Citazione:
Originariamente postato da Haruka
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4. OFFERTA FORMATIVA DELLE UNIVERSITA'
L'applicazione della recente riforma degli ordinamenti didattici
universitari (DM 509/99 e relativi decreti sulle
classi) sta rischiando di produrre una generale dequalificazione
degli studi i cui effetti negativi accentuano
ulteriormente le patologie del sistema, anziché risolvere i problemi
attuali, quali:
- l'esiguo numero di laureati;
- la mancata saldatura tra durata legale ed effettiva dei corsi di
studio;
- la progettazione di corsi slegati da una effettiva valutazione dei
fabbisogni del tessuto economico, sociale e
produttivo del Paese.
A ciò aggiungasi che la più recente esperienza di attuazione della
riforma ha rivelato una sostenuta
proliferazione dell'offerta formativa, con pesanti, ricadute sul
piano finanziario (copertura dei costi) oltre che
su quello dell'occupabilità dei giovani.
4.1 Revisione del sistema: proposte
a) vincoli:
- La riforma dei corsi è in via di completamento (l'architettura del
3+2 va salvaguardata);
- Il sistema degli accessi (legge 264/99) non è allo stato
modificabile;
- La rigidità delle attività didattiche, a livello nazionale,
contemplata nelle classi non può essere allo stato
superata in toto (valore legale dei titoli);
b) obiettivi:
- garantire la qualità della formazione universitaria di base e nei
corsi di I livello;
- coltivare le eccellenze e garantire le formazione dei giovani
talenti;
- ridurre gli abbandoni e la mancata saldatura tra durata legale ed
effettiva di corsi;
- aumentare la flessibilità in funzione della preparazione di base
degli studenti e nella formazione dei
curricula;
- accrescere l'attrattività del sistema universitario italiano in
coerenza con gli obiettivi della Sorbona e di
Bologna;
- sostenere il processo di competitività degli Atenei in modo da
invertire la logica del "diritto all'accesso" in
"diritto al successo".
c) Strategie:
- impostazioni dei percorsi formativi di I livello in funzione della
spendibilità del titolo finale (percorso a. Y)
integrato da Master di I livello per corrispondere, in taluni casi,
alle esigenze di particolari figure professionali;
- progettazione di corsi di laurea specialistica sulla base di 120
crediti con accesso fortemente selettivo;
- accorpamento delle attuali classi di corsi di I livello con vincolo
nazionale ridotto al 50% dei crediti (anziché
66%);
- riduzione del numero delle classi di lauree specialistiche con
riduzione dei vincoli nazionali. I relativi corsi di
studio potranno essere istituiti e attivati solo nel rispetto dei
requisiti minimi.
:mumble: a quanto ho capito ci sarà un "primo anno comune,per consentire agli studenti di acquisire un'adeguata preparazione di base,poi un successivo biennio con impostazione alternativa:con valenza professionalizzante o metodologico-scientifica." (dal Sole 24 ore di lunedì scorso :look: )