Scelta della scuola di psicoterapia
Salve a tutti! Spero che qualcuno possa aiutarmi. Sicuramente tra di voi c'è gente che frequenta o ha frequentato una scuola di psicoterapia, pertanto vorrei sapere: come avete preso la vostra decisione? come avete scelto la scuola giusta per voi? Come sapevate che la scuola scelta fosse giusta?
Grazie mille a chiunque mi risponderà.
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Ciao Piaget86 e benvenuta nel forum di Opsonline :)
Io ho concluso il mio percorso formativo in psicoterapia più di tre anni fa. Per rispondere alle tue domande: ho frequentato l'indirizzo clinico e di comunità ordinamento quinquennale, il mio era un piano di studi definito statutario, tutti gli esami fondamentali per l'indirizzo clinico e scelta di complementari (quelli che nel nuovo ordinamento suppongo siano i crediti liberi). Durante gli ultimi anni di università mi ero fortemente appassionato di neuropsicologia e così buona parte dei miei esami complementari e la stessa tesi li ho investiti in quel ramo. Finita l'università ho fatto i due semestri di tirocinio in due servizi asl che mi garantissero una pratica formativa in entrambi gli ambiti ed ho frequentato un master di secondo livello in neuropsicologia clinica.
Avevo in mente di intraprendere una scuola, perchè, al di là della neuropsicologia vedevo *me stesso* come un terapeuta e così, tra un milione di dubbi e tirando la cinghia come non mai, finito il master ho iniziato la scuola.
Ho scelto l'indirizzo sistemico per tre motivi: primo mi piaceva l'approccio in sè (per quel poco che ne sapevo di sistemica all'epoca); secondo, mi piaceva molto come lavorava uno psicologo conosciuto nel mio primo semestre di tirocinio che, a differenza del mio tutor che era il responsabile del servizio e che non si faceva mai trovare, mi ha fatto "co-condurre" le sedute di alcune sue terapie; terzo e forse più intrinseco motivo: mentre facevo il master ho fatto tirocinio in una struttura privata convenzionata, ospedale di terzo livello per la riabilitazione funzionale di pazienti neurolesi. Mi sono accorto che gli aspetti di valutazione neuropsicologica e di trattamento riabilitativo personalmente mi lasciavano un senso di non "totale completezza"...come supportare i figli di un anziano demente che, a causa della sua malattia, non è più la persona che era prima, non è più il genitore che era prima? Come supportare i genitori di un ragazzo con tutta la vita davanti che un giorno viene coinvolto in un incidente e rimane disabile a vita, costretto a modificare il suo progetto di vita e di conseguenza anche il loro? Come rivedere rapporti, ruoli, equilibri di un sistema colpito da eventi di questo genere?
Questi fondamentalmente i tre motivi "espliciti" che mi hanno spinto a scegliere la scuola di specializzazione. Poi ci sono le motivazioni implicite, quelle di pancia. A questo proposito tu, chiaramente, utilizzi il termine "giusta", non lo sapevo se era quella "giusta", speravo che fosse quella *adatta* a me, al tipo di professionista che volevo essere, alle mie esigenze personali e formative
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Ti ringrazio molto per aver speso del tempo per rispondermi. Io, purtroppo, sono delusa della mia formazione universitaria. Credo che gli esami sostenuti non fossero tutti interessanti, ma un paio mi hanno colpita al cuore. Sostanzialmente mi hanno affascinata tutti gli esami che riguardavano l'aiuto rivolto ai bambini in affido o prossimi all'adozione o orfani e l'unico (purtroppo) esame di psicologia della testimonianza. Durante le ore di lezione sono stati esposti casi di bambini affidati ad uno dei genitori e trascinati in tribunale per testimoniare a favore di uno dei genitori durante le cause di divorzio. Sono rimasta seriamente affascinata da tutto questo. Una vocina nella mia testa mi diceva: "Prova ad aiutare questi bambini, resta vicino a loro e aiutali ad accettare la nuova situazione familiare o la perdita di una persona cara". Però mi chiedo: quale percorso formativo dovrei seguire per fare ciò? Come posso capire se sarò in grado di fare questo? Non avrò ristretto troppo il campo di interesse? Sbaglio? Tra l'altro mi chiedo se le mie domande siano insensate o meno. Ho cominciato il mio percorso universitario con determinazione, e ora mi sembra che le cose non stiano andando come previsto, temo di avere troppi dubbi e non so se questa cosa sia normale in questo momento.
