Riferimento: Dubbio esistenziale
io di anni ne ho 25 e inizio quest'anno. e ho scoperto frequentando il forum e vedendo la gente al test che siamo mooolti piu' di quelli che puoi immaginare ad iscriverci "piu' tardi".
propbabilmente la psicologia e' una passione che matura con gli anni..
cmq se vuoi il mio consiglio termina la tua laurea. e' stupido buttare tutto. se fra due anni la passione sara' la stessa di oggi inizia psicologia. la vita e' una sola ed e' giusto lottare x realizzare i nostri sogni!
in bocca al lupo
Riferimento: Dubbio esistenziale
Grazie mille... infatti è quello a cui penso anche io. Finire e poi valutare più tardi. Addirittura ho pensato a questo: per non gravare per troppo tempo sui bilanci famigliari, potrei laurearmi e iniziare a lavorare, magari in quei licei privati che prendono insegnanti anche con la laurea breve. E iniziare a studiare psico.
Secondo te si può studiare bene anche lavorando?
Riferimento: Dubbio esistenziale
Anche io ho 23 anni e inizio ora...se è una passione non è mai troppo tardi!!!cmq ti conviene per ora finire lettere...poi col tempo deciderai se seguire psicologia o no!in bocca al lupo!
Riferimento: Dubbio esistenziale
caro Franz, mi rivedo perfettamente nella tua situazione!!! Io ero iscritta in Filosofia e il primo anno, facendo un esame complementare di psicologia, sono rimasta folgorata e ho capito che in realtà era quella la mia strada...però ho voluto prima finire quelo che avevo iniziato, cioè filosofia, e una volta laureata, appena 2 mesi dopo, ho datto il test di ingresso a psicologia (a 23 anni anch'io) ed ora sono qui che ho finito tutti e 5 gli anni di psicologia, lavoro e sono strafelicissima di questa scelta! Adoro la psicologia in tutte le sue forme e non smetterò mai di aprofondirla...Cmq, visto il mio percorso, anch'io penso come te che a questo punto conviene finire lettere, anche per l'Effetto Zeigarnik...cosè? Lo scoprirai quando ti iscriverai a psico ;)! Due anni passano presto, ti troverai cmq con due lauree, quindi sei qualificato in due settori e quando c'è crisi in uno, ti impieghi nell'altro. Vai così ;)! Bella anche l'idea di lavorare nei licei privati, sì prendono i triennalisti, ma anche non! Io ho iniziato a 22 anni quando non ero neanche triennalista, e poi la laurea in psicologia mi ha aiutato a fare meglio anche questo lavoro poiché sei a contatto con adolescenti demotivati, con problemi comportamentali e affettivi, dunque sai relazionarti meglio! Mi rivedo proprio perfettamente nel tuo percorso, in bocca al lupo, anzi buona fine (lettere) e buon inizio (psico :love: )
Riferimento: Dubbio esistenziale
Effetto Zeigarnik! Wow! Mi sono già documentato... che figata!
Comunque grazie delle numerose risposte. Sì, pensavo di adottare una "tattica" che mi permetta di fare marcia indietro in caso di imprevisti, all'occorrenza.
Con la triennale di lettere in mano, infatti, se putiamo caso per forza maggiore non possa dedicarmi ad un altro quinquennio di studi, posso però sempre ripiegare sulla magistrale in lettere...
Bene, mi avete infuso coraggio! Grazie ancora...
P.s. nel frattempo vorrei cominciare a documentarmi seriamente sulla psicologia, intesa come materia, come studi e come professioni ad essa collegate... anche per vedere se è veramente il caso. Consigli?
Riferimento: Dubbio esistenziale
Qualcuno potrebbe indicarmi testi specifici con i quali possa realmente rendermi conto di cosa comporti studiare psicologia e svolgere le professioni da essa collegate?
Riferimento: Dubbio esistenziale
Salve a tutti,
ho ritrovato questo mio vecchio post e quindi, invece di aprirne uno nuovo, sfrutterò questo...
Oramai sto per finire il mio iter universitario alla facoltà di lettere: entro l'estate mi dovrei laureare!
Come vi avevo annunciato, avrei intenzione di abbandonare il ramo umanistico e di dedicarmi agli studi di psicologia, iniziando intanto a lavorare come prof. di materie letterarie per iniziare ad avere per lo meno una parvenza di indipendenza economica...
In quest'anno e mezzo trascorso da quando ho scritto qui, infatti, la mia passione per il campo psicologico non è scemata, direi anzi l'esatto contrario: ho letto molte delle opere dei "padri" della materia e questo studio mi affascina sempre di più.
