Riferimento: Tesi Sindrome di Rett
Riferimento: Tesi Sindrome di Rett
Ciao io invece sono della facoltà di psicologia di chieti, dovrei fare anch'io la tesi sulla sindrome di rett sia a livello genetico con vari studi che cognitivo.saresti gentile di inviarmeli sulla mia posta se ti dò il mio indirizzo?Spero nn sia un problema.grazie
Riferimento: Tesi Sindrome di Rett
Di un italiano, per quanto i lavori siano in inglese:
^ (1995) Rett syndrome--distribution of phenotypes with special attention to the preserved speech variant.. Neuropediatrics 26 (2): 87. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7566462
^ (1995) Rett syndrome a developmental disorder. Presentation of a variant with preserved speech. Tidsskrift for den Norske lægeforening : tidsskrift for praktisk medicin, ny række 115 (5): 588–90. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7900110
^ (2001) Mutation analysis of the methyl-CpG-binding protein 2 gene (MECP2) in Rett patients with preserved speech.. Brain & development 23 (1): 157-160. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11738864
^ (2001) Social facilitation of object-oriented hand use in a Rett syndrome variant girl: implications for partial preservation of an hypothesized specialized cerebral network.. Journal of developmental and behavioral pediatrics : JDBP 22 (2): 119–22. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11332781
^ (2009) Diagnostic criteria for the Zappella variant of Rett syndrome (the preserved speech variant). Brain & development 31 (3): 208–16. DOI:10.1016/j.braindev.2008.04.007. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18562141
^ (2009) Case Report: Retracing Atypical Development: A Preserved Speech Variant of Rett Syndrome. Journal of Autism and Developmental Disorders 39 (6): 958–61. DOI:10.1007/s10803-009-0703-x. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19224352
^ (1998) The preserved speech variant: a subgroup of the Rett complex: a clinical report of 30 cases. Journal of autism and developmental disorders 28 (6): 519–26. DOI:10.1023/A:1026052128305. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/9932238
^ (2010) EEG features and epilepsy in MECP2-mutated patients with the Zappella variant of Rett syndrome. Clinical neurophysiology: official journal of the International Federation of Clinical Neurophysiology 121: 652–657. DOI:10.1016/j.clinph.2010.01.003. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20153689
^ (1992) The Rett girls with preserved speech. Brain & development 14 (2): 98–101. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1621933
Riferimento: tesi e sindrome di rett
esatto per esempio vedi http://www.airett.it/node/436
in bocca al lupo
Riferimento: tesi e sindrome di rett
per es. puoi vedere
Studio delle differenze genetiche tra la forma classica e la variante Zappella della Sindrome di Rett: un aggiornamento
Studi Genetici / Ricerca di base 2010
Relazione del lavoro svolto dalla genetica medica di Siena sullo studio delle differenze genetiche tra le due varianti, lavoro svolto con il finanziamento di una borsa di studio alla dottoressa Mencarelli
Maria Antonietta Mencarelli e Alessandra Renieri - Genetica Medica, Policlinico Santa Maria alle Scotte, Siena
La sindrome di Rett è caratterizzata da un’ampia variabilità clinica. Diversi meccanismi sono stati ipotizzati alla base di tale variabilità. Uno dei fattori maggiormente indagati è l’inattivazione del cromosoma X, ovvero il fenomeno biologico per cui solo uno a caso dei due cromosomi X, o quello “sano” o quello con la mutazione, risulta essere attivo in ciascuna cellula, mentre l’altro viene “spento”. Nei casi in cui la percentuale di inattivazione è sbilanciata a favore dell’uno o dell’altro, il quadro clinico può apparire più o meno grave. Tuttavia altri elementi devono essere presi in esame come cofattori nella modulazione del fenotipo. I dati di letteratura hanno inoltre messo in rilievo come il tipo di mutazione del gene MECP2 non può essere sufficiente a spiegare tale variabilità; la stessa mutazione del gene MECP2 può infatti essere identificata in una vasta gamma di fenotipi dalla forma classica (RTT) alla variante Zappella (Z-RTT) (Zappella 1992; Scala et al. 2007; Renieri et al. 2009). È nella nostra esperienza l’identificazione della stessa mutazione in MECP2 in coppie di sorelle con fenotipo discordante, in particolare una RTT e l’altra con Z-RTT (http://www.biobank.unisi.it) (Sampieri et al., 2008).
Abbiamo ipotizzato che differenze nei livelli di attività di geni che interagiscono o che sono target di MeCP2 possano modulare gli effetti delle mutazioni in MECP2. Tali differenze possono essere ricondotte alla presenza di CNV (variazioni nel numero di copie) genomiche. È recente il concetto che variazioni del numero di copie di un segmento genico (delezioni, duplicazioni o amplificazioni) possa influenzare il quadro clinico, non determinando una condizione di malattia di per sé, ma conferendo protezione o suscettibilità ad una data condizione.
su http://www.airett.it/content/studio-...-della-sindrom