rabbia ragazzino adottato
Gentili,
vi scrivo per condividere con voi una situazione che si è verificata durante il trattamento di un caso e nell avere consiglio a chi si fosse già trovato in tale situazione.
Il ragazzino un tredicenne, adottato alcuni anni fa, sta vivendo in trattamento la rielaborazione del lutto e la sua condizione di adottato. Per questo sta venendo fuori molta rabbia che rivolge verso i genitori in quanto si sta chiedendo 'ma chi sono io?' e in questa condizione i genitori commentano che lui non li ha accettati e se ne spaventano e preoccupano.
Secondo voi, come mi consigliereste di prosegiure e soprattutto dire ai genitori?
Grazie a chi mi vorrà rispondere!
Riferimento: rabbia ragazzino adottato
A me verrebbe da dire che la rabbia non è veramente verso i genitori adottivi ma verso quello che lui ha passato...in realtà il mio consiglio è di parlarne con un supervisore data la situazione.
Riferimento: rabbia ragazzino adottato
Citazione:
Originalmente inviato da
klaudia82
Gentili,
vi scrivo per condividere con voi una situazione che si è verificata durante il trattamento di un caso e nell avere consiglio a chi si fosse già trovato in tale situazione.
Il ragazzino un tredicenne, adottato alcuni anni fa, sta vivendo in trattamento la rielaborazione del lutto e la sua condizione di adottato. Per questo sta venendo fuori molta rabbia che rivolge verso i genitori in quanto si sta chiedendo 'ma chi sono io?' e in questa condizione i genitori commentano che lui non li ha accettati e se ne spaventano e preoccupano.
Secondo voi, come mi consigliereste di prosegiure e soprattutto dire ai genitori?
Grazie a chi mi vorrà rispondere!
Il consiglio sulla supervisione direi che è ottimo. Inoltre ti invito a chiarire meglio il tipo di setting a cui ti riferisci (vedi solo lui, li vedi insieme, li vedi alternati...), anche rispetto alla protezione di un ambito molto delicato: il rispetto del mondo interno del ragazzino. La rabbia può essere un affetto derivante dai vissuti precedenti del ragazzino, ma si è attualizzato nella situazione odierna: è qui presente. Occorre lavorarlo con gli strumenti della terapia e, se possibile grazie alle condizioni del setting, comprendere con i genitori il modo per poterla sopportare (sentirsi rifiutati non è un'emozione molto facile da gestire). In bocca al lupo ;)