Sono comunque consapevole del fatto che leggere Freud non sia sufficiente per capire cosa sia la psicologia OGGI...
qualcuno potrebbe cortesemente indicarmi siti web o libri nei quali reperire ulteriori informazioni sulla moderna psicologia, di cosa si occupa, come si struttura nelle sue varie forme ecc. ??
Ulteriore richiesta: avrei in mente di affrontare il triennio a Roma (la città in cui abito) e magari spostarmi altrove o all'estero per la specialistica... è fattibile o gli approcci alla materia tra i vari atenei sono diversi ed inconciliabili?
In ultimo, il fattore lavoro: Una laurea in psicologia (con relativa abilitazione alla professione di psicologo) - escludendo per ora un'eventuale prosecuzione futura degli studi in qualche scuola di psicoterapia - in quali ambiti lavorativi può essere richiesta?
Se si opta per la carriera di psicoterapeuta, invece, si hanno più possibilità?
E all'estero? Com'è la situazione lavorativa nel campo della psicologia?
Tenga presente - l'anima pia che deciderà di rispondermi:D - che la mia laurea dovrei ottenerla (se effettivamente la otterrò) non prima di 5 anni...
Un grazie anticipato!
Riferimento: Dubbio esistenziale
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Franz1987
In ultimo, il fattore lavoro: Una laurea in psicologia (con relativa abilitazione alla professione di psicologo) - escludendo per ora un'eventuale prosecuzione futura degli studi in qualche scuola di psicoterapia - in quali ambiti lavorativi può essere richiesta?
ciao, la laurea in psicologia non è propriamente "richiesta", nel senso di essere assunti da qualche parte come dipendenti. Leggendo il tariffario, noterai che si tratta di prestazioni che richiedono elevate competenze e che sono tutte consulenziali, prevedono un inizio e una fine. Meglio uscire subito dall'ottica di lavoro alle dipendenze e pensare da libreri professionisti, cioè intercettare una domanda di mercato e offrire un servizio per soddisfarla. Gli ambiti in cui puoi costruirti una professionalità (non classicamente "trovare lavoro", proprio perché non siamo figure impiegatizie da assumere) sono svariati, dalla clinica, al benessere, al lavoro, all'età evolutiva, direi che sono infiniti, l'importante è sintonizzarsi con la domanda del mercato (è faticosissimo però, anche per i più bravi).
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Originalmente inviato da
Franz1987
Se si opta per la carriera di psicoterapeuta, invece, si hanno più possibilità? [/U]
Purtroppo no! Anzi, la domanda di psicoterapia è completamente satura da almeno 10 anni. Quindi, non è detto che la scuola di specializzazione ti garantisca più possibilità lavorative (anche se, sicuramente, ti da una grande crescita personale e professionale). Attualmente, il mercato non chiede psicoterapia (esempio: ricerca della Lombardia "la professione diafana" o in Toscana "L'immagine dello psicologo"). Chiede invece dei servizi inerenti la cosiddetta "crescita personale": benessere, autostima, comunicazione, educazione dei figli, consapevolezza, ecc. Insomma niente di clinico. Nell'area del benessere ci sono spazi (sempre se si lavora in autonomia, non posti da dipendente stipendiato a mensilità), anzi li stanno colonizzando figure limitrofe proprio perché pochi psicologi li offrono, rispetto alla maggioranza orientata sul versante clinico (disturbi, ecc). Certo è difficoltoso lo stesso, promuoversi, in ogni campo, anche nel meno saturo, è davvero stra-difficile per tutti e indipendente dalla bravura "tecnica".
Io penso che una laurea umanistica come la tua possa averti formato alla creatività, all'intuizione, alla flessibilità, alla capacità di gestire il caos e convivere con l'incertezza, abilità tipiche del lavoro autonomo, importanti quanto quelle "tecniche". Magari avrai facilità a entrare in una certa ottica di doverti programmare il lavoro, ideare, testare, promuovere, rinegoziare continuamente l'offerta, il che è molto stressante e logorante, per questo necessita di molta flessibilità! :approved:
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ste203xx
Chiede invece dei servizi inerenti la cosiddetta "crescita personale": benessere, autostima, comunicazione, educazione dei figli, consapevolezza, ecc. Insomma niente di clinico.
