Sportello d'ascolto psicologico
CIAO ragazi. Avrei bisogno di un consiglio. Forse mi accettano un progetto per uno sportello d'ascolto in un liceo, Forse... perchè tra concorrenza, burocrazia e lotte interne, non si sa...ma mi hanno chiesto di inventarmi un modo per rendere i colloqui coi ragazzi più discreti possibile, nel senso che quando escon dalla classe per andare a parlare con lo psicologo potrebbe creargli imbarazzo, verso i compagni... come si può fare, per evitare questo?
Vi ringrazio in anticipo.
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
ciao lella, ricordo che quando ero al liceo (oddioooooooo quanti anni fa!!!), quando qualcuno aveva prenotato dallo psicologo della scuola, veniva a chiamarlo la bidella dicendo "Rossi, ti cercano in segreteria", facendola passare come un'uscita per motivi burocratici, per controllare documenti oppure perché c'era fuori il fratello o la madre. Certo se poi in una classe fanno richiesta in 18, diventa poco credibile :sbonk:
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
graie per il consiglio, ma sebra che il preside non voglia che i ragazzi dicano apertamente delle bugie... è un vero dilemma come fare, per evitarlo.
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
Citazione:
Originalmente inviato da
Lella 1978
graie per il consiglio, ma sebra che il preside non voglia che i ragazzi dicano apertamente delle bugie... è un vero dilemma come fare, per evitarlo.
Ciao Lella, la prenotazione potrebbe avvenire con delle crocette da apporre sull'apposito modulo reso reperibile una volta la settimana, per es. presso la segreteria, un collaboratore di fiducia, o la porta stessa adibita all'attività. Poi saranno i ragazzi a venire nell'orario prestabilito parlando preventivamente con il docente che terrà la lezione in quell'ora.
Ciao
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
Citazione:
Originalmente inviato da
Lella 1978
CIAO ragazi. Avrei bisogno di un consiglio. Forse mi accettano un progetto per uno sportello d'ascolto in un liceo, Forse... perchè tra concorrenza, burocrazia e lotte interne, non si sa...ma mi hanno chiesto di inventarmi un modo per rendere i colloqui coi ragazzi più discreti possibile, nel senso che quando escon dalla classe per andare a parlare con lo psicologo potrebbe creargli imbarazzo, verso i compagni... come si può fare, per evitare questo?
Vi ringrazio in anticipo.
Io credo che serva andare oltre questa cosa dell'imbarazzo e basta. Ho collaborato con una psicologa che gestiva uno sportello in un liceo (peraltro con una storia non brillante e al limite del malfamato), capendo che davvero non è realistico inventarsi scuse, specie nel caso in cui tutto non si risolva con due colloqui (e niente si risolve con due colloqui).
La cosa della segreteria ha un senso logico, ma il mangiare la foglia da parte delle classiche teste di beeeeep al secondo richiamo in segreteria è semplice. Ed averlo tenuto nascosto non fa altro che incrementare in modo esponenziale il fattore "presa per il culo, de de de vai dallo psicologo, de de de sei malato! ah ah ah" (definizione tecnica).
Io invece ti consiglio un metodo che da noi ha avuto successo: io, in prima persona e mettendoci la faccia, ho fatto un giro di tutte le classi informando i ragazzi del servizio e, al contempo, epurando la figura dello psicologo da pregiudizi come "quello dove vai se sei malato", "quello che ti fa rinchiudere", "quello che ti giudica", "quello che ti psicanalizza". E' stato incredibile notare l'ignoranza sull'argomento. Più parlavo del sostegno psicologico come attività benefica e come possibilità per ritrovare una strada o un'indicazione per la propria vita, più i loro occhi si illuminavano.
In una classe accadde poi una cosa emblematica: dopo il mio solito discorsetto, un ragazzo dall'aria timidina "ammise" pubblicamente che in passato era andato dallo psicologo (disse pure il motivo, ora non lo ricordo) e che avevo ragione su tutto. Nell'aula, nonostante la presenza dei classici bulletti di periferia, non solo non volò una mosca o un insulto ma si instaurò un dialogo costruttivo al limite del commovente, complice anche una brava insegnante che in prima persona trasmetteva fiducia nei confronti dello sportello (cosa rara, ahimè).
I risultati furono eccezionali: i ragazzi erano esentati dal seguire la lezione nei giorni di appuntamento che, figurati, venivano SEGNATI SUL REGISTRO cosicchè l'insegnante appena arrivato autorizzasse l'alunno a venire da noi. Il tutto, dimenticavo, in una classe sperimentale composta da ragazzi pluri ripetenti (una specie di classe-ghetto che, però, proponeva un progetto di un interesse lavorativo unico e che garantiva un ottimo lavoro dopo soli tre anni) di età compresa tra i 16 ed i 21 (!) anni...ed era un PRIMO anno di istituto tecnico...
