Riferimento: ansia di/in coppia
Colgo il fatto che sei una studentessa di psicologia per indicarti di approfondire la Teoria dell'Attaccamento, da cui credo potrai trarre degli spunti di riflessione sia a livello personale (in merito alla comprensione della modalità relazionale che riporti) che professionale.
Un libro a mio avviso interessante: Attili (2007) "Attaccamento e costruzione evoluzionistica della mente".
Cari saluti.
Annalisa De Filippo
Ordine Psicologi della Lombardia n° 12298
Riferimento: ansia di/in coppia
Ciao Superpatataz,
benvenuta sul forum.
Leggendo oggi il tuo messaggio mi arriva la tua preoccupazione, la paura di qualcosa che non riesci a controllare, di pensieri che ti rendono insicura e che ti appesantiscono, e mi arriva anche la paura di conseguenti comportamenti che potrebbero minare la relazione che stai vivendo.
In qualche modo associ questo momento al periodo di vacanze, in cui lontana dalla frenesia sembra che emergano quei timori che spesso tentiamo di mettere a tacere riempiendoci ogni momento. Ma dici anche che queste "paranoie", come le chiami tu, derivano secondo te probabilmente da altro. Da cosa? Ti sei fatta qualche idea?
Puoi provare a riflettere su questo, facendo riferimento anche alla tua storia.
Se desideri approfondire puoi provare a contattare un professionista, per un percorso più o meno breve.
Intanto per qualunque domanda o consiglio, puoi contattarmi.
A presto,
Laura Gentile
Riferimento: ansia di/in coppia
Ciao,
leggo ora sul forum la domanda che poni. Il suggerimento della collega relativo alle teorie dell'attaccamento mi pare essere un buono spunto sul lungo periodo anche perchè ti permetterebbe di focalizzare meglio e rendere più consapevoli determinate modalità tipiche che ogniuno di noi ha e dunque riuscire a gestirle meglio.
Tuttavia mi sento anche di darti un consiglio spendibile a breve.
Credo, dato che tu stessa lo hai definito disponibile, sia utile condividere con il tuo partner questi pensieri cercando tuttavia di relativizzarli e non ingigantirli, come per altro lui stesso fà. Questo non per minimizzarli bensì per evitare che si autoalimentino. Inoltre noto che tu parli di una vita molto impegnata e dunque è probabile che percepisci effettivamente di non dedicare il tempo che ritieni sufficiente al rapporto salvo quando capita di avere più spazi ed è quì che emergono tutte le " paranoie".
Forse in questo caso una migliore gestione del tempo, ove possibile, potrebbe portarti a non vivere sensi di colpa o inadeguatezza rispetto a quello che dedichi al rapporto di coppia mettendoti nelle condizioni di vivertelo più serenamente
Dott. Maurizio Parolin
Iscrizione albo della Lombardia 03/6904
Riferimento: ansia di/in coppia
Ringrazio, anche se con un terribile ritardo, tutti quanti per i consigli suggeriti.
Non appena avrò terminato questa sessione d'esame provvederò a leggere il libro consigliato dalla specialista in merito alla Teoria dell'attaccamento, alla quale in realtà avevo già fatto riferimento avendo studiato diversi testi di Bateson e la teoria del doppio vincolo (perchè in fondo è tutta colpa di mia madre se sono paranoica :D )
Nel frattempo ho ricominciato le varie attività che riempiono la mia giornata e al contrario di quanto suggeritomi (e in mia discolpa posso dire che ho letto solo ora tutti i messaggi) ho aumentato ancora di più le ore sul lavoro, ma al contempo ho anche "ottimizzato" in termini qualitativi il tempo che trascorro con il mio ragazzo e le mie paranoie sembrano (e sottolineo sembrano) darmi un 'po' di tregua.
Ammetto di aver fatto ricorso all'OMEOPATIA che al contrario di ogni mia previsione ha portato diversi giovamenti, quantomeno non ho attacchi di pianto ingiustificati, riesco ad essere un po' più razionale e soprattutto l'angoscia (terribile) mattutina mi ha abbandonato da quando assumo questi zuccherini miracolosi che intendo però abbandonare non appena termineranno i venti giorni della prescrizione dell'omeopata.
So di per certo che sto mettendo solo toppe a una situazione che da lungo tempo mi caratterizza, ora infatti intendo godermi questo momento positivo, leggere il libro consigliatomi e accumulare un po' di soldi per affrontare una terapia perchè per quanto il problema per ora non sembra più arrecare gravi preoccupazioni sono certa che prima o poi ricomparirà.
A tal proposito se qualcuno conosce un terapista (preferirei sistemico) valido nelle mie zone (Bergamo) sarei lieta di accettare un altro dei vostri preziosi consigli.
Ringrazio in ultima battuta, di nuovo tutti quanti, e sei ci fosse altro da aggiungere non attendo altro che leggerlo e postarlo, magari in tempi un po' meno lunghi.. Grazie :skunk: