perchè scegliere psicologia?
volevo fare una domanda e spero mi rispondiate in tanti,è molto importante:secondo voi è giusto scegliere la facoltà di psicologia per un forte interesse prevalentemente teorico?nel senso che la materia d per sè mi prende,mi affascina sul serio,ho letto freud e jung e me ne sn innamorata;ma ho paura che nell'aspetto più pratico(cioè nella professione vera e propria)nn riscontri tutto l'interesse che ho a livello teorico.insomma ciò che realmente mi piace è scoprire e indagare i perchè della mente ma in modo quasi fine a se stesso,per l'amore x la materia nella sua essenza stessa e nn tanto per il riscontro più pratico(cm quello d seguire persone cn problemi,piuttosto che aiutare persone disagiate).il percorso che ho scelto è analisi dei processi cognitivi normali e patologici della sapienza,secondo voi sbaglierei ad iscrivermi?
Re: perchè scegliere psicologia?
Citazione:
Originariamente postato da hermione_sss86s
secondo voi è giusto scegliere la facoltà di psicologia per un forte interesse prevalentemente teorico?
Ciao Hermione..
Dunque...quando stavo per iscrivermi a psicologia (a cesena) sono andata a sentire la presentazione della facoltà fatta dal preside, e lui iniziò sconsigliando l'iscrizione , in primis a chi confonde la psicologia con i test di Donna Moderna, e poi, parlando più seriamente, a chi nutre per la psicologia un interesse teorico del tipo "ho letto dei libri, mi ispira".
lui diceva che la sconsigliava per il fatto che un conto è leggere di un determinato argomento e un conto è farne una professione, una professione molto impegnativa anche a livello personale.
Ti riporto questo mio "ricordo" non per dirti "nooo non iscriverti assolutamente", perchè non ti conosco e quindi non so darti un vero e proprio consiglio. Però fossi in te ci rifletterei.
Ho letto la risposta di Psicomiky, che parla anche del discorso estreamente reale e pratico del precariato lavorativo: questo è un altro aspetto del problema. La laurea in psicologia di per sè non dà sbocchi lavorativi, c'è un iter da seguire per diventare psicologo (almeno un anno e mezzo, a stare stretti, tra tirocinio ed esame) e poi una volta fatto questo non è che si aprano mille porte...insomma...io penso che si debba essere molto convinti se si vuole seguire questa strada.
nn tanto per il riscontro più pratico(cm quello d seguire persone cn problemi,piuttosto che aiutare persone disagiate).il percorso che ho scelto è analisi dei processi cognitivi normali e patologici della sapienza,secondo voi sbaglierei ad iscrivermi?
Beh, i risvolti pratici sarebbero molto più vari dell'aiuto a persone con disagio...l'immagine dello psicologo come colui che "cura i matti" è l'immagine classica ma anche stereotipata.
Ci sono altri sbocchi professionali, o meglio ci sarebbero, se non ci fosse tutta questa crisi dal lato "economico" della questione.
Se posso darti un consiglio, io fossi in te valuterei ancora un po' la faccenda...a parte psicologia, ci sono altre facotà che ti attirano? Professioni che vorresti intraprendere? te lo chiedo per curiosità...