prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
Buongiorno a tutti, sto per aprire la p iva, avevo optato per il regime dei minimi ma adesso mi è venuto un dubbio:
la prestazioni sanitarei sono esenti da iva, giusto? quindi su quello che fatturo dovrei versare solo il 10 % più il 2%, o sabaglio? o c'è quanche altra tassa segreta che non conosco??
perchè se così fosse, il regime die minimi non sarebbe più conveneinte!
Oddio che confusione :sick:
Riferimento: prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
Ciao!
Se scegli il regime dei Minimi, ma non è detto sia quello più conveniente, l'IVA è comunque esclusa.
Sul monte utili dovrai pagare i contributi ENPAP e sulla differenza il 20% di sostitutiva IRPEF (il 10% è la sostitutiva per il regime delle N.I.P.).
Daniele Trolese
Studio Daniele Trolese
Consulenza aziendale, tributaria, finanziamenti agevolati, contabilità anche on line
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Riferimento: prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
appunto! col regime dei minimi devo pagare il 20% sul "netto" ma ci sono anche i contributi da versare all'ordine, mentre con un regime che non sia quello dei minimi? quanto si versa?
cosa intendi per N.I.P.?
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Con il regime delle Nuove Iniziative Produttive (N.I.P.) l'aliquota da applicare è il 10% sui compensi invece del 20% che si ha nel regime dei minimi.
Ciao
Studio Daniele Trolese
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Brisa
Buongiorno a tutti, sto per aprire la p iva, avevo optato per il regime dei minimi ma adesso mi è venuto un dubbio:
la prestazioni sanitarei sono esenti da iva, giusto? quindi su quello che fatturo dovrei versare solo il 10 % più il 2%, o sabaglio? o c'è quanche altra tassa segreta che non conosco??
perchè se così fosse, il regime die minimi non sarebbe più conveneinte!
Oddio che confusione :sick:
Ciao Brisa,
volevo chiederti come è andata a finire la storia del regime dei minimi...io aprirò partita iva a gennaio ed opterò per il regime dei minimi perchè le tasse sono più basse e perchè sono sicura di stare sotto i 30000euro annui. il 10% cui ti riferisci che voce specifica ha?
Grazie lucia
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Mi riferivo al contributo pensionistico, anche se chi ha reddito minimo versa solo 156 euro
E N P A P | Fondazione Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi
Io credo che il regime dei minimi sia soprattutto "snello" e più facile da gestire, però non ho ancora capito se è effettivamente il più conveniente.
In particolare non ho capite questo: se uno psicologo aderisce al regime ordinario quanto paga di tasse?
Es:
REGIME DEI MINIMI
incasso 2000 euro, ho 1000 euro di spese, quindi il mio netto è di 1000 euro.
Su questa cifra devo togliere il 20% (200 euro)
Devo apgare i contributi all'enpap, però questi non variano in base al regime.
REGIME ORDINARIO
Incasso 2000 euro, ho 1000 euro di spese.
E poi come procede? Visto che non devo versare l'iva, che altre tasse ci sono oltre al contributo da versare all enpapa??
è questo che non capisco.
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Ciao Brisa,
provo a risponderti sul dubbio.
In sintesi queste sono le tasse e i contributi per l'attività professionale di uno Psicologo in regime ordinario o semplificato:
IRPEF (viene calcolata sul reddito applicando specifiche aliquote:
No tax area (Limite di reddito sotto il quale non si pagano tasse) sotto i 4.800 per i lavoratori autonomi
23% per redditi fino a 15.000 Euro
27% per redditi da 15.000 a 28.000 Euro
38% per redditi da 28.000 a 55.000 Euro
41% per redditi da 55.000 a 75.000 Euro
43% rer redditi superiori a 75.000 euro)
Contributo previdenziale da versare all' ENPAP (il 10% del reddito)
Contributo integrativo pari al 2% delle prestazioni
IRAP (Imposta a carattere reale che colpisce le attività produttive con aliquota del 3,90%. La base imponibile è tendenzialmente simile a quella stabilita ai fini Irpef, ed è data dalla differenza tra i compensi percepiti e i costi sostenuti, tenendo conto che alcuni costi deducibili ai fini Irpef, non lo sono ai fini Irap (ad esempio interessi passivi, costo dei dipendenti).
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scusate, ma per aprire uno studio è necessario presentare una documentazione sul luogo dove si svolgono i colloqui psicologici?
Riferimento: prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
ciao a tutti!
avrei anche io qualche domanda sul regime dei minimi...
posto che si paga una tassa sostitutiva di IRPEF, IRAP, IVA e non mi ricordo di cos'altro, pari al 20% del reddito netto, mi chiedevo:
1)nel regime dei minimi l'IVA non si paga, quindi è inutile fare distinzioni tra prestazioni sanitarie o no?
2) il 20% di tasse si calcola sul netto (ovvero ricavi-meno costi)?
3)nei costi si possono considerare le spese relative alla quota annuale dell'ordine e al contributo previdenziale enpap?
4)questo fantomatico 20% si deve versare a fine anno?
5) e per quanto riguarda la ritenuta d'acconto, con il regime dei minimi si è esenti?
mi fate un esempio pratico di fattura e relative voci con regime dei minimi?
Riferimento: prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
Micaelasa: a che tipo di documentazione fai riferimento?
Disappear: ecco l'esempio di fattura a privato:
N. 2 colloqui psicologici = € 100,00
Cassa di previdenza ENPAP 2% = € 2,00
Bollo = € 1,81
Totale = € 103,81
Invece l'esempio di fattura a ente o altro professionista (o comunque a qualcuno con partita iva) può essere questo:
N. 2 consulenze psicologiche = € 100,00
Cassa di previdenza ENPAP 2% = € 2,00
Bollo = € 1,81
Totale parziale = € 103,81
Ritenuta d’acconto 20% su € 100,00 = € -20,00
Totale = € 83,81
A fine fattura comparirà una voce tipo questa:
LA PRESTAZIONE NON E’ SOGGETTA IVA – REGIME DEI MINIMI ART. 1 C. 96-117 L. 244/2007 E DM 2/1/08
Il genere di consulenza che presti va comunque indicato in fattura, anche se effettivamente non ti cambia nulla in questo caso se sia o meno una prestazione sanitaria.
Come vedi non si è esenti dalla ritenuta d'acconto.
La scomodità di questo regime è che, non versando IVA, non la puoi neanche scaricare! Perciò tutto ciò che acquisti (sempre con IVA) diventa interamente un costo!
Riferimento: prestazioni esenti IVA e regime dei minimi
AMA77: non mi riferisco ad una documentazione in particolare, ma mi è stato chiesto dalla persona che mi affitterebbe lo studio per un giorno, se avevo bisogno di qualcosa di scritto, una dichiarazione da parte sua. Io ancora non sono informata, in settimana prossima vado all'agenzia delle entrate per chiarirmi le idee un pò su tutti gli adempimenti da portare a termine. Per ora mi sono documentata solo tramite il sito dell'Ordine Psicologi. :argh::corteo:
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volevo anche sapere se qualcuno di voi sa dirmi se aprendo lo studio poi posso anche diventare socia fondatrice di una coop sociale...e a livello pensionistico tutto ciò cosa comporta? L'ENPAP copre la parte dello studio da libero professionista e per il lavoro alla coop si fa riferimento all'INPS?
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ama77
Micaelasa: a che tipo di documentazione fai riferimento?
Disappear: ecco l'esempio di fattura a privato:
N. 2 colloqui psicologici = € 100,00
Cassa di previdenza ENPAP 2% = € 2,00
Bollo = € 1,81
Totale = € 103,81
Invece l'esempio di fattura a ente o altro professionista (o comunque a qualcuno con partita iva) può essere questo:
N. 2 consulenze psicologiche = € 100,00
Cassa di previdenza ENPAP 2% = € 2,00
Bollo = € 1,81
Totale parziale = € 103,81
Ritenuta d’acconto 20% su € 100,00 = € -20,00
Totale = € 83,81
A fine fattura comparirà una voce tipo questa:
LA PRESTAZIONE NON E’ SOGGETTA IVA – REGIME DEI MINIMI ART. 1 C. 96-117 L. 244/2007 E DM 2/1/08
Il genere di consulenza che presti va comunque indicato in fattura, anche se effettivamente non ti cambia nulla in questo caso se sia o meno una prestazione sanitaria.
Come vedi non si è esenti dalla ritenuta d'acconto.
La scomodità di questo regime è che, non versando IVA, non la puoi neanche scaricare! Perciò tutto ciò che acquisti (sempre con IVA) diventa interamente un costo!
ciao ama e grazie per la risposta...sembrerò di coccio, ma non sono sicura di aver capito bene..
dunque se io fatturo ad un privato in regime dei minimi, quel fantomatico 20% di tasse sostitutive di IRAP, IRPEF ecc. non lo pago proprio?o non ce lo hai messo perchè va conteggiato a fine anno e non sulla singola fattura?:mumble:
e la ritenuta d'acconto è quindi una tassa fissa nel momento in cui si collabora con un ente o con un privato titolare di P.IVA qualunque regime venga scelto per la propria partita iva?
per fare un esempio...un ente pubblico mi ha offerto una collaborazione..il compenso ammonterebbe a 500 euro...quindi la fattura sarà questa:
Consulenza = 500euro
ENPAP 2% = 10euro
Totale parziale = 510euro
ritenuta d'acconto 20% su 500euro = -100euro
totale 410 euro
ponendo che io non lavori più per il resto dell'anno, le tasse da pagare saranno quindi:
510 euro (o 410euro?)
- 156 euro (contributo ENPAP per redditi annui inferiori a 1560 euro)
- 140 euro (indennità di maternità ENPAP)
- 200 euro (tassa annuale ordine psicologi)
= 14 euro
tassa sostitutiva IRAP, IRPEF, ecc 20% di 14 euro = 2,8 euro
ho scritto e capito baggianate?:mumble:
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micaelasa
AMA77: non mi riferisco ad una documentazione in particolare, ma mi è stato chiesto dalla persona che mi affitterebbe lo studio per un giorno, se avevo bisogno di qualcosa di scritto, una dichiarazione da parte sua. Io ancora non sono informata, in settimana prossima vado all'agenzia delle entrate per chiarirmi le idee un pò su tutti gli adempimenti da portare a termine. Per ora mi sono documentata solo tramite il sito dell'Ordine Psicologi. :argh::corteo:
No per aprire uno studio privato non ti serve alcuna documentazione. Al max puoi rivolgerti al Comune in cui si trova lo studio per sapere se ti richiedono qualche autorizzazione (ad esempio sanitaria), ma di solito per studi privati e ancora di più per noi Psicologi non è richiesta. La dichiarazione di inizio attività di solito si fa all'Agenzia delle Entrate (o te la fa il tuo commercialista se ti sei rivolta a lui) compilando un modulo specifico e stop!
Sul discorso coop sociale dipende: se nella coop svolgerai la funzione di Psicologa allora dovrai cmq fare riferimento all'Enpap per i versamenti, e non sono neanche totalmente sicura che tu possa restare nel regime dei minimi se risulti socia di una associazione. Altrimenti per qualsiasi altra mansione sarà l'Inps l'ente a cui versare i contributi e non avrai alcun problema a restare nei minimi come Psicologa.
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ciao ama e grazie per la risposta...sembrerò di coccio, ma non sono sicura di aver capito bene..
dunque se io fatturo ad un privato in regime dei minimi, quel fantomatico 20% di tasse sostitutive di IRAP, IRPEF ecc. non lo pago proprio?o non ce lo hai messo perchè va conteggiato a fine anno e non sulla singola fattura?
Esatto si paga a fine anno e va conteggiato sull'utile che ottieni. Perciò molto dipende dai costi (fissi, acquisti, ecc.) che hai effettuato durante l'anno. Potresti anche andare in credito di imposta per esempio, soprattutto i primi tempi, e non devi versare proprio nulla, anzi è l'erario che deve dei soldi a te! Ovviamente ciò non avviene ma tutto si riconteggia gli anni successivi fino a che ti ritroverai cmq il tuo bel gruzzoletto di tasse da pagare :skunk:
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e la ritenuta d'acconto è quindi una tassa fissa nel momento in cui si collabora con un ente o con un privato titolare di P.IVA qualunque regime venga scelto per la propria partita iva?
per fare un esempio...un ente pubblico mi ha offerto una collaborazione..il compenso ammonterebbe a 500 euro...quindi la fattura sarà questa:
Consulenza = 500euro
ENPAP 2% = 10euro
Totale parziale = 510euro
ritenuta d'acconto 20% su 500euro = -100euro
totale 410 euro
Se il compenso che ti offre l'ente è di 500 euro bisogna valutare se al netto o meno della ritenuta. Ossia, se non è al netto della ritenuta è come hai scritto tu e a te arrivano in tasca 410 euro. Se al netto, invece, a te arrivano in tasca realmente 500 euro e si fa la procedura inversa, ossia si procede a ritroso sapendo che il totale deve dare 500 euro (i commercialisti in questo sono bravissimi ed hanno già tutte le loro tabelline per i conteggi :yahoo:)
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ponendo che io non lavori più per il resto dell'anno, le tasse da pagare saranno quindi:
510 euro (o 410euro?)
- 156 euro (contributo ENPAP per redditi annui inferiori a 1560 euro)
- 140 euro (indennità di maternità ENPAP)
- 200 euro (tassa annuale ordine psicologi)
= 14 euro
tassa sostitutiva IRAP, IRPEF, ecc 20% di 14 euro = 2,8 euro
L'unica tassa reale è quella sostitutiva che citi alla fine. Non puoi fare questo conteggio perchè ti mancano tutta un'altra serie di costi che non hai citato, ad esempio l'affitto, le utenze, gli eventuali test o altri strumenti che acquisti e usi per la professione, ecc.
Gli altri sono costi fissi o contributi previdenziali (ciò che metti da parte per la tua pensione sinteticamente). L'indennità di maternità e la tassa annuale dell'Ordine sono a tutti gli effetti dei costi fissi, perchè annuali e indipendenti dal tuo reddito. Al contrario invece il contributo ENPAP varia in base a quanto guadagni: più è alto il tuo reddito e più aumentano gli accantonamenti pensionistici.