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piaget86
Ti ringrazio molto per aver speso del tempo per rispondermi. Io, purtroppo, sono delusa della mia formazione universitaria. Credo che gli esami sostenuti non fossero tutti interessanti, ma un paio mi hanno colpita al cuore. Sostanzialmente mi hanno affascinata tutti gli esami che riguardavano l'aiuto rivolto ai bambini in affido o prossimi all'adozione o orfani e l'unico (purtroppo) esame di psicologia della testimonianza. Durante le ore di lezione sono stati esposti casi di bambini affidati ad uno dei genitori e trascinati in tribunale per testimoniare a favore di uno dei genitori durante le cause di divorzio. Sono rimasta seriamente affascinata da tutto questo. Una vocina nella mia testa mi diceva: "Prova ad aiutare questi bambini, resta vicino a loro e aiutali ad accettare la nuova situazione familiare o la perdita di una persona cara". Però mi chiedo: quale percorso formativo dovrei seguire per fare ciò? Come posso capire se sarò in grado di fare questo? Non avrò ristretto troppo il campo di interesse? Sbaglio? Tra l'altro mi chiedo se le mie domande siano insensate o meno. Ho cominciato il mio percorso universitario con determinazione, e ora mi sembra che le cose non stiano andando come previsto, temo di avere troppi dubbi e non so se questa cosa sia normale in questo momento.
Per quello che ti piace, prova a cercare e vedere se fanno al caso tuo:
.Scuola di Specializzazione in sviluppo e dell'adolescenza,
o,
. Scuola Sistemico Relazionale - Terapia della Famiglia.
Ciao =^_^=
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piaget86
Ti ringrazio molto per aver speso del tempo per rispondermi. Io, purtroppo, sono delusa della mia formazione universitaria. Credo che gli esami sostenuti non fossero tutti interessanti, ma un paio mi hanno colpita al cuore. Sostanzialmente mi hanno affascinata tutti gli esami che riguardavano l'aiuto rivolto ai bambini in affido o prossimi all'adozione o orfani e l'unico (purtroppo) esame di psicologia della testimonianza. Durante le ore di lezione sono stati esposti casi di bambini affidati ad uno dei genitori e trascinati in tribunale per testimoniare a favore di uno dei genitori durante le cause di divorzio. Sono rimasta seriamente affascinata da tutto questo. Una vocina nella mia testa mi diceva: "Prova ad aiutare questi bambini, resta vicino a loro e aiutali ad accettare la nuova situazione familiare o la perdita di una persona cara". Però mi chiedo: quale percorso formativo dovrei seguire per fare ciò? Come posso capire se sarò in grado di fare questo? Non avrò ristretto troppo il campo di interesse? Sbaglio? Tra l'altro mi chiedo se le mie domande siano insensate o meno. Ho cominciato il mio percorso universitario con determinazione, e ora mi sembra che le cose non stiano andando come previsto, temo di avere troppi dubbi e non so se questa cosa sia normale in questo momento.
Figurati, è un forum di discussione :)
Anche io non sono rimasto del tutto soddisfatto della preparazione offerta dal corso di laurea, sono partito da lì per contestualizzare le mie scelte e condividere la mia personale esperienza.
Le tue sono domande assolutamente sensate, comunque non potrebbe essere diversamente: se te le poni significa che hanno senso per te.
Io non credo tu abbia ristretto troppo il campo, anzi è assolutamente normale e conviene partire dalle proprie inclinazioni e da quello che ci piace. La scelta del percorso formativo post laurea è molto importante, perchè richiede impegno, investimento economico, investimento su se stessi.
Prima di lanciarmi in consigli su scuole specifiche, se sia meglio una scuola o un master, non ho capito dai tuoi post se ti sei appena laureata, se hai già fatto il tirocinio post laurea, se sei già abilitata. Se non hai ancora fatto il tirocinio, prova a cercare uno spazio nell'ambito che ti è maggiormente piaciuto nel corso dei tuoi studi universitari, in modo da capire se anche a livello pratico rimane un campo a te congeniale.
