Riferimento: Casi clinici
ciao a tutti,devo sostenere a breve l'esame di laboratorio analisi della domanda (con Sergio Salvatore,collega di Carli,Paniccia,ecc.),sono della triennale. Purtroppo non abbiamo testi da studiare,solo alcune dispense sintetiche e poco chiare. L'esame consiste nell'analisi della domanda su un caso,ma non so proprio da dove iniziare nonostante ho studiato oltre che da qsti appunti anche su altro materiale trovato qua e là,potreste spiegarmi come si fa un analisi della domanda?vi ringrazio in anticipo.
Riferimento: Casi clinici
guarda un po' qua
ti è d'aiuto?
Riferimento: Casi clinici
ciao Shinxone, se devi fare l'esame con un collega di Carli & Paniccia che condivide la loro impostazione clinica (stavo per dire "adepto" :asd: ...quando c'erano loro a Roma il loro approccio era quasi una religione da venerare e non contraddire, l'unica verità assoluta e suprema) allora non vanno bene i materiali presi qua e là perché potrebbero riferirsi all'analisi della domanda in generale, quella trasversale a tutti gli approcci e che viene svolta nella prima parte di un percorso di sostegno o di psicoterapia, mentre loro con questa espressione chiamano proprio un loro approccio specifico, fondato da loro e dagli altri membri del Circolo del cedro, che ha una sua specifica metodologia e un suo linguaggio specifico. Il file che ti ha segnalato Keblish è ottimo, è proprio quello il loro metodo! Se è sintetico, visto che va capito a fondo, puoi leggere un libro piccolino, Analisi della domanda di Carli, oppure cercare "analisi della domanda Carli", ma non semplicemente "analisi della domanda" altrimenti appunto ti escono risultati genelrali ma non il loro specifico approccio. In b al lupo!
Riferimento: Casi clinici
Grazie Kleblish :) spero mi sarà utile il testo,ma come ha detto ste203xx il loro è un approccio da venerare XD e ha ragione, e soprattutto il prof.vuole che usiamo il suo linguaggio(incomprensibile,ho appunti che non hanno un inizio ne una fine)...e inoltre non ho esempi di casi clinici per poter distinguere le caratteristiche delle neoemozioni(mai studiate!),non siamo in grado con gli altri colleghi del corso a proporre una nuova modalità collusiva perchè non abbiamo gli strumenti ne le competenze adatte...e ci chiediamo come poter analizzare la domanda se n sappiamo riconoscere tutto questo! vi ringrazio comunque ^_^ gentilissimi
Riferimento: Casi clinici
Ho trovato questo..
"Con il costrutto di neoemozioni, quindi, intendiamo una modalità di costruzione e organizzazione della relazione con l'altro, efficace nel creare e mantenere legami. La neoemozione però non ha come obiettivo la conoscenza che dalla relazione può derivare. ALl'opposto, essa propone un sistema di rapporti che si fonda sul tentativo di simbolizzare l'estraneo.." ecc..
Che, se ci pensi, non è altro che una specie di pregiudizio. Tu vai dal terapeuta, il quale è di fatto un estraneo, e parti già con delle aspettative su di lui, le quali ti servono a considerarlo un non estraneo, a predirne il comportamento e a ridurre l'ansia. Riconoscere l'altro come altro da te ti rompe le palle perché non puoi sapere come reagirà, inoltre non puoi sapere se si accorderà con te, se confermerà le tue aspettative sulla cura ecc.. Riconoscere il terapeuta come estraneo impedisce la collusione, quindi. Se ricordo bene (il dubbio è sui termini, non sui concetti) le neoemozioni, se non riconosciute e neutralizzate, verranno agite nella relazione e il terapeuta si troverà a colludere con il paziente, ossia a fare quello che il paziente vuole e quindi a non essere realmente incisivo..
Cmq ti capisco. Trattasi di concetti semplici e non nuovi. L'utilizzo di un linguaggio originale dove non necessario (caratteristica di molti autori, in psicologia) ha secondo me almeno le seguenti ragioni: 1, fa figo; 2, da l'impressione di originalità; 3, è comodo per gli autori, nel senso che si mettono li a scrivere senza fare i conti con la letteratura esistente (ché, se ci facessero i conti, sarebbero costretti a utilizzare il linguaggio preesistente e quindi a rivedere analiticamente le proprie teorie e confrontarle con le altre, ecc, insomma un lavoraccio). Ciò ha almeno il seguente esito: rompe le palle a chi deve studiare 'ste robe..