Quindi, come nella vita, comportati anche a scuola: vai, smonta le idee idiote che TV e giornali (e pregiudizi preistorici) mettono in testa a sti ragazzi e goditi la trasparenza dell'attività dello sportello. Non solo non dovrai farti problemi di strategie varie (se non quelle sulla privacy relativa a quanto viene detto durante il colloquio) ma vedrai che anche il servizio stesso subirà una "pubblicità" da parte di chi lo frequenta.
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
GRANDE!!! graie mille, spero di essere così convincente con chi decide... grazie ancora.
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
Citazione:
Originalmente inviato da
bubbasmith
Io credo che serva andare oltre questa cosa dell'imbarazzo e basta. Ho collaborato con una psicologa che gestiva uno sportello in un liceo (peraltro con una storia non brillante e al limite del malfamato), capendo che davvero non è realistico inventarsi scuse, specie nel caso in cui tutto non si risolva con due colloqui (e niente si risolve con due colloqui).
La cosa della segreteria ha un senso logico, ma il mangiare la foglia da parte delle classiche teste di beeeeep al secondo richiamo in segreteria è semplice. Ed averlo tenuto nascosto non fa altro che incrementare in modo esponenziale il fattore "presa per il culo, de de de vai dallo psicologo, de de de sei malato! ah ah ah" (definizione tecnica).
Io invece ti consiglio un metodo che da noi ha avuto successo: io, in prima persona e mettendoci la faccia, ho fatto un giro di tutte le classi informando i ragazzi del servizio e, al contempo, epurando la figura dello psicologo da pregiudizi come "quello dove vai se sei malato", "quello che ti fa rinchiudere", "quello che ti giudica", "quello che ti psicanalizza". E' stato incredibile notare l'ignoranza sull'argomento. Più parlavo del sostegno psicologico come attività benefica e come possibilità per ritrovare una strada o un'indicazione per la propria vita, più i loro occhi si illuminavano.
In una classe accadde poi una cosa emblematica: dopo il mio solito discorsetto, un ragazzo dall'aria timidina "ammise" pubblicamente che in passato era andato dallo psicologo (disse pure il motivo, ora non lo ricordo) e che avevo ragione su tutto. Nell'aula, nonostante la presenza dei classici bulletti di periferia, non solo non volò una mosca o un insulto ma si instaurò un dialogo costruttivo al limite del commovente, complice anche una brava insegnante che in prima persona trasmetteva fiducia nei confronti dello sportello (cosa rara, ahimè).
I risultati furono eccezionali: i ragazzi erano esentati dal seguire la lezione nei giorni di appuntamento che, figurati, venivano SEGNATI SUL REGISTRO cosicchè l'insegnante appena arrivato autorizzasse l'alunno a venire da noi. Il tutto, dimenticavo, in una classe sperimentale composta da ragazzi pluri ripetenti (una specie di classe-ghetto che, però, proponeva un progetto di un interesse lavorativo unico e che garantiva un ottimo lavoro dopo soli tre anni) di età compresa tra i 16 ed i 21 (!) anni...ed era un PRIMO anno di istituto tecnico...
Quindi, come nella vita, comportati anche a scuola: vai, smonta le idee idiote che TV e giornali (e pregiudizi preistorici) mettono in testa a sti ragazzi e goditi la trasparenza dell'attività dello sportello. Non solo non dovrai farti problemi di strategie varie (se non quelle sulla privacy relativa a quanto viene detto durante il colloquio) ma vedrai che anche il servizio stesso subirà una "pubblicità" da parte di chi lo frequenta.
si potrebbe dire che hai agito facendo leva su uno degli aspetti più importanti del funzionamento cognitivo degli adolescenti, e cioè il loro bisogno di comunicare/conoscere/confrontarsi, tra di loro e con persone più "esperte" in certi settori e che li possono aiutare a crescere e conoscere
Riferimento: Sportello d'ascolto psicologico
Ciao! mi rivolgo in particolare a Bubbasmith ed a Lella78, oppure ad altri che ne hanno competenza.
Avevo posto la stessa domanda in un altro 3d, ma non mi è stata data risposta.
Se qualcuno di voi può, mi farebbe piacere...anzi...Ci farebbe piacere, dato che la finalità di questo forum è anche quella di condividere e aggiungere informazioni utili alla nostra professione.
Potreste dirmi a linee generali qualcosa in più sullo sportello di ascolto, giusto per avere un'idea esatta, quale tipo di intervento viene svolto dallo psicologo,quali strumenti (test?) un esempio di 1caso,a grandi linee,che avete affrontato ?
Grazie ! :ciao: