Credo che la cronaca ci fornisca sempre più indizi sociali, psicologici...magari educativi: la famiglia era presente? e la scuola? e gli amici? Lorena è stata uccisa... merita rispetto e silenzio.
Simona:sbonk:
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Credo che la cronaca ci fornisca sempre più indizi sociali, psicologici...magari educativi: la famiglia era presente? e la scuola? e gli amici? Lorena è stata uccisa... merita rispetto e silenzio.
Simona:sbonk:
Sono domande che mi sono posta anche io: noi siamo qui a scavare nella vita di una ragazza che è stata uccisa, a cercare di capire se la famiglia era presente, se frequentava cattive compagnie, ma l'attenzione è completamente focalizzata su Lorena e sui suoi scheletri nell'armadio: ma è giusto che sia così?
E sui suoi assassini invece?
Nulla.
Ed inoltre tutti a puntare il dito contro i genitori di Lorena ma contro i genitori degli assassini?
Ho sentito nei vari TG una grande dovizia di particolari sulla condotta di Lorena ma nulla sui suoi assassini e questo mi lascia molto amareggiata: sembra che la colpevole sia lei, che se la sia cercata quando invece è lei che è stata barbaramente uccisa.
Non meritava la morte atroce che ha avuto e invece tutti non a chiedersi come sia accaduto, che è lecito, ma a cercare del torbido nel suo passato.
Non escludo che possa aver vissuto in modo particolare, uso quest'aggettivo nel tentativo di non essere giudicante, ma i veri colpevoli sono i suoi assassini e non lei e non dovremo dimenticarlo.
Infine esprimo il mio cordoglio ai familiari della vittima ed a chi le voleva bene, davvero bene.
non vorrei usare questo thread in maniera inappropriata ma volevo postare un articolo che ho letto prima (dal Tgcom,non son riuscita a trovare l'articolo da cui l'hanno tratto,pardon),che secondo me fa riflettere sulla consapevolezza delle proprie azioni,che questi 3 ragazzi,bambini,assassini,non saprei come definirli,non hanno,secondo me
Confessa e vuole andare a casa
Niscemi, l'incredbile retroscena
"Signor giudice, le ho confessato tutto, ora posso andare a casa?". E' la richiesta formulata al Pm che lo interrogava, da uno dei tre minorenni accusati dell'omicidio di Lorena Cultraro, la 14enne di Niscemi uccisa e gettata in un pozzo. Il magistrato: "Ma lo capisci che hai confessato un omicidio? Ma dove vuoi andare?". Per sapere se la ragazza fosse incinta, fa sapere il medico legale, sono necessari altri esami.
Dopo l'incredibile richiesta del ragazzo, nell'aula è sceso il gelo. Il giovane aveva appena finito di raccontare agli investigatori e al magistrato l'orrore dell'omicidio, quando ha pronunciato la fatidica domanda, chiedendo candidamente di poter tornare a casa. A quel punto, secondo quanto riporta "Il Giornale di Sicilia", il magistrato è andato su tutte le furie, cercando di riportare l'assassino alla realtà dei fatti.
Secondo quanto riferito dal quotidiano palermitano, che ha pubblicato alcuni stralci delle intercettazioni telefoniche effettuate sui cellulari dei ragazzini, i tre minorenni avrebbero anche cercato di "prepararsi" un alibi concordando di telefonarsi vicendevolmente non appena fosse stato rinvenuto il corpo di Lorena. Le chiamate però sono state registrate dai carabinieri, che hanno poi ristretto il cerchio delle indagini proprio attorno ai tre minori, il cui fermo è stato già confermato.
Nessuno dei tre giovani, tutti minorenni, potrà comunque essere condannato all'ergastolo. La pena massima prevista dal codice è di trent'anni, con la possibilità di una riduzione di pena fino a un terzo.
Autopsia: "Ancora non chiaro se incinta"
"Non è stato possibile, per le condizioni del cadavere, accertare se Lorena fosse incinta. Bisognerà attendere l'esito degli esami istologici e ci vorranno dei giorni". Lo ha detto il medico legale che ha stabilito anche che la ragazza è morta per asfissia da strangolamento. La 14enne ha lividi sul corpo e sul viso, causati dai calci e dai pugni ricevuti prima di essere soffocata con il cavo di un'antenna tv. Gli evidenti segni di violenze hanno confermato che la ragazza era stata picchiata, come avevano confessato gli arrestati. Il padre della vittima, Giuseppe, l'ha riconosciuta solo per le meches fatte da poco sui capelli. I funerali della ragazza potrebbero svolgersi a Niscemi sabato pomeriggio.
