Riferimento: Giornalismo e Psicologia
condivido totalmente, ma alla fine basta ignorarle e fare al meglio il proprio lavoro. sono i pazienti stessi ad essere riconoscenti per le cure ricevute in reparto (da medici, psicologi ed educatori).
Riferimento: Giornalismo e Psicologia
avevo notato anche io questo video su libero, era una delle caselle in basso da cliccare, accanto a "signore, attente al trucco" e ""boom di abiti in plastica".
Ora ho letto il "servizio"...premesso che il il titolo è sbagliato perché i "manicomi" non esistono più, è una testimonianza di una persona che ha vissuto su di sé un ricovero in un servizio di psichiatria e, ovviamente, racconta la sua esperienza dal suo punto di vista.
Alcune pratiche citate (o meglio, vissute dalla paziente) come un abominio sono del tutto innocue e normali: ad esempio il ritiro delle sigarette e il loro razionamento, serve per evitare che il paziente fumi un pacchetto di sigarette all'ora. Il fatto che non si facciano gite in pullman, in un reparto non si fanno (perché qui ci sono i pazienti in fase acuta) ma nei centri diurni si può fare spesso. Il fatto che la realtà non sia come nei film, in generale è vero.
Poi evidentemente, ognuno può avere le proprie idee sulla psichiatria e sull'utilizzo di metodi come i farmaci per "curare" le patologie psichiche, io per esempio sono contro l'eccessiva medicalizzazione (e anche molti psichiatri stessi, che si ispiravano all'approccio Fenomenologico, fondatori dell'Antipsichiatria). Ciò nonostante l'uso di farmaci è necessario in alcune fasi della malattia (nella fase acuta ad esempio). Ma questo articolo non dà un contributo per un dibattito a riguardo perché, secondo me, fa solo allarmismo, fa notizia.
Riferimento: Giornalismo e Psicologia
[/QUOTE] Ma questo articolo non dà un contributo per un dibattito a riguardo perché, secondo me, fa solo allarmismo, fa notizia.[/QUOTE]
Si, chiaramente la fonte non è il massimo dell'attendibilità. Ma normalmente la gente che non si occupa di psicologia per lavoro non va a cercare gli articoli su psychInfo ecc., ma "gira" nel web o sfoglia i giornali che trova in edicola e al bar...
Il dibatto non era sull'articolo in sé e per sé, ma sull'idea che la gente ha della psicologia e dello psicologo.
E soprattutto chi naviga nel web in genere non legge le 6 pagine intere di articolo, ma si e no il titolo e qualche riga iniziale.
Il fatto che crei allarmismo mi preoccupa un po.
Io sento persone che hanno un'idea della psicologia che è totalmente diversa dalla realtà.
E penso che forse è un po colpa degli psicologi... perché se svolgi un lavoro e l'utenza non ha ancora capito che tipo di lavoro è, evidentemente c'è qualche problema.
Questo mi faceva pensare l'articolo.