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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
scusate, per chi fosse interessato al caso clinico mi sono accorta ora di aver scritto una stupidaggine, non volevo dire fobia sociale ma disturbo d'ansia generalizzato..spiegandomi meglio, non capisco se la diagnosi sia più vicina alla depressione o al versante dei disturbi d'ansia..
La paura di tutto è uno dei criteri diagnostici del DAG, ma devono essere soddisfatti anche altri criteri perchè si possa fare una diagnosi, così come le idee suicidarie sono un criterio per il disturbo depressivo, ma non l'unico. Da quello che ho visto guardando le prove i sintomi che ci danno non sono mai completi per una diagnosi, di modo da permetterci di fare ipotesi in più direzioni, nel senso di una diagnosi differenziale. Penso sia più utile scrivere a cosa appartengono quei sintomi secondo la classificazione del DMS piuttosto che tirare delle conclusioni impossibili, coi pochi dati a disposizione, e proporre dei test adatti per approfondire gli aspetti piu evidenti, no?
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
[B]Il/la candidato/a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di
colloqui psicodiagnostici finalizzati all'esame del caso descritto di seguito, motivando l'utilizzo di eventuali
test pSicologici e formulando un'ipotesi diagnostica.
..
secondo voi con indicazioni del genere, dobbiamo sviluppare il tem per punti in questo modo:
1.approfondimenti
2.test
3.ipotesi diagnostica
oppure stendere il caso in modo discorsivo?
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
aree: siccome si reca dal medico per una "crisi", farei un'anamnesi prossima e remota (si dice così?). Nell'anamnesi remota indagare come ha vissuto la situazione di 25 anni, cioè quando è morto il padre e la madre si è ammalata. Per l'anamnesi prossima, indagherei per quale tipo di "crisi" si è recato dal medico e che farmaci gli ha somministrato, indagare la situazione che vive da 5 anni (cioè da quando ha messo la madre in casa di riposo e i sentimenti colpa), per approfondireappunto il tema della "colpa", la paura di uscire di casa e di far male a sé e agli altri guidando per capire se la "crisi" attuale che l'ha portato dal medico è un'esacerbazione di una situazione già presente. Difatti, in alcuni disturbi d'ansia (panico, agorafobia, ipocondria) il paziente spesso si reca dal medico perché crede di avere problemi a livello fisico (in più l'ipotesi panico/agorabobia sarebbe indicata dalla paura di uscire di casa, paura di morire, o ammalarsi). Quindi sarebbe bene indagare anche se ha avuto attacchi di panico da cui ha sviluppato l'eventuale agrafobia. Ci sono elementi ipocondriaci (paura di ammalarsi di una malattia ben precisa), quindi indagare se questo timore fa parte dei sintomi di un altro disturbo d'ansia o se giustifica una diagnosi di ipocondria a sé. L'irrequietezza di cui parla alla fine fa parte dei criteri per l'episodio depressivo, così come le idee suicidarie e i sentimenti di colpa. Alla fine indagare sul matrimonio della figlia, che potrebbe avere avuto un ruolo nell'insorgenza/esacerbazione dei sintomi.
2) test: un test sull'ansia (tipo le scale STAI o EMAS), uno sulla depressione (il Beck), un test sulle paure (ora non ricordo come si chiama ma ce n'è uno)
3) ipotesi diagnostiche: episodio o disturbo depressivo maggiore, disturbo di agorafobia senza panico, ipocondria
Cosa ne dite? :mumble:
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Non credo cambi qualcosa, ci stiamo facendo un po' troppi problemi. Rispondere per punti o attraverso un paragrafo discorsivo non fa alcuna differenza, l'importante è che venga fatto. Altrimenti sarebbero ben più chiari nella consegna, fai quello con cui ti senti meglio e riesci a organizzare in maniera ottimale i concetti
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
Johnny
3) ipotesi diagnostiche: episodio o disturbo depressivo maggiore, disturbo di agorafobia senza panico, ipocondria
No dai poverino ipocondria no :) Ha tutte le ragioni di preoccuparsi sono morti dei suoi familiari e lui stesso è stato operato per due cose diverse peraltro importanti. Qui mi sembra più "ipocondria" spiegabile con la traccia dell'ansia mentre per mettere ipocondria come diagnosi l'ultimo criterio dice che non deve essere meglio spiegabile come dag,doc,dap,dep magg, ansia da separaz o dist somatoforme
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
visto che è scaduto il termine di presentazione della domanda, sapete quando pubblicano novità riguardo alle date e alla commissione?
