"Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani;l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre la stessa persona e un'altra"
Il libro dell'inquietudine
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"Alla fine di questa giornata rimane ciò che è rimasto di ieri e ciò che rimarrà di domani;l'ansia insaziabile e molteplice dell'essere sempre la stessa persona e un'altra"
Il libro dell'inquietudine
"...Vedevo per la prima volta la mia cacca (in città ti siedi sulla tazza e poi tiri subito l'acqua senza guardare).La stavo ormai chiamando cacca, come credo faccia la gente. La cacca è la cosa più personale e riservata che abbiamo. Il resto possono conoscerlo tutti, l'atteggiamento del viso, lo sguardo, i gesti. Anche il tuo corpo nudo, al mare, dal dottore, mentre fai l'amore.
Persino i pensieri, perchè di solito li esprimi, oppure gli altri te li indovinano da come guardi o ti mostri imbarazzato. Certo ci saranno anche pensieri segreti, ma in genere anche i pensieri si manifestano.
La cacca no. Salvo che per un perdiodo brevissimo della tua vita, quando è la mamma a cambiarti i pannolini, dopo è soltato tua. E siccome la mia cacca di quel momento non doveva essere cos' diversa da quelle che avevo prodotto nel corso della mia vita passata, ecco che in quell'istante mi ricongiungevo col me stesso dei tempi dimenticati, e provavo la prima esperienza capace di rinsaldarsi con innumerevoli altre precedenti, anche quelle di quando bambino facevo i miei bisogno nelle vigne.
Forse se mi guardavo bene intorno trovavo ancora i resti della cacca che avevo fatto allora e, triangolando nel modo giusto, il tesoro di Clarabella.
Ma qui mi fermavo. La cacca non era ancora il mio infuso di tiglio - e avrei voluto ben vedere, come potevo pretendere di condurre la mia recherche con lo sfintere? Per ritrovare il tempo perduto non ci vuole la diarrea ma l'asma. L'asma è pneumatica, è soffio (seppur faticoso) dello spirito: è per i ricchi che possono concedersi stanze tappezzate di sughero. I poveri, nei campi, non vanno d'anima, vanno di corpo.
Eppure non mi sentivo diseredato bensì contento, dico veramente contento, in modo mai provato dopo il risveglio.
Le vie del Signore sono infinite, mi sono detto, e passano anche per il buco del sedere."
Umberto Eco - La misteriosa fiamma della regina Loana
splendido questo libro :love:Citazione:
Originariamente postato da *elettra777*
3*)Non ho niente contro gli ombretti ed i rossetti.Ma il fatto è che ci troviuamo su un pianeta nello spazio.Mi sembra assurdo pensarci.E' pazzesco anche solo ensare che esiste un universo.Ma ci sono ragazze che non sono capaci di vedere che esiste un universo al di là del loro mascara.Poi ci sono forse anche dei ragazzi che non sono in grado di vedere oltre il loro pallone.C'è comunque una bella differenza tra uno specchio per il trucco ed uno specchio del telescopio.Credo che questo sia quello che viene definito un cambiamento di prospettiva.Forse può anche essere definito un risveglio.Non è mai troppo tardi per avere un risveglio.Ma molte persone vivono tutta la vita senza rendersi conto di vivere nello spazio vuoto.Ci sono troppe tensioni quaggiù.Basta pensare a tutta la fatica che si fa.Apparteniamo a questo pianeta non dico di no.Siamo parte della vita naturale su questo pianeta.Qui abbiamo preso dalle scimmie e dagli insetti come ci evolviamo, e non ho alcuna obiezione a riguardo.In un'altra dimensione forse sarebbe stato tutto diverso,ma noi siamo qui.E ribadisco:non lo voglio negare.Penso solo che questo non ci debba impedire di impegnarci per vedere un po' al di là del nostro naso.
Jostein Gaarder-la ragazza delle arance
- Perché non lo fa lei? - dice.
- Io cosa?
- Perché non se ne prende cura lei?
- Io?
- Lei, sì.
- Ma se non la conosco neppure.
- Nessuno si conosce prima di incontrarsi.
Luigi Bernardi - Tutta quell'acqua :love:
la realtà sfuma e tutto diventa memoria.
perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.
questo è un posto dove prendi commiato da te stesso.
quello che sei ti scivola addosso, a poco a poco.
sgusci via da tutto, paure, sentimenti, desideri,: li custodisci come abiti smessi, nell'armadio di una sconosciuta saggezza, e di un'insperata pace.
quel che io sono, è ormai successo: e qui, e ora, vive in me come un passo in un'orma, come un suono in un'eco, come un enigma nella sua risposta.
è un modo di perdere tutto, per tutto trovare.
se risci a capire tutto questo, mi crederai quando ti dico che mi è impossibile pensare al futuro.
alessandro baricco- oceanomare
Dovresti ricordarlo che le grandi storie sono già state raccontate tutte. Ma dovresti anche sapere che il resto non sono affatto vicende di poco conto. Le storie sono scatole cinesi, ognuna sta dentro alle altre, ma le storie sono anche cannibali dalla fame insaziabile, e ognuna può sbranare e divorare le altre, indipendentemente dalle dimensioni e dalla potenza stritolatrice delle mascelle. Anche questo mi hai insegnato, te lo sei già scordato?
Luigi Bernardi - Erano angeli
Vienna, 8 maggio 1912
24 giorni sono stato in prigione! - ventiquattro giorni o cinquecentosettantasei ore! - un'eternità!
L'indagine si è sgonfiata miseramente - ma io ho sofferto come un cane, in modo indicibile. Sono stato terribilemnte punito senza condanna.
Nel corso del dibattimento uno dei fogli sequestrati, quello che era appeso in camera da letto, è stato solennemente bruciato con la fiamma di una candela dal giudice di toga! - Autodafé! Savonarola! Inquisizione! Medioevo! Castrazione, trionfo dell'ipocrisia! - allora andate nei musei e fate a pezzi le massime opere d'arte.
Chi rinnega il sesso è un sudicione e infanga nel modo più basso i genitori che l'hanno fatto venire al mondo.
Come dovrà vergognarsi di fronte a me, d'ora in poi, chiunque non abbia sofferto come me.
dal Diario di Neulengbach_Egon Schiele
[color= blue]"Tante volte,tante,come ora,mi è stato grave sentire che sento;sentire come un'angustia,solo perchè è sentire,l'inquietudine di stare qui,la nostalgia di un'altra cosa che non si è conosciuta,il ponente di tutte le emozioni;sentire ingiallirmi consunto dalla cinerea tristezza nella mia coscienza esterna di me.
Ah,chi mi salverà dall'esistere?Non è la morte che voglio,nè la vita:è quel qualcosa che brilla nel fondo dell'inquietudine come un diamante possibile nel fondo di un pozzo in cui non si può scendere."
Il libro del'inquietudine
forse non è il momento giusto per me per leggerlo ma ogni pagina è un'emozione....[/color]
"la tua armatura" egli disse. "ti protegge da ogni donna che vorrebbe distruggerti, si, certo. ma, a meno che tu non la svesta, essa ti farà da scudo anche contro quell'unica donna che può amarti, nutrirti, salvarti dalle tue stesse difese e protezioni."
non avevo mai conosciuto un'altra donna con la quale osassi, come con lei esser tanto infantile quanto a volte mi sentivo, o tanto scicco, o tanto sapiente, tanto sensuale, tanto intimo e toccante.
ci siamo incontrati sullo stesso pianeta nella medesima epoca, alla stessa età, cresciuti nella stessa cultura. ci fossimo incontrati anni addietro, non sarebbe successo...ci si era incontrati prima, si, in quell'ascensore, ma ciascuno aveva proseguito per la sua strada, allora-il momento non era quello adatto. e non sarà mai più il momento giusto.
"un'anima gemella è che ha serrature ove entrano le tue chiavi, e chiavi che aprono le tue serrature. quando ci sentiamo abbastanza sicuri di aprire i lucchetti, i nostri più veri e veraci noi stessi escon fuori e noi possiamo essere, completamente e sinceramente, chi siamo. possiamo essere amati per quel che siamo e non per quello che fingiamo di essere.
ciascuno svela la parte migliore dell'altro. qualunque cosa vada male, intorno a noi, con quella persona siamo al sicuro nel nostro paradiso.
"non ti voglio lasciare, piccola wookie, non voglio lasciarti mai più" dissi. "ti amo."
R.Bach "un ponte sull'eternità"
"la tua armatura" egli disse. "ti protegge da ogni donna che vorrebbe distruggerti, si, certo. ma, a meno che tu non la svesta, essa ti farà da scudo anche contro quell'unica donna che può amarti, nutrirti, salvarti dalle tue stesse difese e protezioni."
non avevo mai conosciuto un'altra donna con la quale osassi, come con lei esser tanto infantile quanto a volte mi sentivo, o tanto scicco, o tanto sapiente, tanto sensuale, tanto intimo e toccante.
ci siamo incontrati sullo stesso pianeta nella medesima epoca, alla stessa età, cresciuti nella stessa cultura. ci fossimo incontrati anni addietro, non sarebbe successo...ci si era incontrati prima, si, in quell'ascensore, ma ciascuno aveva proseguito per la sua strada, allora-il momento non era quello adatto. e non sarà mai più il momento giusto.
"un'anima gemella è che ha serrature ove entrano le tue chiavi, e chiavi che aprono le tue serrature. quando ci sentiamo abbastanza sicuri di aprire i lucchetti, i nostri più veri e veraci noi stessi escon fuori e noi possiamo essere, completamente e sinceramente, chi siamo. possiamo essere amati per quel che siamo e non per quello che fingiamo di essere.
ciascuno svela la parte migliore dell'altro. qualunque cosa vada male, intorno a noi, con quella persona siamo al sicuro nel nostro paradiso.
"non ti voglio lasciare, piccola wookie, non voglio lasciarti mai più" dissi. "ti amo."
R.Bach "un ponte sull'eternità"
L'uomo non è che la propria immagine. I filosofi possono dirci che è indifferente ciò che il mondo pensa di noi, che solo ciò che siamo ha valore. Ma i filosofi non capiscono niente.
Finchè viviamo con la gente siamo soltanto ciò che la gente ci considera.
Pensare a come ci vedono gli altri e fare di tutto per rendere la nostra immagine più simpatica possibile viene considerato una specie di finzione o di comportamento sleale.
Ma fra il mio io e quello degli altri esiste forrse un qualche contatto diretto senza la mediazione degli occhi?
é mai pensabile l'amore senza l'angoscioso inseguimento della propria immagine nella mente della persona amata?
Nell'attimo in cui non ci interessa più come ci vede la persona che amiamo , abbiamo cessato di amarla.
[...]
il nostro io è una pura apparenza, inafferrabile, indescrivibile nebulosa mentre l'unica realtà, fin troppo facilmente afferrabile e descrivibile è la nostra immagine agli occhi degli altri.
E il peggio è che tu non ne sei padrone.
All'inizio cerchi di dipingerla tu stesso, poi vuoi almeno infleunzarla e controllarla, ma invano: basta una sola formula maligna e sei trasformato per sempre in una pietosa caricatura.
Kundera, L'Immortalità
( :lode: )
"...No, è impossibile, è impossibile trasmettere la sensazione di vita di qualsiasi periodo della propria esistenza - quel che ne rende la verità, il significato - l'essenza sottile e penetrante. E' impossibile. Si vive, così come si sogna - soli..."
Cuore di tenebre - Joseph Conrad
Ma quando a un uomo interessa una donna, fa di tutto per entrare in contatto con lei, almeno indirettamente, almeno marginalmente , per toccare almeno a distanza il suo mondo e metterlo in moto.
" L'Immortalità" M. Kundera
[...]le sorrido con un sorriso full-time e aspetto che parli prima lei.
"Ciaaaao, ma sei tuuu?"
"Abbastanza, si"
E adesso lavori qua?"
Io le sorrido di più, con tutti i muscoli della grande distribuzione, e le sventolo davanti il guinzaglio che miporto al collo, quello che regge il cartellino, che regge il nome, il mio nome da battesimo soltanto, il cognome appena accennato, bloccato sulla prima lettera da un punto: i cognomi firmano i libri, non servono ai commessi. Le sorrido e stringo il cartellino: casomai mi perdessi, nel negozio, saprei almeno come mi chiamo.
"ma è un bellissimo posto dove lavorare"
"mò non esageriamo..."
"ascolta: mica tutti quelli che si laureano possono fare ricerca..o insegnare..."
Infatti, non tutti quelli che si laureano possono insegnare. E poi molti di quelli che insegnano non dovrebbero farlo.
Valeria Parrella [O' vesuvie, o' mandulille, 'Napule, ecc ecc..:asd: ] da Per Grazia Ricevuta
E' il limite di quel che ci accade e non viene registrato o che, peggio ancora, neppure sappiamo, vediamo o sentiamo, poiché in seguito non c'è modo di recuperarlo. Il giorno che non abbiamo trascorso insieme resterà tale per sempre, e ciò che ci avrebbero detto al telefono quella volta che non abbiamo risposto non verrà mai più detto, non la stessa cosa e non con lo stesso spirito; e tutto sarà leggermente o del tutto diverso per la nostra incapacità di osare che ci ha spinto a non parlare. Ma anche se quel giorno siamo stati insieme, o eravamo in casa quando ci hanno telefonato, o abbiamo osato parlare vincendo il timore e ignotrando il rischio, anche così, niente di tutto questo tornerà a ripetersi, e dunque arriverà un momento in cui essere stati insieme sarà come non esserlo stai, aver risposto al telefono sarà come non averlo fatto, e aver osato parlare come aver taciuto. Persino le cose più indelebili hanno una durata, al pari di quelle che non lasciano traccia o che neppure accadono, e se siamo previdenti e ne prendiamo nota, le registriamo o le filmiamo, circondandoci di promemoria e tentando persino di sostituire l'accaduto con la sua mera conferma, l'annotazione e l'archiviazione - in modo tale che ciò che di fatto accade altro non è che il nostro annotare, registrare, filmare e nulla più - anche in questa perenne messa a punto della ripetizione finiremmo col lasciarci sfuggire il tempo in cui le cose realmente accadono (benché sia il tempo dell'annotazione); e mentre tentiamo di rivivere ogni cosa, di riprodurla, di farla ritornare e di impedire che passi, un altro tempo starà trascorrendo, e in questo tempo è certo che non staremo con nessuno, non risponderemo ad alcun telefono, non oseremo fare alcunché, né saremo in grado di evitare nessuna morte o nessun crimine (per quanto neppure commeteremo o provocheremo niente del genere), poichè lo lasceremo trascorrere come se non ci appartenesse, nel nostro insano tentativo di non far finire bensì di far tornare quanto ormai è passato.
Ascoltare è la cosa più pericolosa, è sapere, è apprendere ed essere al corrente, le orecchie non hanno palpebre che possano chiudersi istintivamente davanti a ciò che viene pronunciato, non possono difendersi da ciò che a un tratto si manifesta e si è costretti a sentire, è sempre troppo tardi.
J.Marias_ un cuore così bianco
"Resta solo la vostra assenza, essa è ormai priva di ogni spessore, non offre possibilità alcuna di aprirsi un varco, di morirvi di desiderio."
"Sono in un amore sospesa fra, vivere e morire. È attraverso questa vostra mancanza di sentimento che ritrovo la vostra particolare qualità, quella appunto di piacermi. Credo di tenere solo a che la vita non vi abbandoni, non altro, il suo svolgersi mi lascia indifferente, essa non può dirmi niente di voi, non può che rendermi la morte più vicina, più ammissibile, sì, desiderabile. E così che voi state davanti a me, nella dolcezza, in una provocazione costante, innocente, impenetrabile.
Voi lo ignorate."
L'Uomo atlantico in Testi segreti- M. Duras :love: :love: :love:
ps: grazie Willy :smack:
Il male è la maledizione del mondo, per cui devo tenere il più lontano possibile da me e dal mio clan gli stregoni, che ne sono gli agenti, i portatori e i distributori. La loro presenza appesta l'aria, diffonde il contagio, rende la vita impossibile trasformandola nel suo opposto, la morte. Se mi muore una persona cara, mi brucia la casa, crepa la vacca, mi contorco dai dolori o giaccio impotente, stremato da un attacco di malaria, so perfettamente che cosa è accaduto: qualcuno mi ha gettato un ma-lefizio. Quindi da solo, se ne ho la forza, o altrimenti con l'aiuto del villaggio e del clan, comincio a ricercare lo stregone responsabile. Questi, ex definitione, deve vivere e operare altrove, in un altro villaggio, in un altro clan o tribù. La nostra moderna sospettosità e ostilità verso l'Altro, verso il Diverso proviene proprio dal timore dei nostri bis-bisavoli che vedevano nell'Altro, nell'Estraneo un portatore di male, una fonte di disgrazie. Dolori, incendi, epidemie e siccità non sorgono spontaneamente dal nulla: deve per forza esserci stato qualcuno a portarli, a infliggerli, a diffonderli. Ma chi? Non certo i miei, i nostri, tutta gente fidata: la vita è possibile solo tra persone buone, e io sono vivo. Dunque i colpevoli sono gli Altri, gli Estranei. E così, cercando di vendicare i torti e le sconfitte subiti, entriamo in conflitto con gli altri, ci facciamo guerra. Insomma, quando capita una disgrazia la sua causa non sta in noi, ma altrove: fuori della nostra comunità, lontano, negli Altri.
Ryszard Kapuscinski - Ebano
Un peccato che lo si legga così poco, questo inviato speciale. Ogni tanto, guardando i giornali, mi sembra di vivere nel continente sbagliato.
Grazie a Pat. Per avermi fatto conoscere scrittrici che non conoscevo. Il cuore, a volte, ha bisogno di trovare sentieri non conosciuti, per continuare a battere.
Ciao
"Egli ,infatti,possedeva il raro talento di saper viaggiare senza che l'esilio suscitasse in lui quel turbamento misterioso che paralizza le anime e le induce al pervicace sentimento che chiamano nostalgia.
Tuttavia ,pur trovandosi bene dappertutto , non si sentiva di casa in nessun luogo.E questo non faceva che accentuare il suo bisogno di perseverare ancora e sempre nel proprio viaggio verso l'impossibile."
"Aveva ancora negli occhi l'immagine della donna,la sua sensuale e solenne danza dei gesti lenti e misurati.Era come trovare nella bottega di un rigattiere uno di quelli automi che ruotano senza sosta al suono di un ritornello-e sentire che quell'antiquato oggetto dal fascino ammaliante lo si è a lungo desiderato senza mai averlo davvero cercato"
"L'oppio è una cosa al tempo stesso dolcissima e terribile.Un pò come l'amore.
"Loan gli aveva dato la cosa più bella :la magia dei primi istanti...."
"Opium"
Maxence Fermine
<Amo a te> significa "osservo nei tuoi confronti un rapporto di in-direzione". Non ti sottometto, né ti consumo. Ti rispetto (come irriducibile). Ti saluto: saluto in te. Ti lodo: lodo in te.. Ti ringrazio: rendo grazie a te per... Ti benedico per. Ti parlo, non soltanto di una certa cosa, ma ti parlo a te.* Ti dico, non tanto questo o quest'altro, ma dico a te.
L'a è garante della in-direzione. L'a impedisce il rapporto di transitività, in cui l'altro perderebbe la sua irriducibilità, e la reciprocità non sarebbe possibile. l' a mantiene l' intransitività fra le persone, l' interpellanza, la parola o il dono interpersonali: parlo a te, domando a te, do a te (e non "ti do te ad un altro").
L'a è il segno della non immediatezza, della mediazione fra noi. Quindi non ti comando o "ti ordino di fare tale o talaltra cosa", il che potrebbe equivalere a "ti ordino a tali cose, ti sottometto a tali verità, a tale ordine", che possono corrispondere a un lavoro, ma anche a un godimento, umano o divino. E neppure "ti seduco a me", in cui il tu diventa a me e l' <amo a te> diventa <amo a me>. E neppure "ti sposo", nel senso di faccio di te mio marito-mia moglie" ossia "ti prendo, ti faccio mia-o". Ma "desidero essere attenta-o a te nel presente e nel futuro, ti chiedo di restere con te, sono fedele a te".
L'a è il luogo di non riduzione a oggetto della persona. Ti amo, ti desidero, ti prendo, ti seduco, ti ordino, ti istruisco ecc. rischiano sempre di annullare l' alterità dell'altro, facendolo-a diventare un mio bene, un mio oggetto, riducendolo al mio, nel mio, cioè a qualcosa che già fa parte del mio campo di proprietà esistenziali o materiali.
L'a è anche una barriera contro l'alienazione della libertà dell'altro nella mia soggettività, nel mio mondo, nella mia parola...
