Possibile disturbo dell'identita' di genere
Ciao a tutti, sono un po' in crisi perche' non so bene come muovermi. Mi hanno contattato delle maestre che hanno notato degli atteggiamenti "strani" su un bambino di 5 anni. Dopo un colloquio approfondito con loro prima e con i genitori poi, ho dedotto che c'erano tutti gli estremi per un disturbo dell'identita' di genere. Ho consigliato ai genitori una visista alla UONPIA. Le maestre mi vogliono incontrare per capire come comportarsi con il bimbo in classe, quanto assecondarlo nelle sue richieste, per esempio quando chiede di voler interpretare giochi femminili o quando vuole andare a scuola con il cerchietto.
Il bambino vuole essere chiamato con un nome femminile e parla di se stesso al femminile " mi sono fatta male". Essendo un tema molto delicato e' difficle per me capire cosa e' bene consigliare, anche perche' casi cosi' non mi sono mai capitati.
Grazie a chi mi vorra' rispondere.
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Ti sei mossa bene. Con maestre e genitori, potresti approfondire quali sono le loro preoccupazioni e difficoltà nell'interagire con il bambino, penso si sentiranno disorientati.
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io consiglierei di sfruttare questo per fare con l intera classe dei lavori sull argomento, x spiegare le differenze di genere e permettere al bambino di riconoscersi un po' di più... che ne so, parti del corpo, i lavori...cose così! sto solo buttando delle idee, non saprei onestamente come strutturare l'attività.
sulla verbalizzazione credo sia giusto correggerlo in maniera indiretta, rielaborando cio che dice (ad esempio se dice "maestra mi sono fatta male" dirgli "oh, ti sei fatto male? fammi vedere dove ti sei fatto male"), mentre andrei cauta x i comportamenti "atipici" tipi andare a scuola con il cerchietto.
ovviamente serve dare un feedback alla famiglia e colloqui con loro, x capire da dove derivano queste esigenze del bambino...
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Grazie mille per le indicazioni molto utili, terro' a mente tutti i vostri consigli!
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Citazione:
Originalmente inviato da
LeLa1988
sulla verbalizzazione credo sia giusto correggerlo in maniera indiretta, rielaborando cio che dice (ad esempio se dice "maestra mi sono fatta male" dirgli "oh, ti sei fatto male? fammi vedere dove ti sei fatto male"), mentre andrei cauta x i comportamenti "atipici" tipi andare a scuola con il cerchietto.
ovviamente serve dare un feedback alla famiglia e colloqui con loro, x capire da dove derivano queste esigenze del bambino...
Il consiglio di correggerlo, sottende che non accetti la sua volontà e cerchi di modificargli il suo sentire e poi a che pro? I disturbi di genere esistono.
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allora facciamo solo una terapia sulla famiglia x far accettare la particolarità del bambino? certo, esistono, ma compito dei terapisti è correggere comportamenti "deviati"... si possono accettare con bambini più piccoli, presupponendo una fase transitoria, ma man mano che l'età avanza si dovrebbe guidare il bambino nel recupero della propria identità (in questo caso)
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Ci sono condizioni che non possono essere definite "devianti" e "da correggere", se non calpestando la natura delle persone.
In letteratura è pieno di tentativi, falliti, di correggere bambini e persone con disturbi di genere, etc, la strada della comprensione e l'accompagnamento è risultata più favorevole al benessere della persona (di qualunque genere si senta).
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sono d'accordo, se non si parla di un comportamento o situazione che condiziona il positivo adattamento e inserimento sociale della persona....d'accordo con il lavoro sulla classe per portare i bambini a comprendere ed accettare anche quello che non è "la normalità", ma a quanto mi pare di capire questo comportamento può portare discriminazione nei confronti del bambino e non si parla delle battute superficiali e discriminatorie tipiche, ad esempio, di ragazzini adolescenti nei confronti di un compagno omosessuale (peraltro si sentono ultimamente casi in cui il risultato di queste battute ha portato a fini piuttosto tragiche)