I raccontini che arrivano via email... i più dolci
Meraviglie
Ogni giorno, un contadino portava l'acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell'asino, che gli trotterellava accanto.
Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua.
L'altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.
L'anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l'anfora nuova non perdeva l'occasione di far notare la sua perfezione:
"Non perdo neanche una stilla d'acqua, io!".
Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: "Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia.
Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite".
Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all'anfora screpolata e le disse: "Guarda il bordo della strada".
"Ma è bellissimo! Tutto pieno di fiori!" rispose l'anfora.
"Hai visto? E tutto questo solo grazie a te" disse il padrone. "Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada.
Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada, e senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno".
La vecchia anfora non lo disse mai a nessuno, ma quel giorno si sentì morire di gioia.
Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, possiamo fare meraviglie con le nostre imperfezioni...
Anche questo mi è arrivato via email...un pò di tempo fa.
"Il mio compagno non è rientrato dal campo di battaglia, signore. Le chiedo il permesso di andarlo a cercare".
"Permesso negato - rispose l'ufficiale - Non voglio che tu metta a rischio la tua vita per un uomo che probabilmente è già morto".
Ma il soldato andò lo stesso e, un'ora dopo, ritornò ferito mortalmente, con il cadavere dell'amico caricato sulle spalle.
L'ufficiale era furioso:
"Ti avevo detto che era morto. Adesso ho perso tutti e due.
Dimmi: è valsa la pena di andare per riportare indietro un
cadavere?"
Il moribondo rispose:
"Si, signore. Quando l'ho raggiunto, era ancora vivo e mi ha detto: "Jack, ero sicuro che saresti venuto".
A. De Mello