<Amo a te> significa quindi "non ti prendo come oggetto diretto, né come oggetto indiretto girando attorno a te". Anzi è attorno a me che devo girare per mantenere l' a te grazie al ritorno a me. Non come la mia preda (tu divenuto-a mio-a), ma con l'intenzione di rispettare la mia natura, la mia storia, la mia intenzionalità, rispettando anche le tue. Dunque non ritorno a me nel senso del "mi chiedo se sono amato-a" che corrisponderebbe a un'intenzionalità introvertita.
Può succedere che io ami in te - "a te" - ciò che non è coscientemente voluto da te, ciò che sfugge alle tue intenzioni: un gesto, un'espressione, un aspetto del tuo corpo o della tua sensibilità. Spetta a noi vedere se possiamo costruire un noi su ciò che, di te, è compatibile con le mie intenzioni, ma sfugge alle tue.
Fare di te il mio bene il mio possesso, il mio non realizza l' alleanza fra noi. Questo gesto sacrifica una soggettività all'altra.Tu appartieni a me, spesso senza reciprocità. Divenendo mio-a tu perdi la libertà della reciprocità. Non ci sono più due soggetti in relazione amorosa. L'a cerca pertanto di evitare di ricadere nell'orizzonte di riduzione di un soggetto all'oggetto.
Se sono attento-a alla tua intenzionalità, alla tua fedeltà, a te stesso-a e al suo divenire, mi è permesso immaginare se una durata può esistere fra noi, se le nostre intenzionalità possono accordarsi.
Queste intenzionalità non possono ridursi a una. Occorre guardare nella stessa direzione in modo che non abolisca le differenze, ma le renda alleate.
L'uomo e la donna fedeli alla loro identità non hanno la stessa intenzionalità, poiché non sono dello stesso genere. Ma possono prendere degli impegni secondo accordi che rendano compatibili le loro intenzionalità.
Così: tu non mi conosci, ma sai qualcosa del mio apparire. Puoi ugualmente percepire le direzioni e le dimensioni della mia intenzionalità. Non puoi sapere chi sono, ma puoi aiutarmi ad essere scorgendo quello che mi sfugge di me, la fedeltà o infedeltà a me stesso-a. Puoi aiutarmi così a uscire dall'inerzia, dalla tautologia, dalla ripetizione, dall'errore. Puoi aiutarmi a divenire, pur restando me stesso-a.
Luce Irigaray
[Amo a te]
Bello antonella! :approved:
Stava ancora coccolando il gatto. "Povero impiastro," disse, grattandogli la testa, "povero impiastro senza nome. È una piccola seccatura, il fatto che non abbia un nome. Ma io non ho il diritto di darglielo, dovrà aspettare fino a quando non apparterrà a qualcuno. Ci siamo incontrati un giorno per caso vicino al fiume, non apparteniamo l'uno all'altra; e lui è indipendente, come me. Non voglio possedere niente finché non avrò trovato un posto dove io e le cose faremo un tutto unico. Non so ancora precisamente dove sarà. Ma so com'è."
Colazione da Tiffany - Truman Capote
Il desiderio
Un uomo trovò in giro la lampada di Aladino. Siccome era un bravo lettore, l'uomo la riconobbe e la sfregò. Il genio comparve, fece un inchino, si offrì:
"Sono al tuo servizio, padrone. Chiedimi un desiderio e sarà esaudiro. Ma dev'essere un unico desiderio".
Siccome era un bravo figlio, l'uomo disse:
"Desidero che resusciti mia madre morta".
Il genio fece una smorfia:
"Mi dispiace, padrone, ma è un desiderio impossibile. Chiedimene un altro".
Siccome era un brav'uomo, l'uomo chiese:
"Desidero che il mondo non continui a spendere denaro per uccidere la gente".
Il genio deglutì:
"Ehm... Come hai detto che si chiamava tua madre?".
Eduardo Galeano
A testa in giù - la scuola del mondo alla rovescia
Quando non può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa (il fiocco a collo e la barra sottovento) che lo fa andare alla deriva, o la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l'illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione.
Forse conoscete quella barca che si chiama Desiderio.