Ciao, come sempre sei paziente e disponibile.. grazie mille!:D
Scusa l'ingnoranza, ma il "benessere personale" non rientra nel campo d'applicazione della psicoterapia (ad esempio la cognitivo-comportamentale o lo psicodramma per chi è affetto da difficoltà relazionali) ?
Con quali strumenti - infatti - uno psicologo non psicoterapeuta può agire e cambiare concretamente la vita di una persona che avverte un'esigenza di miglioramento delle proprie condizioni di vita? Sono curioso..:mumble:
Inoltre: per avere una formazione più orientata verso quest'area professionale che tipo di indirizzo dovrei prendere? Qualcosa di più orientato verso la psicodinamica o verso la psicologia cognitiva?
Ragazzi, contribuite numerosi a questa discussione e chiarite le idee ad un vostro futuro (spero) collega!!:D
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Franz1987
Ciao, come sempre sei paziente e disponibile.. grazie mille!:D
Scusa l'ingnoranza, ma il "benessere personale" non rientra nel campo d'applicazione della psicoterapia (ad esempio la cognitivo-comportamentale o lo psicodramma per chi è affetto da difficoltà relazionali) ?
Ci mancherebbe, Franz!!! :argh: Assolutamente, la crescita personale rientra nel campo della psicologia, non della psicoterapia (che cura il malessere). Sul tariffario degli psicologi ci sono ben 148 voci, di cui....solo 3 sono di psicoterapia!! Il resto sono fattibili dal "semplice" psicologo (avendone le competenze)
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Originalmente inviato da
Franz1987
Con quali strumenti - infatti - uno psicologo non psicoterapeuta può agire e cambiare concretamente la vita di una persona che avverte un'esigenza di miglioramento delle proprie condizioni di vita? Sono curioso..:mumble:
non so bene cosa intendi con "cambiare concretamente le condizioni di vita", cmq gli strumenti della psicologia sono, direi...infiniti! Per mia esperienza, potrei dire che nell'ambito della cosiddetta "crescita personale", lo strumento che uso/si usa è..."il gruppo"! Infatti si tratta, spesso, di condurre piccoli gruppi esperienziali: cioè, non lezioni teoriche, ma simulazioni, "giochi", ecc, insomma qualcosa di pratico che possa evidenziare una risorsa già presente, di cui magari la persona non è consapevole, oppure sviluppare un'abilità.
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Originalmente inviato da
Franz1987
Inoltre: per avere una formazione più orientata verso quest'area professionale che tipo di indirizzo dovrei prendere? Qualcosa di più orientato verso la psicodinamica o verso la psicologia cognitiva?
Uhm, innazitutto però ti direi di non orientarti verso un'area solo perché meno satura, ma cmq di valutare anche le tue attitudini e preferenze, ad esempio puoi visitare i siti dei vari psi, oppure dei "centri olistici", e vedere cosa ti suscita maggiore risonanza. Personalmente, prima di inserirmi anche in questo settore, ho fatto molta "pratica passiva" facendo tantissimi corsi e partecipando a molti gruppi (e tutt'ora lo faccio, poiché mia piace tantissimo il settore, sia come professionista che come partecipante!). Però non ho molto tempo per organizzarli (e promuoverli....nota dolente!!!). Inoltre considera anche dove abiti, nel senso che ogni territorio ha delle esigenze a sé. In ogni caso, per essere realistici, ripeto... la fase di promozione è estremamente dura per tutti (non basta essere "bravi"), il mercato è estremamente instabile e i gusti della gente sono davvero strani e mutevoli. Dietro un'ora di lavoro frontale, ce ne sono dietro almeno 10 tra progettazione, promozione e quant'altro. In sintesi, è molto sfiancante e cmq non così redditizio.
Quanto all'indirizzo, dipende dal target a cui vuoi rivolgerti: se vuoi rivolgerti ai genitori, puoi fare l'indirizzo evolutivo, ai manager, l'indirizzo lavoro, anzi va molto anche la formazione per manager: corsi su come gestire il tempo, formluare gli obiettivi, leadership, ecc. Se vuoi offrirti agli adulti, il clinico. Boh, se devo dare un'opinione personale, penso sia ok il clinico, nel senso che, anche se non ti occupi di patologie, è meglio avere una buona preparazione, poiché quando fai un gruppo, può partecipare una persona con qualche disturbo (capita spessissimo), che si orienta verso il gruppo non clinico per avere un approccio soft con uno psicologo. Quindi, melgio saperla riconoscere e poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta.
:Ops:
Riferimento: Dubbio esistenziale
Perfetto, grazie mille!
Al prossimo aggiornamento!