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seconda prova: il caso clinico
Ciao ragazzi, sto cercando di capire cosa devo studiare di preciso per la seconda prova (caso clinico), e sfogliando manuali tipo ABC della Psicopatologia, Gabbard, dsm iv-tr (mini), ho deciso di studiare i disturbi dell'asse I e dell'asse II (ovvero quelli presentati dall'ABC della Falabella e dal Gabbard).
Studierò sicuramente tutti i disturbi di personalità dell'asse II, mentre per quanto riguarda l'asse I non so se studiare certi disturbi:
1) ad esempio se scelgo l'area clinica (e non evolutiva), potrei evitare di studiare i disturbi solitamente diagnosticati per la prima volta nell’infanzia, nella fanciullezza o nell’adolescenza (tipo disturbi dell’apprendimento, autismo, disturbi da deficit di attenzione e da comportamento dirompente, ansia da separazione ecc...) che credo verranno richiesti nel caso evolutivo. No?
2) Per quanto riguarda i disturbi tipici dell'adulto avevo pensato di evitare di studiare "delirium, demenza, disturbi amnestici e altri disturbi cognitivi", "Disturbi sessuali e dell’identità di genere" sebbene siano affrontati nel Gabbard e di evitare anche i "disturbi fittizi", "Disturbi del sonno", "Disturbo del controllo degli impulsi" e "Disturbi dell’adattamento" che nel Gabbard non vengono proprio nominati...
Voi cosa ne dite di queste 2 riflessioni? Siete d'accordo o voi studiereste altre cose?
Grazie e a presto...nel frattempo Buona Pasqua!!!!
Maria:Ops:
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao Mariacoelli,
la seconda prova della scorsa sessione prevedeva, per quanto riguarda l'indirizzo clinico, la diagnosi di un caso di disturbo paranoide di personalità.
La richiesta di una diagnosi differenziale ci ha posto davanti al problema di individuare tutta la sintomatologia e reindirizzarla in un'altro ragionamento diagnostico.
Credo che questo ragionamento sia più veloce e automatico dal momento in cui riesci perfettamente ad individuare i singoli sintomi e separarli da un quadro sindromico. A mio parere converrebbe fare un pò di studio dei disturbi tipici di cui parli.
Ad esempio, per sostenere una diagnosi differenziale di un soggetto con disturbo ossessivo-compulsivo, che, tra le varie compulsioni, è solito masturbarsi più volte al giorno, ti è utile conoscere qualcosa di più sulle parafilie.
Considera anche che uno dei casi delle ultime sessioni era proprio un disturbo dell'adattamento.
Circa i disturbi del sonno, essendo spesso causa dell'insorgere di patologie più gravi, credo che un piccolo approfondimento non faccia poi male.
Per quanto riguarda l'altra riflessione, in effetti non ti serve sapere tutte le patologie dell'infanzia se preferirai il caso dell'area clinica.
Magari ti conviene solo sapere a cosa potrebbero portare tali disturbi nella fanciullezza, poi nell'età adulta, nel caso in cui ,nell'anamnesi, ti venga fornito un elemento dell'infanzia che appoggi la tua toria diagnostica.
Io penso di muovermi in questo modo nella preparazione di questa prova.
Spero di esserti stata utile.
Buono studio e Buona Pasqua!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ti ringrazio Pinkvale, sei stata davvero chiara e precisa nelle spiegazioni e mi hai convinto, studierò un po' anche quei disturbi...
Vedo che sei molto preparata sull'argomento, per cui se ti va prossimamente ho intenzione di proporre alcuni casi clinici usciti negli anni passati, per cui se hai voglia di contribuire, mi farebbe molto piacere (ne avevo aperta una anche sulla prima prova "proviamo a pensare a come elaborare le vecchie tracce dell'EDS" che si sta sviluppando).
Buona Pasqua anche a te e grazie ancora
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao PinkVale, ne approfitto della tua preparazione per chiederti una cosa. Sto scrivendo degli appunti sui disturbi del sonno (sono tanti!) e sul disturbo dell'adattamento, ma il dsm iv non parla dei possibili approfondimenti diagnostici e terapie di tali disturbi (sul gabbard non compaiono e nemmeno sull'ABC della psicologia).
Nel caso capitasse uno di questi disturbi che approfondimenti diagnostici e terapie proporresti? (hai trovato qualche libro che ne parla?)
Tu fai anche i disturbi fittizi e i disturbi del controllo degli impulsi? Se si, anche qui conosci i possibili approfondimenti diagnostici e terapie?
Scusa se ti rompo, ma sono un po' in crisi su queste cose! Grazie................
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao Mariacoelli,
anzitutto non credere che sia così preparata... è tutta una finzione, una razionalizzazione al panico da eds!!!!! he he he... Quindi tranquilla, nessuna rottura, è tutto studio!
Per la preparazione ai casi clinici sarò molto contenta di partecipare, probabilmente di notte, visto il poco tempo, ma posso farcela!!!
Ad ogni modo, alla triennale ho affrontato l'esame di Psicopatologia generale con il Prof. Colombo facendoci preparare il suo "Manuale di psicopatologia generale" ed. Cleup.
Ti assicuro che è un tomo di un certo peso, però è sicuramente esauriente.
Per quanto riguarda i disturbi del sonno, che effettivamente sono parecchi, il Colombo, dopo la classificazione, propone una comorbilità con vari disturbi e spesso una causalità di insorgenza del disturbo stesso (disturbi psichiatrici: psicosi, d. dell'umore, d'ansia, dap), oppure come secondarie a patologie come depressione, schizofrenia, nevrosi, pat. narcisistiche.
Propone quindi di affrontare la problematica dell'insonnia, ipersonnia (ecc.) agendo direttamente sulla qualità del sonno con strategie di tipo cognitivo-comportamentale per assicurare che parte delle cause del disturbo venga meno, se necessario anche con l'uso di farmaci. A questo punto si potrà agire sul disturbo insorto.
Su questo argomento ho trovato delle strategie di tipo terapeutico per la regolazione del ritmo sonno-veglia e della qualità del sonno stesso, sull'Atkinson.
Ora devo andare, ma riprenderò sta sera!
Nel frattempo buono studio e buona giornata!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Grazie PinkVale per le ulteriori specificazioni che mi hai dato, molto utili per avere un'idea generale di come affrontare questi disturbi nel caso capitino...
Allora ci risentiamo presto per qualche caso clinico...nell'attesa... Buona Pasqua!!!
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao a tutti!
C'è qualcuno di voi che sa dirmi che orientamento si segue a padova in psicologia clinica?...vi faccio questa domanda perchè mi hanno detto in molti che se (nel caso clinico) tu proponi un trattamento di un certo tipo (per es. cognitivo-comportamentale) in una facoltà che predilige un altro orientamento (per es. psicodinamico) ti esponi al rischio certo di essere bocciato. Siete d'accordo?
Grazie a tutti
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao a tutti!
C'è qualcuno di voi che sa dirmi che orientamento si segue a padova in psicologia clinica?...vi faccio questa domanda perchè mi hanno detto in molti che se (nel caso clinico) tu proponi un trattamento di un certo tipo (per es. cognitivo-comportamentale) in una facoltà che predilige un altro orientamento (per es. psicodinamico) ti esponi al rischio certo di essere bocciato. Siete d'accordo?
Grazie a tutti
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao Laber008. Sinceramente spero proprio che non sia come dici tu, o almeno a me non sono giunte voci di questo tipo. Dal mio punto di vista è meglio che una persona faccia un ragionamento logico inerente il caso, anche se di un altro orientamento della commissione, piuttosto che fare un pasticcio su cose che non si conoscono bene, per compiacere la commissione... Io per esempio mi sono laureata con una tesi sperimentale di orientamento interazionista e in commissione avevo diversi dinamici, eppure nonostante le preoccupazioni di tanti che avevano la mia stessa commissione e orientamento uguale al mio, è andata benissimo. Penso che se argomenti bene le tue tesi, nessuno ti possa dire niente...
Cmq chiedo il parere di altri nel forum....
N.B: questa è una domanda che potresti girare al Prof Rollo che è stato in commissione d'esame...
Se hai qualche altra info fammi sapere...
A presto.
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao a tutti! Vi scrivo perchè ho tanti dubbi sul caso clinico (sviluppo).
Per intenderci, necessiterei di qualche esempio..di un tema sviluppato anche di indirizzo clinico proprio per capire il ragionamento sottostante.. Conoscete qualche sito? Ho visto che su opsonline è indispensabile la Card..
Vi ringrazio immensamente.
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao a tutti i quelli con cui sto condividendo la tortura dell' eds a giugno!
io per la seconda prova sto studiando il falabella, il manuale di psicopatologia di colombo e il dsm...ma mi sembra un pò di perdere tempo! infatti mettendo a confronto e integrando questi testi mi sono resa conto che bene o male le cose che dicono sono le stesse...c'è qualcuno che condivide la mia stessa sensazione?
inoltre volevo sapere se per i test usate un manuale specifico o vi affidate alle conoscenze, anche se scarse, ottenute durante l'università...
..ultima domanda: secondo voi basta citarne un paio?
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao francesca, anche io sto studiano il Falabella, ho dato un'occhiata al Gabbar e a parti del dsm iv-tr, e ho letto la guida kappa (Guida all'esame di Stato per psicologi. Prova pratica). Ciò che trovo più utile in generale è più che studiare concetti teorici, mettermi davanti alle tracce e provare a eleaborarle:
Una scaletta potrebbe essere:
1) analisi del problema con una o più ipotesi diagnostiche
2) aree da approfondire
3) test più utili per l'approfondimento
4) infine ipotesi trattamentale (trovo utile differenza terapia supportiva/ espressiva proposto dal Falabella.., anche se poi è possibile indicare un approccio teorico).
Per ora sono ancora nella fase di lettura e non ho provato ancora a stendere dei casi, ma appena mi faccio un'idea chiara, provo a risolvere i casi da sola (magari le vecchie tracce del caso clinico di padova); avevo anche intenzione di metterle sul forum, così ognuno può dare il suo contributo. Ok?
N.b: per quanto rigurda i test, io credo proprio che sia suffciente citarne 1 o 2anche perchè è importante più che altro il ragionamento che fai tu rispetto al caso. Poi secondo mei test vanno solo citati e non spiegati nel loro funzionamento, solo per far capire che si scelgono degli strumenti adeguati per l'approfindimento di quel particolare disturbo. Io cercherò di basarmi sui test più famosi e che già conosco, evitando (per quanto possibile) di studiare altri test mai visti, per evitare eventuali confusioni....
Esistono dei manuali per i test, ma secondo me non serve sapere alla perfezione il funzionamento di un test, la siglatura, l'interpretazione ecc... dal momento che devi solo nominare il test. No? Tu cosa ne pensi in proposito?
Allora a presto
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao Maria!
sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
inotre sto leggendo i casi presentati dal dsm per ogni secifico disturbo...e anche quelli alla fine del colombo...
anche io utilizzo la scaletta che hai proposto tu perchè poi è quella che ci viene chiesta all'esame!
per quanto riguarda i test, all'esame non viene richiesto di entrare nello specifico, ma solo di giustificare la scelta...
a tal proposito pensavo di muovermi così: ad esempio se ipotizzo un disturbo d'ansia, propongo di usare la stai-y per verificare se l'ansia è di tratto o di stato e un mmpi, con particolare attenzione alla scala anx...
che dici?
ultima cosa...dopo una diagnosi basata su concetti psicodinamici, sarebbe sbagliato secondo me usare un BDI, che è di stampo cognitivo...ma vedo che molti dei miei amici che lo hanno fatto a giugno non si sono fatti lo stesso scrupolo...mah!!!!!!!!
grazie e a presto!!!!!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Ciao Maria!
sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
inotre sto leggendo i casi presentati dal dsm per ogni secifico disturbo...e anche quelli alla fine del colombo...
anche io utilizzo la scaletta che hai proposto tu perchè poi è quella che ci viene chiesta all'esame!
per quanto riguarda i test, all'esame non viene richiesto di entrare nello specifico, ma solo di giustificare la scelta...
a tal proposito pensavo di muovermi così: ad esempio se ipotizzo un disturbo d'ansia, propongo di usare la stai-y per verificare se l'ansia è di tratto o di stato e un mmpi, con particolare attenzione alla scala anx...
che dici?
ultima cosa...dopo una diagnosi basata su concetti psicodinamici, sarebbe sbagliato secondo me usare un BDI, che è di stampo cognitivo...ma vedo che molti dei miei amici che lo hanno fatto a giugno non si sono fatti lo stesso scrupolo...mah!!!!!!!!
grazie e a presto!!!!!
ciao a tutte! :D
volevo inserirmi nella vostra discussione perchè anch'io ho un dubbio simile al vostro...in sintesi anch'io ho trovato utile la distinzione della falabella tra terapia espressiva e supportiva però dato che io nell'approfondimento diagnostico nominerò test di tipo cognitivo e non proiettivo, che non conosco minimamente, poi nell'ipotesi di trattamento andrà bene proporre una terapia usando la distinzione di tipo psicodinamica tra supportiva ed espressiva?
io mi ero autorisposta di no e quindi pensavo di proporre terapie di tipo cognitivo o cognitivo-comportamental perchè nei libri di preparazione che ho io sottolinenano molto l'importanza della coerenza concettuale...
che ne pensate?
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Ciao Maria!
sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
francesca, dove si trova questo gruppo di casi già svolti? sarebbe molto utile confrontarsi :sisi:
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
ste203xx
francesca, dove si trova questo gruppo di casi già svolti? sarebbe molto utile confrontarsi :sisi:
ciao!
i casi svolti li avevo trovati in una discussione in questo forum, linkati da studenti on line.
se mi dai la tua mail o il tuo contatto msn, te li mando! sono utili per ub ripasso e provare a svolgere i casi!:approved:
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
ciao a tutte! :D
volevo inserirmi nella vostra discussione perchè anch'io ho un dubbio simile al vostro...in sintesi anch'io ho trovato utile la distinzione della falabella tra terapia espressiva e supportiva però dato che io nell'approfondimento diagnostico nominerò test di tipo cognitivo e non proiettivo, che non conosco minimamente, poi nell'ipotesi di trattamento andrà bene proporre una terapia usando la distinzione di tipo psicodinamica tra supportiva ed espressiva?
io mi ero autorisposta di no e quindi pensavo di proporre terapie di tipo cognitivo o cognitivo-comportamental perchè nei libri di preparazione che ho io sottolinenano molto l'importanza della coerenza concettuale...
che ne pensate?
per balubina:
capisco il tuo dilemma. allora da quello che ho capito io dal falabella, la distinzione tra terapia ad enfasi supportiva ed espressiva non si applica solo alla terapia psicodinamica, ma in genere a tutte. quindi, in linea di massima potrebbe andare bene anche per l'approccio cognitivo...però questo nel falabbella, che è orientato tra lo psicodinamico ed il sistemico non è specificato. Per nn sbagliare ti consglio di stare vaga e proporre semplicemente una terapia cognitivo comportamentale specificando i relativi obiettivi. Sono d'accordo con te per l'importanza della coerenza concettuale.
