Originalmente inviato da
gieko
Nessun mistero, cara francesca, nè simulazione di distacco. Una carezza, una pacca sulla spalla, o qualsiasi altro gesto, possono "far male" qualora siano risposta ad una richiesta patogena, ovvero ad una richiesta di mantenere lo status quo della struttura inconscia fonte di sofferenza per il soggetto. Detto in altri termini e semplificando, se tale domanda è, ad esempio, di tipo narcisistico ("fammi capire che sono il paziente più importante per te") e la risposta è congruente ("ti comunico che sei il paziente più importante per me"), paziente e terapeuta rimangono "intrappolati" nella struttura patogena ("se non mi sento il più importante per te non valgo nulla"). Ovviamente tutto ciò può essere comunicato in maniera implicita. Obbiettivo della psicoanalisi è, non accogliendo la richiesta, ma interpretandola ("mi stai comunicando che vuoi essere il paziente più importante per me altrimenti senti di non valere nulla"), mettere il paziente di fronte alle modalità fonte di sofferenza per poter permettere un processo di modificazione delle stesse.
Spero sia più chiaro perchè, almeno nell'ottica psicoanalitica, rispondere alle richieste consce e soprattutto inconsce significhi bloccare il processo di cambiamento strutturale e come ciò, in sintesi, possa rappresentare un danno per il paziente e come ciò può potenzialmente anche compromettere (in determinate fasi del lavoro) i progressi raggiunti.
Saluti