Citazione:
uno dei due inizia la terapia con un analista freudiano e a distanza di pochi mesi l'altro decide di fare lo stesso con il medesimo terapeuta. I due intraprendono così una terapia individuale senza considerare minimamente l'idea di fare sedute di coppia.
Il punto è questo: agli occhi di un osservatore esterno-in questo caso io- quello che emerge è un aumento delle tensioni di coppia dovuto all'insorgere di rivalità, competitività riguardo ai progressi raggiunti in terapia, ricerca di un rapporto esclusivo con l'analista. A questo punto mi sorge una domanda legittima: tutto ciò è dovuto all'imperizia del terapeuta o si tratta di una fase necessaria del percorso terapeutico di entrambi?
Ciao Pandora. Non sono uno psicoanalista ma cercherò di risponderti comunque. Rispetto a ciò che scrivi…bisognerebbe considerare se i due iniziando una psicoanalisi individuale con uno psicoanalista diverso sarebbero comunque arrivati al medesimo punto. Da quel che so, ma i dati si riferiscono a esperienze personali, all’ interno di un percorso psicoanalitico non è poi tanto raro un peggioramento iniziale delle condizioni del paziente. Bisogna considerare se ciò può essere propedeutico ai fini dell’ analisi o rappresenta un cambiamento di rotta immutabile. Potrebbe anche essere che all’ inizio si produca ciò che avviene anche nella medicina omeopatica e cioè un iniziale peggioramento…può significare che la cura sta funzionando…