Riferimento: Percorso dello psicologo
Per l'università bisogna fare il dottorato (3 anni) e dopo si fa ricerca...e con la Gelmini i percorsi saranno sempre più lunghi per passare all'insegnamento e a diventare professore universitario sul serio.
Dopo l'abilitazione si può lavorare come psicologo e fare sostegno al singolo, alla coppia, al gruppo...oppure lavorare in azienda nelle risorse umane (formazione, valutazione, selezione, sviluppo delle persone all'interno dell'azienda), il dunque è che non è tanto la laurea magistrale ma imparare a fare bene almeno una di queste cose
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con la sola magistrale si può accedere ai concorsi o aprirsi uno studio?
Riferimento: Percorso dello psicologo
Citazione:
Originalmente inviato da
ValeriaDIB
con la sola magistrale si può accedere ai concorsi o aprirsi uno studio?
tecnicamente si, i concorsi non sono sicuro forse ci vuole l'albo
Re: Percorso dello psicologo
per i concorsi come psicologo ci vuole l'albo, e basta quello, non in tutti è richiesta la specializzazione. Ma è meglio non puntare troppo su questa possibilità: i concorsi in realtà sono stabilizzazioni di personale che già collabora con la struttura, quindi nel 99,99% dei casi sono ad un posto, già assegnato. Con la riforma Brunetta poi saranno sempre meno e in ogni caso anche se studi alla perfezione, non è sicuro che lo vinci, ci sono migliaia e migliaia di altri concorrenti agguerriti come te. Poi anche se sono concorsi da psicologo, vertono su materie di diritto e ciò che fa punteggio sono i titoli di servizio, cioè l'aver già svolto quel ruolo nella stessa amministrazione che bandisce il concorso. Quindi puoi immaginare...Tra l'altro io ho imparato anche come individuare il "vincitore" annunciato, sono diventata esperta in questo e li indovino tutti! Infatti ho smesso di farli perché è bruciante impegnarsi e poi scoprire i retroscena. Prova se vuoi, ma non ci puntare troppo. Forse gli unici che si salvano sono i concorsi nelle forze armate, ma solo quando sono a più di un posto, ma richiedono anche requisiti fisici. Aprirsi uno studio certo che si può, anzi gli unici spazi di lavoro sono in ambito libero-professionale, il che vuol dire: competenze specifiche, toste e molta molta molta promozione attraverso diversi canali, in primis la creazione di una rete di contatti. Le attività che si possono offrire sono più di 150: basta leggere il tariffario. Ci son opiù di 150 voci per lo psicologo e solo 3 dedicate alla psicoterapia (servizio che non ha più mercato perché l'offerta è eccessiva rispetto alla domanda). Se ti poni da subito in un'ottica di lavoro autonomo, sintonizzato sui bisogni del mercato, proprio da imprenditori (non da dipendente stabile, stipendiato, tutelato), ce la farai.
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grazie ragazze!!... immaginavo per i concorsi fosse cosi.. figuriamoci.. tutte cose cosi funzionano!!... io volevo sapere se per gli psicologi che lavorano all interno delle forze armate si può accedere come psicologo "semplice"? nel senso ci vuole necessariamente una specializzazione?.. ma per requisiti fisici sai nello specifico cosa richiedono??.. o sai consigliarmi qualche sito in cui posso dare un'occhiata per farmi un'idea?? grazie ancora.. continuate a risp
Re: Percorso dello psicologo
i concorsi per le forze armate escono sulla gazzetta ufficiale, consultabile anche online, ogni 2-3 giorni circa (basta cercare su google). In ogni bando sono riportati i requisiti, tra cu iquelli fisici, che includono altezza, massa muscolare, vista, età, ecc ecc, infatti sono previste diverse prove fisiche e diverse analisi (in pratica ti rivoltano come un calzino). Non serve specializzazione in psicoterapia. Cmq è una scelta di vita, valuta se sei disposta anche ad andare in missione in paesi di guerra (non puoi rifiutarti) e quant'altro. E in ogni caso ci sono migliaia e migliaia di aspiranti che tentano e ritentano centinaia di volte, tutte le poche volte che esce un concorso (per quello in polizia forse dovremo aspettare tra 10 anni), quindi magari conviene pensare anche a un piano B, perché non è detto che partecipando al concorso, automaticamente lo si vince, anche nei rari casi in cui c'è più di un posto. Secondo me, ma anche secondo tutte le inchieste degli ordini regionali (Lazio, Toscana, Lombardia) sul mercato del lavoro, pressoché l'unica strada è mettersi in un'ottica imprenditoriale, altrimenti, è ben difficile tirare avanti (e non che da autonomi lo sia, anzi tutt'altro, ma questo passa il convento).