Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psicoterap
Se il paziente chiede allo psicologo la luna nel pozzo, lo psicologo gli dia la luna nel pozzo, che psicologo è, altrimenti?
Se lo psicologo deve stare lì come una statua di sale, e non essere coinvolto in nulla, allora si va da qualsiasi altro, da un prete o da mio nonno.
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Hai ragione Benedetta, effettivamente molto dipende anche in che fase della nostra vista siamo, non si può equiparare un giovane con un anziano no?
Complicata, non capisco bene cosa intendi, immagino che se un paziente ha la percezione che l'analista lo giudichi un cretino, se è entrato in un ottica di lavoro e l'analista gli ha dato la possibilità di esprimersi porterà questa paura in seduta, probabilmente l'analista gli dirà che non lo giudicherà un cretino (in quel caso immagino che una supervisione non gliela toglie nessuno :P), e potrà venir fuori che era tutta immaginazione del paziente o magari un suo fraintendere qualche espressione dell'analista. E l'analisi va avanti, magari fino ad arrivare a toccare punti fondamentali.
Penso non sia una bella pretesa che tutti gli psicologi siano uguali, il paziente ha la facoltà di scegliere quello che sente migliore per sé o in assoluto e di lasciarlo quando crede.
Se poi ha una brutta esperienza può essere per sfortuna di aver beccato un pessimo analista, ma probabilmente le cause dovrà cercarle in sé, perché di sicuro è strano che dopo magari mesi se non anni di analisi con un incompetente uno non se ne accorga e non senta il bisogno di cambiare.
Perdonatemi la sintassi :)
Saluti
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Come sarebbe a dire, Amedeo, che una supervisione non gliela toglie nessuno?
La supervisione perchè gli ha detto che non è un cretino, o perchè gli ha fatto capire che è un cretino involontariamente?
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Potreste aprire un thread, per esempio.
Quali sono gli errori che commette un terapeuta e come si può fare per evitarli.
Quand'è che il terapeuta necessita di supervisione.
E pubblicare le vostre riflessioni.
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Perchè se un paziente ti urta così tanto da far trapelare un giudizio forse tocca le tue corde personali, penso che nella vita si incontreranno pazienti non particolarmente dotati, oppure molto saccenti, che puzzano, razzisti, etc etc. Sicuramente avranno un effetto sul terapeuta, ma se è così forte da farlo trapelare la cosa penso non vada bene.
Ah non sono uno psicoterapeuta, ma uno studente, giusto per chiarezza :)
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Citazione:
Originalmente inviato da
Amedeo!!??
Perchè se un paziente ti urta così tanto da far trapelare un giudizio forse tocca le tue corde personali, penso che nella vita si incontreranno pazienti non particolarmente dotati, oppure molto saccenti, che puzzano, razzisti, etc etc. Sicuramente avranno un effetto sul terapeuta, ma se è così forte da farlo trapelare la cosa penso non vada bene.
Ah non sono uno psicoterapeuta, ma uno studente, giusto per chiarezza :)
Ma il terapeuta non dovrà essere limpido come acqua pura, cristallina, e farlo trapelare?
:mano:
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Originalmente inviato da
complicata
Se il paziente chiede allo psicologo la luna nel pozzo, lo psicologo gli dia la luna nel pozzo, che psicologo è, altrimenti?
Se lo psicologo deve stare lì come una statua di sale, e non essere coinvolto in nulla, allora si va da qualsiasi altro, da un prete o da mio nonno.
Il fatto è questo: che piaccia o no, parlando di analisi, il lavoro dell'operatore non consiste nel fornire "la luna nel pozzo" (in altri termini soddisfare il desiderio inconscio fonte di sofferenza), quando nell'esplorare insieme al paziente perchè questo desiderio è così intenso da cercare soddisfazione senza compromesso alcuno. Ci sono dei motivi ben precisi per cui si è giunti a questo metodo di lavoro, su cui non mi dilungherei perchè se n'è parlato a lungo qui ed altrove. Ovviamente per giungere a questi risultati l'analista partecipa, eccome, alla richiesta del paziente, anzi il setting gli permette di coglierla nella sua globalità e forza. Ed è proprio per questo che pur essendo in contatto con la sofferenza può anche osservarla da una posizione nuova e fonte di potenziale cambiamento (l'ottica dell'interpretazione).
Nessuno è tuttavia obbligato a svolgere questo tipo di lavoro, visto che i primi colloqui servono per chiarire questa metodica e per valutare insieme se il paziente voglia compiere questo percorso che può portare a dei cambiamenti significativi per lui.
Da quanto si sa in giro, la "luna nel pozzo" non la possiede nessuno, al massimo si arriva ad illudersi di possederla. Ma magari può andare bene e qualche nonno o qualche prete c'è l'ha lì in tasca.
Questo intervento mi permette di rispondere anche ad un precedente interrogativo sul perchè, nonostante l'analisi sia sentita come frustrante, cionondimeno generi una richiesta e le relative lamentele. Perchè se fosse solo frustrante la si lascerebbe da parte e verrebbe dimenticata.
Mio personalissimo parere è che l'analisi, generi la sensazione che qualcosa può cambiare profondamente. Da qui nasce la resistenza, visto che i processi trasformativi sono sempre accompagnati dal terrore del crollo psichico. In analisi si lavora su questo filo di rasoio, con una grande attenzione a rendere il cambiamento tollerabile nonostante l'angoscia che lo accompagna.
Saluti
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Ma guarda, se ti venisse in seduta una persona con i capelli biondi, cosa avresti da far trapelare? Nulla, la stessa cosa vale per una persona con basso QI.
Poi se tu hai dei problemi a relazionarti con le persone non particolarmente sveglie stai sbagliando professionalmente, a questo punto ti rivolgi ad un altro psicologo e cerchi di capire perchè un povero cristo che sta male e non è particolarmente sveglio ti irrita così tanto. Avevo letto un brano molto bello su questo tema, se lo trovo te lo scrivo. :)
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Per me puoi fare come ti pare.
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In seminari e supervisioni mi si chiedeva talvolta come affrontare i sentimenti indesiderati, per esempio l'irritazione che in certi casi il paziente suscita e di cui quest'ultimo, purché sia dotato di sensibilità, non può che mancare di rendersi conto.
Il terapeuta deve reprimere la sua irritazione per non scoraggiare il paziente? In tal caso però il paziente avvertirà l'irritazione ressa e resterà sconcertato. Non sarà meglio allora che il terapeuta manifesti il suo stato d'animo? Questo potrà tuttavia creare angosce nel paziente.
La questione di come comportarsi quando insorge un sentimento indesiderato diviene superflua se si parte dal presupposto che tutti i sentimenti che il paziente suscita in chi lo vuole aiutare rientrano nel suo tentativo inconscio di raccontargli e al tempo stesso celargli per proteggersi la sua storia. Il paziente non ha altra possibilità di raccontare la sua storia se non nel modo inconscio in cui la sta appunto raccontando. In tal caso tutti i sentimenti che emergono in chi lo sta aiutando fanno parte di quella storia raccontata in maniera cifrata e che non possono essere respinti. Il terapeuta deve essere in grado di lasciare spazio ai propri sentimenti e di chiarirli a se stesso. Solo allora potrà provare quando i sentimenti che emergono in presenza di chi sta cercando il suo aiuto alludano anche alla sua storia personale rimossa e vorrà elaborare dentro di sé questa componente.
Di solito succede invece che essi lascino trasparire soltanto un briciolo della loro paura e che la coprano a se stessi con teorie astratte ideologie,futili diversivi o comportamenti autoritari.
Alice Miller, Il dramma del bambino dotato.
Molto suggestiva ogni volta che la leggo :bacetto:
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Originalmente inviato da
complicata
Per me puoi fare come ti pare.
che rispostaccia... scusa pensavo ti interessasse il discorso.
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Originalmente inviato da
Amedeo!!??
che rispostaccia... scusa pensavo ti interessasse il discorso.
Non era mica una rispostaccia!:mumble:
Io poi ho letto tutto con attenzione!
Ma rivolgiti agli altri, io qui sono ospite!:mano:
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Originalmente inviato da
gieko
Mio personalissimo parere è che l'analisi, generi la sensazione che qualcosa può cambiare profondamente. Da qui nasce la resistenza, visto che i processi trasformativi sono sempre accompagnati dal terrore del crollo psichico. In analisi si lavora su questo filo di rasoio, con una grande attenzione a rendere il cambiamento tollerabile nonostante l'angoscia che lo accompagna.
Bene. E quando termina l'analisi che succede? Ci si assesta sul cambiamento profondo che è avvenuto o avremo la capacità di cambiare anche successivamente da soli? E nell'eventualità di quest'ultimo caso, cos'è che attiverebbe il cambiamento?
Saluti
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Ragazzi, ma alla fine la psicanalisi oppure la psicoterapia con una persona che conosci bene/amico/amante funziona o assolutamente no? Può portare dei benifici o non li porterà mai?
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Originalmente inviato da
MiciaCattiva
Ragazzi, ma alla fine la psicanalisi oppure la psicoterapia con una persona che conosci bene/amico/amante funziona o assolutamente no? Può portare dei benifici o non li porterà mai?
Confesso di non aver seguito molto bene la discussione, ma mi sembra chiaro che non sia possibile fare psicoanalisi con una persona che conosci bene o un amico o un amante (!). Per gli altri trattamenti non so.
Gli esiti poi come fai a definirli a priori? Semmai prova e così ti fai un'idea tua.
Scusa la sfacciataggine, ma tu cosa cerchi? Di provare a superare una sofferenza, di conoscerti maggiormente oppure di legare ancora di più l'amico?
Saluti.