Lo psicologo puo' fare diagnosi differenziale
NONOSTANTE LA LEGGE DEFINISCA CHIARAMENTE LE COMPETENZE DELLO PSICOLOGO OGGI SE NE METTE ANCORA IN DUBBIO LA SUA AUTONOMIA PROFESSIONALE E SOPRATTUTTO DIAGNOSTICA. C'E' CHI CONSIDERA ANCORA LO PSICOLOGO COME IL PROFESSIONISTA CHE DEVE INTERVENIRE IN SECONDA BATTUTA DOPO UNA DIAGNOSI MEDICO-PSICHIATRICA.
[B]In merito alla ingiustificata e perenne diatriba tra psicologi e psichiatri sul diritto di effettuare diagnosi differenziale in ambito clinico psicopatologico e sui presunti limiti di questa se effettuata dalla figura dello psicologo non medico o della sua valenza legale, riporto, quanto segue:
quando si fa riferimento all’articolo 1 della legge 56/89 che definisce la professione di psicologo in cui vi è esplicitamente scritto che lo psicologo fa “diagnosi” (..) in ambito psicologico…, si tende ad interpretare questa dicitura come espressione di un semplice rapporto o relazione del vissuto personale di un individuo senza però descriverne o definirne la “malattia”.
Questo è un errore di valutazione in cui spesso molti tendono a cadere. L’articolo 1 della legge 56/89 parla di diagnosi! Ossia:
dal greco dià (attraverso) gnosis (conoscenza)
- Processo volto alla rilevazione e descrizione di fenomeni riconosciuti come patologici, o procedura orientata a ricondurre un determinato fenomeno all’interno di una specifica categoria.
La psicologia è la scienza dei fenomeni psichici e quest’ultimi costituiti dai comportamenti molari, dalle esperienze intime, dalle emozioni e dalle azioni dei soggetti (Bonaiuto, concetti e termini per la ricerca psicologica. 1971)ossia la scienza del comportamento umano, e in essa NON si distingue un comportamento umano NORMALE da un comportamento PATOLOGICO (........................)
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La diagnosi differenziale dello psicologo/la diagnosi psicopatologica: 762 click dal 07/08/2009 | MEDICITALIA.it
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Apprezzo particolarmente questo post!
Purtroppo ho constatato con grande amarezza come anche tra colleghi, molto spesso non ci sia chiarezza in questo ambito!
Sottolinerei anche che, quando si parla di psicologo e diagnosi, non si specifica "psicologo del servizio pubblico"... Purtroppo molto spesso mi sono trovata a confrontarmi ache su questo argomento... come se i colleghi che lavorano al servizio pubblico avessero l'esclusiva sulla diagnosi (ad esempio per i Disturbi Specifici dell'Apprendimento).
Garantisco che ho sentito dire da colleghi psicologi che ricoprono ruoli istituzionali importanti, che la diagnosi differenziale in campo di salute mentale è prerogativa del neuropsichiatra della USL...
E mi chiedo: ma se anche tra noi colleghi le idee non sono chiare com'è possibile pensare di raggiungere una vera credibilità professionale?
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LA diagnosi la può fare anche lo psicologo. Quello che può fare solo il dipendente asl e non il privato è la certificazione per la legge 104, perchè deve essere rilasciata da una struttura pubblica
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Siamo d'accordo e questo è definito inequivocabilmente dalla legge che determina e definisce la professione dello psicologo (appunto L 56/89), ma nella pratica non c'è questa evidenza.
A titolo di esempio: una legge regionale della Valle d'Aosta da poco approvata, "disposizioni regionali in materia di Disturbi Specifici dell'Apprendimento" (L. 542/XIII), definisce che la diagnosi deve essere effettuata dell'ambito dei servizi specialistici della ASL... Conseguenza: con una diagnosi di uno picologo libero professionista, anche con tutte le competenze e requisiti necessari per operare nell'ambito dei disturbi dell'apprendimento, l'utente non vede riconosciuto alcun diritto di accesso a strumenti didattici adeguati...
Certo lo psicologo libero professionista fa la diagnosi: può farla; peccato che non serva a nulla!
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Da quella che è la mia esperienza ci sarebbe da aggiungere che per poter lavorare nel pubblico è praticamente obbligatoria l'abilitazione alla pratica della psicoterapia.
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frafry non vorrei dire uno grossa stupidata....ma credo che quando una legge regionale sia in contraddizione con una nazionale, valga quella nazionale.
Comunque sul fatto che ci sia una grossissima confusione è verissimo...
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(..)psicologo libero professionista fa la diagnosi: può farla; peccato che non serva a nulla! (..)
Lo scopo principale di una diagnosi è quello della conoscenza della problematica del paziente per poi impostare un intervento terapeutico adeguato in base a questa.
Le diagnosi o le certificazioni per ottenere benefici di legge sono un'altra cosa e soggette quindi a regole differenti, in tal senso anche quelle del medico psichiatra o di altra specializzazione non servono a nulla se privato.
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c'è una cosa però che non mi è ben chiara, PER LEGGE, io faccio diagnosi di dsa ad un bimbo, imposto il trattamento e ok. parlo con gli insegnati durante i glh, ma posso "obbligarli" a lasciare usare i sussidi al bambino in classe, o questo è possibile sono se ha una certificazione 104?
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Ma secondo voi come è possibile lavorare serenamente quando medici psichiatri, solo per il fatto che gli psicologi pretendano (giustamente) di fare diagnosi clinica secondo la legge e le linee guida del proprio ordine , considerino questa "pretesa" un attacco alla professione medica?
leggete cosa si afferma
© PSYCHOMEDIA - Maurizio Mottola - Diagnosi in ambito psicologico e diagnosi differenziale medica
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Citazione:
Originalmente inviato da
simunafo
No...in effetti non si può lavorare così: come se avessero il privilegio della diagnosi 'oggettiva' loro! E magari non ne capiscono un tubo, fissati come sono sui criteri (blandi più che mai!) nosografici internazionali. Un allucinato del cavolo...hanno fatto un disastro con le loro scemenze psichiatriche. Perdonate lo sfogo...;)
Saluti,
Luigi
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Ma non dovevamo esser tutelati dall'Ordine?:frust: