studio a Chieti
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studio a Chieti
Ciao...Io ho iniziato a lavorare da poco e sono libera professionista...lavorare nel pubblico come terapista non è facile...ma col tempo si spera...comunque a quanto mi han detto per chi riesce a lavorare in questo campo ci sono molte opportunità e poche terapiste a disposizione...almen da noi è così...
Ciau...
ciao a tutti, io ho iniziato a lavorare con un bimbo con autismo lieve di 6 anni. qualcuno sa dirmi dove posso trovare una griglia di valutazione o informazioni sui trattamenti da poter utilizzare a scuola (va alla materna)? grazie!
salve. mi trovo tutti i giorni a contatto con un bambino autistico di sei anni in una classe materna mista (bimbi tra 3 e 5 anni).
ho la laurea triennale ma non avevo mai visto un bimbo con questa sindrome. mi aspettavo il "classico autistico" ciondolante sebbene sappia che si tratta di un ombrello di situazioni varie e che ogni caso è a sè.
gabriel (si chiama così) ama far girare i cerchi, le ciotole e tutto quello che è rotondo. fa un uso strumentale delle persone quando vuole prendere da mangiare nel suo armadietto e salta, batte le mani, sembra attratto dalla musica e ride molto spesso.
recita a memoria una preghiera ma il linguaggio non è chiarissimo.
per quanto riguarda lo sguardo non mi sembra che non incroci mai lo sguardo degli altri.
chiama per nome la sua insegnante, o meglio, ripete il suo nome tutto il giorno.
lei dovrebbe fargli vedere delle carte con delle immagini e ripetere il loro nome. non lo fa quasi mai. io dovrò rimanere in quella classe fino a diembre. potrei fare qualcosa per lui? nel senso c'è qualcosa di utile che potrei fare?
ciao...elissa82si, puoi dare un occhiata al sito "iocresco.com"....c'è materiale per l'handicap scaricabile gratuitamente!!! per la griglia di valutazione prova a cercare su internet ma credo che troverai poco....dovresti farla tu!!!:rolleyes:
per stellamarante. c'è moltissimo che tu potresti afre per questo bimbo! prima di tutto ceracre di far capire alla sua insegnante che quel lavoro con le immagini (credo sia il metodo TECCH) è utilissimo per il bambino e va fatto sempre!!!a parte questo potresti preneder spunto dai suoi giochi: gli puiacciono le cose tonde? bene, cerca di creare ( dal nulla!!!!) un gioco con quelle trottole che lui utilizza senza alcuna funzione...dovresti renderle funzionali!!! oppure cerca di fare esercizi per lo sguardo, visto che lui non incrocia mai quello degli altri...oppure insegnagli canzoni su imitazione (la bella lavanderina, se sei felice...).comunque dai uno sguardo ai siti: genitoricontroutismo.org e iocresco.com
saranno di grande aiuto!
grazie mille per gli spunti. in realtà mi sembra che incroci gli sguardi anche se non spessissimo. il problema è che a un occhio non è in grado di compiere movimenti quindi gira la testa. grazie davvero per gli spunti.
Le carte immagine lui le capisce?Non è così scontato he i bambini autistici capiscono le fotografie, io con i miei bambini autistici più gravi uso le carte oggetto che sono più semplici e immediate.
io ti consiglio di lavorare sull'associazione tra carta, oggetto reale e voce (se il tuo bambino è verbale).
In breve prendi tre carte (parti da un numero basso) con oggetti che sono motivanti e interessanti per il bambino (es. foto della palla, foto di una caramella foto di un pennarello)prendi i tre oggetti concreti e fai appoggiare la palla sulla foto corrispondente (e così via per gli altri oggetti) in questo modo prepari il terreno per il passaggio successivo cioè l'uso della voce.
In un primo momento l'importante è che il bambino usi le carte immagine e che ne afferri l'usosolo in un secondo momento insisti sulla voce.
Per incentivare l'uso delle carte immagine devi strutturare un ambiente che obblighi il bambino a chiedere (es. se ama giocare con le palle non gli fai più trovare le palle nel solito posto) in questo modo potrai dare la scelta con le carte immagine.
Poi per incentivare ilo linguaggio puoi lavorare nelle routine motivanti o nei giochi sociali.
Una griglia di valutazione per valutare cosa?Sembra una cosa stupida ma tu cosa vuoi osservare? Il Pep è un ottima griglia di valutazione del bambino autistico offre diversi indicatori che vanno dalla motricità ai comportamenti problema all'area cognitiva.
Il problema non è tanto se incrocia lo sguardo, ma se mantiene il contatto oculare. Cerca di capire per quanto tempo ti guarda in viso e quale parte delviso guarda di più, dopo di che (se ritieni di dover lavorare sul contatto oculare) cerca di attirare la sua attenzione con un gioco verso il tuo sguardo. Per esempio, se ti guarda prevalentemente la bocca (cosa abbastanza probabile) prendi un oggetto pe lui molto rinforzante e avvicinatelo alla bocca. Quando lo guarda e cerca di prenderlo, portatelo verso i tuoi occhi e daglielo solo dopo che ti avrà guardato. Può essere un modo per iniziare un aggancio.
Complimentoni, sei molto esperta in questo settore, davvero!! brava.
Senti mi piace molto questo metodo vorrei domandare dove posso reperire materiale in proposito, o come avevi valutato il linguaggio? hai utilizzato delle griglie valutative per il linguaggio? Voi come lo valutate il linguaggio del bambino autistico? Ci sono dei progetti educativi per i bambini autistici? se si dove potrei trovarli? vi prego aiutatemi! ciao
nel pep per quanto riguarda il linguaggio c'è una griglia valutativa? voi ce lo avete? potrei visionarlo anche in base ai casi con l'omissione di dati sensibili? [email protected]
ciao!grazie mille, ho dato un'occhiata e ho preso spunto per costruirne una io..
l'utilità sta nel poter confrontare osservazioni di specialisti diversi per poter approcciare un trattamento anche a scuola che sia conforme con gli altri ambiti di terapia!
ciao. grazie per tutte le risposte. scusate ma torno il fine settimana.
in effetti la parte più interessante è che ormai sono in quella classe da metà settembre e pur non passando tantissimo tempo con lui perchè ha un'insegnante di sostegno (per me è un'assurdità che un autistico o comunque uno con tale diagnosi sia accompagnato da un'insegnante di sostegno e non da una figura diversamente preparata) eppure al mattino quando mi vede e vado tutta contenta da lui, lo chiamo per nome ecc... mi guarda e mi sorride.... in effetti mi faceva pensare il fatto di tener conto di quale parte del mio volto osservi ma ho un po' di difficoltà perchè ha un occhio che è fisso.
io non ho alcuna esperienza con questa condizione ma non mi sembra autistico. proprio no. o forse mi ero fatta io una rappresentazione sbagliata di questa condizione.
l'idea che diceva di mettere gli oggetti sulle figure è geniale. complimenti. ma io purtroppo non posso farlo sebbene l'insegnante stessa non lo faccia.
la situazione è difficile. i genitori hanno entrambi un ritardo mentale (lieve suppongo) e anche la nonna materna. Gabriel è l'ultimo di tre figli. i primi due hanno un ritardo mentale anche loro.
inoltre oggi stesso ho saputo che questo bimbo ha anche una cisti sotto la scatola cranica...
insomma è una situazione veramente incasinata e tra l'insegnante che inventa le schede da dare al neuropsichiatra e sfacciatamente lo ignora tutto il giorno io davvero non so che fare. ma proprio a livello legale.
è una sofferenza stare lì, vederlo così e non poter far niente perchè l'ambiente che lo circonda è quello che è...
scusami capisco al tua frustrazione ma..perchè non parli apertamente on l'insegnante?
E' veramente una situazione complicata. Scusami, forsa l'hai già detto ma non ho letto tutta la discussione, tu che ruolo hai in questa scuola? L'insegnante non vuole collaborare con te? Non hai nessuno che ti possa fare una supervisione? Anche per un contenimento emotivo tuo, non solo per avere consigli sul trattamento.
L'insegnante lascia il bambino da solo? Se è così è una cosa molto grave. Che vuol dire che si inventa le schede? Presenta al neuropsichiatra schede che il bambino non fa, spacciandole come fatte da lui? Tu puoi parteciare al gruppo misto? Se si potresti provare a parlarne lì, magari prima tentando una mediazione con l'insegnante perchè dire in una situazione più o meno ufficiale come il gruppo misto che l'insegnante non lavora può avere delle conseguenza.
Ripeto, se non ce l'hai cerca qualcuno che ti possa fare delle supervisioni. Fai una scuola di psicoterapia?
ehm... parlarle non è esattamente la cosa più semplice del mondo...
ciao ele, sono erika, da poco iscritta a questo sito, sono una studentessa di psicologia, tra poco mi laureo, e l'anno scorco ho avuto il piacere di svolgere il tirocinio presso una struttura di degenza diurna con ragazzi autistici, down, schizofrenici ecc, con loro insieme ad altri operatori professionali svolgevamo attività di terapia occupazionale, è stata un'esperienza molto intensa, da cui ho imparato molto.
per quanto riguarda la pet therapy so che è una terapia basata sull'interazione uomo-animale, ma nn ho avuto modo di praticarla.
:mumble:
io mi sono laureata alla triennale di psicologia. ora sto facendo un altro corso di laurea e faccio tirocinio lì. tra un po' inizio il secondo anno di neuro e psicomotricità.
l'insegnante lo lascia da solo tant'è che più volte è scappato fuori in giardino perchè per il giardino la porta ha il maniglione antipanico (si dice così?) quindi si apre con un soffio.
le schede, sono schede che rilascia il neuropsichiatra ( o il centro di riabilitazione suppongo) e che lei dovrebbe completare ma... beh... lo fa in maniera moooolto superficiale piazzando crocette qui e lì.
il supervisore... beh... è il cugino della suddetta insegnante.
lo so, sto bimbo ha tutte le sfighe del mondo. :argh:
ciao! che brutta situazione...quelli che ci passano poi sono sempre i bambini...per di più se hanproblemi...il mondo delle persone autistiche è davvero particolare! bisogna cercare di entrare in contatto con loro e l'uso delle immagini sembra una modalità importante. prova davvero a far capire all'insegnante che è bene per il bambino lavorarci seriamente perchè si può fare tanto!!! e tu se riesci prova a inserirti...e non dimenticare che bisogna sempre documentarsi! non basta mai...è davvero difficile!però mi sembra che tu ce la possa fare! coraggiooo! guarda ti parla una che segue un bambino autistico di 6 anni e che tra un pò ne seguirà altri 2...più ti sembra di saperne e di fare, più poi ti sembra poco! l'importante e non lasciarli mai soli a sè stessi perchè allora si non cisarà più nulla da fare...
ciao...!
scusami...so che è difficile parlare ma credo sia L'UNICO MODO!
e guarda che ti capisco..seguo una bimba autistica da 4 anni a scuola e a casa (genitori mooolto problematici....pensa che devo litigare anche solo x far fare una doccia alla bimba perchè prende freddo, oppure x afrla uscire oppure soltanto per cercare di isnegnarle alavarsi da sola....)..e se pensi che il bimbo che stai seguendo è uno sfigato perchè l'insegnnate se ne frega ti dico che allora la maggior parte di bambini con handicap è sfigato per lo stesso motivo. M. frequenta la 4 elementare (ha 11 anni) e solo quest'anno, dopo varie discussioni con le varie insegnanti di sostegno (perchè le cambiano ogni anno da noi!!!!)sono riuscita ad ottenere che la bambina frequentasse la classe invece di STARE IN GIRO FRA CORRIDOI, GIARDINOE PALESTRA con LE SCARPE TOLTE E CON ELASTICI IN MANO!!!!:swear:..non dico che sia stato facile, nè tantomeno immediato (coem ti ripeto sono 4 anni che la seguo) ma...forse vale la pena alzare un po' la voce oppure magari soltanto far sentire un pochino in colpa quest'insegnante!!!scusami ma sono arrabbiatissima con la categoria....ne ho incontrate 4 e solo quest'ultima è disposta a lavorarci.....
anzi, quest'anno per fortuna pare che le cose vadano meglio...pensa che sono riuscita a farle organizzare dei giochi per l'integrazione...E' AVVENUTO IL MIRACOLO!!!!:sbonk:mi raccomando NON ARRENDERTI E NON SPAVENTARTI...DI INSEGNNATI COSI' PURTTOPPO NE INCONTRERAI SEMPRE...:zott:
salve!
Sono una giovane psicologa.Sto seguendo un bimbo autostico di 2 anni,lo vedo da circa un mese,provo a giocare con lui a cercare un contatto ma vedo sempre che per poco riesce ad usare lo stesso gioco.Ogni cosa che fa cerco di lodarlo,non parla,ma con dei brevi suoni mi fa capire che è contento.
L'altro giorno sono rimasta sbalordita quando appena mi ha vista mi ha irato la mano,era felice.
Mi date qualche consiglio?cosa posso fare?Non voglio che quei momenti di gioco siano fine a stessi.Dopo circa 20 minuti vuole andare verso la mamma così la faccio entrare nella stanza per avere momenti di condivsione di gioco anche con lei.
Ciao a tutti..... sto finendo la specialistica in psicologia dello sviluppo e dell'educazione e devo affrontare il "problema tesi",,,,,,,, io avevo pensato di fare una tesi sperimentale sull'autismo:avete qualche consiglio da darmi????
grazie in anticipo
A questo proposito ti consiglierei il testo di Micheli e XAis,Gioco e interazione sociale nell'autismo, danno molte idee sia per giocare che per stimolare la comunicazione.
Io sono terapista ABA ma per le pause sono molto validi come suggerimenti.
Altrimenti un altro testo molto valido è quello della erikson, sono vari volumi divisi per fasce di età , con proposte di gioco e interazione sociale, Sviluppare le relazioni nei disturbi autistici di Gustein, ottimo davvero con tante schede operative molto utili.
Vai anche al sito Casa Editrice Erickson ..
io piano piano sto cercando di leggermeli tutti.
Comunque è "normale" che i tempi di attenzione per i giochi di interazione siano brevi, sta a te lavorarci per allungarli proponendo sempre attività interessanti e stimolanti per il piccolo, non annoiarlo e soprattutto, tieni sempre il sorriso sulle labbra, non perdere mai l'entusiasmo nel giocare anche lui, anche se a volte ti può sembrare difficile, ne vale la pena.
:sisi:
:smile:
[Edit: mi accorgo solo ora della data del tuo post :eek: !!! ]
Ciao, dove ti stai laureando e con che professore, anch'io sto preparando la tesi su questo argomento...un aspetto, secondo me, affascinanate da studiare nell'autismo è il deficit della teoria della mente, ci sono tante cose che valgono la pena essere approfondite. se vuoi un consiglio datti un'occhiata al libro di Luca Surian "Autismo: Indagini sullo sviluppo mentale" è un libro molto denso e ricco di spunti...lui mi sta seguendo nella tesi e per quanto sia un personaggio particolare è veramente in gamba e il suo libro ne vale veramente la pena essere letto, anche perchè è uno dei pochi italiani che scrive in italiano e che fa ricerca in questo ambito in italia per il resto c'è solo letteratura inglese..lui mi aveva consigliato anche i lavori di Patricia Howlin e Lorna Wing..se ti posso essere d'aiuto in altro modo contattami pure (ti lascio la mia mail [email protected])...buon lavoro
veronica
Ciao a tutti..... sto finendo la specialistica in psicologia dello sviluppo e dell'educazione e devo affrontare il "problema tesi",,,,,,,, io avevo pensato di fare una tesi sperimentale sull'autismo:avete qualche consiglio da darmi????
grazie in anticipo
[QUOTE=ngailibombo;1833670]Ciao, dove ti stai laureando e con che professore, anch'io sto preparando la tesi su questo argomento...un aspetto, secondo me, affascinanate da studiare nell'autismo è il deficit della teoria della mente, ci sono tante cose che valgono la pena essere approfondite. se vuoi un consiglio datti un'occhiata al libro di Luca Surian "Autismo: Indagini sullo sviluppo mentale" è un libro molto denso e ricco di spunti...lui mi sta seguendo nella tesi e per quanto sia un personaggio particolare è veramente in gamba e il suo libro ne vale veramente la pena essere letto, anche perchè è uno dei pochi italiani che scrive in italiano e che fa ricerca in questo ambito in italia per il resto c'è solo letteratura inglese..lui mi aveva consigliato anche i lavori di Patricia Howlin e Lorna Wing..se ti posso essere d'aiuto in altro modo contattami pure (ti lascio la mia mail [email protected])...buon lavoro
veronica
dove insegna surian? nel fare la mia tesi avevo trovato diverso materiale suo, mi sembrava in gamba :sisi:
Ciao a tutti! Sto leggendo il vostro thread, davvero molto interessante! Ora ho bisogno anche io di un parere. Premetto che sono alle prime armi, ho iniziato da poco a seguire come educatrice di sostegno all’asilo un bimbo di quasi 4 anni (li compie il prossimo mese) con tratti autistici (così è stato diagnosticato). Ha deficit non gravi nelle autonomie personali, nella manualità, nel contatto oculare, e su questi aspetti sto iniziando a lavorare (sul sito iocresco da voi consigliato ho trovato ottime indicazioni).
Il grosso problema di questo bambino è a livello dell’interazione sociale coi compagni, motivo fondamentale per cui sono stata assunta, ed è proprio rispetto a questo che avrei bisogno di consigli su come comportarmi: appena ci sono i suoi compagni, G. si “butta”letteralmente addosso a loro, li spinge, si intrufola fra loro, e questo senza sosta, alcune volte soffia/sputa verso di loro. Cerco di allontanarlo, anche perché i compagni si lamentano e scoppiano a piangere, ma lui riesce a divincolarsi e ricomincia! Come suggerite di intervenire? Per ragioni organizzative (e per le maestre non proprio disponibilissime) non posso evitare completamente il contatto fra G. e i suoi compagni. Grazie mille a tutti!!
Mi aggancio qui , anche se è passato molto tempo , per suggerirvi una visita al sito
Massimo Borghese
l'ho trovato molto interessante e il prof. Borghese è una persona molto competente e disponibile
a presto Beba
A Roma le scuole di specializzazione che si occupano di autismo sono quelle ad orientamento cognitivo-comportamentale. Io sto al II anno del corso all'Istituto Walden, dove si è formata e di tanto in tanto insegna Flavia Caretto (forse il nome più autorevole tra le psicologhe romane su questo argomento). Presso l'Istituto è tra l'altro attivo un servizio di valutazione e intervento secondo la metodologia ABA. In ogni caso, il presidente del corso, Carlo Ricci, è uno dei massimi esperti italiani di disabilità.
Comunque (non voglio fare troppa pubblicità, perché sembrerebbe sospetto), per entrare dalla porta giusta ed avere un quadro sintetico e completo al riguardo dell'autismo, senza perdersi nella sterminata letteratura disponibile, consiglio vivamente:
LINEE GUIDA PER L'AUTISMO, a cura della SINPIA (Società Italiana di NeuroPsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza) ed. erickson
Ciaociao
...ooopsss!...
scusate, il messaggio precedente voleva essere una risposta a lilith25
Solo che non avevo letto la data del suo messaggio: 12 luglio 2006!!!!
Mi sa che ha già risolto...
Cmq, buona giornata a tutti!
arieccomi!:asd:
mi è stato chiesto di fare un progetto A SCU0LA sull'autonomia di bb autistici....quali attività posso inserire? premetto che lavoro da anni con bb autistici, ma a scuola, attività di autonomia..quali potrebbero essere? sono 2 bb di 12 anni, con RM grave , verbali e non autosufficienti! aiutatemi!!!!
mi viene in mente solo qualcosa x vestirsi, lavarsi ma....come fare a scuola? s efossimo a casa, ok ma in un aula??? e con altri bb?:mumble:
Quanti educatori lavoreranno con questi bambini?
Il primo problema da considerare è cosa sanno gia fare questi bimbi e poi ti conviene partire.
Attività di cucina?Io con i miei lo facevo...strutturavo tutto in formato Teacch con foto delle ricette (lo sbattimento era fare prima acasa la ricetta e fare la foto di ogni singolo passaggio)
Io sono partita dalla spremuta d'arancia che non è semplice per un ragazzino basso funzionamento però i miei avevano discrete autonomie e sapevano seguire una sequenza visiva.
Se vuoi lavorare sulle autonomie come vestirsi io ti consiglio il libro " verso l'autonomia" della Vannini.
Secondo me l'aula è il luogo adatto per imparare le autonomie in modo strutturato, solo quando poi il compito sarà appreso lo puoi generalizzare nei vari contesti.
Es. i miei bimbi prima hanno imparato ad allacciare i bottoni a tavolino (prompt fisico) poi a casa
ci lavorerò soltanto io:sbonk:sono 2 bb e entrambi sanno abottonare esbottonare abiti, mangiano soli e avevo pensato a laboratori di cucina (secondo te quanto tempo deve durare? io ho pensato un paio di ore ...e cmq a piccoli gruppi in modo da poter apprendere dal gruppoo..che dici???)....ma oltre questo?grazie sei sempre disponibilissima epreparata inmateria!
Un paio d'ore mi sembra un pò troppo, almeno per i miei sarebbe davvero troppo perchè la loro attenzione è di pochi minuti.
Sull'apprendere in gruppo ho qualche dubbio, nel senso che gli autistici in generale non imparano per imitazione o vedendo fare ma in un ambiente strutturato; al massimo potresti fare gruppi da quattro e usare i compagni non autistici come "guida" in mancanza di educatori:rolleyes:l'ideale sarebbe stato rapporto uno a uno "un educatore un bambino":rolleyes::rolleyes:immagino che non dipenda da te:rolleyes:
Facendo cucina io lavoravo anche sul riordino (sparecchiare, mettere a posto)
Se penso all'autonomia mi viene in mente anche l'autonomia nel gioco, se proponi giochi per il rispetto del turno?Anche perchè mi pare che le autonomie di base come vestirsi, mangiare, bagno siano apprese...
Prova a pensare su quale autonomia vorresti lavorare!
l'anno scorso ho portato avanti un progetto sempre con bb autistici in classe ;lavoravo in gurppo, anzi in gruppo allargato..facevamo gioochi per il rispetto dei turni (con la musica, i balli...gli struemnti musicali...visto che questi b b amavano la musica) in + avevo strutturato un momento di lavoro cn rapporto 1:1.....nn pensavo di ottenere risultati e invece la cosa è andata nbenissimo....:D
quest'anno invece mi è stato richiesto il tema dell'autonomia...
quindi second te posso dividere le autonomie? tipo nel gioco, nella cucina...?:rolleyes:
Pensavo anche che magari sarebbe carino fargli costruire qualcosa, noi avevamo fatto i calchi di gesso e poi loro li avevano dipinti...detto così sembra che il lavoro sia solo (solo:rolleyes:) dipingere in realtà c'è tutta la preparazione dell'attività ed è qui che io lavoravo davvero sull'autonomia: prendere il materiale, preparare il tavolo e le tempere, dipingere, buttare nel posto giusto il materiale e riordinare.
Purtoppo da chi non conosce l'autismo sembrano cose semplici, in realtà per imparare a prendere il materiale richiesto A. ci ha impiegato mesi:rolleyes:
Si io divido sempre le autonomie, primo per capire quale autonomia è più deficitaria poi per organizzare attività mirate.
Di solito io chiedo agli insegnanti, genitori (chi conosce davvero il bambino) su quale aspetto ritiene che sia piu importante lavorare!
ok.....grazie...oora ho le idee più chiare!:approved::D
Ho in mente un episodio: andai a trovare una mia amica che lavora come educatrice in un asilo; c'era un bambino autistico, mi vide, prima iniziò a picchiarmi, poi in qualche modo inspiegabile riuscii a farlo calmare e iniziò ad accarezzarmi. Fu veramente molto emozionante; in quel momento ho avuto la conferma che molto si può fare perchè questi bambini riacquisiscano padronanza di un loro mondo interiore purtroppo inespresso.:Ops:
So che con questi bambini la terapia più efficace sembra essere quella cognitivo comportamentale.