Questo campo è molto complesso, credo sia utile una formazione in psicoterapia per affrontare le diverse dinamiche a livello emotivo e relazionale in casi di affido, tutela, di testimonianza di minori ecc; al contempo è fondamentale anche la conoscenza a livello legale e di procedure in questo che è uno degli ambiti più delicati.
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Mi sono laureata da poco e a settembre inizierò il tirocinio. Purtroppo anche in questo caso non c'era molta scelta. La mia università ha fornito una lista di enti/strutture in cui svolgere il tirocinio. Ho contattato tutti quelli che si occupano di bambini e adolescenti e non hanno mostrato alcuna serietà e rispetto nei miei confronti. Alcuni psicologi si sono fatti negare, altri non hanno voluto che io prendessi appuntamento con loro per ricevere maggiori informazioni sul tipo di lavoro da loro svolto e volevano raccontarmi tutto via mail o per telefono. Con questi presupposti ho deciso di non fare tirocinio in queste strutture per paura che le mille ore si rivelassero una grande delusione ed una enorme perdita di tempo. Tutto questo mi ha un pò scoraggiato sinceramente. Però poi mi sono rimboccata le maniche ed ho contattato un'altra persona, che però si occupa di neuroscienze. Non è ciò che desideravo fare, ma non ho potuto fare altrimenti. Sicuramente scoprirò un mondo a me adesso sconosciuto, ma dopo il tirocinio e l'esame di stato (altro tasto dolente per la sottoscritta) vorrei seguire il mio reale interesse.
Sono contenta che Lei mi dica che non faccio domande stupide e che non ho ristretto troppo il campo. Ho tirato un sospiro di sollievo. Spero solo di riuscire a chiarirmi le idee, anche grazie ai consigli che sto ricevendo qui, e di riuscire a capire verso quale tipo di formazione orientarmi.
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piaget86
Mi sono laureata da poco e a settembre inizierò il tirocinio. Purtroppo anche in questo caso non c'era molta scelta. La mia università ha fornito una lista di enti/strutture in cui svolgere il tirocinio. Ho contattato tutti quelli che si occupano di bambini e adolescenti e non hanno mostrato alcuna serietà e rispetto nei miei confronti. Alcuni psicologi si sono fatti negare, altri non hanno voluto che io prendessi appuntamento con loro per ricevere maggiori informazioni sul tipo di lavoro da loro svolto e volevano raccontarmi tutto via mail o per telefono. Con questi presupposti ho deciso di non fare tirocinio in queste strutture per paura che le mille ore si rivelassero una grande delusione ed una enorme perdita di tempo. Tutto questo mi ha un pò scoraggiato sinceramente. Però poi mi sono rimboccata le maniche ed ho contattato un'altra persona, che però si occupa di neuroscienze. Non è ciò che desideravo fare, ma non ho potuto fare altrimenti. Sicuramente scoprirò un mondo a me adesso sconosciuto, ma dopo il tirocinio e l'esame di stato (altro tasto dolente per la sottoscritta) vorrei seguire il mio reale interesse.
Sono contenta che Lei mi dica che non faccio domande stupide e che non ho ristretto troppo il campo. Ho tirato un sospiro di sollievo. Spero solo di riuscire a chiarirmi le idee, anche grazie ai consigli che sto ricevendo qui, e di riuscire a capire verso quale tipo di formazione orientarmi.
Capisco perfettamente di cosa parli quando dici di provare delusione e insoddisfazione. Mi chiedo spesso se questo senso di smarrimento possa dipendere dal difficile periodo storico e culturale che stiamo attraversando. Ho un curriculum con vari tirocini, ognuno diverso dall'altro, nel tentativo di capire cosa "voglio fare da grande", ogni ambito della psicologia desta in me un qualche interesse, nessuno forse talmente grande che mi spinga a escludere gli altri. Sento inoltre un senso di inadeguatezza e non mi sento abbastanza preparata per dedicarmi a un aspetto specifico, quindi riuscire comunque ad avere una minima idea dell'ambito in cui si vuole operare la considero una grande vittoria...