Tgcom - Confessa e vuole andare a casa
ma non solo la consapevolezza delle proprie azioni,secondo me questa frase nasce anche dal malcostume italiano delle scarcerazioni facili...e questi sono i risultati
Pubblica impiccaggione, che animali.
Ma come si può parlare di "recupero" sia sociale che psicologico? 3 bestie che violentano, picchiano, uccidono, bruciato ed occultano il cadavere di una coetanea per motivi "futili" se confrontati con l'omicidio e la brutalità dello stesso.
Che schifo.
Io voglio pensare che a 14-16 anni si possano ancora recuperare,davvero. E lo voglio pensare perchè se non si possono recuperare 3 ragazzini (che personalmente non credo capiscano pienamente cos'hanno fatto),che futuro abbiamo davanti?
Considerando anche che nella più pesante delle sentenze possibili faranno 30 anni di carcere,quando usciranno saranno degli uomini fatti,che faranno se passeranno tutto questo tempo in un carcere che non gli offre rieducazione?
Non è per essere buonisti,anzi. Io penso che i delinquenti debbano pagare.
E' solo che mi fa un'enorme tristezza uno pensare che dei "ragazzini" non possano essere recuperati, e due che il sistema carcerario italiano alla rieducazione mi pare non ci pensi proprio.
No, su questo non sono d'accordo. Non vanno recuperati, vanno puniti. L'omicidio deve comportare l'ergastolo sempre e comunque: la tua vita per quella di un altro. Perché nulla può ripagare una vita umana, dunque tu la tua non devi più viverla. E questo perché tutti gli altri ne prendano atto, e finalmente covino la paura del carcere, prima ancora del buonsenso, per il quale serve molto, molto più tempo.
Iggy,ho detto anch'io che i delinquenti devono pagare.
Ho fatto questo discorso perchè,essendo minorenni,per la legge italiana non possono essere condannati all'ergastolo,quindi,dato che al massimo tra 30 anni dovranno uscire,se non fossero recuperati avremo in giro 3 delinquenti in più.
su questo sono d'accordo!
Non ritengo "inumana" la pena di morte in questi casi.
Processo per direttissima e pubblica impiccaggione per queste 3 bestie.
Sai com'è... a volte la semplice "esistenza" di un uomo può essere fonte di gioia o dolore, o rabbia.
In ogni caso questi 3 tra meno di 10 anni staranno fuori, probabilmente il recupero carcerati gli darà anche un lavoro. È per questo che mi girano i cosiddetti...
30 anni, che dopo i 2 appelli diventeranno 10 (visto che si riduce a un terzo, come ho letto qualche post fa), con la buona condotta diventano 9..8...7...quando arrivi a 3 anni c'è la pena alternativa per il recupero sociale, quindi tra 4 anni sono fuori?
io gli darei un ergastolo a sti ragazzini,gia' fanno ste brutte cose a quell'eta',figuriamoci da grandi che combineranno
allora stiamo andando a rotoli,ed è molto preoccupante la cosa
Non sono d'accordo con la linea che avete a riguardo. E' esagerato, e a mio avviso molto pericoloso, parlare di "impiccaggione pubblica" o ergastolo. Non voglio cadere nel giustificazionismo, però non credo che si debbano prendere misure del genere. Ci tengo a sottolineare il senso della pena e la fondamentale importanza del recupero e della risocializzazione, che in quanto PERSONE, devono avere.
Sono ragazzi che hanno sbagliato, sì, però DEVONO essere guidati all'autocritica e all'assunzione della responsabilità del gesto, per poi essere nuovamente inseriti nella società.
Capisco le vostre reazioni di "pancia", volevo solo intervenire perchè ho notato un voler PUNIRE eccessivo e ingiusto.
questo sarebbe vero se il sistema carcerario funzionasse :rolleyes:
recuperare uno che dice "adesso che ho confessato ,posso andare a casa?"
tempo e soldi sprecati.
hai tolto la vita,hai ucciso,e non sei pentito.
carcere a vita.nessuno tocchi caino,ok ,d'accordo,ma nessuno ha il diritto di uccidere e poi vivere la sua vita.
hai ucciso,hai perso la tua occasione di vita.
io sono d'accordo con Zigonise invece...