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
Ciao Maria!
sono d'accordo con te sul fatto che il miglior modo per prepararsi alla seconda prova sia svolgere casi a iosa!
io sto risolvendo tutti i casi delle sezioni passate e ho trovato da qualche parte su ops un utilissimo gruppo di casi già svolti dai nostri colleghi...
inotre sto leggendo i casi presentati dal dsm per ogni secifico disturbo...e anche quelli alla fine del colombo...
anche io utilizzo la scaletta che hai proposto tu perchè poi è quella che ci viene chiesta all'esame!
per quanto riguarda i test, all'esame non viene richiesto di entrare nello specifico, ma solo di giustificare la scelta...
a tal proposito pensavo di muovermi così: ad esempio se ipotizzo un disturbo d'ansia, propongo di usare la stai-y per verificare se l'ansia è di tratto o di stato e un mmpi, con particolare attenzione alla scala anx...
che dici?
ultima cosa...dopo una diagnosi basata su concetti psicodinamici, sarebbe sbagliato secondo me usare un BDI, che è di stampo cognitivo...ma vedo che molti dei miei amici che lo hanno fatto a giugno non si sono fatti lo stesso scrupolo...mah!!!!!!!!
grazie e a presto!!!!!
Ciao francesca (e ciao Balubina).
Avete posto una questione interessante, quella della coerenza tra formulazione della diagnosi e test per l'approfondimento diagnostico. Ci ho ragionato: da un lato credo che sia molto importante la coerenza concettuale, d'altro canto credo anche che alcuni test siano più utili di altri per l'approfondimento diagnostico, al di là di come è stata formulata la diagnosi... Visti i nostri dubbi ho girato la mail al prof Rollo (che tanto gentilmente ha sempre risposto ai miei quesiti...) nella discussione "pubblicazione del testo per l'eds..." e mi ha risposto che non è sbagliato applicare test di orientamenti teorici diversi da quelli attraverso cui viene fatta la diagnosi, a patto però che ciò venga argomentato adeguatamente (cmq andate a vedere la sua risposta, che è esaustiva).
Allora a presto e buono studio!!!!
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
cioa maria!
mi conforta molto quello che mi hai detto! allora via libera al proporre test, basta che sia argomentato il loro uso!
a presto! e grazie!... anche al prof. Rollo!:approved:
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao a tutti ,
sto cercando di buttare giù degli schemini sul tipo di test da proporre per l'approfondimento diagnostico a seconda del disturbo rilevato nella diagnosi.
Tipo:
1) DISTURBI D’ANSIA --> CBA
2) DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE--> EATING DISORDERS INVENTORY (EDI) ALTRIMENTI
- STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY: aspetti ansiosi del disturbo alimentare
- BDI BACK DEPRESSION INVENTORY: aspetti depressivi del disturbo alimentare
4) SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI --> MMPI-2 (O MMPI)
Una delle 10 scale cliniche è SC schizofrenia: valuta la presenza di tratti schizoidi di personalità, tendenza al distacco sociale, (schizofrenia) chiusura, originalità di comportamento.
5) DISTURBI DELL’UMORE --> MMPI-2 ( O MMPI) ALTRIMENTI BDI (BECK DEPRESSION INVENTORY di stampo cognitivista).
6) DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE --> MMPI-2 che presenta 3 scale supplementari inerenti la tossicodipendenza e alcolismo:
• Scala Mac-R (scala MacAndrew dell’alcolismo corretta): indica la presenza di problemi legati all’alcolismo e alla tossicodipendenza;
• Scala APS (scala di tossicodipendenza potenziale): indica la potenzialità di sviluppare problemi di dipendenza da sostanze;
• Scala AAS (scala di ammissione di tossicodipendenza): concerne la misura della dipendenza o dell’abuso.
7) DISTURBI DISSOCIATIVI --> DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) ALTRIMENTI STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R)
8) DISTURBI DI PERSONALITA’ --> MMPI, RORSCHACH
9) DELIRIUM, DEMENZA, DISTURBI AMNESTICI E ALTRI DISTURBI COGNITIVI --> WAISS E TEST DEI CUBI DI KOHS
Avete qualche idea per:
10) DISTURBI SOMATOFORMI.........
11) DISTURBI DEL SONNO...........
12) DISTURBI SESSUALI E DELL’IDENTITA’ DI GENERE.............
13) DISTURBI DELL’ADATTAMENTO............
14) DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI.........
15) DISTURBI FITTIZI.............
Anche voi ragionate in questo modo? Ovvero trovare un test che sia più opportuno (o maggiormente utilizzato nella pratica professionale) per indagare quel tipo di disturbo...Vi sembrano corrette queste associazioni????
Ho visto che in un forum di Roma propongono spesso anche SCID I e SCID II? Voi le conoscete????
Chiedo aiuto a tutti, vi prego!!!!Sono disperata.....
:sbonk:
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
mariacoelli
Ciao a tutti ,
sto cercando di buttare giù degli schemini sul tipo di test da proporre per l'approfondimento diagnostico a seconda del disturbo rilevato nella diagnosi.
Tipo:
1) DISTURBI D’ANSIA --> CBA
2) DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE--> EATING DISORDERS INVENTORY (EDI) ALTRIMENTI
- STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY: aspetti ansiosi del disturbo alimentare
- BDI BACK DEPRESSION INVENTORY: aspetti depressivi del disturbo alimentare
4) SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI --> MMPI-2 (O MMPI)
Una delle 10 scale cliniche è SC schizofrenia: valuta la presenza di tratti schizoidi di personalità, tendenza al distacco sociale, (schizofrenia) chiusura, originalità di comportamento.
5) DISTURBI DELL’UMORE --> MMPI-2 ( O MMPI) ALTRIMENTI BDI (BECK DEPRESSION INVENTORY di stampo cognitivista).
6) DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE --> MMPI-2 che presenta 3 scale supplementari inerenti la tossicodipendenza e alcolismo:
• Scala Mac-R (scala MacAndrew dell’alcolismo corretta): indica la presenza di problemi legati all’alcolismo e alla tossicodipendenza;
• Scala APS (scala di tossicodipendenza potenziale): indica la potenzialità di sviluppare problemi di dipendenza da sostanze;
• Scala AAS (scala di ammissione di tossicodipendenza): concerne la misura della dipendenza o dell’abuso.
7) DISTURBI DISSOCIATIVI --> DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) ALTRIMENTI STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R)
8) DISTURBI DI PERSONALITA’ --> MMPI, RORSCHACH
9) DELIRIUM, DEMENZA, DISTURBI AMNESTICI E ALTRI DISTURBI COGNITIVI --> WAISS E TEST DEI CUBI DI KOHS
Avete qualche idea per:
10) DISTURBI SOMATOFORMI.........
11) DISTURBI DEL SONNO...........
12) DISTURBI SESSUALI E DELL’IDENTITA’ DI GENERE.............
13) DISTURBI DELL’ADATTAMENTO............
14) DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI.........
15) DISTURBI FITTIZI.............
Anche voi ragionate in questo modo? Ovvero trovare un test che sia più opportuno (o maggiormente utilizzato nella pratica professionale) per indagare quel tipo di disturbo...Vi sembrano corrette queste associazioni????
Ho visto che in un forum di Roma propongono spesso anche SCID I e SCID II? Voi le conoscete????
Chiedo aiuto a tutti, vi prego!!!!Sono disperata.....
:sbonk:
Maria
allora cara maria, premetto che ancora lo studio per la seconda prova non l'ho approfondito ma in generale posso magari dirti la mia intanto...
dunque, mi trovo d'accordo con i test che hai nominato per i vari disturbi tranne per i primi 2 che forse hai invertito nello scrivere, cioè lo stai lo applichi per i disturbi d'ansia non alimentari, no?
inoltre posso dirti che generalmente un test di personalità è quasi sempre consigliato per l'approfondimento e poi altri più specifici se emerge un evidente quadro ansioso o di disturbo dell'umore o etc etc.
riguardo ai disturbi fittizi, somatoformi etc ancora non ho guardato, tu hai non hai trovato niente su internet? riguardo ai disturbi del sonno invece ho dei test i cui nomi adesso mi sfuggono (non ho ancora ripassato bene sorry) quindi appena posso andare a guardare te li dico. ok? :D
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
ciao Maria, grazie anche x quanto hai scritto nell'altra discussione!
molto gentile anche tu, come Balubina!
interessante questo schema che hai elaborato.
io non sto studiando ancora ma leggendo, per il caso clinico.:sbonk:
spero di riuscire ad accelerare i tempi... altrimenti sono guai,uf.
non so come si faccia ad inserire gli allegati qui, volevo inserirne uno sulla prova clinica-linee guida... se non ci riesco, appena lo trovo inserirò il sito..
grazie e a risentirci.:Ops:
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
vediamo se riesco a inserirlo così, fatemi sapere se riuscite a visualizzarlo.
http://www.professionepsicologo.com/...so_clinico.pdf
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
haidiPsy
..e non c'è 2 senza 3...
x dirvi che anche in PsicoLAB.net - Laboratorio di Ricerca e Sviluppo in Psicologia si trovano alcuni test- scale...
ma non ho approfondito.
ciao!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
ciao maria!
sono d'accordissimo con te per quanto riguarda l'uso dei test!
io per i somatoformi ho trovato:
TAS-20 (misura alessitimia - inacpacità di esprimere e elaborare emozioni che sarebbe alla base di questi disturbi; l'inacapacità si simbolizzare le emozioni porterebbe ad agirle nel corpo)
SDS per indagini generali
SDIH per ipocondria
BDDE per dismorfismo
io per la seconda prova non sto studiando nello specifico disturbi del sonno e dissociativi....se guardi le vecchie tracce i dissociativi non sono mai usciti...e se proponevano un disturbo del sonno era sempre legato ad un quadro ansioso!
molta gente che conosco mi ha detto che i disturbi che propone il falabella sono sufficienti per risolvere la seconda prova! il consiglio che ti do è di non approfondire molto le cose...altrimenti si rischia di impazzire...io sto studiando bene gli approfondimenti diagnostici e le terapie...
per quanto riguarda i test mi hanno detto che ne bastano un paio!
per quanto concerne la domanda che hai posto al prof. rollo io ti posso dire che secondo me non è sbagliato proporre una diagnosi in chiave psicanalitica e poi una terapia sistemica...l'importante è che negli approfondimenti si citino anche costrutti sistemici (esempio per l'anoressia indagare l'immago materna interiorizzata, ma anche ruoli, regole e comunicazione del sistema famigliare).
non stressiamoci troppo che non ne vale la pena! in fondo è solo un esame e mal che vada si rifà! (ste cose in realtà non le penso ma sto cercando di interizzarle...comunque credo sia il miglior modo per non farsi prendere dall'ansia!)
a presto!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Per Balubina:
Ti ringrazio per le utili informazioni sopratutto per il fatto che credo anche io che è meglio proporre un test si personalità che è più generale a meno che emerga un disturbo in modo evidente (altrimenti somministrando un test molto specifico, vorrebbe dire che ho già inquadrato diagnosticamente in maniera definitiva una persona).
Io avevo trovato da qualche parte che per i disturbi alimentari si può somministrare anche lo STAI e il BDI, però è sicuramente più specifico e largamente usato l'EDI.
Sto cercando un po' su internet test per gli altri disturbi, ma forse mi viene da dire che non è il caso di proporre test troppo specifici (tipo per i disturbi del sonno, disturbi dell'adattamento e disturbi del controllo degli impulsi) perchè nella diagnosi sono disturbi che possono essere ipotizzati insieme ad altri più importanti (es. i disturbi sonno-->collegati a disturbo dell'umore o disturbo d'ansia; disturbi dell'adattamento--> simili alla depressione; disturbo del controllo degli impulsi--> come nel disturbo borderline). Dunque in questi casi sarebbe meglio proporre un disturbo di personalità che è più generale....
Grazie e fammi sapere se sei d'accordo o meno con questa riflessione!!!
A presto
Per haidiPsy
Le linee guida che mi hai inviato sono davvero utilissime!!!!! Ho dato solo un'occhiata, ma mi sembra davvero ben fatto.GRAZIEEEEEEEE
Facci sapere anche tu cosa ne pensi di questi contorti ragionamenti....
Per Francescap
Sono contenta che condividi lo schema che ho scritto e ti ringrazio per le informazioni sui disturbi somatoformi.
Ho appena visto in un forum di opsonline che i ragazzi utilizzavano, nel caso fosse stato ipotizzato un disturbo somatoforme, un Rorscach o un MMPI-2 (che nella scala di contenuto ansia rileva le somatizzazioni ecc...e inoltre c'è la scala di base ipocondria). Forse farò anche io così, per il discorso che ho fatto sopra quando ho risposto a Balubina e cioè:
...credo anche io che è meglio proporre un test si personalità che è più generale, a meno che emerga un disturbo in modo evidente (altrimenti somministrando un test molto specifico, vorrebbe dire che ho già inquadrato diagnosticamente in maniere definitiva una persona).....
Per cui secondo questo ragionamento non proporrei test specifici per i disturbi del sonno, disturbi dell'adattamento e disturbi del controllo degli impulsi in quanto spesso sono concomitanti o comunque ipotizzabili insieme ad alcuni disturbi più importanti.
Cosa ne pensi di questo ragionamento, è corretto o è solo una razionalizzazione per non studiare altri test complessi?????
E ancora, conosci le scale SCID I e SCID II? Pensi ne valga la pena usarle?