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Io spero che il tempo ci chiarisca sempre più le idee
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Ciao Piaget 86, io sono una Psicoterapeuta da tre anni. All'inizio è normale non avere le idee chiare. Io ho seguito varie giornate di presentazione delle Scuole che mi interessavano maggiormente e devo dire che questa modalità mi è stata di aiuto anche solo per escludere alcune Scuole. Tu in che Regione abiti? Te lo chiedo perchè potresti iniziare la tua fase di valutazione dal 28 Giugno, giornata in cui la Sapp organizza una supervisione clinica gratuita per analizzare i casi clinici secondo il modello di investigazione psicodinamica breve. Sarebbe un'opportunità anche solo per ampliare la tua rete professionale. Pensaci e per ulteriori info sulla Sapp oppure sui criteri di scelta in generale, chiede pure. Intanto in bocca al lupo!
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ramonascillo
Ciao Piaget 86, io sono una Psicoterapeuta da tre anni. All'inizio è normale non avere le idee chiare. Io ho seguito varie giornate di presentazione delle Scuole che mi interessavano maggiormente e devo dire che questa modalità mi è stata di aiuto anche solo per escludere alcune Scuole. Tu in che Regione abiti? Te lo chiedo perchè potresti iniziare la tua fase di valutazione dal 28 Giugno, giornata in cui la Sapp organizza una supervisione clinica gratuita per analizzare i casi clinici secondo il modello di investigazione psicodinamica breve. Sarebbe un'opportunità anche solo per ampliare la tua rete professionale. Pensaci e per ulteriori info sulla Sapp oppure sui criteri di scelta in generale, chiede pure. Intanto in bocca al lupo!
Ciao Ramona, stavo considerando la SAPP per la mia specializzazione. Mi chiedevo se tu avessi frequentato la scuola e quali fossero le tue esperienze, in particolare per quanto riguarda il tirocinio. La scuola da la possibita' di lavorare coi pazienti? Dal primo anno o per il primo si tratta di sola osservazione? Quali sono le strutture convenzionate e se c'e' la possibilita' di scelta...
Grazie! Laura
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ramonascillo
Ciao Piaget 86, io sono una Psicoterapeuta da tre anni. All'inizio è normale non avere le idee chiare. Io ho seguito varie giornate di presentazione delle Scuole che mi interessavano maggiormente e devo dire che questa modalità mi è stata di aiuto anche solo per escludere alcune Scuole. Tu in che Regione abiti? Te lo chiedo perchè potresti iniziare la tua fase di valutazione dal 28 Giugno, giornata in cui la Sapp organizza una supervisione clinica gratuita per analizzare i casi clinici secondo il modello di investigazione psicodinamica breve. Sarebbe un'opportunità anche solo per ampliare la tua rete professionale. Pensaci e per ulteriori info sulla Sapp oppure sui criteri di scelta in generale, chiede pure. Intanto in bocca al lupo!
Ciao ramonascillo, grazie per la risposta. Non ho avuto modo di collegarmi in questo periodo quindi mi ritrovo a leggere il tuo consiglio in ritardo. Io vivo in Puglia e se da queste parti ci fosse qualcosa in grado di chiarirmi le idee sarebbe fantastico. Comunque crepi il lupo
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Buongiorno a tutti :)
Il consiglio di partecipare agli open day di diverse scuole è buono: in questo modo ci si può fare un'idea, almeno a livello generale, del modello teorico di riferimento della scuola, della modalità didattica adottata e dell'organizzazione della stessa.
Vi ricordo, che questa è la sezione generica dedicata alla formazione post laurea in cui trovano spazio richieste di tipo orientativo come è appunto quella di piaget86 che chiede un confronto rispetto a come si matura la scelta di una scuola di psicoterapia.
Per questione di ordine e rispetto del regolamento, se volete parlare di una scuola nello specifico dovete fare riferimento alla sezione dedicata alla formazione post laurea "area psicoterapia".
Nella sezione del forum denominata "messaggio promozionale" c'è inoltre la possibilità di postare un messaggio pubblicitario in cui inserire tutte le informazioni che si ritengono necessarie per presentare una specifica scuola (offerta formativa, data di open day e seminari, docenti, orari, costi, iniziative con indicazioni di sito web e relativi recapiti)
Grazie e buona continuazione :ciao: