Riferimento: Esame di stato novembre 2012
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dolcecremy
ragazze ma nell'analisi del caso, quando fate l'ipotesi di diagnosi elencate anche i sintomi descritti dal dsm oppure vi limitate a quelli citati nel caso?
ciao dolcecremy, secondo me è meglio citare solo i sintomi che sono scritti nel caso, poi forse sbaglio!
io avrei un'altra domanda ma nell'ipotesi di diagnosi dobbiamo parlare anche della parte teorica che sto studiando nel Gabbard??? mi spiego meglio se io ipotizzo ad esempio, una terapia cognitivo-comportamentale per una diagnosi di anoressia, devo scrivere anche i diversi studiosi che hanno parlato di questo tipo di terapia??? Si capisce quanto sono confusa?????:mumble: aiuto!!!:sbonk:
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aiuto spero di no....teoria anche qui????
Riferimento: Esame di stato novembre 2012
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ladu.mari
ciao dolcecremy, secondo me è meglio citare solo i sintomi che sono scritti nel caso, poi forse sbaglio!
io avrei un'altra domanda ma nell'ipotesi di diagnosi dobbiamo parlare anche della parte teorica che sto studiando nel Gabbard??? mi spiego meglio se io ipotizzo ad esempio, una terapia cognitivo-comportamentale per una diagnosi di anoressia, devo scrivere anche i diversi studiosi che hanno parlato di questo tipo di terapia??? Si capisce quanto sono confusa?????:mumble: aiuto!!!:sbonk:
anche io credo sia meglio limitarci ai sintomi che ci sono nel caso..
che teorie??!!!non penso bisogna riportarle, non avrebbero senso..loro ci chiedono il tipo di intervento, non chi ne ha parlato,no??
esempi di casi non clinici chi ne ha?
e poi...ma studiate sia per clinica che per sviluppo?
Riferimento: Esame di stato novembre 2012
Ciao a tutte/i mi sapete dire la differenza tra ipotesi diagnostica e diagnosi differenziale????
Considerazioni: stavo leggendo diversi casi clinici e ho visto che in alcuni è difficilissimo individuare la diagnosi, perchè magari un disturbo si differenzia da un altro solo per la durata e la frequenza dei sintomi di alcune ore, speriamo non siano così cattivi da metterci i bastoni tra le ruote :sbonk:, quindi immagino che se devono costruire il giorno dell'esame un caso clinico, penso che arriveranno a mezzogiorno questa volta :zott:!!!!!
ciao psychology81 non capisco cosa intendi per casi non clinici???? ma non sono tutti casi clinici quelli che dobbiamo fare??? anche se sono di lavoro???
ciaooooo:ciao:
Riferimento: Esame di stato novembre 2012
sono due cose completamente diverse ;) l'ipotesi diagnostica è quella che tu fai circa il possibile disturbo di cui il soggetto sembrerebbe soffrire,
la differenziale è quel processo di disamina per stabilire eventuali comorbidità o escludere patologie concomitanti ;)
p.s. se sono "clinici" non possono essere del lavoro!
In bocca al lupo a tutti ;)
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ladu.mari
Ciao a tutte/i mi sapete dire la differenza tra ipotesi diagnostica e diagnosi differenziale????
Considerazioni: stavo leggendo diversi casi clinici e ho visto che in alcuni è difficilissimo individuare la diagnosi, perchè magari un disturbo si differenzia da un altro solo per la durata e la frequenza dei sintomi di alcune ore, speriamo non siano così cattivi da metterci i bastoni tra le ruote :sbonk:, quindi immagino che se devono costruire il giorno dell'esame un caso clinico, penso che arriveranno a mezzogiorno questa volta :zott:!!!!!
ciao psychology81 non capisco cosa intendi per casi non clinici???? ma non sono tutti casi clinici quelli che dobbiamo fare??? anche se sono di lavoro???
ciaooooo:ciao:
mi riferisco a questo...scritto nella pagina precedente..
"La terza prova è l'analisi di un caso di psicologia, non per forza clinico. Si ha la possibilità di scegliere tra quattro tracce: ambito clinico, lavoro, sviluppo o sperimentale"
Comunque ora mi è più chiaro..ovviamente sperimentale e lavoro non sono clinici come quello invecequello di ambito clinico ..ovviamente!!
per il resto ti ha risposto melody..
auguriamoci solo che non ci mettano in difficoltà con disturbi strani o difficili da indivduare..!!!perchè ricordare tutti i criteri e tutti gli elementi che ci permettono di fare diagnosi differenziale è quasi impossibile!!!:/
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Ragazze per un ipotesi di diagnosi di disturbo di adattamento con alterazione della condotta che tipi di test mi consigliate...
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ragazze per valutare l'autostima di un bimbo di 7 anni...visto che il test TMA è somministrabile dai 9 anni, cosa gli faccio fare? Il disegno della figura umana??? e che altro?
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dolcecremy
ragazze per valutare l'autostima di un bimbo di 7 anni...visto che il test TMA è somministrabile dai 9 anni, cosa gli faccio fare? Il disegno della figura umana??? e che altro?
si dolcecremy, potrebbe essere un'idea..
qualcuno sa quante ore danno per questa terza prova?
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Domandona...ho ripreso dei casi delle sessioni precedenti...ve no porto all'attenzione qualcuno di cui non sono riuscita a farmi uno straccio di ipotesi di diagnosi:
Primo caso...
Rosanna e Giuseppe si sono separati da 6 mesi, la loro conflittualità è molto elevata tanto da
impedire loro di comunicare se non attraverso i rispettivi legali. Daniela, la loro unica figlia, ha 8
anni e sulla base delle disposizioni del giudice dovrebbe trascorrere le giornate con il padre e con la
madre in egual misura. Da qualche settimana però si rifiuta di stare con la madre, non intende
neppure parlarle al telefono, riferisce di voler stare a casa con il padre perché “lui è molto triste e ha
bisogno della sua compagnia” mentre la madre “ha molte amiche, parla continuamente al telefono e
non sa cucinare”.
Rosanna, preoccupata per questi continui rifiuti si rivolge al servizio psicologico del consultorio di
zona. Il candidato, illustri metodi, strumenti e procedure che utilizzerebbe per giungere ad una
diagnosi ed intervento in relazione al caso....
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Secondo caso...
Francesco è un bambino di 10 anni, con uno sviluppo intellettivo superiore alla media, frequenta
la classe quinta e da qualche settimana si rifiuta di alzarsi al mattino per andare a scuola a causa di
forti mal di pancia che scompaiono non appena la madre esce per andare al lavoro, lasciandolo a
casa sotto le amorevoli cure della nonna paterna. Le insegnanti riferiscono alla madre di aver
rimproverato più volte Francesco perché durante le lezioni è distratto, dice di annoiarsi perché
conosce già gli argomenti trattati, pone continuamente domande su aspetti troppo evoluti, corregge
le insegnanti durante le lezioni. Il candidato, illustri metodi, strumenti e procedure che utilizzerebbe
per giungere ad un intervento in relazione al caso.
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dolcecremy
Domandona...ho ripreso dei casi delle sessioni precedenti...ve no porto all'attenzione qualcuno di cui non sono riuscita a farmi uno straccio di ipotesi di diagnosi:
Primo caso...
Rosanna e Giuseppe si sono separati da 6 mesi, la loro conflittualità è molto elevata tanto da
impedire loro di comunicare se non attraverso i rispettivi legali. Daniela, la loro unica figlia, ha 8
anni e sulla base delle disposizioni del giudice dovrebbe trascorrere le giornate con il padre e con la
madre in egual misura. Da qualche settimana però si rifiuta di stare con la madre, non intende
neppure parlarle al telefono, riferisce di voler stare a casa con il padre perché “lui è molto triste e ha
bisogno della sua compagnia” mentre la madre “ha molte amiche, parla continuamente al telefono e
non sa cucinare”.
Rosanna, preoccupata per questi continui rifiuti si rivolge al servizio psicologico del consultorio di
zona. Il candidato, illustri metodi, strumenti e procedure che utilizzerebbe per giungere ad una
diagnosi ed intervento in relazione al caso....
innanzitutto ipotizzerei di fare degli incontri prima con la madre singolarmente e raccogliere maggiori informazioni su vari aspetti: motivi di separazione, i suoi vissuti in merito e reazioni; motivi alla base della conflittualità col marito, rapporti con la figlia, vissuti in merito e se e come la sostiene nell'elaborare la separazione e in che modo parla del padre e favorisce o meno gli incontri con lui; poi dopo consenso (di entrambi i genitori o basta solo quello della madre???) chiederei di poter vedere anche la bambina prima insieme alla madre in cui chiederei come vive separazione e i suoi rapporti con la madre e con il padre valutando la possibilità ovviamente di incontri singoli con la bambina (si può fare?spero di si!!) e infine proporrei il coinvolgimento del padre in incontri familiari (potrei anche incontrarlo da solo se fosse disponibile) per indagare pure le sua caratteristiche e la sua situazione. potrei ipotizzare ma con mooltissima fantasia che la bambina stia attraversando un periodo depressivo in risposta a un evento stressante (forse disturbo dell'adattamento?)che esprime attraverso il rifiuto verso una mamma che forse non le da le attenzioni che vorrebbe e un'attenzione nei confronti del padre di cui si assume le colpe e verso cui vive angoscia abbandonica. per gli strumenti con la bambina non saprei..forse meglio i test proiettivi..però non saprei quali, meglio che me li guardi!! per quanto riguarda l'intervento proporrei terapia familiare . ma questa è una traccia di sviluppo o clinica?perchè non si capisce..
Riferimento: Esame di stato novembre 2012
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psychology81
innanzitutto ipotizzerei di fare degli incontri prima con la madre singolarmente e raccogliere maggiori informazioni su vari aspetti: motivi di separazione, i suoi vissuti in merito e reazioni; motivi alla base della conflittualità col marito, rapporti con la figlia, vissuti in merito e se e come la sostiene nell'elaborare la separazione e in che modo parla del padre e favorisce o meno gli incontri con lui; poi dopo consenso (di entrambi i genitori o basta solo quello della madre???) chiederei di poter vedere anche la bambina prima insieme alla madre in cui chiederei come vive separazione e i suoi rapporti con la madre e con il padre valutando la possibilità ovviamente di incontri singoli con la bambina (si può fare?spero di si!!) e infine proporrei il coinvolgimento del padre in incontri familiari (potrei anche incontrarlo da solo se fosse disponibile) per indagare pure le sua caratteristiche e la sua situazione. potrei ipotizzare ma con mooltissima fantasia che la bambina stia attraversando un periodo depressivo in risposta a un evento stressante (forse disturbo dell'adattamento?)che esprime attraverso il rifiuto verso una mamma che forse non le da le attenzioni che vorrebbe e un'attenzione nei confronti del padre di cui si assume le colpe e verso cui vive angoscia abbandonica. per gli strumenti con la bambina non saprei..forse meglio i test proiettivi..però non saprei quali, meglio che me li guardi!! per quanto riguarda l'intervento proporrei terapia familiare . ma questa è una traccia di sviluppo o clinica?perchè non si capisce..
ciao colleghe, anche io sono un po rimasta leggendo le tracce. ...in questo per caso il consenso per incontrare la bambina è necessario avere il benestare di tutti e due i genitori, perchè potrebbe essere un altro motivo di conflitto fra loro. I test che si potrebbero proporre sono il disegno della famiglia ( in cui possiamo capire come la bambina si colloca fra i genitori) e il disegno dell'albero di Koch, in cui possiamo vedere la stabilità del bambino e il suo senso di sicurezza ).
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ragazze..una priccola precisazione..per vedere un minore comunque serve SEMPRE l'autorizzazione di entrambi i genitori :)
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MEMOLEMEMOLE
ragazze..una priccola precisazione..per vedere un minore comunque serve SEMPRE l'autorizzazione di entrambi i genitori :)
dunque se uno non è d'accordo il minore non può essere visto giusto?