consiglio su caso clinico
Ciao a tutti,
mi trovo in una situazione che non so bene come affrontare: il mio medico di base mi ha segnalato una paziente che soffre di attacchi di panico accompagnati da episodi di depersonalizzazione e talvolta da allucinazioni visive chiedendomi di incontrarla e di iniziare con lei una serie di colloqui. Io l'ho incontrata una sola volta e devo ammettere che mi sono trovata di fronte ad una serie di problemi e cioè:
- sono laureata in psicologia clinica V.O. e sono regolarmente iscritta all'albo ma sono alla mia prima esperienza (se si esclude il tirocinio che ho però svolto in un servizio di neuropsicologia)
- non sono una psicoterapeuta e quindi non credo di avere gli strumenti per affrontare un caso così problematico
- il mio medico mi ha chiesto di vedere la paziente al suo domicilio perchè gli attacchi di panico non le consentono di uscire di casa.
Ho quindi pensato di incontrarla ancora una volta e di proporle una psicoterapia cognitivo-comportamentale segnalande un/uno psicoterapeuta della zona: questo ovviamente cercando di non farla sentire "rifiutata"....
Cosa ne pensate?
Re: consiglio su caso clinico
Citazione:
Originariamente postato da robypsycho
Ciao a tutti,
mi trovo in una situazione che non so bene come affrontare: il mio medico di base mi ha segnalato una paziente che soffre di attacchi di panico accompagnati da episodi di depersonalizzazione e talvolta da allucinazioni visive chiedendomi di incontrarla e di iniziare con lei una serie di colloqui. Io l'ho incontrata una sola volta e devo ammettere che mi sono trovata di fronte ad una serie di problemi e cioè:
- sono laureata in psicologia clinica V.O. e sono regolarmente iscritta all'albo ma sono alla mia prima esperienza (se si esclude il tirocinio che ho però svolto in un servizio di neuropsicologia)
- non sono una psicoterapeuta e quindi non credo di avere gli strumenti per affrontare un caso così problematico
- il mio medico mi ha chiesto di vedere la paziente al suo domicilio perchè gli attacchi di panico non le consentono di uscire di casa.
Ho quindi pensato di incontrarla ancora una volta e di proporle una psicoterapia cognitivo-comporta
mentale segnalande un/uno psicoterapeuta della zona: questo ovviamente cercando di non farla sentire "rifiutata"....
Cosa ne pensate?
ciao robypsycho, leggendo il tuo messaggio mi è tornato alla mente quelle che sono le leggittime paure relative alle prime "prese in carico". tuttavia, credo che prima di inviare la persona in questione a uno psicoterapeuta potresti fare qualche altro colloquio con lei per "sondare" se si tratta realmente di attacchi di panico (un mio pz riferiva di soffrirne ma nel corso delle sedute arrivammo a capire che non si trattava di attachi di panico veri e propri), se è disponibile a intraprendere un percorso, se tu puoi esserle comunque di aiuto (per es. nella capacità di instaurare una relazione di fiducia) etc...
inoltre, ti consiglio di far attenzione a vedere la pz al proprio domicilio perchè potrebbe essere controproducente ai fini della stessa cura. Potresti, per esempio, dirle che può farsi accompagnare in studio da un familiare, un amica, etc
scusa la brevità del post, ma sono di fretta...se hai bisogno di qualche aiuto e/o di confrontarti scrivimi pure privatamente, perchè è più facile che io legga la posta piuttosto che trovi il tempo di venire nel forum. ciao!
p.s. dove hai fatto il tirocinio in neuropsic? anch'io sono di torino e l'ho fatto in neuropsic al san camillo.