Riferimento: help educatrici nido
ah, mi servirebbe anche qualche riferimento alla legislazione se sapete darmi qualche indicazioni...ho un concorso (per il comune di viggiu) tra poco, ma sono ancora in altro mare...
nessuno mi può aiuatare?
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Come genitore e non come educatrice ti posso solo dire che il Centro di interesse è uno spazio dove vengono organizzati angoli (di interesse): per esempio l'angolo dei travestimenti, o l'angolo morbido o l'angolo libri. L'atelier invece è uno spazio adibito a laboratorio dove vengono organizzate attività ludiche (laboratorio pittura o laboratorio della manipolazione ecc.)
Per i riferimenti legislativi non saprei, comunque dai un'occhiata a questo sito forse potrà esserti utile:
http://www.unibg.it/dati/bacheca/659/29947.pdf
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Originalmente inviato da
eliotrofi
Come genitore e non come educatrice ti posso solo dire che il Centro di interesse è uno spazio dove vengono organizzati angoli (di interesse): per esempio l'angolo dei travestimenti, o l'angolo morbido o l'angolo libri. L'atelier invece è uno spazio adibito a laboratorio dove vengono organizzate attività ludiche (laboratorio pittura o laboratorio della manipolazione ecc.)
Per i riferimenti legislativi non saprei, comunque dai un'occhiata a questo sito forse potrà esserti utile:
http://www.unibg.it/dati/bacheca/659/29947.pdf
Grazie mille...sei stata genitilssima...
credo che sia come avevo capito io allora...gli angoli sono degli spazi bene riconoscibili ed oganizzati in base alle peculiarità dei materiali proposti, mentre negli atelier c'è una presenza più attiva dell'educatore o "esperto" per cui si propone una certa attività in un tempo limitato ad essa preposta...giusto? grazie davvero per la tua risposta..
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Ciao,
prova a dare un'occhiata a questi libri:
Manuale di didattica per l'asilo nido di Borghi/Guerra ed. Laterza
Persone da zero a tre anni Crescere e lavorare nell'ambiente del nido, di Goldschmied ed. Junior
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Se ti può ancora servire. C'è il manuale per il concorso
L' Educatore negli asili nido.Manuale per la formazione professionale, III Edizione, Edizione Simone, Gruppo Editoriale Esselibri - Simone.
E' molto completo e interessantìssimo!!!
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Possono essere utili anche 2 testi, l'un l'altro complementari: 1) Manuale critico dell'Asilo Nido, a cura di A. Bondioli e S. mantovani, ed. Franco Angeli; 2) Il bambino da zero a tre anni, di T. B. Brazelton, Fabbri editori.
Per quanto riguarda la terminologia, in gran parte concordo. "Angolo" si riferisce ad una modalità di organizzazione dell'ambiente e delle attività centrata sull'allestimento, attraverso materiali adatti, di aree attrezzate per le attività dei bambini. "Atelier" indica, invece, una modalità di lavoro (non alternativa alla prima) centrata sui laboratori (quindi, come dicevi, con una presenza più "diretta" dell'educatore). Invece, mi sembra (per come è spesso utilizzato) molto più ambiguo il termine "centro di interesse". :mumble: In termini tecnici, infatti, "centro di interesse" è un termine specifico che si rifà alla pedagogia di Decroly (puoi consultare Wikipedia, per un primo approccio) e si riferisce ad una modalità di gestione dell'attività didattica centrata non sulle discipline, ma, appunto, su "centri di interesse" per i bambini (ad esempio, la gestione di un "orto" può divenire centro di interesse che unifica esperienze didattiche relative a diverse aree. linguistica, motoria, matematica...).Spesso, però, viene utilizzato indifferentemente per significare "angoli" o "argomenti" significativi per i bambini, o altro ancora. Se hai tempo, ti converrebbe informarti su come usano il termine nella realtà in cui dovresti dare il concorso. Se non l'hai gia dato, in bocca al lupo!:approved:
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Originalmente inviato da
bacchetta
Mi servirebbero poi delle delucidazioni sul sistema di riferimento e la figura di riferimento...
In termini specifici, si intende per "figura di riferimento" una figura adulta (educatore) a cui viene affidato un gruppetto di bambini, soprattutto in fase di "ambientamento", per favorire la costruzione di una "continuità" di vissuti e, più in generale, di esperienza. In alcuni nidi, la "figura di riferimento" viene intesa in termini rigidi (non è prevista interscambiabilità fra le educatrici che seguono gruppi diversi di bambini): ciò avviene, spesso, in realtà di nido che si rifanno alla filosofia dell'educazione propria dell'Istituto Lóczy (puoi vedere E. Pikler su Wikipedia).
Più ragionevolmente, in altre situazioni, viene prevista la "figura di riferimento" in fase di ambientamento e, almeno nei primi tempi, nei momenti di cura coporea (dove, più che altrove, si gioca il vissuto di continuità del bimbo).
Alcuni (ritenendo improponibile, da noi, la "figura di riferimento" in termini stretti) parlano di allestire un "sistema di riferimenti", attraverso situazioni rituali, elementi organizzatori e/o mediatori della comunicazione, attenzione ai momenti di cura, etc., in modo che sia il contesto a sotenere i vissuti di continuità.
In questo caso, è l'intero contesto che è allestito per essere "sistema di riferimento". La continuità del vissuto non è legata al rapporto con la sola figura di riferimento.