Neuroscienze e Psicologia positiva: un tentativo di incrocio
Buonasera a tutti,
ultimamente sto lavorando sulla possibilità, tutta da sviluppare, di incrociare la teoria delle potenzialità umane della psicologia positiva con i recenti sviluppi teorici che riguardano le dinamiche del secondo cervello (apparato digerente).
Con la mia associazione, stiamo costruendo un gruppo di lavoro su questo tema, dando un focus particolare alle emozioni, sia positive (generate dalle potenzialità in azione), sia negative (pensiamo ai classici mal di pancia da ansia, ad esempio).
Non si tratta di un tema facile, in quanto va ad abbracciare soprattutto l'aspetto ormonale e il suo rapporto con le emozioni. Il tentativo è quello di creare un corpus teorico di riferimento in base al quale orientare pazienti e colleghi alla consapevolezza emozionale e alla concezione delle emozioni come alleate da conoscere e non come nemiche da combattere o negare.
Sono consapevole della profondità del tema che vi porto e conto di acquisire sempre più dimestichezza nell'esporre questo mio spunto.
Chiedo se qualcuno ha mai trattato l'argomento e se, eventualmente, ha bibliografia da suggerirmi.
Grazie
Riferimento: Neuroscienze e Psicologia positiva: un tentativo di incro
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Originalmente inviato da
Bubulina
Sono consapevole della profondità del tema che vi porto e conto di acquisire sempre più dimestichezza nell'esporre questo mio spunto.
Chiedo se qualcuno ha mai trattato l'argomento e se, eventualmente, ha bibliografia da suggerirmi.
Grazie
Ciao,
questo mi sembra un ottimo punto di partenza.
Penso che questo testo, che coniuga teoria e ricerca, ricco di spunti di riflessione e con una bibliografia ricchissima, possa interessarti:
Ammaniti, M., & Gallese, V. (2014). La nascita dell'Intersoggettività. Lo sviluppo del sé tra psicodinamica e neurobiologia. Milano: Raffaello Cortina.
Riferimento: Neuroscienze e Psicologia positiva: un tentativo di incro
In realtà non ho ben capito quale sia la linea principale teorica che intendi perseguire. Le modalità con cui i processi cognitivi coinvolti nella pratica del setting clinico psicologico positivo incidano sui processi fisiologici? Il modo in cui l'assetto ormonale possa incidere sulla pratica clinica positiva?
Per quanto riguarda la relazione fra sistema endocrino e network deputati alle emozioni c'è una letteratura sconfinata in neurobiologia. Per quanto riguarda l'approccio psicologico e neuroscientifico posso consigliarti due articoli, che magari conosci già:
- Danner, D. D., Snowdon, D. a, & Friesen, W. V. (2001). Positive emotions in early life and longevity: findings from the nun study. Journal of Personality and Social Psychology.
- Kramer A. & Erickson, K.(2007) Capitaliziong on cortical plasticity: influence of physical activity on cognition and brain function.
Apparentemente questo materiale può sembrare fuori tema, ma credo che partendo da qui e sviscerando a fondo le relative bibliografie andrai ad incrociare qualche studio che fa più al caso tuo.