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Alessandro09
Per te la creazione compartecipata risulta essere sempre incnscia?
L'unico agente di cambiamento psichico è l'interpretazione di transfert?
Si esce dall'impasse solo interpretando in modo corretto ciò che non era stato compreso? :medito:
Per quanto mi riguarda ci sono due accezioni del termine co-costruzione. La prima rimanda ai processi inconsci di creazione del campo, ovvero l'instaurarsi dei fenomeni collusivi propri sia dell'analizzando che dell'analista. La seconda accezione riamanda invece alla modalità interpretativa delle dinamiche del campo, caratterizzata dalla non saturazione da parte dell'analista e dal ruolo attivo nella costruzione di significato da parte di entrambi gli attori.
Alle altre due domande non riesco a dare altro se non una risposta positiva: agente di cambiamento strutturale è l'interpretazione (che va molto al di là del verbale, è anche interpret-azione) e conduce fuori dall'impasse. Sono però curioso di sentire cosa ne pensi tu.
Saluti
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Alessandro09
Dici che in psicoanalisi si analizzano e modificano gli assetti collusivi: come avviene questa modifica?
Forse troppe domande...
Non avevo visto questa aggiunta. Però stiamo andando decisamente OT. Apri una discussione nella stanza di psicoterapie.
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Credo quindi che ci siano premesse teoriche leggermente differenti.
Più tardi aprirò una discussione nella stanza di psicoterapie.
Saluti.
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Per dire rapidamente come la penso non credo che la giusta interpretazione porti sempre ad uscire dall'impasse...
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Johnny ho detto che la mia amica parlava degli esami col suo psicoterapeuta(è successo davvero)per dire che lei non ha avuto timore della figura docente e si è permessa anche di criticare le modalità di valutazione......Lo psicoterapeuta da parte sua non si è mostrato come dire "vendicativo" ma ha accolto questa richiesta e ne hanno discusso accantonando per il tempo della seduta il suo ruolo di docente!
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ikaro78
E allora? Uno in analisi parla di quel che gli pare, ma pensa un po'!
ma ce l'hai con me? ho solo risposto alla domanda di Zuccherina. Guarda che è stata Zuccherina a tirare in ballo questa sua fantomatica amica e dire i fatti suoi. Dubito che se l'analista non fosse stato anche il docente, avrebbe parlato degli esami. Perciò credo che i confini siano poco chiari.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Johnny ho detto che la mia amica parlava degli esami col suo psicoterapeuta(è successo davvero)per dire che lei non ha avuto timore della figura docente e si è permessa anche di criticare le modalità di valutazione......Lo psicoterapeuta da parte sua non si è mostrato come dire "vendicativo" ma ha accolto questa richiesta e ne hanno discusso accantonando per il tempo della seduta il suo ruolo di docente!
ci mancherebbe anche che un analista sia "vendicativo". Ma il fatto che ci siano tutte queste aspettative, secondo me, ha un suo peso.
Comunque come dice Ikaro, saranno fatti loro.
ciao
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Se c'era un rapporto confuso e conflittuale tra questi due ruoli non credo che ne avrebbe parlato facilmente....evidentemente l'analista ha fatto in modo che la mia amica si confidasse con lui ANCHE di questo senza problemi....ma la seduta non ha riguardato interamente gli esami....sia ben chiaro...!
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ma ce l'hai con me? ho solo risposto alla domanda di Zuccherina. Guarda che è stata Zuccherina a tirare in ballo questa sua fantomatica amica e dire i fatti suoi. Dubito che se l'analista non fosse stato anche il docente, avrebbe parlato degli esami. Perciò credo che i confini siano poco chiari.
Non ce l'ho con te, vorrei capire però che cosa significa che i confini sono poco chiari, altrimenti si corre il rischio di dire cose tanto per dire, il parlare degli esami è materiale analitico come qualsiasi altra cosa, davvero non capisco dove stia il problema secondo te, se non lo è per la coppia analitica non c'è nessun tipo di problema e se lo è per il paziente può comunque essere trattato, certo che se c'è un problema per l'analista il discorso cambia, ma non è questo il caso...