Mi è stato chiesto di scrivere un articolo.
Si, insomma, forse definirlo “articolo” vero e proprio è un po’ megalomane… si tratta solo di buttar giù qualche parolina in modo da non lasciare uno spazio vuoto nella pagina.
Chissà perché questi compiti ingrati li affidano sempre a me.
Mi sento un po’ una tappabuchi! Oppure una donna che ha la massima libertà di scrivere quello che vuole.
Einstein aveva ragione….
Insomma…sono qui, sguardo perso tra le stelle verso la collina, stanza buia e occhi fissi sul monitor… per l’ennesima volta. Dovessi metter su un commercio di tutte le radiazioni che assorbo durante la giornata, diventerei ricchissima in pochi giorni!
Dicevamo…no, in fondo non dicevamo niente.
Stavo solo prendendo tempo con questo lungo preambolo perché fondamentalmente non so che dire. La libertà al massimo grado è deleteria, provoca una sorta di agorafobia che disarma, confonde, destabilizza.
Più tempo passa e più mi accorgo che avrei tante cose da dire. E questa quantità cresce esponenzialmente col tempo, sviluppo inarrestabile a nessun ordine, reazione a catena, pensieri derivati che non si integrano più quando provo a fare il ragionamento al contrario…
Dov’è l’errore?
La mia calcolatrice scientifica (quella che umanisticamente si definisce “mente”!) non mi aiuta. I grafici che vengono fuori non sono che figure astratte e i dati restituiti sarebbe stato meglio se se li fosse tenuti in memoria: non hanno senso alcuno.
Mega bug del sistema, altro che Y2K! Ho fatto di meglio, c’è da andar fieri.
Forse.
Troppe cose nella mente, nel cuore forse, troppe emozioni da mitigare, troppi ragionamenti da sviluppare.
E, soprattutto, troppi opposti.
Che non hanno nessuna voglia di trovare un accordo pacifico, una constatazione amichevole, un concordato tra le parti.
Pensavo di mandarli a Forum, sia mai che Santi Licheni riesca ad equilibrare l’ago della bilancia.
Comunque, muoviamoci da questa stasi e procediamo… dicevo…
Ho perso il filo, Arianna non sta più dalla mia parte, il Minotauro non mi troverà mai, forse è un bene.
Troppe sono le cose che vorrei dire, troppe quelle che lottano per avere la foce più vicina, troppe le onde che si rincorrono…fino ad annullarsi a vicenda…
Allora taccio.
Forse è la cosa migliore.
Tacere.
E tenere tutto dentro.
In fondo…beh, implodere o esplodere….
Forse conviene far male solo a sé stessi che uccidere anche chi sta intorno, no?