Per quanto riguarda i disturbi del sonno non li ho assolutamente studiati nello specifico (sono tantissimi) ma solo a grandi categorie (ma così solo per sicurezza...anche io non credo siano importanti e che se compaiono è perchè legati a un disturbo dell'umore o ansioso ) mentre i disturbi dissociativi li ho fatti meglio solo per il fatto che sintomi dissociativi sono presenti nei criteri per il disturbo acuto da stress, nel disturbo post traumatico da stress e nel disturbo di somatizzazione (dunque per una diagnosi differenziale), cmq non credo proprio che il caso verterà su un disturbo dissociativo....
Infine mi rassicura che tu dica che non sia sbagliato fare una diagnosi come fa il Falabella, siccome io mi sono basato sopratutto su quel libro!!!Vediamo anche se il Pof. Rollo mi risponde o se mi manda a quel paese perchè lo stresso troppo...
Fai bene a sdrammatizzare, perchè è facile per questo esame farsi prendere dai particolari e dimenticare cosa è davvero importante sapere!!!
Un bacio a tutte e a presto!!
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
per maria!
allora sono d'accordo con te per l'uso dell'mmpi! effettivamente tra le sue 1000 scale ce ne sono di specifiche per ogni disturbo (compulsioni, ipocondria, ansia, tratti psicotici, fobie e che più ne ha più ne metta). quindi anch'io proporrò preferibilmente questo test.
poi secondo me sono importanti anche la stai, bdi, rorshac ed ort... (gli ultimi due in paticolare modo se si fa una diagnosi di stampo psicodinamico). teniamo sempre presente che l'MMPI nasce dalla teoria dei tratti! che ha ben poco da spartire con la teoria psicodinamica!
anch'io ho preso in considerazione i disturbi del sonno e dissociativi per le patologie che tra i sintomi hanno anche questi!
per tutti:
domanda: scusate ma le iscrizioni sono aperte da oggi! ma le date della seconda e terza prova non sono ancora uscite! è normale?
e poi le commissioni quando escono? è imporatante saperle per fare uno studio più mirato a determinati ambiti!
ultima cosa:
sto iniziando con la terza prova...ho dato un'occhiata ai temi usciti...ma dove si può andare a studiare l'inquadramento del problema? data l'eteogeneità dei temi usciti io non so neanche da che parte girarmi... ho già letto l'utilissimo libro del prof. rollo! ma mi sento mooooooooolto impreparata per la terza prova!
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
francescap1981
per maria!
allora sono d'accordo con te per l'uso dell'mmpi! effettivamente tra le sue 1000 scale ce ne sono di specifiche per ogni disturbo (compulsioni, ipocondria, ansia, tratti psicotici, fobie e che più ne ha più ne metta). quindi anch'io proporrò preferibilmente questo test.
poi secondo me sono importanti anche la stai, bdi, rorshac ed ort... (gli ultimi due in paticolare modo se si fa una diagnosi di stampo psicodinamico). teniamo sempre presente che l'MMPI nasce dalla teoria dei tratti! che ha ben poco da spartire con la teoria psicodinamica!
anch'io ho preso in considerazione i disturbi del sonno e dissociativi per le patologie che tra i sintomi hanno anche questi!
per tutti:
domanda: scusate ma le iscrizioni sono aperte da oggi! ma le date della seconda e terza prova non sono ancora uscite! è normale?
e poi le commissioni quando escono? è imporatante saperle per fare uno studio più mirato a determinati ambiti!
ultima cosa:
sto iniziando con la terza prova...ho dato un'occhiata ai temi usciti...ma dove si può andare a studiare l'inquadramento del problema? data l'eteogeneità dei temi usciti io non so neanche da che parte girarmi... ho già letto l'utilissimo libro del prof. rollo! ma mi sento mooooooooolto impreparata per la terza prova!
Grazie Francesca per le preziose informazioni che mi dai sempre.....
Volevo approfittare della tua ottima preparazione sui test per chiederti (ma la domanda è aperta a tutto il FORUM) l'orientamento teorico di alcuni test, in quanto non sono riuscita a trovarlo (così per sapere cosa sto proponendo, almeno per avere un'idea vaga della teoria di fondo...)
Mi sono fatta uno schemino (io sono quella degli schemini...), ma che non riesco a completare:
CBA: teoria cognitivo-comportamentista
RORSCACH: teoria psicodinamica
MMPI-2: teoria dei tratti (non lo sapevo...me lo hai detto tu...)
EATING DISORDERS INVENTORY/ EDI: teoria cognitivo-comportamentale???
STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY): ???
BDI BACK DEPRESSION INVENTORY: teoria cognitivista
DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) e la STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R):
la SCID-D o la DDIS fanno riferimento ai criteri per il disturbo dissociativo nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-IV): per cui deduco ambito psichiatrico.No?
WAISS: approccio psicometrico
CUBI DI KOHS ???
SESAMO: utilizzato in ambito sessuorelazionale ma l'orientamento???
Ho dubbi sull'orientamento teorico dell'EDI, delle due scale per i disturbi dissociativi DDIS e SCIS-D-R mentre non conosco affatto l'orientamento teorico dello STAI, del test dei CUBI DI KOHS, e del SESAMO. Tu hai qualche idea in proposito???
Grazie mille per i continui scambi....:Ops:
N.B: purtroppo per la terza prova non ti posso aiutare perchè sono del V.O, ma per quanto riguarda le date dell'EDS credo proprio che il primo giorno di svolgimento degli esami di stato (e cioè il 23 giugno) ci sarà la prima prova e a seguire le altre (mi han detto che l'anno scorso è stato così....)
Invece le commissioni credo che escano 10-15 giorni prima della data di inizio dell'EDS, se non sbaglio...
A presto!!!!
Maria
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Riferimento: seconda prova: il caso clinico
per tutti:
domanda: scusate ma le iscrizioni sono aperte da oggi! ma le date della seconda e terza prova non sono ancora uscite! è normale?
e poi le commissioni quando escono? è imporatante saperle per fare uno studio più mirato a determinati ambiti!
ultima cosa:
sto iniziando con la terza prova...ho dato un'occhiata ai temi usciti...ma dove si può andare a studiare l'inquadramento del problema? data l'eteogeneità dei temi usciti io non so neanche da che parte girarmi... ho già letto l'utilissimo libro del prof. rollo! ma mi sento mooooooooolto impreparata per la terza prova![/QUOTE]
ciao! sottoscrivo a pieno la tua ultima cosa...diciamo che della prima prova temo tracce contorte e ho paura della mia capacità di memoria...
della seconda temo di non essere sufficientemente professionale nell'esprimermi...
ma effettivamente quella che più mi terrorizza è la terza! per fortuna il prof rollo ha scritto questo libro, certo, però cavolacci, per me sono argomenti lontanissimi dalla mia esperienza e dai miei studi, quindi sinceramente non so quanto riuscirò a dare il meglio di me...aiuuuuuuuuto! credo che quelli di lavoro e dell'indirizzo sperimentale siano un po' più abituati rispetto al clinico o all'evolutivo...beh francesca, io cercherò di leggere e rileggere libro e progetti sperando di entrare nell'ottica e poi o la va o la spacca!
p.s. sulla seconda prova quando chiedono le ipotesi di trattamento, voi quanto pensavate di approfondire la risposta? cioè esponete la vostra proposta argomentandola quanto ampiamente?
grazie a tutti, ciao!
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
MARIA
ottimo il tuo schemino!:mano: sono concorde a pieno!
allora se non sbaglio a ricordare l'EDI e la STAI sono cognitivo-comportamentali!
per gli altri non ti so dire nulla perchè non li ho mai sentiti! a parte il sesamo che ho veramente solo sentito nominare!
io ti dirò che non approfondisco così tanto per i test! come ti dicevo gli unici che proporrò sono: stai, bdi, edi, rorschac, mmpi, ort! credo che sia meglio andare sul sicuro (e sul facile da ricordare!)...:rolleyes:
grazie per le informazioni sulle date!
caspita speravo che le commissioni uscissero prima in modo da orientare lo studio un pò meglio! ma quì ci lasciano sempre con il panico fino all'ultimo!:sbonk:
grazie ancora e a presto!
Balubina:
mamma mia ho iniziato un pò a guardare alcuni progetti sui vari argomenti che han proposto le scorse sessioni!:(
ho deciso che oltre al libro del prof rollo (utile soprattutto per la griglia di impostazione) guarderò un pò di progetti in internet! ma mi pare che i temi siano così vari che andrà solo a fortuna! che ingiustizia questo esame!!!:zott: mi sto davvero stancando!
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
care compagne di esaurimento-pre-eds :argh: anch'io sono stufa e non vedo l'ora di togliermelo dalle scatole, sperando vivamente che avvenga in questa sessione... :sbonk:
sottoscrivo che edi e stai sono cognitivo-comport, mentre il test dei cubi si usa in ambito neurops e il sesamo, mai sentito! cmq anch'io come francesca mi concentrerò su alcuni e basta...
e a proposito di caso clinico volevo chiedervi: quanto credete sia necessario approfondire in sede d'esame l'argomentazione relativa all'intervento che proporreste? :mumble:
grazie! :bacetto:
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Cara balubina,
io per le ipotesi di trattamento più o meno procedo così
"qualora l'ipotesi diagnostica fosse confermata dai successivi colloqui e dalla somministrazione dei test proposti, si potrebbe proporre una ipotesi di terapia con enfasi espressiva (data la conservazione dell'esame di realtà e la buona strutturazione dell'io), di orientamento psicodinamico.
gli obiettivi della suddetta terapia (che sarà di tipo individuale), potrebbero essere: (faccio un esempio con il dAP)
-rielaborare il conflitto tra pulsioni ed istante espresso tramite il sintomo ansioso
-promuovere il processo di separazione-individuazione
-promuovere l'interiorizzazione di un oggetto buono a cui appellarsi nei momenti di bisogno.
ecco questo è un esempio! comunque ho sentito che non è necessario dilungarsi molto nelle terapie!
come avrai capito la mia diagnosi si basa su concetti psicodianamici, quindi proporrò per quasi tutti i disturbi anche un trattamento psicodinamico!
:D
a presto...e buono studio come al solito!
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
care compagne di esaurimento-pre-eds :argh: anch'io sono stufa e non vedo l'ora di togliermelo dalle scatole, sperando vivamente che avvenga in questa sessione... :sbonk:
sottoscrivo che edi e stai sono cognitivo-comport, mentre il test dei cubi si usa in ambito neurops e il sesamo, mai sentito! cmq anch'io come francesca mi concentrerò su alcuni e basta...
e a proposito di caso clinico volevo chiedervi: quanto credete sia necessario approfondire in sede d'esame l'argomentazione relativa all'intervento che proporreste? :mumble:
grazie! :bacetto:
Grazie a te e a Francesca per i suggerimenti sull'orientamento dei test. Anche io ho in mente di utilizzare i più conosciuti, mi sono solo preparata una carta di riserva (SESAMO un test famoso per i disturbi psicosessuali) nel caso capitasse un disturbi sex (è capitato una volta ma è raro che ricapiterà).
Per quanto riguarda l'intervento da proporrre io farei una distinzione tra supportivo ed espressiovo (come fa il Falabella) e presenterei l'orientamento teorico che ritengo più opportuno per quel tipo di paziente (ad esempio nel caso la mia diagnosi principale sia anoressia nervosa proporrei come orientamento la terapia sistemica relazionale ponendo ad esempio come obiettivi lo svincolo e l'individuazione dei membri del sistema invischiato, la sostituzione delle regole disfunzionali con regole funzionali, una comunicazione chiara e il rafforzamento della figura paterna in genere periferica). Questo è quello che dice il Falabella in generale, poi cmq bisogna sempre adattare gli obiettivi al caso specifico.
Il falabella spesso riporta anche gli obiettivi della terapia supportivo-espressiva: per esempio sempre nel caso dell'anoressia nervosa afferma che gli elementi di sostegno mirano a supportare l'Io per rafforzarlo mentre gli elementi espressivi favoriscono un processo di rielaborazione delle tematiche sottostanti il disagio, e lo sviluppo di altri interessi oltre a corpo e il cibo (apertura verso l'affettività).
Il Falabella quando parla degli obiettivi della terapia supportivo-espressiva parla spesso in termini dinamici mentre poi magari presenta un orientamento sistemico.
Per cui avevo chiesto al Prof. Rollo se era giusto risolvere un caso come questo come fa il Falabella, e lui mi ha risposto che è auspicabile l'integrazione di orientamenti perchè dimostra che siamo flessibili a che adattiamo la terapia al paziente, ma dimostrando di aver capito cosa si sta fecendo, senza confusione.
Scusa mi sono un po' dilungata, cmq riassumendo io proporrò distinzione supportivo/esprssivo e orientamento teorico con obiettivi, come ti ha detto francesca, niente di più...
Molto utili le linee guida che ha messo Haidi sul forum, io nella stesura del caso mi atterrò a quelle (mi sembra proprio un buono schema!!!).
Non so se ti ho chiarito i dubbi o te li ho aumentati...Fammi sapere la tua in proposito
A presto!
Maria
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciaoo ragazze!!
Vorrei ringraziarvi per i suggerimenti che state dando...mi spiace solo non riuscire a collaborare ma sono un pò indietro nello studio rispetto a voi!!
Ho iniziato ora a leggere i libri per la 2 prova...
Grazie!!! Buono studio!!
:ciao:
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Buono studio anche a te Minny, e quando vorrai partecipare alla discussione sul caso clinico sarai la benvenuta...
Maria
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Volevo riprendere il discorso sui possibili approfondimenti diagnostici, le terapie da proporre e gli obiettivi specifici perchè sono un po' confusa...
Voi cosa proporreste per:
- disturbo borderline -->approfondimenti....
--> terapia a orientamento....con questi obiettivi....
- disturbo depressivo magg --> approfondimenti....
--> terapia a orientamento....con questi obiettivi..
Infine per il disturbo paranoide di personalità il Falabella propone una terapia sistemica familiare/gruppo ma il Gabbard invece la sconsiglia proprio per i tratti paranoici di questi pazienti...Meglio una terapia a orientamento dinamico? Con quali obiettivi????
Scusate le mie continue domande ma ho un po' di confusione in testa...:sbonk:GRAZIEEEEE DAVVEEEERO!!!
Maria
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
grazie maria e francesca!
anch'io mi sono letta tutto il libro della falabella ma alla fine siccome conosco i test cognitivi e zero di zero quelli proiettivi non mi sembra il caso di usare per la diagnosi i test cogn-comp e poi per il trattamento usare la distinzione espressiva-supportiva o parlare in termini di integrazione dell'io o rielaborazione dei conflitti pulsionali perchè non c'entra niente! dovrò ripassarmi la terpia cognitiva cogn-comport e proporre quella per coerenza teorica. sebbene il prof rollo aupichi l'eclettismo, dare un test come il cba e poi proporre una psicoterapia psicodinamica mi sembra del tutto fuori luogo e poco professionale, non credo che in questo caso lo considererebbero nè lui nè altri eclettismo ma ottimo materiale per bocciare! che ne pensate?
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao ragazze vi incollo un caso clinico con la risoluzione che ho fatto io (sto seguendo la scaletta del Prof. Baranello che Haidipsy gentilmente ha messo in rete (è molto utile!!!): è il mio primo caso risolto ma ci ho messo troppo tempo rispetto ai tempi della seconda prova e poi con sotto il dsm iv, vabbe spero di diventare più veloce....
Ora che lo ho riletto mi rendo conto che forse l'agorafobia è presente...voi cosa ne pensate? La presenza di condotte di evitamento indicano necessariamente la presenza di agorafobia oppure no? Voi che ne pensate? Ho sparato delle c.....e? Ditemi cosa ne pensate e correggetemi vi prego.....
PSICOLOGIA CLINICA (1° sessione 2006)
2. Y. ha 25 anni. Si rivolge ad uno psicologo privato su indicazione di una amica (psicologa e
collega del professionista). Nella prima telefonata accenna a gravi problemi di ansia di cui soffre e
chiede un appuntamento per una visita. Il giorno precedente al colloquio si reca urgentemente al
Pronto Soccorso. Per l'assenza di riscontri patologici sul piani fisico viene rinviato a casa con
l'invito a rivolgersi al proprio medico che valuterà di prescrivergli psicofarmaci. Al primo colloquio
con lo psicologo Y. riferisce che da qualche settimana il problema è aumentato di intensità tanto da
costringerlo ad assentarsi dal lavoro da 10 giorni. Y. continua descrivendo la sua forte paura, che
non sembra avere, almeno apparentemente una causa esterna. Aggiunge che è soggetto a momenti
di crisi, durante i quali avverte vari sintomi psicofisici che lo costringono a condotte di esitamento;
esse si realizzano in diversi contesti, quello degli amici, del lavoro e della famiglia. Rimane in casa
per lunghi periodi proprio perché vuole evitare il peggio. Riporta di avvertire improvvise
palpitazioni, difficoltà respiratorie, di sudare molto e di avere paura di impazzire, fino a morire. I
suoi familiari sono preoccupati per lui. La madre e il fratello maggiore lo hanno accompagnato al
colloquio. Nel corso della seduta Y. ricorda che il padre 8 anni fa ("proprio quando ne avevo più
bisogno!") si è suicidato. Le sue crisi sono incominciate 2 mesi fa: la prima volta era in pizzeria a
festeggiare il compleanno di un amico. Era presente anche la fidanzata. Con lei stanno progettando
di mettere su casa, visto che il loro buon rapporto dura da 4 anni. E' soddisfatto del suo lavoro (Y. è
capo magazziniere) ma ha avuto difficoltà e conflitti con la direzione di una ditta in cui era
precedentemente, per cui ha cambiato azienda da 6 mesi. A Y. piace disegnare e vorrebbe diventare
tatuatore (mostra raramente i suoi tatuaggi con l'effigie del padre e di Gesù Cristo).
Al/la candidato/a si richiede di formulare una prima ipotesi diagnostica con la specificazione dei costrutti psicologici e la descrizione degli strumenti psicodiagnostici da utilizzare, in riferimento
alle aree problematiche da approfondire, utili al fine di prevedere una presa in carico psicologica e/o
terapeutica.
Per le finalità diagnostiche richieste si farà riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali versione IV text revision, ovvero DSM-IV-TR.
I sintomi lamentati dal paziente orientano la diagnosi nella direzione di un disturbo di ansia dell’asse I.
Nel particolare alcuni sintomi consentirebbero di ipotizzare un disturbo di panico senza agorafobia: questo disturbo infatti comporta la presenza di attacchi di panico inaspettati ovvero periodi in cui il soggetto viene travolto da uno stato di terrore legato all’urgenza di fuggire di fronte a degli eventi che sono considerati come catastrofici e incombenti. La sintomatologia è organica e assomiglia ad un attacco di cuore, infatti comprende dolore al petto, tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di soffocamento ecc..
Y. il giorno precedente al colloquio si reca al pronto soccorso in quanto dà un’interpretazione dei suoi sintomi in chiave organica, ma al pronto soccorso non vengono riscontrati patologie a tale livello (da ciò si può escludere che il disturbo ansioso sia dovuto a una condizione medica generale e all’uso di sostanze): il soggetto viene dunque rimandato a casa con l’invito di rivolgersi al medico di base per un’eventuale prescrizione di psicofarmaci (gli operatori del pronto soccorso avevano dunque ipotizzato che si potesse trattare di un disturbo psicologico di tipo ansioso). La specificazione “senza agorafobia” è dovuta al fatto che non sembrerebbe che la forte ansia si manifesti in luoghi affollati, mezzi di trasporto ecc..; tuttavia a questo proposito sarebbero opportuni alcuni approfondimenti dal momento che sono presenti condotte di evitamento (“si è assentato dal lavoro da 10 giorni”…”rimane a casa per lunghi periodi per evitare il peggio”), tipiche dell’agorafobia.
E’ possibile proporre al Sign. Y. altri due colloqui per approfondire alcune tematiche e per un’eventuale somministrazione di alcuni test psicodiagnostici.
In relazione all’ipotesi diagnostica proposta sarebbe opportuno indagare la frequenza degli attacchi di panico e le circostanze di insorgenza (al fine di poter effettuare una diagnosi differenziale con disturbo di panico con agorafobia).
Altre importanti informazioni hanno a che fare con l’analisi della domanda: infatti Y. si rivolge allo psicologo su consiglio di un’amica e viene accompagnato al colloquio dalla madre e dal fratello: sarebbe dunque importante esplorare la motivazione di Y. a intraprendere un lavoro psicoterapeutico (forse è più un bisogno dei familiari??) e le sue aspettative riguardo ad esso, e se sono presenti dei vantaggi secondari della malattia (per es. attirare l’attenzione in famiglia, visto che la madre e il fratello sono molto preoccupati per lui).
Inoltre Y. il giorno prima del colloquio si è recato al pronto soccorso, evidenziando in tal modo di dare un significato “organico” ai suoi sintomi: perciò sarebbe importante esplorare quanto Y. sia disposto a dare al suo malessere un significato psicologico.
Altre importanti aree da indagare sono:
- il rapporto con la madre e con il fratello (il fratello maggiore vive ancora in casa?).
