Re: certificazione master
per essere buono deve essere congeniale ai tuoi obiettivi, perché non esiste un master buono in assoluto e soprattutto nessuna certificazione. Se parliamo di master privati, chiunque un bel giorno si può alzare e organizzare un master, poiché è una dicitura generica, che qualunque istituto privato può utilizzare per denominare i suoi corsi. Tutto ciò che rilasciano i privati, che si chiami Attestao di Partecipazione, Attestato di Frequenza, Attestato di Competenza, e amenità varie, non ha nessun valore legale di nulla. Non farti abbindolare perché tanti istituti giocano sull'ingenuità dei laureati e sul fascino esercitato da parole come "certificazioni" e simili. Anche altre diciture tipo "riconosciuto" "accreditato" e quant'altro, non vogliono dire nulla. Neanche se rilascia Ecm può dirsi automaticamente valido, perché gli ecm servono soltanto ai dipendenti della Asl e della pubblica amministrazione, sottoposti alla riforma Ter del sistema sanitazio nazionale (D. Lgs 229/99, anche detto Decreto Bindi). Per tutti gli altri, il fatto che rilascino o meno ecm non serve a nulla e non certifica nulla, neanche la validità del corso in termini di conoscenze o competenze trasmesse, certifica solo che c'è un accordo con il ssn per cui i dipendenti asl frequentandolo accumulano i punti richiesti dal decreto. Se non sei dipendente asl, non ti servono. Riguardo ai master universitari, il carico di lavoro è ripartito come si fa per gli insegnamenti universitari, quindi in cfu, ma sono una misura del tutto autoreferenziale, al massimo può dare punteggio a qualche concorso, ma anche in questo caso è tutto a discrezione delle commissioni quindi non è neanche certo. Nel tuo caso, sembra che lo stesso istituto organizzi due master, diciamo uno base e uno avanzato, e per partecipare a quello avanzato, occorre aver fatto quello base. Un trucco vecchio come il cucco per persuadere a partecipare a entrambe i corsi. Se ti interessa e lo trovi congeniale ai tuoi obiettivi, è valido, altrimenti no.