è facile dire "A MORTE GLI ASSASSINI"(frase tralaltro interessante da un punto di vista logico :asd: ) però, dopo una prima reazione del genere sarebbe il caso di riflettere meglio...il che non significa "giustificare" ma semplicemente chiedersi il "perchè" di determinate cose.
come la vittima era una persona lo sono anche gli assassini, sono persone che per un qualche motivo non hanno considerato il valore della vita di un'altra.
La frase: "adesso che ho confessato ,posso andare a casa?" non mi fa pensare ad una persona "malvagia ed irrecuperabile" ma ad una persona che ,di fatto, non si rende assolutamente conto del gesto "definitivo " e grave che ha compiuto. non so se mi spiego.
Con questo non dico che chi uccide non debba essere "punito/recuperato" ma tra questo e dire "pena di morte" c'è una bella differenza...soprattutto se si parla di adolescenti e di un contesto difficile come quello in cui sono cresciuti loro.
Ripeto io non giustifico loro che hanno compiuto un atto orribile, ma non giustifico nemmeno, a questo punto, chi subito invoca l'uso di una presunta "giusta violenza riparatrice".
spero di essermi spiegata.:sbonk:
Questa discussione apre, a mio parere, molti punti interessanti. Il problema (o, meglio, uno dei problemi) presenti nelle argomentazioni che ho letto sinora è che, a me pare, più che argomentazioni sono dichiarazioni.
Manca molto, a me, un andare più nel profondo, un cercare di comprendere, un approfondire il discorso. Mi trovo accerchiato da diktat di diversa natura. Da "è giusto fare così", punto. Senza né perché né percome, senza la minima intenzione di comprendere quali possano essere le contraddizioni possibili, le vie di sbocco indesiderate....
Piccirilla, consenti una domanda? Sei disposta ad ucciderli con le tue mani? Uno per uno? Strangolandoli? Se sì, allora il tuo discorso regge. Se no, ti dico tranquillamente che è facile invocare la morte di altri, quando non ci si prende mai la responsabilità di infliggerla. Comodo no? Io decido che tu devi morire. Poi, tanto, sarà qualcun altro a fare "il lavoro sporco".
Poi, se la legislazione (e la tradizione) prevedono un'età minima per il consenso e per la punizione, una qualche ragione dovrebbe pur esserci. Mi pare di aver letto che questi non hanno i 18 anni che la legge prevede come età minima per essere tradotti in carcere. Si può non essere d'accordo e desiderare che anche chi, a sei anni, uccide qualcuno, debba friggere sulla sedia elettrica. Basta ricordare che a responsabilità devono corrispondere diritti. Quindi, se siete disposti a punire con l'ergastolo chi ha 16 anni, dovreste - però - portare la soglia per l'esercizio dei diritti attivi e passivi a quell'età. Sennò io non capisco perché a 16 anni puoi essere incarcerato a vita ma non puoi berti una birra né guidare un'auto né firmare una compravendita, né eleggere od essere eletto. In fondo, decidete voi delle loro vite. Quindi mi parrebbe giusto che fossero anche loro a decidere delle vostre.
Piccirilla, nel suo ultimo post, ha scritto:Questo apre a molte questioni. Intanto nessuno ha diritto di uccidere. Ma è proprio vero? Non paghiamo forse alcune migliaia di persone perché uccidano al nostro posto, in Iraq, in Pakistan, in molti altri posti? Mi direte che lo fanno "per la nostra sicurezza". Può essere vero. Dubito che agli irakeni che perdono un figlio della nostra sicurezza importi chissà cosa.Citazione:
nessuno ha il diritto di uccidere e poi vivere la sua vita.
Ma lasciamo perdere la questione del monopolio della violenza da parte dello Stato.
La questione è che l'omicidio, in un sistema mercantile, nel quale ogni cosa ha un prezzo, è difficile da punire. Perché sembra che la vita umana non abbia un prezzo. Fa nulla poi se, nel sottosrivere l'assicurazione dell'auto, accettiamo tranquillamente che - invece - ce l'abbia. E che sia differente a seconda che la vita sia quella di un ragazzo di periferia o del figlio di un primario. Ma la questione è che, in qualunque sistema, devi prima o poi accettare la possibilità del perdono. Intendiamoci. Non sto parlando del perdono cristiano. Nessun "ego te absolvo". Ma il concetto di pena come retribuzione sociale, oltre che come prevenzione e come isolamento, porta a concludere che esistono crimini che debbono, alla fine, dopo, un certo tempo, essere perdonati. Perché non abbiamo sanzioni adeguate nei loro confronti.
Qualunque cosa escogitiate, il dolore non è retribuibile, né scambiabile. Nessuno può provare il dolore di un altro.
Ancora un'ultima notazione. Da psicologo, stavolta. Che è una domanda, più che una notazione: a quale età viene completata la maturazione della corteccia prefrontale nella media dei soggetti sani? E che c'entra questa domanda con l'omicidio di quella ragazza?
Buona vita
Guglielmo
Ok. Quindi potremmo fare due cose:
a) Un vasetto di nutella a fufi1986 glie lo dobbiamo dare.... :)
b) Che accidente vorremmo "punire"? Il fatto che quelle persone non avevano la possibilità di prevedere le conseguenze del loro comportamento? Interessante prospettiva intravedo: a quando la pubblica gogna per i bimbi di meno di tre anni che fanno ancora la cacca nel pannolino?
Buona vita
Guglielmo
putroppo posso risponderti velocemente,ma mi riprometto di riprendere il discorso con calma.
onde evitare equivoci,sono CONTRO la pena di morte sempre o comunque.
ma sono a favore dell'ergastolo,specialmente quando certi delitti sono premeditati e feroci.
a 15 anni,penso sia gia' consapevole di quello che fai,sia cosa è giusto e cosa è sbagliato,sai che uccidere è un reato,quindi per me,sono giustificazioni il fatto che si dica che ancora non hanno sviluppato la corteccia prefontale,non stiamo parlando di un bimbo di 6 anni.
hanno picchiato ,strangolato bruciato e infine gettato dentro in pozzo il corpo della ragazza.a 15 anni sai cosa stai facendo.
questa cattiveria premeditata a mio avviso va punita,anche perchè lorena non potra mai piu' tornare ,e nemmeno loro devono avere una seconda possibilita' di vita'.
Vedi, piccirilla, non te la prendere. Non ce l'ho con te. Discuto per il piacere di farlo.
Ma io ho premesso una cosa al mio post che tu citi:Allora, cortesemente, posta quando puoi postare un discorso compiuto. Cioè qualcosa di più di alcune dichiarazioni.Citazione:
Il problema (o, meglio, uno dei problemi) presenti nelle argomentazioni che ho letto sinora è che, a me pare, più che argomentazioni sono dichiarazioni.
Manca molto, a me, un andare più nel profondo, un cercare di comprendere, un approfondire il discorso.
Chissà come mai, ma non vedo questo grande desiderio di infilare in una cella e buttare la chiave persone come coloro che siedono nei consigli di amministrazione di FIAT, Dalmine Techint, Fonderie Riva... Eppure gli omicidi sul lavoro sono sicuramente premeditati.Citazione:
sono CONTRO la pena di morte sempre o comunque.
ma sono a favore dell'ergastolo,specialmente quando certi delitti sono premeditati e feroci
Quanto al feroci possiamo discutere a lungo su cosa sia più feroce: uccidere una ragazza forse incinta o decidere di sfratare una settantenne di Roma? Chissà... possiamo discuterne, quantomeno.
Una cosa è quel che pensi tu, un'altra è quello che è per davvero. Cosa vuol dire "consapevole di quel che fa"? Se davvero pensi che a 15 anni un ragazzo sia consapevole delle conseguenze delle proprie azioni, ti consiglio di fare immediatamente una petizione per togliere dalle cattedre tutti i docenti di psicologia dell'età evolutiva.Citazione:
a 15 anni,penso sia gia' consapevole di quello che fai,sia cosa è giusto e cosa è sbagliato,sai che uccidere è un reato,quindi per me,sono giustificazioni il fatto che si dica che ancora non hanno sviluppato la corteccia prefontale,non stiamo parlando di un bimbo di 6 anni.
Giustificazioni? E chi mai ne ha date? Io non giustifico (che, dizionario alla mano, significa "rendere giusto"). Fornisco delle ragioni, dei motivi, che possono aver contribuito a far sì che quei ragazzi abbiano fatto quel che han fatto. Non è che l'azione diventa meno sbagliata per questo. Ma la "facoltà di intendere e volere" è, necessariamente, un presupposto dell'azione penale.
Anche a mio avviso va punita. Ma mi pare a te interessi più la vendetta che altro. Opinione valida come ogni altra, sia chiaro. Ma che, come ogni altra, richiede ragioni e giustificazioni.Citazione:
questa cattiveria premeditata a mio avviso va punita,anche perchè lorena non potra mai piu' tornare ,e nemmeno loro devono avere una seconda possibilita' di vita'.
Buona vita
Guglielmo
Da siciliana provo un dolore infinito per questa situazione. Metto in luce la mia appartenenza a questa regione perchè in un luogo non grandissimo come Niscemi sussiste e sopravvive ancora una certa forma di cura e rispetto verso la vita, le persone e verso le fasce della popolazione che sono state sempre considerate meritorie di protezione, ossia i bambini, le donne, gli anziani.
Questo fino a poco tempo fa. Dico questo perchè sento certi valori radicati come parte della mia terra, affermazione che chi legge potrà non condividere o reputare infantile. NOn riesco a spiegarla, io la vivo come un habitus.
Eppure anche qui si ha notizie di quei fatti che accadono nel resto d'Italia, poichè non siamo affatto in un'isola felice.
Personalmente non me la sento di emettere un giudizio, perchè non è sulla condanna degli assassini che si ferma la mia attenzione, ma su ben altro.
1. Mi addolora il modo in cui questi tre ragazzini abbiano reagito a quello che, da parte di una ragazzina, era una minaccia che poteva (ipoteticamente, non realmente) realizzarsi ed essere causa di vergogna. Ossia, non è detto che lei avrebbe parlato, magari voleva solo spaventarli, ma tale era la vergogna per essere stati scoperti che ha dovuto essere punita in modo drastico....lavata col sangue. E questo mi fa riflettere su quanto si passi velocemente dall'ideazione all'azione. Mi spiego: quante volte, in passato, nei confronti di un vicino rompiscatole abbiamo meditato di dirgliene quattro? Ma questo rimaneva solo un pensiero, o la scusa per una lite condominiale. Adesso, tristemente, questi stessi motivi o altri "sgarbi" portano direttamente ad agire in modo violento quasi immediatamente. Ho la sensazione che si sia superato-o si sia diluito-il confine tra ciò che si pensa e basta e ciò che si pensa e si realizza, con un'incremento di comportamenti violenti "spiccioli" prima che di criminalità. E questo, francamente, mi preoccupa molto.
2.Il ragazzino che dice al giudice, alla fine della confessione "posso andare a casa?" mi fa venire in mente che ci sia un problema di fondo non indifferente da attribuirsi però non alla consapevolezza della realtà, ma alla sua capacità di definire la propria responsabilità negli eventi e relativamente alle azioni.
Da alcuni giorni sto riflettendo, prima come cittadina siciliana ed italiana e poi come psicologa in fieri, sulla necessità di una riflessione sul vuoto educativo-normativo e comunicativo tra giovani ed adulti.
Forse Lorena non era neppure incinta, ma questo è un fatto che nelle mie riflessioni passa in secondo piano. E' morta in virtù della paura scatenata da un'ipotesi. La paura di essere svergognati.
E' incredibile, a mio parere, quanto un ragazzino di oggi tenga ancora a certe cose. E di cosa sia capace di fare per esse.
NOn so se sono stata chiara, ma credo che certe situazioni siano un po' più complesse da capire per chi non condivide la cultura della mia regione. Questo non per rimarcare una situazione "privilegiata, speciale". Si tratta di una sorta di mood, ed è difficile pure per me trovare le parole per spiegarmelo.
Ciao Morgana, ben ritrovata :hug:
Credo che, tirando in ballo la vergogna, tu abbia toccato un punto fondamentale per capire alcuni comportamenti degli adolescenti.
Da un punto di vista "psicodinamico", magari un po' vecchio stile, la vergogna è un prodotto dell'Ideale dell'Io, non del Super-Io (al quale attiene, piuttosto, il senso di colpa).
Quindi è interessante l'analisi che fai della situazione. Ma non so se possa trattarsi di una caratteristica siciliana. I tempi di maturazione della psiche sono più o meno gli stessi a qualunque latitudine e non credo che i cervelli lombardi siano più precoci in questo (anzi, vedendo i miei cosiddetti rappresentanti in Parlamento, ne dubito fortemente :) ).
Piuttosto, mi chiedo quanto, con una adatta, corretta e precoce educazione alla sessualità ed all'affettività si potrebbe incidere su situazioni del genere. Se, ancora oggi, avere rapporti sessuali e (magari) un figlio può provocare un omicidio, mi sa che siamo messi male. Voglio dire: una vita nuova dovrebbe provocare gioia, non vergogna...
Forse, dove hai ragione, è nel definire quell'indefinibile che puoi chiamare "cultura siciliana", ma che c'è - in forme e misure diverse - anche dalle mie parti. Una miscela di tradizioni mantenute vive a parole ma private della corrispondente responsabilità nei fatti. Così, il valutare i "maschi" come più importanti delle femmine, ma senza il correlato per cui nell'onore del maschio c'è anche il portare il peso e la responsabilità di quel che fa a se stesso e ad altri, potrebbe aver giocato un ruolo in tutto questo.
Non so se sono riuscito a spiegarmi. Ma ci ho provato, almeno.
Buona vita
Guglielmo
--------------edit
Ciao Morgana, ben ritrovata :hug:
Credo che, tirando in ballo la vergogna, tu abbia toccato un punto fondamentale per capire alcuni comportamenti degli adolescenti.
Da un punto di vista "psicodinamico", magari un po' vecchio stile, la vergogna è un prodotto dell'Ideale dell'Io, non del Super-Io (al quale attiene, piuttosto, il senso di colpa).
Quindi è interessante l'analisi che fai della situazione. Ma non so se possa trattarsi di una caratteristica siciliana. I tempi di maturazione della psiche sono più o meno gli stessi a qualunque latitudine e non credo che i cervelli lombardi siano più precoci in questo (anzi, vedendo i miei cosiddetti rappresentanti in Parlamento, ne dubito fortemente :) ).
Piuttosto, mi chiedo quanto, con una adatta, corretta e precoce educazione alla sessualità ed all'affettività si potrebbe incidere su situazioni del genere. Se, ancora oggi, avere rapporti sessuali e (magari) un figlio può provocare un omicidio, mi sa che siamo messi male. Voglio dire: una vita nuova dovrebbe provocare gioia, non vergogna...
Forse, dove hai ragione, è nel definire quell'indefinibile che puoi chiamare "cultura siciliana", ma che c'è - in forme e misure diverse - anche dalle mie parti. Una miscela di tradizioni mantenute vive a parole ma private della corrispondente responsabilità nei fatti. Così, il valutare i "maschi" come più importanti delle femmine, ma senza il correlato per cui nell'onore del maschio c'è anche il portare il peso e la responsabilità di quel che fa a se stesso e ad altri, potrebbe aver giocato un ruolo in tutto questo.
Non so se sono riuscito a spiegarmi. Ma ci ho provato, almeno.
Buona vita
Guglielmo
una constatazione:
ma se i ragazzini hanno pensato di far fuori Lorena vuol dire che hanno PREVISTO che la notizia della loro relazione segreta avrebbe interferito con la relazione ufficiale con le loro fidanzatine, quindi avrebbero la capacità di predire le conseguenze dei loro atti.
PERCIO' hanno messo in atto questa condotta volta a nascondere la relazione segreta con Lorena.
Non è molto diverso da quel che accade tra assassini adulti con più di 20anni e che quindi hanno la corteccia sviluppata, o sbaglio ?
e la domanda "ora che ho confessato posso tornare a casa" non può essere semplicemente una forma di disprezzo verso la giustizia, anziché un "difetto cerebrale"?
consentimi di dissentire willy ,dal paragono che fai tra le morti sul lavoro e gli omicidi premeditati come questi.
nessun datore di lavoro premedita di uccidere i suoi operai,anche perchè spesso sono gli operai a non usare caschi,guanti ,mascherine,perchè parole loro " sono scomodi per lavorare".
poi ci sono situazioni anche disperate per carita',ma non si possono paragonare ad un omicidio premeditato.
15 -16 e 17 anni,sono adolescenti che hanno avuto tutte le informazioni necessarie per sviluppare la loro capacita' di distinguere il bene dal male,capacita' che si acquisisce molti ma molti anni prima.
perchè non ammettere che esistono degli esseri umani che sono mostri?
ripeto,non sono bambini,sanno e sono consapevoli di cosa voglia dire uccidere.
e se non sono consapevoli,ancora peggio,perchè dimostrano ancora una volta il loro essere mostro,il loro non rispetto verso l'altro,verso la vita.
la loro paura di essere scoperti dalle fidanzate li ha portati ad uccidere?
troppo semplicistico,per me.
per me è da avvocato difensore portare come prova il fatto che ancora ,a 15 anni non si sia sviluppata la corteccia cervicale,serve solo a cercare una scusa per ridurre la pena,a 15 anni a 16 anni a 17 anni SAI cosa stai fecendo.
piu' che la corteccia non sviluppata ,per me esiste la cattiveria nell'essere umano,cosi' come esiste la persona buona ,esiste la cattiva.
in italia manca la paura della pena.esempio,le 3 che hanno premeditato e ucciso la suora,sono affidate ai servizi sociali.per meritavano l'ergastolo, o 30 anni di galera.erca che ha ucciso la madre e il fratello tra qualche anno esce.quello che ha massacrato i genitori ,tra poco esce.
per me tuti questi ,dovrebbero pagare il crimine commesso.sei stato in grado di decidere di uccidere,adesso accollati il carcere a vita.
perchè sarebbe semplicistico...
perchè mi sembra semplicemente un modo di distinguere "noi" e "loro, i mostri"
io non credo esistano "Mostri", esistono persone cresciute in un determinato ambiente ed in un determinato modo e che reagiscono in determinati modi...
scusa ma da come scrivi sembra quasi che dici che ogni tot di persone,nasce un "mostro".
davvero pensi che esiste la "persona buona" e la "persona cattiva"? quindi tu ti situi tra i buoni...io personalmente in questa dicotomia non saprei dove situarmi...
non lo so ma questo discorso mi sembra una semplificazione che non tiene conto della "complessità"....mi sembra quasi come quando all'asilo si tirava un frego e si faceva la metà dei buoni e la metà dei cattivi...
e poi ti faccio una domanda (Non polemica ma utile per capire meglio) se come futura psicologa ti dovessero inviare uno dei cosiddetti "cattivi"...tu cosa faresti? visto che non credi nella possibilità di recupero dei cattivi, che fai accetti solo i pazienti "buoni"?
il mio pc impazzisce e posta lo stesso mess..
ho postato 3 volte lo stesso mess!!
è ovvio che questa dicotomia è un esempio per dire che i "buoni" sono quelli che si incazzano,hanno esplosioni di ira ma che non arrivano ad uccidere.viceversa i cattivi.
o forse non era cosi' ovvio.
io faccio parte dei buoni,mi incazzo,mando a quel paese,ma so controllarmi.
a volte,senza polemica,bisognerebbe leggere tra le righe.
sono per il recupero ,ma in carcere ,mentre scontano la pena,tutta la loro pena.
il caso "circeo" te lo ricordi?
ha preso per il culo tutti gli psicologi,è uscito e ha ucciso 2 donne.
ma perchè pensi sempre che faccio polemica? scusa ma se una persona che comunque ha investito nella sua formazione in campo "umanistico" (come penso che tu faccia) nel 2008 mi dice "esiste la persona buona ,esiste la cattiva." ho tutto il diritto di chiedere spiegazioni...altrimenti che senso ha scrivere in un forum?? e poi , che ti posso dire, sarò limitata ma non riesco a leggere tra le righe quindi invece di dire che "a volte,senza polemica,bisognerebbe leggere tra le righe" a questo punto vienimi incontro ed evita di scrivere "tra le righe" ma scrivi quello che vuoi dire chiaramente..perchè altrimenti è facile fraintendere.
serenamente, pacatamente
serena (lepre)
:asd: