Riferimento: La localizzazione del sč
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francesca63
So bene, che il termine sč acquista il suo significato e "forse" localizzazione a partire dall'orientamento teorico che ne dispone l'impiego e ne decide l'uso, ma sarei molto interessata a capire se anche in ambito psicoanalitico oltre che sicuramente in quello bioenergetico, si accetta questa teoria:mumble:.
A mio avviso la percezione di sč o la coscienza di sč sono la consapevolezza del corpo nella sua risposta pił spontanea: il sč č il corpo che comprende la mente, č il corpo che reagisce indipendentemente dall'io.
Ciao francesca, poni un quesito difficile, a cui non penso ci sia una risposta univoca. Personalmente non ritengo che ciņ che in psicoanalisi viene chiamato Sč (e non in tutti gli orientamenti psicoanalitici č peraltro presente questo concetto) abbia localizzazioni o sedi. Solitamente il Sč č concettualizzato come struttura (Kohut, Winnicott) o rappresentazione della struttura. Se nella prima accezione tende a coincidere con una struttura unitaria ed organizzante dell'identitą, quindi per certi versi analoga all'Io, nella seconda č un prodotto della riflessione dell'Io su di sč, appunto, ovvero č l'immagine di sč che si cristallizza.
Rispetto ad un accezione di immediatezza corporea e percettiva siamo quindi piuttosto lontanti, perchč nell'uno e nell'altro caso si ha a che fare con concetti relativi alla complessivitą del soggetto.
Saluti
Riferimento: La localizzazione del sč
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gieko
Ciao francesca, poni un quesito difficile, a cui non penso ci sia una risposta univoca. Personalmente non ritengo che ciņ che in psicoanalisi viene chiamato Sč (e non in tutti gli orientamenti psicoanalitici č peraltro presente questo concetto) abbia localizzazioni o sedi. Solitamente il Sč č concettualizzato come struttura (Kohut, Winnicott) o rappresentazione della struttura. Se nella prima accezione tende a coincidere con una struttura unitaria ed organizzante dell'identitą, quindi per certi versi analoga all'Io, nella seconda č un prodotto della riflessione dell'Io su di sč, appunto, ovvero č l'immagine di sč che si cristallizza.
Rispetto ad un accezione di immediatezza corporea e percettiva siamo quindi piuttosto lontanti, perchč nell'uno e nell'altro caso si ha a che fare con concetti relativi alla complessivitą del soggetto.
Saluti
Caro gieko, io parto dal presupposto che, come sostiene Jung, il sč sia non solo il centro ma anche l'intero perimetro che abbraccia coscienza e inconscio; č il centro di questa totalitą , cosģ come l'io č il centro della mente cosciente. Il sč č l'espressione di tutte le possibilitą umane: il momento iniziale della vita pisichica e la sua realizzazione; si puņ concepire come un antecedente dell'io che ne patisce la violenza.
Il concetto di sč č molto sottile...e direi soggettivo; io lo percepisco come il mio essere e lo percepisco meglio, quando lo sperimento come capacitą di osservare ciņ che succede nel mio corpo: il mio io osserva il mio sč che rappresenta la forza vitale del mio corpo. Per me č un fenomeno complessivo che mi coinvolge totalmente e che č in continua evoluzione, per cui non capisco e non posso condividere la tua teoria di un sč cristallizzato, forse me la dovresti spiegare meglio.
Ciao
Riferimento: La localizzazione del sč
Ciao Francesca, oltre Kenberg che offre punti di partenza ad alcuni orientamenti bioenergetici come quello dello SMIAB che si occupa dei conflitti del Sé antecedenti lo sviluppo del linguaggio, ci sono alcuni autori come M. Fain e J. Mc Dougall che si occupano degli aspetti corporei in psicoanalisi e della sua pre - organizzazione e disturbi con relative conseguenze rispetto al verbale. Generalmente, le disarmonie di sviluppo -e la loro comprensione e riorganizzazione "fluente" - considerate in un'ottica piuttosta complessa, possono essere ricollegate, proprio data la loro immediatezza - di cui parli - al concetto di forclusione, in primo luogo.
Ciao:ciao: