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Dal punto di vista scientifico l'omosessualità non è un vizio, non è una perversione, non è una malattia. Nel 1973 l'APA (American Psychiatric Association) lo aveva stabilito, classificandola nel 1987 fra le varianti non patologiche della sessualità umana. Nel 1991 l'Organizzazione mondiale della sanità l'ha esclusa dalla classificazione delle malattie
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Cosa?!? Non è una malattia?!?
Allora possiamo arrestarli adesso?
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j. pumpkin
Cosa?!? Non è una malattia?!?
Allora possiamo arrestarli adesso?
no, pero' possiamo rinchiudere nel manicomio criminale chi spara fesserie
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OFF TOPIC
per le battute c'è la sezione "dolce vita", in queste sezioni del forum sarebbe meglio dire cose serie
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In effetti questi dati sono stati recepiti di recente dalla medicina moderna e J.pumpkin scherzava perchè la cosiddetta società civile è in piena crisi e discussione sul tema e sul ruolo sociale e sui diritti da riconoscere agli omosessuali,per non parlare di altre società o delle religioni. E poi da qualche esimio sedicente medico in tv,per non parlare di un recente Sanremo,ho sentito parlare di guarigione.
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C'è molto oscurantismo ignoranza e omofobia in giro....quindi io direi che non è il caso di far battute neanche nella "sezione apposita"...Recentemente ho avuto accesissimi dibattiti sulla questione (con gente adulta e laureata in pedagogia con una qualifica di counselor alle spalle), che asseriva che l'omosessualità sia una perversione.....Tale persona è anche una fervente cattolica... e asseriva che uno psicologo ateo influenzerebbe decisamente un paziente credente arrivando al punto addirittura di fargli cambiare idea... mi sanguinavano le orecchie........
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Proprio così Elettra,io mi riferivo,proprio a cose,come quelle che hai raccontato tu.
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L'omosessualità è un orientamento sessuale, nulla di più e nulla di meno.
Ci sono casi di omosessualità che possono essere considerati patologici e casi che rientrano tranquillamente tra le scelte consapevoli di un soggetto "normale", tanto quanto ci sono eterosessuali che scelgono i propri partners in maniera patologica ed eterosessuali che non hanno di questi problemi ma si barcamenano nelle difficoltà ordinarie di un rapporto di coppia.
L'unica cosa realmente differente è l'opinione pubblica e la difficoltà che l'omosessualità ha di entrare nella nostra cultura: pensate ai figli adottati (o ai figli in provetta) di una coppia omosessuale mentre se ne vanno a passeggio per le vie del centro, o quando andranno a scuola, o in qualsiasi situazione conviviale. Credo che la strada da fare sia ancora molta (scusate l'OT).
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Lalangue,quei figli passeggiano già per le strade,sono come tutti gli altri,e quale sarebbe la patologia in amore?
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darlinda
Lalangue,quei figli passeggiano già per le strade,sono come tutti gli altri,e quale sarebbe la patologia in amore?
Di patologie in amore ce ne sono molte, che vanno dallo scegliersi un partner che prende e molla a suo piacimento e restarci attaccati con tutte le forze, senza alcuna criticità, alle patologie legate alla funzione sessuale (mancanza di passione, problemi a comcludere o a iniziare, problemi di relazione che non siano dovuti alla contingenza ma che si ripetono sempre, in ogni rapporto che il paziente ha con un partner qualsiasi, e che non siano dovuti a cause strettamente fisiche).
Aggiungo, se no non si capisce: persone che si scelgono un partner "purchessia", per arginare un senso di vuoto. Se il suddetto partner è dell'altro sesso, la relazione può essere sofferta ma è tutto (culturalmente) naturale, perciò sembra che non ci sia nulla di strano (la faccenda non arriva di solito all'attenzione di uno psic-, tranne nel caso in cui si ripeta molte volte di seguito, con un senso di angoscia e di "vicolo cieco"). Se il partner, invece, è dello stesso sesso, può capitare che il paziente porti all'attenzione del clinico anche le sue preferenze sessuali: in questo caso può darsi che anche l'orientamento sessuale sia un problema per il paziente.
Per i figli che passeggiano per le strade, l'opinione pubblica non mi sembra così pronta: ancora troppe remore su un sacco di cose e troppa ignoranza.
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Ci sono molte remore culturali in certi paesi,più che in altri e forse il problema di riferire i propri gusti sessuali non naturali, culturalmente,può essere problematico più che per i pazienti,per psicologi non ancora preparati culturalmente,come certe società.
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Originalmente inviato da
darlinda
Ci sono molte remore culturali in certi paesi,più che in altri e forse il problema di riferire i propri gusti sessuali non naturali, culturalmente,può essere problematico più che per i pazienti,per psicologi non ancora preparati culturalmente,come certe società.
Sono assolutamente d'accordo con te. Tanto che per me non è affatto importante la preferenza sessuale della persona che ho di fronte, eccetto i casi in cui questa stessa non lo porti come motivo della consultazione.
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Bene Lalangue,così farai passare a chi ha problemi col suo orientamento sessuale,i sensi di colpa.