Sebbene il titolo di questo thread possa sembrare profano - o addirittura un'eresìa bella e buona - i contenuti non lo sono. Lo ammetto, mi diverto a giocare con i titoli, ma questa è una mera deformazione professionale.
Voglio parlare di Fede. Fede con la lettera maiuscola, perchè insieme di considerazioni personali, puramente filosofiche, teologiche, dogmatiche e quant'altro. Ma non solo. Fede significa credere in qualcosa, porsi un obiettivo, e guardare a questo con ammirazione, quasi devota. L'obiettivo, lo scopo. Ma qual'è questo scopo? E' Dio lo scopo? E cosa rappresenta?
Leggendo la Bibbia troviamo riferimenti al Trono di Dio, e ai Saggi che gli siedono intorno, come anche ai quattro Arcangeli. Ma non è chiaro se il Trono sia materiale, o simboleggi la magnificenza di Dio. E lo stesso Dio viene dipinta come essenza, un cristallo di luce celestiale. Ma è la sua fisicità e bellezza a colpire, o, di nuovo, la sua magnificenza, figurata come un cristallo, da sempre per l'Uomo sinonimo di "prezioso"? Anche i Saggi, come gli Arcangeli intorno a Dio, sono pieni di significati: basti pensare che questi angeli vengono descritti con quattro ali, due che coprono i piedi, in segno di umiltà, e due che coprono gli occhi, come non fossero neanch'essi degni di godere di tanta magnificenza.
Queste infinite allegorìe in cosa si traducono? Personalmente, nel mio agnosticismo. Ritengo di non poter conoscere la vera identità di Dio, qualora ne avesse una in senso letterale.
Escludendo l'ateismo, - di per sé a rigor di logica improponibile - in cosa ha fede il credente? Qual'è il suo obiettivo? Arrivare a Dio cosa significa per lui? Ha più importanza il fine, o il percorso intrapreso?
Cos'è per ciascuno di voi Dio, e come lo si può raggiungere? Come si più raggiungere quello che io identifico come un personale nirvana?
Mi interessa, insomma, approfondire l'argomento con le vostre idee, che so già terranno conto solo parzialmente degli "insegnamenti" (a questa parola preferirei "indottrinamenti") della Chiesa alla quale ciascuno di voi fa capo.
In fondo, la Fede è un qualcosa di personale... E come scrisse il Dalai Lama in un suo libro: "la religione non è che la medicina ai mali dello spirito". Può dunque essere sbagliato trovare ai propri mali la propria, personale medicina?
