Citazione:
Originariamente postato da willy61
Tutto vero. Ma...
Ma come si declina, nel concreto, nella nostra esperienza di psicologi (o di studenti, poco conta il ruolo, in questo). Il rapporto della nostra psicologia con il corpo. Con il corpo dell'altro o dell'altra - paziente, cliente, vedete voi. Col suo essere bambino, bambina, adulto. Affascinante, seducente, repellente. Invecchiato o giovanile.
E col nostro? Con le farfalle nello stomaco di fronte a due occhi profondi, con le viscere attorcigliate in modo differente di fronte al compito d'esame, al primo paziente, ad un caso nuovo.
Si può "sentire" col corpo quel che fiumi di parole non possono dire? Si può tradurre questo sentire?
Buona vita
Guglielmo
Non so se ho ben capito la domanda.......ma dico la mia: