Riferimento: Ricordi veri o falsi?
esistono ricerche sperimentali che dimostrano l'impossibilità di distinguere i veri ricordi dai falsi ricordi senza una prova OGGETTIVA dell' evento.
la memoria è un processo di ricostruzione e non di rievocazione, ed in questo processo, fantasie, esperienze altrui e altro non fanno che inquinare il ricordo.
é davvero un peccato che ci siano terapeuti che ancora credono nell'oggetività di certi ricordi con il rischio di CREARE nei pazienti esperienze traumatiche mai fatte.
Vi sono precedenti spettacolari di falsi abusi e di processi portati avanti negli Stai Uniti sulla base di ricordi privi di alcun riscontro oggettivo.
Cerca su internet le ricerche della Professoressa Laftus sulla memoria e i falsi ricordi e comprenderai meglio.
Riferimento: Ricordi veri o falsi?
[QUOTE=simunafo;2255651]
é davvero un peccato che ci siano terapeuti che ancora credono nell'oggetività di certi ricordi con il rischio di CREARE nei pazienti esperienze traumatiche mai fatte.
Secondo me bisogna però stare molto attenti proprio su questo punto. Non bisogna mai suggerire, certo, per non creare traumi.
Ma in questo caso mi sembra che il discorso sia tutt'altro: non c'è stato suggerimento, sono delle sensazioni, emozioni, comportamenti del paziente che vengono riferiti, non una semplice immagine che si prova a determinare se vera o meno.
Non credo che in un caso come quello portato qui l'importante per il terapeuta sia di determinare se i ricordi siano veri o falsi (anche se capisco che la domanda è MOLTO rilevante per la persona che li vive), ma di accogliere i vissuti del paziente e di trattarli. Poi se alla fine sta meglio perché ha scoperto che erano falsi o perché ha scoperto che erano veri e li ha elaborati, poco importa. Quello che conta è il fatto che la persona stia meglio.
Non dimentichiamo per finire che la negazione di un trauma è ALTAMENTE ri-traumatizzante. Se ti arriva un paziente con una storia di abuso e che gli dici che forse si forse no, non lo sai e parli di fantasie, non portai MAI aiutarlo efficacemente.
Quindi un conto è non suggerire un evento traumatico ad una persona che non ha ne sintomi, ne ricordi ... un altro è essere scettici di fronte ad una sofferenza importante. In questo caso non serve a niente (se gli dici che è un falso ricordo non lo aiuta, lui i sintomi li ha già tutti) che a fare sentire la persona "pazza".
Spero di essere stata chiara
Riferimento: Ricordi veri o falsi?
sono completamente d'accordo con coyotino,infatti ora non mi preme più stabilire la veridicità del ricordo,la mia psicoterapeuta non mi ha mai forzato in tal senso,nè si è posta dicendomi che sono veri o falsi,si è basata solo sulla mia sofferenza.In un primo momento le sensazioni di sporco sono aumentate,però ora sto constatando che proprio il fatto che stìano uscendo fuori certe sensazioni,mi sta sollevando,mi sento molto più leggera.Può esser anche una costruzione mentale,ma se così fosse allora comunque mi sta servendo per stare meglio ed è questo che per me conta.Ho seguito un corso e studiato psicologia della memoria,leggendo un intero manuale di Scahtcher che tratta di questi argomenti ed è uno dei più autorevoli studiosi in questo campo.So bene che a volte gli psicoterapeuti possano suggestionar il paziente,ma non credo propro sìa il mio caso,ora comunque la terapia sta spaziando su più fronti e quello che posso dire è che sto meglio,perciò credo che la mia terapeuta stìa lavorando bene.Grazie dell'interessamento e delle delucidazioni:)