Gli autistici, entusiasti e precisi:un'azienda punta su di loro
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Fonte:repubblica.it
Danimarca, un imprenditore dell'information technology ne ha assunti 37
"Ho imparato con l'esperienza di mio figlio: possono lavorare in modo impareggiabile"
Gli autistici, entusiasti e precisi
così un'azienda punta su di loro
di ANDREA TARQUINI
BERLINO - I malati di autismo non vanno trattati solo come handicappati. Non sono capaci, certo, il più delle volte, di svolgere lavoro di squadra, ma con calma e da soli possono assicurare alcuni compiti produttivi speciali molto qualificati e difficili con estrema precisione. Lo ha scoperto un imprenditore danese, Thorkil Sonne, che nel 2004 ha fondato una sua piccola azienda di information technology, Specialisterne ("gli specialisti", vuol dire tradotto) la quale impiega 37 autistici. E grazie al loro lavoro fornisce con successo dettagliate mappe di Copenaghen o di altre città per la cablatura telefonica, test dei software più moderni, collaudi dei nuovi modelli di telefonino cellulare.
"Ho imparato di persona, con l'esperienza di mio figlio, che un autistico può lavorare con precisione impareggiabile", racconta Thorkil Sonne a Spiegel online. Insomma, è come la rivincita di Rain Man, il celebre personaggio autistico ma intelligentissimo impersonato a meraviglia da Dustin Hofmann nell'omonimo film (SCHEDA). "A mio figlio fu diagnosticata a sette anni una forma di autismo infantile", spiega l'imprenditore. "E un giorno mi stupì: aveva visto un atlante dell'Europa e, appunto a soli sette anni, aveva disegnato a memoria alcune carte geografiche con precisione assoluta".
Da allora la vita del signor Sonne è cambiata. Egli si è licenziato dalla grossa azienda delle telecomunicazioni per cui lavorava, e investendo l'equivalente di centomila euro del suo patrimonio personale ha fondato l'azienda. Adesso i suoi clienti principali sono aziende che necessitano del massimo livello tecnologico e della massima esattezza. Dalla Global connect, per la quale i dipendenti autistici di Sonne producono carte e tracciati delle cablature telefoniche, fino a Tdc, numero uno delle telecomunicazioni in Danimarca, a Microsoft, a gruppi svedesi di servizi finanziari.
Teoricamente l'esperimento non sarebbe privo di rischi: un solo errore in un lavoro appaltato da Global connect potrebbe costare a Specialisterne multe e risarcimento danni per l'equivalente di oltre diecimila euro. Ma proprio a Global connect sono entusiasti. "I dipendenti di Sonne non sbagliano mai nei lavori che ci forniscono", afferma un esponente dell'azienda. Sonne insiste: "Io voglio dare un futuro a questa gente, e sto riuscendo a farlo anche guadagnando: l'anno prossimo ammortizzeremo le spese e arriveremo a realizzare utili".
Le prospettive sembrano così rosee che l'imprenditore danese sta cominciando a mettere in programma l'apertura di una filiale della sua azienda a Londra, una delle piazze più esigenti e difficili. Sonne non riceve alcun aiuto dallo Stato, nonostante il generoso welfare danese. E contrariamente a quanto, all'inizio, alcuni dei suoi clienti pensano, i suoi dipendenti autistici sono pagati regolarmente, non sottoretribuiti come spesso avviene con gli handicappati. A seconda della qualifica, a fine mese ricevono una retribuzione equivalente a tra 220 e 3500 euro lordi. Lavorando in ambienti particolarmente confortevoli, calmi e silenziosi per favorire la loro necessaria concentrazione, e con orari ridotti: non si può esigere da un autistico un carico di lavoro eccessivo.
L'esame per giudicare se un autistico è adatto a svolgere i delicati lavori richiesti da Specialisterne è singolare, e manco a dirlo tipicamente danese: i candidati all'assunzione devono costruire dei kit del Lego, il celebre gioco di mattoni di plastica che dal piccolo regno è divenuto famoso in tutto il mondo.
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Purtroppo questa iniziativa è stata presa a partire dall'esperienza personale del padre di un sogg. autistico. Sarebbe stato bello se fosse stato un organo istituzinale a agevolare questo tipo di iniziativa. Rimarrà un caso isolato.
Comunque i sogg. autistici, grazie ad alcuni "sintomi" (che quindi possono diventare "qualità") riescono ad avere risultati eccellenti in certi tipi di lavoro: mi riferisco ovviamente alla "dedizione assorbente a uno o più tipi di interessi ristretti e stereotipati (...) sottomissione del tutto rigida a inutili abitudini o rituali specifici; manierismi motori stereotipati e ripetitivi (...) persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti" (DSM-IV-TR "Disturbo Autistico - F84.0).
Ovviamente ci sono anche dei rischi, nel senso che l'ambiente di lavoro deve essere un ambiente protetto, costruito ad hoc per la persona autistica, basta anche un piccolo cambiamento nell'ambiente o nella routine quotidiana per turbare l'equilibrio del sogg.
Quindi non è tanto il lavoro che deve usare le abilità dell'autisco, ma il contrario: è l'autistico che deve avere la possibilità di utilizzare il lavoro per acquisire abilità psico-sociali. Al centro ci dev essere il soggetto, non il lavoro e la produzione
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Originalmente inviato da
Dasavivi
"A mio figlio fu diagnosticata a sette anni una forma di autismo infantile", spiega l'imprenditore.
Certo che una diagnosi di autismo a 7 anni mi sembra un po' tarda, non è entro i 3 anni che dev'essere diagnosticato?
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Originalmente inviato da
*-ras-*
Certo che una diagnosi di autismo a 7 anni mi sembra un po' tarda, non è entro i 3 anni che dev'essere diagnosticato?
Si infatti. Ma magari ha sbagliato il giornalista a scrivere oppure, cosa non impossibile, questo padre si è deciso ad andare da uno specialista quando il bambino aveva 7 anni.
Io lavoro con gli autistici da due anni, e con l'associazione in cui mi trovo abbiamo iniziato anche noi un progetto di inserimento lavorativo. Uno dei nostri ragazzi da qualche mese lavora in una pizzeria, seguito da uno psicologo dell'associazione. L'esperienza si sta rivelando essere molto importante per questo ragazzo, vedremo come continuerà.
Chiaramente non è semplice trovare opportunità di lavor per gli autistici, sopratutto perchè l'autismo si presenta in molti modi e quello che va bene per uno può non andare per un altro, ma sono convinto che con il supporto adeguato si possono trovare delle grandi opportunità per molti ragazzi.
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da quanto si legge piú che una sindrome autistica sembra un Aspergerer.
Il che é molto raro, un pó come i down brillanti e intelligenti che girano dalla de filippi.