- il rapporto con il padre prima della sua morte. Y. quando il padre è morto, aveva 17 anni, ovvero stava attraversando la fase dell’adolescenza, periodo molto delicato in cui il soggetto vive diviso tra il contesto familiare (dal quale cerca l’emancipazione e del quale ha ancora bisogno) e i gruppi dei pari (all’interno dei quali si costruisce una vera e propria cultura adolescenziale, che spesso porta il soggetto ad un rifiuto critico e ad un attacco nei confronti del mondo e delle strutture sociali adulte). E’ possibile ipotizzare che Y. non abbia elaborato in maniera adeguata il lutto della morte del padre (tra l’altro il suicidio è una morte tragica ancora più difficile da accettare) che potrebbe aver provocato in lui un blocco nella crescita. Y. sembra infatti provare della rabbia verso il padre, che ha deciso di togliersi la vita “proprio quando lui ne aveva più bisogno”. Y. inoltre sembra ricercare una qualche vicinanza con il padre, venuto a mancare in un periodo così difficile per lui, facendosi tatuare la sua immagine sul braccio.
- rapporto con la fidanzata: Y. afferma di aver un buon rapporto con la ragazza che dura ormai da 4 anni. Sarebbe importante esplorare come la ragazza viva l’attuale problematica di Y. dal momento che dovrebbe esserne al corrente, visto che la prima crisi si è verificata a un compleanno di un amico, ove era presente anche lei. Sarebbe utile sapere da quanto tempo la coppia ha iniziato a parlare del futuro e dei possibili progetti, per comprendere se esiste un’associazione tra l’inizio delle crisi di Y. e la prospettiva di un simile cambiamento di vita. Nel caso vi fosse un’associazione temporale tra questi due eventi, si potrebbe ipotizzare che Y. non sia ancora pronto a uscire dal nucleo familiare (madre e fratello) e che dunque le crisi potrebbero riguardare la tematica della separazione.
- rapporto con gli amici: sarebbe importante a questo proposito capire se Y. al momento frequenta gli amici, dal momento che le sue crisi lo hanno costretto in casa per lunghi periodi (possibile isolamento sociale).
- ambito lavorativo: Y. dice che si è assentato dal lavoro da 10 giorni, per cui sarebbe importante comprendere da Y. cosa pensa di fare in futuro, se è preoccupato di poter aver problemi sul lavoro a causa delle sue assenze, dal momento che il lavoro rappresenta per lui la possibilità di mantenersi economicamente e dunque ciò che gli consente la realizzazione dei progetti futuri. Inoltre sarebbe interessante sapere perché ha avuto problemi nella ditta precedente per capire se le sue ragioni sono valide o se invece si tratta di una sua incapacità a far fronte alle responsabilità della vita.
Infine sarebbe anche interessante esplorare perché Y. ha scelto un lavoro come magazziniere (diventando anche capo) dal momento che gli piace disegnare e vorrebbe diventare tatuatore; dunque capire perché non investe le sue energie nella realizzazione del suo sogno (forse vede il mestiere di magazziniere come transitorio???).
Nel corso del secondo colloquio potrebbe essere utile somministrare a Y. una batteria CBA, ovvero un test di stampo cognitivo comportamentale che ben si presta all’indagine dei disturbi di tipo ansioso (infatti prevede test che misurano l’ansia di tratto/stato (STAI-X)) oppure potrebbe essere somministrato un MMPI-II un altro test di personalità che consente di fare una diagnosi più precisa e determinare la gravità del disturbo (nelle scale di contenuto vengono infatti indagate le variabili ansia, paura, problemi familiari, problemi lavorativi ecc…).
Qualora attraverso le indagini proposte fosse confermata l’ipotesi diagnostica di disturbo di panico senza agorafobia, si potrebbe suggerire una terapia espressiva orientamento psicodinamico (il soggetto sembra aver un adeguato esame della realtà) ma con elementi supportivi. La prospettiva psicodinamica sostiene che il soggetto soffre per oggetto interno scarsamente sviluppato a cui fare appello nei momenti di difficoltà per quietare l’ansia. Dunque gli obiettivi di tale trattamento saranno: favorire l’interiorizzazione di un oggetto buono costante a cui far riferimento nei momenti di difficoltà, rielaborare il conflitto dipendenza/indipendenza, favorire il processo di separazione-individuazione
Fatemi sapere se siete d'accordo o meno, se volete aggiungere qualcosa o eliminare qualcos'altro......a presto!!!!
Un abbraccio
Maria
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Ciao Maria!
complimenti per il caso da te risolto!
sono 'qui' per pochi minuti... ma da quanto ho letto, mi pare che vada molto bene la tua stesura!
concordo con la diagnosi DAP.
chiedevi se è possibile considerare nella diagnosi in questione il DAP con agorafobia. potrebbe essere! perchè leggevo che il sentimento agorafobico può esprimere, a seconda dei casi vari significati, per es. paura di separazione per l'allontamento da luoghi familiari; paure proiettive persecutorie qualora il sogg. tema il giudizio degli altri.... secondo me il ragazzo in questione vive questo sentimento agorafobico. si può dedurre o meglio, ipotizzare la paura della separazione dai luoghi familiari (la casa) per il fatto che in più episodi ha messo in atto comportamenti di evitamento (dal lavoro, dagli amici...) inoltre si può dedurre la presenza del timore del giudizio altrui (si è recato al pronto soccorso il giorno prima del colloquio con lo psicologo... ci viene inoltre riferito che il ragazzo è stato accompagnato al colloquio.) . Ma ...sono un pò di corsa per cui non so sto sparando cavolate! Concordo con la batteria CBA con la scale ansia di stato e di tratto, E L'MMPI-la scala PT-psicastenia, preoccupazione, ansia. Altri test non mi vengono a mente.
Ah, sono contenta che vada bene il file che ho inserito del prof.baranello... va bene anche per Rollo, così ho letto nel suo thread.
a presto e grazie!!
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
scusate la mia sparizione non è per menefreghismo nè egoismo, è che sono superpresissima e non riesco a stare al passo con le vostre discussioni...ma cmq vedo che siete così brave che il mio contributo è quasi inutile!
buono studio!
-
Riferimento: seconda prova: il caso clinico
Citazione:
Originalmente inviato da
balubina
scusate la mia sparizione non è per menefreghismo nè egoismo, è che sono superpresissima e non riesco a stare al passo con le vostre discussioni...ma cmq vedo che siete così brave che il mio contributo è quasi inutile!
buono studio!
ciao Balubina! tempo fa ero io a dire più o meno quanto dici tu ora, ma credo che ti sbagli se ti riferisci anche a me sulla 'bravura'! sapessi che indietro sono con il programma x la 2a prova! posso dire di aver studiato finora solo i disturbi d'ansia... mi manca tutto il resto! cerco di studiare anche nel weekend altrimenti non ce la faccio! .... x non parlare poi che ricordo a fatica molto del programma da sapere x la 1a prova!
spero solo non mi venga un attacco d'ansia il giorno dell'esame e prendo in considerazione anche il fatto di ritirarmi...non escludo niente.
tuttavia mi aiuta leggere questa sezione perchè intanto imparo e ripasso!
PS PER MARIA:
riguardo il caso da te proposto, pensavo... si potrebbe pensare anche ad una fobia sociale come diagnosi differenziale o comorbilità? mi puoi chiarire ? per favore? grazie!
a tutte:
:bacetto: