io ho una mia opinione ma potresti spiegarmi il senso di quest' opera secondo te?:rolleyes:
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ecco il senso, basta leggere l´articolo :sisi:
"È nostra intenzione – aggiunge il vicesindaco - dare ad ogni cittadino la possibilità di prendere concretamente coscienza di cosa produce il suo consumo e come lo stesso, associato a quello di tanti altri, abbia un impatto fortissimo sull’ambiente. Se per assurdo i rifiuti non venissero gestiti in modo adeguato, arriverebbero in tempi rapidissimi a prendere il sopravvento su di noi, sulle nostre case e più in generale sull’ambiente, il caso di Napoli ne è una triste conferma».
Sul perché realizzare questa installazione shock in centrocittà, gli amministratori spiegano che «l’edificio scelto per il nostro progetto rappresenta la casa in cui ogni cittadino ha la possibilità di identificarsi, il luogo dove si produce la maggior parte dei rifiuti». L’opera, a cui seguirà la realizzazione di una campagna di sensibilizzazione rivolta sia alle emittenti locali che alla propaganda in forma di manifesti e volantini da distribuire nei diversi comuni della Provincia, verrà utilizzata come scenografia per pubblicità progresso sulla raccolta differenziata, promosse dalla Città di Tradate, dalla Provincia di Varese e da Sogeiva."
Sul sito di "Porta di Massa" PORTA DI MASSA | LABORATORIO AUTOGESTITO DI FILOSOFIA EPISTEMOLOGIA E SCIENZE POLITICO-SOCIALI (ISSN 1973-2619) compare un dibattito interessante sulla questione dei rifiuti a Napoli. E' diviso in due parti:
AA. VV., L'Italia dei Rifiuti (1) | PORTA DI MASSACitazione:
Questa è la prima parte del dibattito sulla questione rifiuti organizzata dal Collettivo "Sociologia in Movimento" e dalla Facoltà di Sociologia dell'Università Federico II di Napoli. In questa prima parte gli interventi di Anna Maria Zaccaria, Fabrizio Bertini e Fabio Ruggiero.
e questa
AA. VV., L'Italia dei Rifiuti (2) | PORTA DI MASSA
è la seconda parte
sono interventi audio in formato mp3Citazione:
Questa è la seconda parte del dibattito sulla questione rifiuti organizzata dal Collettivo e dalla Facoltà di Sociologia dell'Università Federico II di Napoli, con gli interventi di Mario Avoletto e di una serie di rappresentanti dei Comitati locali che si battono su questo tema.
Buon ascolto
Buona vita
Guglielmo
Circa 1000 manifestanti si sono radunati guardati a vista dalla polizia
Un ordigno rudimentale è stato lanciato da una Peugeot contro il commissariato
Chiaiano, corteo contro la discarica
Bombola del gas contro gli agenti
Chiaiano, corteo contro la discarica Bombola del gas contro gli agenti
Soldati davanti alla discarica di Chiaiano
NAPOLI - E' partito il corteo di circa mille persone che protestano contro l'apertura della discarica nel quartiere. In prima fila, donne, anziani, bambini e un grande striscione arancione su cui è scritto "Giù le mani della nostra terra". Sul posto i rappresentanti dei comitati, guardati a vista da un ingente schieramento di forze dell' ordine. In prima fila anche i politici locali. Il corteo si snoderà lungo via Santa Maria a Cubito, per poi raggiungere la piazza Rosa dei Venti e proseguire alla volta del comune di Marano.
Nella notte un rudimentale ordigno è stato lanciato contro il commissariato del quartiere. Ieri era toccato ad un gruppo di carabinieri di guardia davanti all'ingresso della discarica. Questa notte, da una Peugeot qualcuno ha lanciato contro gli agenti una bombola di gas del tipo usato dai campeggiatori. Non ci sono stati feriti né danni.
E' il quinto attentato contro la polizia a Chiaiano. Anche se l'area della discarica è sotto il controllo dai soldati della brigata Garibaldi che hanno chiuso i varchi con il filo spinato, le intimidazioni a Chiaiano continuano. Il sottosegretario all'Emergenza rifiuti Guido Bertolaso getta acqua sul fuoco: "Sono fatti che ci possono stare nel momento in cui si interviene con decisione e autorevolezza per dimostrare che lo Stato c'è". È ottimista il capo della Protezione civile. Prevede che la crisi potrà essere risolta entro la fine del 2009, com'è nei piani del governo: "Sono convinto che stavolta porremo la parola fine a questa vergognosa vicenda".
(12 luglio 2008)
sequestrato un laboratorio d'analisi che emetteva false certificazioni
Traffico illecito di rifiuti speciali
Arresti e sequestri in Campania
Carabinieri in azione a Caserta, Avellino e Salerno: ipotizzati anche i reati di truffa e falso
CASERTA - Maxioperazione dei carabinieri di Caserta e Salerno contro il traffico illecito di rifiuti speciali. Su disposizione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, sono state arrestate tre persone, sono state effettuate anche diverse perquisizioni e sequestri nelle province di Caserta, Avellino e Salerno. Agli indagati sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, truffa e falso in atto pubblico.
SEQUESTRO - Nel corso dell’operazione è stato sottoposto a sequestro un laboratorio di analisi che rilasciava false certificazioni sulla tipologia di rifiuti speciali a varie aziende campane, al fine di consentire illecitamente lo smaltimento in impianti autorizzati. I tre arrestati sono dipendenti e proprietari proprio del laboratorio d'analisi di Sant'Egidio Alvino sequestrato. I tre sono accusati di aver rilasciato false certificazioni sulla tipologia di rifiuti speciali a varie aziende campane, al fine di consentire illecitamente lo smaltimento in impianti autorizzati. In sostanza, dicono gli inquirenti, il laboratorio forniva false certificazioni sull'analisi di fanghi di depurazione provenienti dalla regione Campania, grazie alle quali si consentiva lo smaltimento dei rifiuti, nonostante fossero in realtà rifiuti speciali, contenenti cromo 3, in grado di provocare alterazioni fisiche se diffuse in grandi dosi, in discarica o impianti di compostaggio, spiegano fonti dell'Arma dei carabinieri. Dagli impianti di compostaggio usciva poi del fertilizzante, che in alcuni casi veniva direttamente sparso su territori utilizzati per agricoltura con la compiacenza dei proprietari dei fondi.
è finita l'emergenza rifiuti!!!!! (secondo lui)
Il ritorno a Napoli di Berlusconi: «È finita l'emergenza rifiuti» - Corriere della Sera
:magia: Salagadula megicabula bibbidi-bobbidi-bu. :magia:
ma dove sarà finita? :look: discariche segrete... :paura:
questa è follia pura.
A Chiaiano la pensano diversamente dall'ANSA
La protesta di Chiaiano al Duomo
Berlusconi: emergenza finita
Buona vitaCitazione:
16 luglio 2008 - Conchita Sannino
Fonte: Repubblica Napoli
Il presidente Berlusconi rivela di avere espugnato l´emergenza infinita. «A 58 giorni dal primo Consiglio dei ministri, venerdì annuncerò a Napoli che il problema rifiuti è risolto in tutta la Campania».
Così in serata il premier conferma l´appuntamento di Napoli per dopodomani e offre il suo titolo per quella data. Sarà la sua quinta trasferta campana in due mesi; e la seconda in cui Napoli fa da dependance a Palazzo Chigi, dopo il Consiglio dei Ministri del 21 maggio. Berlusconi dovrebbe visitare anche Pompei, la cui area archeologica è stata appena commissariata. «In Comune lo attendiamo, abbiamo anche spedito un fax a Palazzo Chigi, speriamo trovi il tempo. Sono un iscritto del Pd, ma sarei felicissimo di ospitare nella mia città il governo», gongola il sindaco, Claudio D´Alessio.
Il premier troverà strade certo più pulite, ma ancora tonnellate di immondizia da smaltire e un clima incandescente: tra l´opposizione a oltranza dei territori che circondano Chiaiano; il conflitto in corso tra enti locali sulla "rogna" dei Cdr e dei consorzi che passeranno alla gestione delle Province; e il colpo di coda di cartelli malavitosi che si oppongono al superamento della crisi. Lo dimostra l´incendio che ieri, ad Ottaviano, ha distrutto 2500 contenitori che servivano per l´imminente avvio della Differenziata porta a porta. Un episodio che fa indignare il sindaco, Mario Iervolino. Che minaccia le dimissioni. «Questo è un attentato alla civiltà da parte di una frangia di facinorosi. Bruciare 2500 contenitori vanifica gli sforzi in termini economici e di risorse umane, pregiudica il progetto su cui Ottaviano è impegnata. - aggiunge il sindaco - In tali condizioni non si può lavorare. Sono pronto a lasciare, se è questo che vogliono: e tornare a svolgere con soddisfazione il ruolo di direttore sanitario».
Intanto i comitati di Chiaiano occupano per 3 ore la cattedrale, condannando a voce alta l´incoraggiamento bipartisan che Sepe rivolse al premier nel loro ultimo incontro. Tensioni anche sulla gestione futura degli impianti Cdr. Se n´è riparlato a Palazzo Salerno, con il sottosegretario Bertolaso, il suo capomissione Marcello Fiori, il generale Franco Giannini. Nel solco della legge regionale che, ben prima del decreto poi tramutato in legge, delegava alle Province la guida di stabilimenti e consorzi, lo staff di Bertolaso annuncia la nomina di 7 commissari ad acta, che avranno il compito di «traghettare nei prossimi mesi impianti e personale verso la gestione diretta delle Province». Una decisione contro la quale tornano ad opporsi in una nota congiunta, i cinque Presidenti. «Il conto finale è servito alle Province - scrivono - Con il rischio di ridurle in bancarotta e di far pesare sui cittadini la mancata erogazione di servizi e gli ulteriori costi». Ma, da Palazzo Salerno, il capomissione Marcello Fiori ribadisce che «la nomina dei commissari ad acta è uno strumento normativo che viene proprio incontro alle riserve e alla richiesta di tempo avanzata dai presidenti e da noi accolta». Scoglie un altro dubbio, Fiori: «Qui nessuno sta commissariando le Province. Ciascun commissario dialogherà con loro in vista della definitiva assegnazione del ruolo». Il conflitto vero si consuma tra le Province e la Regione. L´assessore regionale Ganapini ieri va anche oltre e detta nuovi tempi: «Entro 30 giorni le Province dovranno dotarsi di società in grado di eseguire questo lavoro». Un braccio di ferro in pieno corso.
Guglielmo
Ottaviano: incendiati cassonetti della raccolta differenziata. Il sindaci Iervolino: Non mi fermeranno, la differenziata si farÃ. « L’ORA VESUVIANA - Giornale OnlineCitazione:
Non credo alla pista della fatalità perché non si possono incendiare tutti insieme più di duemila cassonetti
"Qualcuno" dicevaCitazione:
« Bisogna stare attenti a quello che avviene in Sicilia e in Calabria e che avviene anche con la camorra a Napoli. Bisogna fare attenzione a non confondere il popolo siciliano, il popolo calabrese ed il popolo napoletano con la camorra o con la mafia. Sono una minoranza i mafiosi. E sono una minoranza anche i camorristi a Napoli. »
Da "La Stampa" di poco fa
Citazione:
Il rifiuto dei rifiuti
Berlusconi dice che l'emergenza a Napoli è data per risolta. Bruxelles chiede fatti e non parole. Roma se la prende coi toni: "in contraddizione col clima di dialogo"
Dice Roma. Berlusconi ha affermato che durante il Consiglio dei ministri di venerdì a Napoli darà per "risolto" il problema dei rifiuti.
Risponde Bruxelles. "Berlusconi può dire che il problema è risolto, può dire ciò che vuole, ma per noi contano i risultati: la procedura di infrazione rimane aperta" sulla gestione dei rifiuti in Campania. Così Barbara Hellferich, portavoce del commissario all'ambiente Stavros Dimas. Ma per Palazzo Berlymont occorre aspettare e valutare nei fatti la realizzazione del piano messo in atto dal governo.
Noi - insiste Hellferich - non possiamo misurare i risultati di queste politiche sulle parole, ma sui fatti. Il governo deve realizzare il piano, non basta presentarlo, deve dimostrare che la soluzione indicata risolve il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti e la creazione del termovalorizzatore". .
"Per noi - ricorda la portavoce di Dimas - c'è un caso di fronte alla Corte che riguarda la gestione dei rifiuti, non giudichiamo le parole"
Ridice Roma. E' con "viva sorpresa" che la Farnesina ha accolto in serata "il tono ed i contenuti" di quanto detto dalla portavoce del commissario Ue all'ambiente, Stavros Dimas. Il "tono" di tali dichiarazioni è "in contraddizione con il clima di dialogo aperto e di massima cooperazione che caratterizza i rapporti tra Italia e Commissione Ue. Si tratta, sottolinea la nota, di una cooperazione testimoniata in concreto dal recente costruttivo incontro a Bruxelles del sottosegretario Bertolaso con il commissario Dimas, e dal recepimento da parte italiana dei suggerimenti proposti dalla Commissione sul decreto-rifiuti in sede di conversione in legge".
Nel rilevare che "la principale preoccupazione del governo italiano è infatti quella di assicurare la soluzione dell' emergenza rifiuti nel pieno rispetto delle norme comunitarie", la Farnesina conclude: "é chiaro che la chiusura della procedura d'infrazione è legata alla realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, per la quale il governo italiano è fermamente impegnato. Ma è un dato di fatto, come ha sottolineato il Presidente Berlusconi, che l'emergenza creata dai rifiuti non raccolti è stata superata grazie alla loro rimozione dalle strade".
Ridice Bruxelles. "Non sono a conoscenze delle specifiche misure proposte" dal governo italiano. "In ogni caso la Commissione valuterà qualsiasi nuova misura per verificare la conformità con la legislazione comunitaria prima di prendere in considerazione qualsiasi nuova azione, come la chiusura del caso aperto di fronte alla Corte contro l'Italia su questo caso". E' quanto precisa oggi in una nota Barbara Hellferich, portavoce del commissario Ue all'ambiente Stavros Dimas, in relazione a quanto dichiarato ieri sulla situazione dei rifiuti in Campania ed all'annuncio di un'imminente soluzione del problema
Diceva Groucho Marx alla moglie appena tradita col pensiero. Cara, non credere ai tuoi occhi; credi a me.
Non abitando a Napoli domando ai napoletani : ma i rifiuti nelle strade ci sono o non ci sono?
La raccolta viene fatta o no?
Più che altro per chiarezza, visto che riceviamo informazioni contrastanti.
Secondo questo articolo no
BERLUSCONI A NAPOLI: E’ FINITA L’EMERGENZA RIFIUTI
Venerdì, 18 Luglio 2008 - 13:30 -
di Alessandro Iacuelli
"L'emergenza a Napoli sui rifiuti e' finita". Chi lo dice? Non i napoletani, certo, ma il Presidente del Consiglio, che ha già annunciato ieri questa dichiarazione in una conferenza stampa. Spiega che sono state tolte settemila tonnellate di rifiuti al giorno e, in più, trentacinquemila tonnellate che "erano rimaste inevase". "C'e' ora - osserva Berlusconi - una stabilizzazione che sarà maggiore quando andranno a pieno regime tutti i termovalorizzatori". Peccato che almeno diecimila tonnellate di rifiuti urbani sono ancora a cielo aperto nei comuni limitrofi e 40mila sono in stoccaggio provvisorio. In pratica, è stata pulita in fretta e in furia la città capoluogo, sacrificando la provincia. Berlusconi dice di incassare, ma non incassa i primi risultati raggiunti dalla gestione del sottosegretario Guido Bertolaso e si prepara a lanciare la strategia di comunicazione "per il riscatto dell'Italia da questa vergogna".
Solo strategia di comunicazione, quindi, studiata a monte di una reale soluzione del problema. Fumo negli occhi degli italiani, l'ennesima trappola mediatica, nella quale non casca l'Unione Europea, che da Bruxelles risponde freddamente, attraverso Barbarba Hellferich, portavoce del commissario all´Ambiente, Stavros Dimas: "Per noi, contano i fatti, non le parole". Poi la signora Hellferich continua a strigliare il cavaliere: "Berlusconi può dire ciò che vuole, per noi contano i risultati. Il governo deve realizzare il piano, dimostrare che si risolverà il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti".
Già, perché in Campania una gestione corretta non c'è. Un approccio a lungo termine non c'è. Restano quindi solo le parole vuote di un capo di governo che sostiene di aver vinto una scommessa. Senza neanche averla intrapresa. Nonostante questo, il governo, attraverso il ministero degli Esteri, esprime "viva sorpresa" per la dichiarazione della signora Hellferich. Restano nel frattempo aperte a Bruxelles le due procedure d´infrazione: quella sul caso Campania e quella aperta a febbraio, riguardante le discariche a cielo aperto in tutta Italia.
Berlusconi ha presieduto in Prefettura il suo secondo Consiglio dei ministri partenopeo. Tutto pronto per la conferenza-show, comprese le cartelle di appunti e il dossier di foto che sorreggono il messaggio: "La scommessa è vinta". Certo, se ci si limita al centro di Napoli, sarà anche vinta, ma basta uscire dalla città verso est o verso ovest, per essere accolti da una distesa interminabile di rifiuti urbani, a marcire sotto il sole di luglio, e a far prolificare i topi.
Così, Napoli è la sua cintura di comuni torna ancora una volta ad essere il luogo delle contraddizioni. Un governo chiuso in Prefettura a parlare del nulla, in attesa di vantare vittorie inesistenti dopo qualche ora in una conferenza stampa, chiuso in una Prefettura che si trova in una piazza pulitissima, linda e splendente; poi però, Capodichino è invasa da sacchetti, materassi, scarti vari e Ponticelli è una distesa di rifiuti: e si tratta di quartieri dello stesso Comune di Napoli.
In provincia, il mare di rifiuti in fermentazione e decomposizione riempiono San Giuseppe Vesuviano, Sant´Anastasia, Boscotrecase, Somma Vesuviana: Oltre 10.000 tonnellate. Nessuno fa cenno alle altre 40.000 "temporaneamente" parcheggiate nei siti di stoccaggio provvisori: questi siti non sono discariche, sono luoghi a rischio per la salute pubblica, spesso immersi nel percolato. In questi siti invisibili, creati per nascondere i rifiuti, l'emergenza è riuscita a mimetizzarsi, ma anche a riprodursi. E nonostante la "temporaneità" dei siti, sono ferme le giacenze di mesi, o di anni.
Ma è evidente che questo per il governo non conta. Per un governo che si basa sull'immagine e non sulla sostanza, come se la gestione della cosa pubblica fosse una televendita o la conduzione di uno show televisivo, conta che le telecamere mostrino il centro città pulito. Infatti Silvio Berlusconi ha invitato gli europarlamentari di FI a rilanciare l'immagine di Napoli in Europa. "Ormai", ha spiegato il premier "la città sta di nuovo per tornare alla normalità".
Il Presidente del Consiglio ha riepilogato le tappe dell'emergenza rifiuti a Napoli, saltando spesso e volentieri dei passaggi importanti e non dimostrando una decente preparazione sull'argomento, ribadendo: "Il nostro impegno non verrà meno. Bisogna lavorare anche per il futuro non vorrei che ora ci fosse qualcuno che buttasse immondizia soltanto per oscurare l'opera del governo". Ecco quindi su un piatto d'argento lo schema per il futuro napoletano: se l'emergenza proseguirà, come crediamo, allora sarà perchè qualcuno dietro le quinte manovra le cose per oscurare e infangare il suo lavoro. Saranno magari i soliti comunisti? Saranno forse i terroristi arabi? O gli immigrati clandestini?
Il piano - se così lo so può chiamare - del premier contiene anche un altro aspetto inquietante: Berlusconi ha infatti confermato che verranno diffuse nelle varie tv immagini del capoluogo partenopeo in modo da far capire ai cittadini la differenza tra come era la città due mesi fa e come è adesso. Pertanto, non si tratta di una soluzione all'emergenza rifiuti campana, ma dell'ennesimo grande spot pubblicitario di un uomo che sulla pubblicità, la merce più effimera che ci sia, ha costruito un impero. A spalleggiare il premier scende in campo ovviamente la struttura napoletana di Forza Italia. Berlusconi viene accolto da uno striscione alquanto ridicolo con sopra scritto "Semplicemente Grazie Silvio. Napoli è pulita".
A predisporlo é stato il consigliere regionale di Fi/Pdl Fulvio Martusciello. Il ringraziamento al premier campeggia su una foto dell'entrata di castel dell'Ovo e del Borgo Marinari, uno dei luoghi più conosciuti della città. Certo, Martusciello non avrebbe potuto mettere Pozzuoli o Quarto, sommerse dai rifiuti, ma di certo è stato attento a firmare lo striscione con il nome del proprio sito internet, in modo da farsi a sua volta pubblicità e di compiacere il capo.
Il cavaliere, che già ha affrontato il "problema sicurezza" occupandosi della propria e cancellando dalla programmazione televisiva quella altrui, ha intenzione di ripetere lo stesso esperimento con l'emergenza rifiuti campana: cancellare dai sistemi d’informazione la realtà. D’altronde, una falsa emergenza creata artificiosamente non poteva che avere soluzioni altrettanto false e artificiose. L’essenza di questo governo.
da Altrenotizie
Rispondo io da napoletana:.:asd:
Dalle mie parti l'emergenza rifiuti è già finita finora e hanno iniziato a raccogliere le immondizie tre settimane fa.
Per ora già va meglio,anche gli amici e i parenti di altri paesi vicini hanno confermato che ora non ci sono più rifiuti in strada.
I netturbini comunali vengono tutte le notti a raccogliere le immondizie,vengono pure i furgoni dell'Asl a disinfettare i marciapiedi dove si tengono i cassonetti.
La raccolta differeniziata è già attiva ma in una zona dove ci sono i grandi cassonetti di ferro per schiacciare la palstica,la carta,il vetro e l'alluminio.
Il mio comune dovrebbe portare i cassonetti della raccolta ma per ora non è ancora nulla.
In più la gente non fa un cazzo:non ha la volontà di fare la raccolta,butta tantissima carta e plastica,butta addirittura le immondizie a terra a fianco dei cassonetti anche se vuoti.Che vergogna!
Evidentemente la gente è sempre stata incivile.Sempre.
Come sapete,la gente non vuole le discariche,non vuole i termovalorizzatori,non vuole le Ecoballe.
E i rifiuti dove li lasciano?Se protestano ancora,li lasciano a terra,ovviamente.
Non possono pretendere che i nostri rifiuti vanno in altre Regioni,perchè ognuno ha il suo territorio che va DEL TUTTO rispettato.
Guardate che i capricci dei napoletani mi hanno rotto le palleee,davvero.
Perchè non capiscono NULLA per colpa della loro mentalità così ignorante.
Io e la mia famiglia,in più i parenti,siamo civilissimi,facciamo la raccolta da anni e in più consumiamo il meno possibile la plastica.
Poi io non vedo l'ora di lasciare Napoli non perchè non mi piace come città anzi.
Ma perchè i napoletani mi hanno stancato da morire,mi hanno deluso profondamente,Napoli già non merita per quei napoletani,per la camorra,per la loro incivilità e la loro illegalità.
Ovviamente Napoli è sempre nel mio cuore ma non i napoletani eh.
Mi spiace di aver offeso i napoletani ma è la verità.
Bene sono contenta di leggere quello che testimonia Capatosta.
Si ma dove li eliminano senza discariche pronte, senza termovalorizzatori???
dunque dunque ...cosa sento!
grazie della testimonianza capatosta, tu che sei del posto.
Grazie al governo berlusconi che si è adoperato per l'emergenza. E grazie alla popolazione italiana che con le tasse contribuisce a ripulire una terra a quanto dici con persone non sempre civili. A partire (ovviamente) dai rappresentanti politici locali.
non ho risposto perchè non ho avuto modo non essendo stata a casa.
parlo della mia zona. in quasi tutti i paesi dell'area vesuviana la spazzatura è ancora in giro e ci sono strade bloccate che sono state riservate all'accumulo di rifiuti e per tanto non sono agibili. in particolare ciò si verifica nei pressi di zone manufatturiere tessili e dell'abbigliamento. vorrei poter avere il tempo di caricare qualche foto. non so se riesco.
le alternative alle ecoballe e agli inceneritori sono idee che circolano già da un po' ma non portano a qualcuno i soldi che porterebbero gli inceneritori. ho già postato le idee a riguardo.
capatosta puoi leggere dietro.
ah. neanch'io ho avuto risposta qui.
http://www.opsonline.it/forum/psicol...-24-64463.html
(vedi in fondo alla pagina.)
Scusate ma...mi sembra che l'utente (napoletana) si sia espressa in maniera accorata sì (del resto è toccata direttamente dal problema) ma sostanzialmente civile...
C'è da dire, semmai, che ravviso ancora confusione sulla realtà delle cose : c'è chi dice che i rifiuti sono stati tolti...cìè chi dice no (alla Vasco Rossi...)....
Dov'è la verità? (se esiste...)...
io (utente napoletana con pizza e mandolino certificato ) vorrei sapere se capatosta sa i rifiuti che lei differenzia (e da me la differenziata si fa da almeno 4 anni) dove vanno a finire.
è sempre la stessa storia. la raccolta rifiuti avviene per rotazione nelle zone della prov di napoli. è chiaro che se si ascolta la tv si vede tutto pulito.
questo 3ad non è di discussione. ognuno dice la sua. non si risponde mai a un post di INFORMAZIONE o a un articolo.
sinceramente io mi ritiro dalla "discussione". ricomparirò quando la situazione si sarà estesa alle altre grandi città d' italia, quando si apriranno gli occhi sul fatto che è un fenomeno di più ampio raggio o quando ci sarà modo di mettere confronto pareri e punti di vista differenti.
Ho letto nei giorni lo svilupparsi della discussione. Sono un poco perplessa per gli interventi.Da psicologa e da persona non riesco a dire è colpa di persone, luoghi, cultura ecc..la nostra società è inserita in una storia, influenzata dalle persone, dalla politica e la cultura insomma non si può dire: "E' colpa dei napoletani";"E' colpa dei politici". Capisco chi si altera e chi è deluso, ma dire che i napoletani sono ignoranti è come dire che un genovese (come me) è tirchio..va bene che gli stereotipi servono per risparmiare,ma qui esageriamo.
Credo ci siano state persone che hanno spiegato da dentro la situazione, ma ovviamente è una visione parziale e personale.
Se vogliamo parlare della altre città, bene: a Genova abbiamo una bella discarica su un monte sopra una scuola tra l'altro, Scarpino, i rifiuti provengono dalla Lombardia e anche dal Veneto e sinceramente chi scrive: In campania hanno i rifiuti per strada?Affaracci loro.. penso che quella sia la mentalità da ignorante.
Non è possibile pensarla in questo modo ottuso..ecco è questo che mi indigna e che di certo non migliorerà questa situazione, ad ogni modo i napoletani hanno la mia solidarietà e quelli che si illudono pensando sul serio esclusivamente al loro "giardino" auguro che le loro discariche debbano essere svuotate e allora ci sarà da ridere, in un paese non si può pensare che ogni regione è a sè, autonoma e indipendente.
Bene spero di aver dato il mio contributo..
ho trovato dellefoto
ecco il quartiere santa lucia di mesi fa
http://img529.imageshack.us/img529/1545/primadp0.jpg
e qui come è ora
http://img514.imageshack.us/img514/9749/dopowh2.jpg
pozzuoli ,via napoli
prima
http://img235.imageshack.us/img235/613/40175103xt0.jpg
e dopo (17 luglio)
http://img514.imageshack.us/img514/1555/64608014kc4.jpg
via toledo a marzo invasa dai rifiuti
http://img514.imageshack.us/img514/9741/37189543cs4.jpg
dopo (16 luglio)
http://img235.imageshack.us/img235/4637/18168881in7.jpg
qui trovate altre foto
multimedia - LASTAMPA.it
La domanda è una sola a chi ha pagato Berlusconi x far "sparire" la monnezza di Napoli?
Continuo a dire meglio comunista che fascista, nn condivido niente ma proprio niente degli scandali che succedono in questo paese, ieri pensavo all'eventualità che la monnezza venisse scaricata a mare, nn mi meraviglierei di questa cosa, nn so perchè quest'anno il mare della mia città (Torre Annunziata Far west) è ancora più sporco...
Che cazzo di futuro stiamo preparando x le generazioni che verranno?Nn so cosa ci resta da fare in un paese in cui fanno passare x atto di democrazia l'immunità alle cariche parlamentari, la schedatura ai bimbi rom, in cui ancora resta alto il pregiudizio fra nord e sud e imperversa un razzismo dilagante, svegliamoci x favore, svegliamoci e smettiamola di ringraziare gente a cui nn dobbiamo nulla! Gente che pensa solo agli affaracci suoi quando il Paese è ad un passo dal tracollo!
Anche secondo me Berlusconi ha avuto degli aiuti nascosti per far
la figura dell'Eroe che Sconfigge la Monnezza
che serve per buttare fumo negli occhi
magari da qualche altro "eroe" come il suo giardiniere:zott:
su Napoli in diretta Diretta video da Chiaiano | Primo piano | Information guerrilla
Dice un intervenuto: Appropriamoci dei rifiuti lasciate perdere la camorra
solo così possiaamo veniere fuori dal problema!!! Qualcuno se l'è inventata l'emergenza rifiuti...siamo 6 milioni di abitanti e siamo 6 milioni si pecore!!!!!...
e qui
Sostenibilità:
la scelta libertaria
Antidoti ad un modello incapace di fornire soluzioni positive per il futuro
Information Guerrilla
io continuo a dire:allora attaccatevi a tutto :asd:
va bene criticare ma ora venire a dire chi ha pagato per far sparire la monnezza ,anche chi c'era prima pagava,quindi pagare per pagare a sto' punto meglio non averla la spazzatura,non trovi?
intanto ha tolto la spazzatura e c'è voluto lui perchè nessuno ha avuto coraggio o interesse a farlo,se Berlusconi ha altri interessi illeciti (ceh sono da provare) non mi importa.l'importante è che risolve questo problema.
Qui si sta parlando della spazzatura,in riguardo la schedatura di tutti gli italiani se ne parla in un altro topic.
Ciao Tania,
nn so se nn capisci o fai finta di nn capire, pagare qualcuno x un servizio dovuto quale lo smaltimento, la raccolta e lo sversamento dei rifiuti è un atto camorristico, o forse la mentalità camorrista e mafiosa è così diffusa in questo paese che la gente l'accetta e la sostiene addirittura, senza batter ciglio? :mumble:.
Problema risolto non vuol dire semplicemente togliere la spazzatura dalle strade!E infatti mi chiedo,come mai Bertolaso non l'ha risolto quando fu commissario la prima volta a questo punto?Ah certo....mancava il salvatore del popolo...colui che ha ridato Napoli all'Occidente (e visto che ora saranno avviate le pratiche per la sua beatificazione,possiamo pure perdonare a San Silvio qualche legge ad personam). Attualmente Napoli potrà apparire anche pulita, ma credo che l'emergenza potrà dirsi terminata solo quando le misure adottate si dimostreranno durature e stabili nel tempo, e non l'ennesima soluzione tampone. Ma dove è finita la spazzatura?Vorrei capire come mai, prima delle elezioni la camorra veniva descritta come quasi il principale problema del mancato smaltimento dei rifiuti a Napoli. Ricordo parlare di termovalorizzatori mai completati per infiltrazioni a stampo camorristico nei lavori di realizzazione, di ragazzi pagati dalla camorra per incendiare cassonetti, scontrarsi con la polizia, etc etc.Ora invece tutto risolto. E la camorra dove è andata?? Ma allora il "buon governo" ha fatto davvero il miracolo?:mumble:
Emergenza finita non vuol dire che hanno terminato il piano.Significa che hanno tolto la spazzatura nelle strade e l'hanno messa in zone non abitate .Di sicuro Mago Silvio (come lo chiamate voi)non ha al momento poteri magici quindi da qualche parte sarà buttata questa spazzatura in attesa di giungere alle discariche..Poi se preferite averla x strada ,contenti voi.Fate finta che al governo non ci sia Berlusconi e vedrete tutto con occhi diversi..:)
Tania,
ti invito a guardare le cose da un punto di vista diverso dalle tue idee politiche di destra, qui nn si sta attaccando nessuno tanto meno Berlusconi, qui si sta semplicemente riconoscendo che il fatto che i rifiuti siano spariti in men che nn si dica risulta quanto meno strano, sia che a farlo sia un governo di destra che di sinistra. Il fatto che uno ha una particolare idea politica nn significa che debba accettare pedissequamente tutto ciò che viene da quella corrente politica, ciò in passato ha fatto anche troppi danni, ci ha portato alla mancanza di spirito critico, all'indottrinamento e all'odio razziale. Insomma ci vuole un pò di giudizio in tutte le cose x guardarle serenamente con lucidità senza preconcetti e strutture mentali.
Ultima volta: questo non è il blog di Grillo, che si prende una querela ogni volta che chiama Berlusconi "psiconano".
Per cortesia niente epiteti ai politici
Per chi abbia voglia di continuare a tenersi informato su cosa succede nel napoletano...
Emergenza Rifiuti
La gestione dei Rifiuti
Rifiuti Tossici
Rassegna stampa
Tutti da Peacelink.
Buona vita
Guglielmo
Riprendo da: La Voce
LIBERI DALLA MUNNEZZA? NON PROPRIO
di Antonio Massarutto 31.07.2008
Sono state ripulite le strade del centro di Napoli, non ancora la periferia e l'hinterland partenopeo. Si sono adottate misure tampone mentre resta irrisolto il problema di prendere provvedimenti strutturali, che rappresentino una soluzione duratura. Bisogna decidere fino a che puntosi può e si deve sostenere il principio dell'autosuficienza dei territori nello smaltimento dei rifiuti. Distinguendo le varie categorie ed evitando i giochi sporchi sulla munnezza.
Come in una vignetta dell’impareggiabile Giannelli, il mago di Arcore ha fatto o’ miracolo, ma più nell’apparenza che nella sostanza. La munnezza è sparita dalle strade di Napoli, o per meglio dire sono state ripulite le strade del centro, mentre lasciano ancora a desiderare le condizioni della periferia e dell’hinterland. Ma soprattutto, la soluzione strutturale – quella vera – è ancora lontana. Qualche treno per la Germania, i soldati a Chiaiano, discariche misteriose reperite in regioni limitrofe, un aiutino da Formigoni e Galan possono andar bene per un po’, fin che passa l’estate. Dopo, speriamo che la vera magia, quella di far partire l’impianto di Acerra, si verifichi sul serio , e che pian piano entrino in funzione anche quelli che permetteranno di far fuori il cumulo di ecoballe finora accumulato (5 milioni di tonnellate, se ho fatto i conti bene: ci vorrà un impianto come quello di Acerra che funziona a regime per 10 anni per finirle tutte). Nel frattempo, si imparerà anche tutti insieme a fare la raccolta differenziata. Forse quel giorno Napoli rialzerà la testa e il mondo invidierà il suo schema logistico (parole del mago). Fino ad allora, meglio evitare i toni trionfalistici.
Godiamoci quest’estate tranquilla, ad ogni modo; evitiamo di rovinarcela chiedendoci quante delle deroghe alla legislazione vigente hanno dovuto effettivamente essere impiegate (l’art. 18 del DL di maggio contiene un elenco di norme che il sottosegretario e i capi missione sono autorizzati a derogare, lungo circa 2 pagine). Approfittiamone piuttosto per fare una riflessione un po’ più generale.
Si è parlato molto dell’apporto di Lombardia e Veneto, e si è sottolineata la sospetta doppiezza di Formigoni e Galan, tanto recisi nel dire di no quando comandava la sinistra, e ora pronti a venire in soccorso. Per la verità, le due regioni riceveranno in tutto circa 6-7 mila tonnellate a testa, contro le 150 mila o più dirette in Germania: un valore poco più che simbolico, l’equivalente di una settimana di rifiuti prodotti dalla sola Napoli; utile più che altro a tacitare chi invocava il “pan per focaccia” reso alle regioni del Nord che troppo a lungo hanno approfittato della Campania ostaggio della camorra.
Ma al di là dei numeri, resta la questione di fondo: ha senso trasportare i rifiuti a così grande distanza, emergenza a parte? è legittimo? è legittimo dire di no ?
IL PRINCIPIO DI AUTOSUFFICIENZA
Come ricordavo in un precedente articolo, la questione è un po’ più complessa di quanto comunemente si ritiene. Per i rifiuti urbani vige un principio di autosufficienza, in base al quale ogni ambito territoriale di dimensioni ragionevoli dovrebbe gestire i propri rifiuti da sé. Si tratta di un principio che ha una sua logica, ma se ci pensiamo bene ce l’ha fino a un certo punto. Se smaltire (correttamente) i rifiuti inquina più o meno come tante altre attività industriali, per quale motivo non imponiamo l’autosufficienza anche per quelle? Perché non obblighiamo ogni provincia a coprire da sola il proprio fabbisogno energetico – e anzi cerchiamo in tutti i modi di creare un mercato europeo dell’energia? Se l’energia elettrica consumata a Napoli può provenire da una centrale nucleare finlandese, perché mai i rifiuti di Napoli non potrebbero essere smaltiti in un impianto finlandese? Se produrre piastrelle e conciare pelli inquina quanto bruciare rifiuti, perché le regioni del nord non impongono un bando contro l’esportazione, stabilendo che sul territorio si possono produrre solo quelle destinate al mercato locale?
RIFIUTI URBANI E SPECIALI
In effetti, il principio di autosufficienza vale per i rifiuti urbani, ma non per gli speciali. Cosa sono gli speciali? Sono tutti i rifiuti generati dalle attività produttive e commerciali, di qualsiasi natura, anche pericolosi. Chi detiene rifiuti speciali è obbligato a servirsi di un operatore accreditato, il quale avvierà le varie categorie di rifiuti (individuate dai codici CER(1)) a impianti e trattamenti autorizzati per quelle categorie, che però possono trovarsi ovunque. I trattamenti in questione possono consistere in un gran numero di attività che spostano, trasformano, mischiano, tritano i diversi materiali con l’obiettivo o di destinarli a qualche forma di recupero più o meno diretto oppure in discarica.
Anche ciò che residua dal trattamento degli urbani sono rifiuti speciali. In un impianto di selezione meccanica entrano rifiuti indifferenziati ed escono compost, cdr, qualche po’ di metallo o altri materiali recuperabili e scarti. Gli scarti sono un rifiuto speciale, ma anche il cdr e il compost invenduti lo sono, come lo sarebbe una partita di merce deperibile rimasta invenduta in un magazzino.
Dunque, in sé e per sé, non c’è niente di male o di illegale se i rifiuti urbani, una volta trattati e divenuti speciali, escono dal territorio che li ha prodotti. Purché l’intera filiera che va dal cassonetto al destino finale sia correttamente monitorata e i materiali vadano dove è lecito che vadano.
LA FILIERA SPEZZATA
Di male, anzi di malissimo, c’è invece nel momento in cui il trasferimento altrove significa che i vari rifiuti fanno perdere le tracce, cosa che può avvenire in molti modi. Cambi di codice CER grazie a miscelazioni truffaldine (vietate, ma difficili da scoprire) e analisi compiacenti. Capannoni di “stoccaggio temporaneo” che un bel giorno prendono fuoco. Navi cariche di “materie secondarie” dirette a qualche attività economica fantasma in un paese in via di sviluppo che affondano nel mezzo dell’oceano. Siti compiacenti, in Europa o meglio ancora fuori, che dichiarano di voler acquistare scarti per recuperarli nei propri cicli produttivi, e poi fanno sparire il tutto approfittando dell’assenza dei controlli.
E poi si potrebbe obiettare sulla malizia di chi ha optato per certe soluzioni di riciclaggio, ben sapendo che poco o nulla si sarebbe riciclato, ma contando sull’escamotage legale per indirizzare il flusso verso altri territori. Lo ha fatto Milano per prima, lo stanno facendo un po’ tutti al Nord. Ma almeno, quelli che vanno in giro per l’Italia sono rifiuti stabilizzati, trattati, inerti. “Ecoballe”, più o meno, ma fatte in modo decente. Rifiuti che quand’anche fossero seppelliti hanno impatti ambientali molto minori di quelli del rifiuto tal quale. E pagano il servizio, non scaricandolo alla protezione civile come se fosse una calamità naturale.(2)
Almeno per gli urbani, si potrebbe trovare una soluzione salomonica ma tutto sommato accettabile, funzionante grosso modo così. Distinguere, oltre a “urbani” e “speciali”, anche la categoria dei materiali che risultano dagli urbani. Per questi ultimi, stabilire quali sono i rifiuti davvero speciali (ceneri, residui di lavorazione, materiali che possano dimostrare l’avvenuto recupero) e quelli che invece non lo sono (cdr e compost invenduto, ecoballe e affini). Per quest’ultima categoria, ammettere l’uscita dal territorio ma penalizzarla fortemente con un’ecotassa adeguata, in modo da scoraggiare le furberie. Istituire una centrale di smistamento nazionale, che prenoti una certa capacità presso impianti ovunque dislocati, e la utilizzi tutte le volte che qualche regione non ce la fa da sola, obbligandola però almeno ad effettuare il primo trattamento. Già in passato, a quanto mi risulta, la protezione civile ha fatto ricorso alle aste per procurare capacità d’emergenza. I proventi dell’ecotassa siano destinati alle comunità che ospitano gli impianti di destinazione. Il tutto – prezzo di smaltimento ed ecotassa – sia posto a carico della comunità che non ha saputo provvedere da sola. Ammettere eventualmente che vi siano accordi volontari diretti tra regioni, o tra ambiti territoriali, per condividere l’uso di impianti senza passare dall’intermediazione dello stato.
(1) Il CER – Catalogo europeo dei rifiuti – è un elenco di materiali contraddistinti da un codice che ne individua la natura e la pericolosità.
(2) Ricordiamo che, ai sensi del DL del 23-5-08 (art. 17) la copertura della spesa per la gestione dell’emergenza, valutata in 150 milioni di €, è posta interamente a carico del bilancio dello stato, sebbene stornandola da un capitolo di spesa (il Fondo per lo sviluppo delle aree sottoutilizzate) che sarebbe stato presumibilmente destinato al Sud.
Buona vita
Guglielmo
Da "Il Manifesto", di oggi. Perché i rifiuti non conoscono ferie:
Buona vitaCitazione:
Il piano della lobby degli inceneritori
Guido Viale
«Durante la campagna elettorale dell'aprile scorso, diversi partiti politici hanno sostenuto la necessità e l'utilità della termovalorizzazione dei rifiuti urbani quale strumento decisivo, assieme alla raccolta differenziata, per superare le emergenze ambientali attuali e quelle future». Così comincia un documento dal titolo eloquente di Proposta per un Piano nazionale dei termovalorizzatori dei rifiuti urbani (Pnt) diffuso dall'Anida (ufficialmente Associazione nazionale imprese difesa ambiente, in realtà il club degli inceneritoristi italiani), che propone di ricoprire il suolo patrio di nuovi inceneritori di rifiuti urbani e assimilati: per l'esattezza, 100 impianti da 170 mila tonnellate all'anno ciascuno, per soddisfare il fabbisogno del paese. In subordine, solo 80, oppure, tanto per cominciare, 35 da 250 mila tonnellate all'anno nel periodo 2008-2015 e 15 (totale 50) entro il 2020. Ovviamente, per bruciare rifiuto senza quel trattamento preliminare - prescritto dall'Ue - che estrae dalla frazione indifferenziata solo la parte combustibile non altrimenti recuperabile, il cosiddetto Cdr (combustibile derivato dai rifiuti); trattamento che l'Anida considera un costo superfluo, dato che gli inceneritori possono bruciare tutto. Con il prezzo attuale del petrolio, il Cdr è diventato conveniente per impianti di altro tipo (cementifici, altoforni, fornaci, centrali termoelettriche e persino navi), che se lo disputano come additivo al combustibile di base, rischiando di lasciare a secco gli inceneritori.
E' la linea di condotta adottata 7 anni fa in Campania dal gruppo Fibe-Impregilo, che, per non cedere a altri il Cdr che avrebbe dovuto estrarre dai rifiuti campani, sui quali contava di lucrare i ricchi incentivi cosiddetti Cip6 destinati al futuro inceneritore di Acerra, ha riempito le campagne della regione con 8 milioni di tonnellate di «ecoballe»; che non sono Cdr, ma rifiuto indifferenziato malamente imballato e accatastato in discariche non a norma e che, dato il loro dubbio contenuto, la normativa europea proibisce anche di bruciare in un inceneritore.
Per questo, quando l'inceneritore di Acerra - e gli altri tre previsti in Campania - cominceranno a bruciare le prime ecoballe, è quasi certo che l'Ue avvierà contro l'Italia una nuova procedura di infrazione, che finirà per costare al contribuente italiano multe salatissime che andranno a aggiungersi al contributo riscosso per finanziare gli incentivi Cip6. Si tratta di incentivi grazie ai quali l'energia elettrica prodotta dagli inceneritori viene pagata quattro volte il suo costo di produzione in un impianto di termogenerazione normale; erano stati aboliti in tutto il resto del paese dal governo Prodi - non tanto per volontà dei Verdi, ma per uniformarsi alla normativa europea - ma sono stati poi reintrodotti, prima dallo stesso Prodi, per il solo inceneritore di Acerra; poi, con un emendamento al dl 90 (ora legge 123/08) proposto dal Pd, per i quattro i futuri inceneritori della Campania, e ora se ne parla anche per tutti gli inceneritori che verranno realizzati in Calabria, Puglia e Sicilia.
In quest'ultima regione, che ha presentato da tempo un piano per costruire prima 13 inceneritori, poi ridotti a 4, è già stato siglato un accordo di massima che introduce la regola deliver or pay¸in base a essa la quantità di rifiuti da conferire all'inceneritore viene fissata in maniera autoritativa fin dall'inizio insieme alla tariffa di conferimento; se un comune fa troppa raccolta differenziata e non conferisce all'inceneritore abbastanza rifiuto indifferenziato, paga lo stesso: così impara a esagerare!
E' la regola che anche il gruppo Fibe-Impregilo, supportato dall'Abi, voleva introdurre nel contratto di servizio con la regione e il Commissario straordinario con cui gli era stata a suo tempo affidata la gestione di tutti i rifiuti campani. Una regola che, pur non essendo stata formalizzata, è stata messa in pratica, trasformando i 7 impianti Cdr della Campania in meri impacchettatori di rifiuto indifferenziato, oltre che imponendo lo smantellamento di alcuni impianti di compostaggio che rischiavano di far percepire al pubblico i grandi vantaggi di una vera raccolta differenziata. Insomma queste deroghe sono verosimilmente il preludio alla reintroduzione degli incentivi Cip6 su tutto il territorio nazionale. A pretenderli non ci sono solo le regioni citate, ma gli inceneritori in progetto o in corso di costruzione di Torino, Rimini, Reggio Emilia, Trento, Milano, Roma e via incenerendo; i relativi gestori da cui le amministrazioni che ne mantengono il controllo si aspettano profitti analoghi a quelli che ha beneficiato per anni - e ancora beneficia - l'Asm di Brescia: modello per tutti i fautori dell'incenerimento, ma buco nero delle bollette elettriche italiane che, oltre ai costi della dismissione, mai realizzata, delle centrali nucleari, devono finanziare anche gli incentivi Cip6 finiti nelle tasche dei gestori degli inceneritori e delle raffinerie, ivi compreso l'Inter del petroliere Moratti, tutti magicamente trasformati da un decreto interministeriale in «fonti di energia rinnovabili».
Ma la reintroduzione a tappeto del Cip6 è soprattutto l'obiettivo non dichiarato dell'Anida e delle imprese che essa rappresenta, che sanno bene che senza sostanziosi incentivi un inceneritore non è in grado di andare avanti. Perché oltre che nocivo per la salute - la cancerosità delle sue emissioni è comprovata - e deleterio per l'ambiente - spreca, con rendimenti energetici risibili, oltre all'energia contenuta nei materiali che brucia anche quella consumata per produrli - l'inceneritore è un disastro anche in termini economici e può funzionare solo se lautamente sovvenzionato. Con tanti saluti per il mercato e le sue regole: quelle a cui nessun fautore dell'incenerimento sosterrà mai di volersi sottrarre. Infine, il documento dell'Anida non dice chi siano i «diversi partiti politici che hanno sostenuto la necessità e l'utilità della termovalorizzazione dei rifiuti urbani durante la campagna elettorale dell'aprile scorso». Ma basta andare a vedere da chi sono partite le proposte e le iniziative per estendere gli incentivi Cip6 per rendersi conto che su questo punto c'è stata, già in campagna elettorale, un'intesa cosiddetta bipartisan tra i partiti dell'attuale maggioranza e quelli dell'attuale opposizione. Un'intesa per di più segreta, o mai dichiarata, che puzza di tangenti, o comunque di spartizione dei benefici a spese del contribuente e dell'utente elettrico.
E, cosa che desta maggiore orrore, un'intesa che si è consolidata prendendo a pretesto le sofferenze inflitte per oltre dieci anni alla popolazione campana, accusata di essere precipitata nel marasma attuale per neghittosità nei confronti della raccolta differenziata, o addirittura per complicità con la camorra, che agli impianti «moderni» preferirebbe le vecchie discariche. Invece di riconoscere che all'origine della crisi campana c'è solo la decisione del gruppo Fibe-Impregilo, e di chi lo ha assecondato, di accumulare quanta più monnezza indifferenziata possibile da destinare ai futuri inceneritori; in violazione del decreto Napolitano che li obbligava a produrre vero Cdr da destinare a impianti di altre regioni: per lo meno fino a quando l'inceneritore di Acerra non fosse entrato in funzione. Una storia che oggi ci viene riproposta - alla grande; e per tutto il paese - Pnt dell'Anida
Guglielmo
Tuttavia, sembra che alcuni medici non siano d'accordo con il Governo dei Miracoli:
Riprendo da Comitato Allarme Rifiuti Tossici
Citazione:
Il dato delle diossine, in tossicità equivalente, prodotte annualmente dagli impianti di incenerimento è particolarmente impressionante, dal punto di vista sanitario
Comunicato Stampa
Come medici non possiamo che rimanere sconcertati dalla lettura di alcuni documenti ufficiali pubblicati sul sito istituzionale del Governo italiano dove è possibile accedere ad un Piano di intervento operativo sulla salute per l'emergenza rifiuti in Campania redatto dal Ministero del Welfare
10 agosto 2008 - Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute
Come medici, che hanno ben presente ciò che recita la legge istitutiva del SSN (art. 2, il SSN ha tra gli obiettivi ..." la formazione di una moderna coscienza sanitaria sulla base di un'adeguata educazione sanitaria del cittadino e delle comunità; ... la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ....la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell'igiene dell'ambiente naturale di vita e di lavoro") nonchè ciò che anche il nostro Codice Deontologico ci prescrive - ovvero di promuovere la salute individuale e collettiva - non possiamo che rimanere sconcertati dalla lettura di alcuni documenti ufficiali pubblicati sul sito istituzionale (Governo Italiano - Dossier) del Governo italiano dove è possibile accedere ad un Piano di intervento operativo sulla salute per l'emergenza rifiuti in Campania redatto, nel maggio 2008, dal Ministero del Welfare ed alla cui redazione hanno dato la loro collaborazione l’Istituto Superiore di Sanità, la Regione Campania e l’Ordine dei Medici di Napoli.
Il piano prevede, tra l’altro, “la corretta informazione al pubblico su eventuali rischi per la salute derivanti dall’accumulo dei rifiuti e del loro smaltimento” e, riferendosi agli impianti di incenerimento, fornisce questo messaggio: “Gli impianti di incenerimento e termovalorizzazione (quale quello che entrerà in funzione ad Acerra) sono costruiti secondo le moderne tecnologie e non rappresentano un rischio aggiuntivo per la salute delle popolazioni residenti nelle aree circostanti. Il loro impatto ambientale è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico urbano”. Questa affermazione è quantomeno assai imprecisa se si osservano i dati relativi ad alcuni inquinanti, quali, ad esempio, le diossine. Dai documenti ufficiali Europei ( dati dell’ inventario della Commissione Europea, rapporto finale del 31.12.2000, 3° volume, pag 69 http://ec.europa.eu/environment/diox...2/volume_3.pdf ) risultano i seguenti dati per l’Italia: 295,5 gr/anno di diossine in tossicità equivalente (TE) prodotte dagli impianti di incenerimento (pari al 64% del totale), e di questi 170,6 gr/anno (pari al 37% del totale) prodotti dai soli impianti di incenerimento per rifiuti urbani presenti in Italia ( circa 50 ), a fronte di 5,1 gr/anno ( pari all’ 1,1%) prodotti dai trasporti stradali (oltre 30 milioni di autovetture, senza tener conto degli altri autoveicoli): ogni commento appare superfluo.
Ci chiediamo, a tale proposito, chi ha fornito i dati che supportano il messaggio che l'impatto di un impianto di incenerimento, o di termovalorizzazione che dir si voglia, "è paragonabile a quello conseguente a normali situazioni di traffico". Il dato delle diossine, in tossicità equivalente, prodotte annualmente dagli impianti di incenerimento è particolarmente impressionante, dal punto di vista sanitario, in quanto 295,5 grammi di diossine in TE equivalgono a quasi 3 miliardi di dosi massime tollerabili annue per adulti ed ad oltre 11 miliardi di dosi massime tollerabili annue per bambini, tenendo conto delle soglie fissate dall'OMS nel 1998 (il dato è, con buona probabilità sottostimato, in quanto il calcolo della tossicità equivalente dell'OMS è più cautelativo rispetto a quello previsto per le emissioni dalla vigente normativa comunitaria). Abbiamo osservato che tra i redattori del documento citato è presente anche l'Istituto Superiore di Sanità, che è il "principale organo tecnico-scientifico del Servizio Sanitario Nazionale" (Istituto Superiore di Sanità: Benvenuti), ci chiediamo se questa affermazione rappresenta l'opinione di questo autorevole Istituto. Non vorremmo infatti che incorresse, anche in questo caso, in gravi "infortuni" come nel caso del CVM.
In questo caso vogliamo ricordare infatti come in un rapporto dell' Istituto Superiore di Sanità nel 1991, a proposito del Petrolchimico di Porto Marghera si ritrovavano queste affermazioni, riferite agli esposti al Cloruro di vinile monomero (CVM): "la mortalità per tutte le cause risulta significativamente inferiore a quella attesa in base ai dati nazionali che regionali .....La mortalità per tutti i tumori è inferiore alle attese...". E' stato per merito di Gabriele Bortolozzo, operaio del Petrolchimico, che non si rassegna e scrive su Medicina Democratica: "i dati forniti dagli Enti Pubblici e dalla aziende non sono credibili...ciò avviene per mancanza di una legge specifica e l' occultamento e la falsità dei dati biostatistici concernenti gli addetti esposti al tossico", che si è potuto arrivare ad una corretta lettura dei dati tecnici ed anche fare giustizia, seppure con notevole ritardo. (Marco Mamone Capria "Scienza, Potere e Democrazia" ottobre 2006 pag 196-97)
L'autorevolezza delle Istituzioni, del nostro Servizio Sanitario Nazionale ed in primis l'Istituto Superiore di Sanità, richiede che le affermazioni siano sempre basate su dati credibili e verificabili e non siano di volta in volta piegate alle "pressioni" dei decisori; auspichiamo che, così facendo, si eviti il rischio di incorrere in altre gravi sottovalutazioni di problemi di salute pubblica.
Ci preme infine sottolineare come le tematiche sanitarie correlate all’ incenerimento dei rifiuti siano fonte di gravi preoccupazioni per il corpo medico anche in altri paesi europei, in particolare in Francia, ove è stata avanzata richiesta di moratoria da parte del Consiglio Nazionale degli Ordini dei Medici ed al sito http://www.artac.info/static/telecha...cineration.pdf è disponibile un dettagliato rapporto, ed in Inghilterra, ove, nel giugno 2008, è stato presentato un aggiornamento http://www.ecomed.org.uk/content/Inc...rReport_v2.pdf con un IV Rapporto sugli effetti dell’incenerimento di rifiuti sulla salute da parte della Società Britannica di Medicina Ecologica (BSEM): si tratta di un lavoro molto dettagliato e circostanziato con ben 329 voci bibliografiche. I nostri colleghi inglesi hanno anche spiegato come si riesce per far sembrare innocui gli impianti: un esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata adeguatamente e soprattutto non nelle fasi di maggior criticità (come accensione, spegnimento). In Italia, che segue la normativa europea, per gli impianti di incenerimento di rifiuti è previsto il monitoraggio per le diossine da un minimo di 6 ore ad un massimo di 8 per 3 volte all’ anno.
Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l'Ambiente e la Salute:
Giovanni Ghirga, Medico Pediatra, Lazio
Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, Emilia Romagna
Gianluca Garetti, Medico di Medicina Generale, Toscana
Paolo Franceschi, Medico Pneumologo, Liguria
Felicetta Parisi, Medico Pediatra, Campania
Ferdinando Laghi, Medico Ematologo ed Internista, Calabria
ed anche:
Giuseppe Comella, Medico Oncologo, Napoli
Antonio Marfella, Medico Oncologo, Napoli
Ferdinando Borroni, Medico di Medicina Generale
Bruno Tonelli, Medico di Medicina Generale Forlì
Andrea Galassi, Medico di Medicina Generale, Forlì
Ruggero Ridolfi, Medico Oncologo ed Endocrinologo, Forlì
Luigi Gasparini, Medico del Lavoro, Ferrara
Michelangiolo Bolognini, Medico Igenista, Pistoia
Celestino Panizza, Medico del Lavoro, Brescia
Vincenzo Migaleddu, Medico Radiologo, Sassari
Manrico Guerra, Medico di Medicina Generale, Parma
Roberto Topino, Medico del Lavoro, Torino
Giuseppe Miserotti, Medico di Medicina Generale, Piacenza
Valerio Gennaro, Medico Medico Epidemiologo, Genova
Maria Concetta, Di Giacomo Medico di Medicina Generale, Padova
Giovanni Vantaggi, Medico di Medicina Generale, Gubbio
Mauro Mocci, Medico di Medicina Generale, Civitavecchia
Paolo Ghirga, Medico Dermatologo, Civitavecchia
certo che willy prendi articoli dal manifesto...che peso dargli?
Ad ogni modo sono passato da napoli e provincia in questi giorni: situazione radicalmente cambiata rispetto a sei mesi fa. Zone che fino a qualche mese fa erano critiche oggi sono pulite. Probabile che alcune zone siano ancora in piena criticità, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Se poi si ha voglia di fare ironia e non accorgersi per principio dei risultati ottenuti, allora continuiamo a parlare di governo dei miracoli.
Una cosa su cui dovrebbero svegliarsi è il decreto expo per milano, altro che la spazzatura di napoli. Le criticità sono altre.
Ah, ma allora sei recidivo....:sbonk::sbonk::sbonk:
Gli do il peso che do a tutte le informazioni. Leggo e poi penso con la mia capa... Io non ho bibbie. E leggo anche "Libero" o "La Padania", se è solo per quello. Solo che io, a differenza di te, a "La Padania" do lo stesso peso che a "Il Manifesto".
L'idea che me sono fatto io è che il Berlusca e il suo governo sono riusciti a togliere la spazzatura dal centro e da alcune delle zone più "turistiche" di Napoli e dei dintorni. Per farlo hanno aperto discariche dove non sarebbe stato consentito aprirle, hanno mandato la spazzatura in mezza italia e in europa (e, chissà perché, quello che sotto Prodi era un insulto alla padania adesso è un'occasione di guadagno).
Contemporaneamente hanno ridato in mano la gestione del ciclo dei rifiuti a Impregilo e Co (Alla GrandeFinanzaeIndustriaDecotta, come la chiama uno che conosco) ai quali il buon boccone era stato tolto dalle inchieste della magistratura (eh, queste toghe rosse...). Il che mi induce a pensare (male, ma credo di sbagliarmi poco) che il gran casino della monnezza campana sia stato più o meno pianificato proprio per ottenere i contributi del CIP6 (con il risultato che l'elettricità prodotta da cosiddetti "termovalorizzatori" costerà il quadruplo di quella prodotta in altri modi e che i comuni sono stati obbligati a conferire agli inceneritori quantità fisse di spazzatura, disincentivando raccolta dfferenziata ed altri utilizzi industriali della monnezza).
Poi, magari, per te, sarà anche una grande vittoria. Io di grande ci vedo solo il guadagno d'immagine del Berlusca e il guadagno economico di Impregilo & Co. Siccome però i soldi per pagare loro due escono dalle tasche mie (e tue) dubito che noi ci abbiamo guadagnato qualcosa.
Buona vita
Guglielmo
per lo meno all'estero stiamo riacquistando un po' di faccia...:sbonk:
Newsweek su Berlusconi: miracolo in 100 giorni - Articolo - ilGiornale.it del 12-08-2008