(tratto da: Henri Laborit ELOGIO DELLA FUGA, Mondadori 1982)
beati coloro che non hanno paura di domandare quello che non sanno.
tratto da Io Zahir di P.Coehlo
"Questi uomini e queste donne che lasciano le porte dei bagni aperte sanno che una casa più grande non è la soluzione. Che un compagno più attraente, più soldi e una pelle più liscia non sono la soluzione.
<Ogni cosa in più che possiedi> dice <è solo l'ennesima cosa che un giorno perderai>".
"Soffocare"
Cluck Palahniuk
"I miei genitori mi comprarono il primo (pesciolino) per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. Seicentoquaranta pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà."
"Survivor" - Chuck Palahniuk
fantastica idea davvero!!!!!!!!!!!!!!
" ogni persona e' una prigione!
da "al di la del bene e del male "
nietzsche
"Guardati da coloro che, prima ti danno consigli, e poi parlano male di te, cornuto!" Corrado Guzzanti. Il libro de Kipli.
questa stanza è stupenda...oggi devo andare a comprare dei libri e leggere queste frasi e i vostri consigli mi ha aiutato un sacco!!!!
"chiunque tu sia e qualunque cosa tu facci, quando desideri una cosa con volontà è perchè questo desiderio è nato dall'Anima dell'universo.E quando tu desideri qualcosa tutto l'universo cospira affinvìchè tu possa realizzarlo"
Paulo Coelho ...L'alchimista:lode:
Nei sentimenti come nelle azioni di Edoardo non c'è più misura. La coscienza di amare e di essere amato lo trasporta all'infinito. Com'è mutato per lui l'aspetto di tutte le stanze, di tutti i dintorni! Nella sua stessa casa non si ritrova più.
La presenza di *** assorbe tutto: egli è immerso in lei, nessun'altra considerazionegli si presenta, nessuna coscienza gli parla; ogni freno della sua natura è spezzato, tutto il suo essere si espande verso *** .
Goethe, Le Affinità Elettive.
:medito:
Un'unica gioia mi rimane ancora. Quando le ero vicino, non la sognavo mai; ma ora che siamo lontani, ci riuniamo in osgno, e cosa, strana, da quando ho conosciuto qui nei dintorni altre mabili persone, più che mai la sua immagine mi si presenta nel sogno, come se mi volesse dire: Guardati pure attorno! Non troverai nulla di più bello, di più caro di me!
Cosi la sua immagine si mescola in ciascuno dei miei sogni. Tutto quello che mi è capitato insieme a lei si confonde e sovrappone. ora firmiamo un contratto: ecco la sua mano e la mia, il suo nome e il mio; si cancellano l'un l'altro, s'intracciano. Queste deliziose illusini della fantasia non sono prive neppur di dolore.
[...]
Io non mi vergongo di questa affezione, di questa passione pazza furiosa, se così le piace chiamarla. No, io non ho mai amato; ora soltanto provo ciò che significa. Finora tutto nella mia vita non fu che preludio, temporeggiamento, passatempo, spreco di tempo: fino a che conobbi lei, e l'amai di un amore vero e completo. Mi hanno rimproverato , se non proprio in faccia, alle spalle, di abborracciare e di far male quasi tutte le cose mie.
Può darsi, ma non avevo ancora trovato quello in cui mi si possa rivelare maestro.
Voglio un pò vedere chi mi supera nel talento di amare.
Purtroppo è un talento doloroso, pieno di sofferenza, e di lagrime. ma io lo sento cosi naturale, cosi consono a me, che ben difficilmente ormai vi potrò rinunciare.
Goethe, Le Affinità Elettive.
"...Posa la penna,piega il foglio,lo infila in una busta.Si alza,prende dal suo baule una scatola di mogano, solleva il coperchio, ci lascia cadere dentro la lettera, aperta e senza indirizzo.Nella scatola ci sono centinaia di buste uguali.Aperte e senza indirizzo.Ha 38 anni,Bartleboom.Lui pensa che da qualche parte, nel mondo, incontrerà un giorno una donna che, da sempre, è la SUA donna. Ogni tanto si rammarica che il destino si ostini a farlo attendere con tanta indelicata tenacia, ma col tempo ha imparato a considerare la cosa con grande serenità.Quasi ogni giorno,ormai da anni, prende la penna in mano e le scrive.Non ha nomi e non ha indirizzi da mettere sulle buste: ma ha una vita da raccontare. E a chi, se non a lei?Lui pensa che quando si incontreranno sarà bello posarle sul grembo una scatola di mogano piena di lettere e dirle-Ti aspettavo. Lei aprirà la scatola e lentamente, quando vorrà, leggerà le lettere una ad una e risalendo un chilometrico filo di inchiostro blu si prenderà gli anni,i giorni, gli istanti che quell'uomo, prima ancora di conoscerla, già le aveva regalato.O forse , più semplicemente, capovolgerà la scatola e attonita davanti a quella buffa nevicata di lettere sorriderà dicendo a quell'uomo-Tu sei matto. E per sempre lo amerà."
Oceano mare di Baricco
"Sei un prodotto del nostro linguaggio" dice Brandy "e di come sono le nostre leggi e di come crediamo che Dio ci voglia. Ogni minima molecola di te è già stata pensata da qualche milione di persone prima di te" dice lei. "Qualsiasi cosa tu faccia è noiosa e vecchia e va perfettamente bene. Vai sul sicuro perchè sei intrappolata dentro la tua cultura. Qualsiasi cosa tu concepisca va bene perchè riesci a concepirla. Non riesci ad immaginare nessuna via di fuga. Non c'è scampo" dice Brandy.
"Il mondo" dice Brandy "è la tua culla e la tua trappola".
"Quello da cui scappi non fa che rimanere con te più a lungo. Quando combatti qualcosa, non fai che renderla più forte"
"Invisible monsters" Cluck Palahniuk :love:
Basta amare un essere umano con tutto il cuore, perchè tutti gli altri ci sembrino degni di amore.
[...] Anche i sentimenti di stima e di venerazione hanno lo stesso effetto. Si riconosce quanto vi è di apprezzabile al mondo solo quando si trova modo di applicare tali sentimenti ad un oggetto.
Goethe, Le affinità elettive
"è come se il destino ti desse una sola possibilità,e concentrasse tutto dentro quel momento preciso,e lo facesse diventare cosi breve che la maggior parte delle persone non se ne rende conto,o non è abbastanza pronta da reagire in tempo.
-E tu te ne rendi conto di solito?
"Non c'è un di solito,sucede una sola volta,se succede."
(*Nel momento* A.De.Carlo)
"Le dirò un grosso segreto,mio caro,non aspetti il giudizio universale.Avviene ogni giorno"
(*La caduta* Camus)
"E' uno strano dolore."
Piano.
"Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai"
Seta
Baricco
Per fare una poesia dadaista
Prendete un giornale.
Prendete un paio di forbici.
Scegliete nel giornale un articolo che abbia la lunghezza che voi desiderate dare alla vostra poesia.
Ritagliate l'articolo.
Tagliate ancora con cura ogni parola che compone l'articolo e mettetele tutte in un sacchetto.
Agitate con delicatezza.
Tirate fuori le parole una dopo l'altra, disponendole nell'ordine con le estrarrete.
Copiatele coscienziosamente.
La poesia vi somiglierà.
Ed eccovi diventato uno scrittore infinitamente originale e fornito di una sensibilità incantevole, benché, s'intende, incompresa dalla gente volgare.
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Tristan Tzara, manifesto sull’amore debole e l’amore amaro, 9 dicembre 1920.
"Stare qui e cercare di rimettere in sesto la sua vita è solo un'enorme perdita di tempo. La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni: Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perchè, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile"
Survivor- Cluck Palahniuk :love:
"Rallentando la corsa della loro notte,dividendola in parti distinte e separate fra loro, Madame de T.è riuscita a trasformare il breve arco di tempo a loro concesso in una meravigliosa architettura,in una forma.Dar forma ad una durata è l'esigenza della bellezza,ma è anche quella della memoria.Ciò che è informe è inafferabile,non è memorizzabile.Concepire l'incontro come una forma è stato per loro tanto più prezioso perchè quella notte era destinata a rimanere senza domani e non avrebbe potuto ripetersi che nel ricordo."
La lentezza
Kundera
E' bellissima. Sarà che di notti destinate a rimanere senza domani ne ho vissute tante, sarà che per me la memoria, il ricordo, sono fondamentali....grazie.