Citazione:
Originariamente postato da Accadueo
Ciao Sinonimo :),
si, Luigi lo conosco, è pure mio vicino di casa :P .
Anche io condivido il tuo discorso a patto che mi ritrovo in qualche frase a dover aggiungere implicitamente le situazioni relazionali: "dovremmo cercare di scoprire chi siamo in modo flessibile, non rigido, con atteggiamento di autosperimentazione, di ricerca", "Adesso , mi sento me stesso? Ovvero, sto agendo come desidero , in risposta alle mie tendenze e aspirazioni?" ..insomma, dette così (mi) appaiono come processi troppo solitari, quindi (mi) aggiungo fra le tue frasi "in relazione a...": "adesso mi sento me stesso in relazione a...? Ovvero, sto agendo come desidero in relazione a..., in risposta alle mie tendenze e aspirazioni?".
Poi rispetto a questa tua idea: io penso che non sia possibile per un altro motivo e cioè che le persone che affermano di non curarsi del giudizio altrui, proprio per il "principio" di seguire il proprio binario, devono continuamente osservare e "curare" le opinioni altrui di sè per generare differenza. Dico "di più", secondo me, scopro il mio binario da seguire (il scoprire se stessi) grazie agli altri che mi offrono continuamente definizioni (si spera differenti) su di me dove io nel frattempo accetto, rifiuto e trasformo (genero ulteriori differenze) su tali definizioni. I problemi possono sorgere nel momento in cui "tutti" mi definiscono in un solo modo: io a quel punto non due definizioni di me per generare ulteriore differenza; faccio l' esempio del bullo che in questo periodo va tanto di moda. Nell' ambito scolastico Ercolino è descritto come la peste per eccellenza dell' istituto e questa descrizione definisce anche i comportamenti di rimprovero, esclusione, delusione da parte di insegnanti ed evitamento, sottomissione, paura da parte dei compagni. Ercolino è un bullo, è se stesso solo quando fa danno. Naturalmente pure a casa arriva questa notizia magari con aggiunta di suggerimenti su ulteriori strategie di punizione, ecc.. La fatidica domanda adesso è: come può Ercolino crearsi un' immagine di sè differente da quella osservata da "tutti" se conosce solo quella definizione? In quei momenti si spera che arrivi un insegnante nuovo con informazioni zero rispetto agli alunni, ma sappiamo che purtroppo non è così e dunque appena Ercolino tira la sua prima carta dal suo banco in direzione del cestino, Ercolino continua ad essere se stesso cioè bullo.
Non so se sto sviando il discorso, il fatto che hai aperto la discussione in "Psicologia Clinica" mi orienta a conversare più verso l' empasse, blocchi e difficoltà di ricerca dell' "essere se stessi". Fammi sapere,
ciaociao :)
Ciao condivido in pieno l'accezione sistemico-relazionale che hai dato al discorso, in effetti io l'ho sott'intesa quando proponevo le domande possibili che un soggetto si può porre in merito all'essere se stessi a livello di sperimentazione di sè.