etc siano messi meglio di noi. Ognuno prova e si gioca le sue carte, la libertà è questa.
La storia della lingua e della cultura l'hai liquidata con troppa superficialità: è arduo fare lo psicologo nella propria lingua, figurati in altre culture!
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Credo che sia utile per inquadrare le lamentele degli psicocosi andare oltre gli psicocosi.
http://www.ansa.it/web/notizie/colle...674356507.html
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Cosa significa psicocosi?
Avevo letto l'articolo sul Corriere della Sera e mi è sembrato molto veritiero, almeno per quello che vedo intorno a me. Questo supporta l'idea che estero o Italia, il malessere è dentro la professione e i professionisti; è un pò come quelle persone che per sfuggire ai propri problemi cambiano città, numero di telefono, etc.