nel frattempo propongo un altro caso:
Giovanni ha 35 anni e lavora come magazziniere in un’azienda di modeste dimensioni. Da circa 4
mesi presenta una sintomatologia caratterizzata da caduta del tono dell’umore, disturbi del sonno,
apatia, calo del desiderio sessuale, chiusura sociale, difficoltà di concentrazione ed ansia. Si è già
rivolto al medico curante che gli ha prescritto una terapia antidepressiva (SSRI) ma, insoddisfatto
degli esiti del trattamento, ricerca ed individua in maniera autonoma uno psicologo a cui rivolgersi.
Giovanni si presenta al primo appuntamento presso lo studio privato in leggero anticipo e si
mostra da subito estremamente angosciato. Riferisce di essersi accorto che alcuni colleghi stanno
cercando di screditarlo con dispetti e pettegolezzi al fine di costruire di lui un’immagine deteriorata
dal punto di vista mentale. Ciò ha causato prolungate assenze dal lavoro.
Giovanni inoltre ha portato con sé, come dimostrazione, informazioni scaricate da internet dove
vengono descritte, in maniera dettagliata, alcune vicende professionali che egli denomina “azioni di
mobbing” che riferisce a sé.
Nell’ultimo mese esce di casa raramente e, in particolare, non frequenta più le attività commerciali
del paese in cui risiede perché preoccupato dagli sguardi che gli rivolgono gli avventori delle
medesime.
Giovanni è celibe e ha scelto da tempo di vivere da solo e in modo autonomo, seppure in un
appartamento nello stesso condominio in cui risiedono i genitori e le due sorelle maggiori.
Il candidato esponga:
a) la classificazione ed il modello teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica;
b) l’ipotesi diagnostica più rispondente ai comportamenti e alla sintomatologia espressa,
motivandola;
c) una ipotesi diagnostica differenziale, motivandola;
d) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente;
e) gli strumenti psicodiagnostici da utilizzare
f) un’indicazione di trattamento, specificandone l’orientamento, gli obiettivi ed il setting
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
dunque...
non ho tempo per scrivere tutto quello che scriverei comunque indagherei da quanto tempo vive questo stato di tensione lavorativa, e se coincide con la comparsa dei sintomi tipicamente depressivi.
ci sono sintomi depressivi (caduta del tono dell’umore, disturbi del sonno,
apatia, calo del desiderio sessuale, chiusura sociale, difficoltà di concentrazione ed ansia) e sintomi tipici del disturbo paranoide di personalità (Riferisce di essersi accorto che alcuni colleghi stanno
cercando di screditarlo con dispetti e pettegolezzi al fine di costruire di lui un’immagine deteriorata
dal punto di vista mentale. Ciò ha causato prolungate assenze dal lavoro.
Giovanni inoltre ha portato con sé, come dimostrazione, informazioni scaricate da internet dove
vengono descritte, in maniera dettagliata, alcune vicende professionali che egli denomina “azioni di
mobbing” che riferisce a sé.
Nell’ultimo mese esce di casa raramente e, in particolare, non frequenta più le attività commerciali
del paese in cui risiede perché preoccupato dagli sguardi che gli rivolgono gli avventori delle
medesime)
vorrei capire cosa intendono per Classificazione e modello teorico utilizzato per l’ipotesi diagnostica
in ogni caso baserei la diagnosi princiale su disturbo paraniode di personalità, come differenziale direi la schizofrenia, poichè nel Falabella troviamo che la Paranioa può trovarsia anche nel decorso di questo disturbo, tuttavia nel disturbo Paraniode la percezione dell'ambiente e della realtà non è totalmente distorta, ma è distorta solo l'interpretazione di essa.
a test io sono messa malino perchè il tirocinio non mi ha aiutata..
per il trattamento, se si decide per la diagnosi principale si dovrà applicare una terapia supportiva a carattere familiare o di gruppo.
dubbi: si è presentato in maniera autonoma, mentre i Paranoidi sono convinti che il problemi non derivino da se stessi..
potrebbe esistere la doppia disgnosi di disturbo depressivo maggiore associato a tratti paranoidi di personalità?
perchè questo rispecchierebbe neglio il paziente...
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
-sono d'accordo con il disturbo depressivo maggiore e disturbo di personalità paranoide, mi chiedevo per la differenziale perchè avessi scelto schizofrenia. Se ad es. io avessi preso in considerazione il disturbo di personalità evitante o lo schizotipico sarebbe sbagliato? gli schizotipici hanno pensieri paranoidi ma anche magici e illusioni corporee ecc
l'evitante mi era venuto in mente perche non esce ed è schivo, ma come criteri questo disturbo ha più un senso di insicurezza di base che non una ideazione persecutoria
-come classificazione e modello utilizzato si può dire : dsm 4tr e diagnosi descrittiva?
-testistica puo andare solo il cba? l'ho visto utilizzato spesso in tirocinio e mi sembra abbia un buon ventaglio di applicazioni..o bisogna per forza usare tanti test? tipo per la deprex e l'ansia in questo caso.
-trattamento non ne ho idea..voi? qualcosa che possa fornire un alleviamento dell'ansia come training autogeno e poi una presa in carico più lunga volta a un reinserimento sociale? forse la familiare come hai detto tu desiree è la migliore
-d) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente; questo come si risolve ?
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
kristian911
-sono d'accordo con il disturbo depressivo maggiore e disturbo di personalità paranoide, mi chiedevo per la differenziale perchè avessi scelto schizofrenia. Se ad es. io avessi preso in considerazione il disturbo di personalità evitante o lo schizotipico sarebbe sbagliato? gli schizotipici hanno pensieri paranoidi ma anche magici e illusioni corporee ecc
l'evitante mi era venuto in mente perche non esce ed è schivo, ma come criteri questo disturbo ha più un senso di insicurezza di base che non una ideazione persecutoria
-come classificazione e modello utilizzato si può dire : dsm 4tr e diagnosi descrittiva?
-testistica puo andare solo il cba? l'ho visto utilizzato spesso in tirocinio e mi sembra abbia un buon ventaglio di applicazioni..o bisogna per forza usare tanti test? tipo per la deprex e l'ansia in questo caso.
-trattamento non ne ho idea..voi? qualcosa che possa fornire un alleviamento dell'ansia come training autogeno e poi una presa in carico più lunga volta a un reinserimento sociale? forse la familiare come hai detto tu desiree è la migliore
-d) le dinamiche e i meccanismi alla base del funzionamento sintomatologico del paziente; questo come si risolve ?
anch'io avevo pensato alla differenziale di disturbo evitante..ma poi mi è venuto in mente che al termine del diturbo paranoide schizoide e schizotipico la Falabella scrive che può essere un principio di Schizofrenia..e allora ho scritto così ma non sono sicura per niente che sia giusto..è che mi trovo in difficoltà con le differenziali..
per dinamiche e meccanismi alla base si può scrivere quello che dice la Falabella:
il tipo di legame oggettuale e con i familiari (presenza di doppi messaggi, naacondimenti) i contenuti aggressivi ed eventuali tradimenti atavici o parti di sè vissute come minacciose e per questo prioettate all'esterno, particolari fissazioni alla fase anale (controllo)
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
desiree83
per dinamiche e meccanismi alla base si può scrivere quello che dice la Falabella:
il tipo di legame oggettuale e con i familiari (presenza di doppi messaggi, naacondimenti) i contenuti aggressivi ed eventuali tradimenti atavici o parti di sè vissute come minacciose e per questo prioettate all'esterno, particolari fissazioni alla fase anale (controllo)
nooo io ho fatto il dsm e quelle cose non ci sonooooo :S porc "$£"$%
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Grazie a tutti! Non so voi, ma io studio, studio e poi mi perdo in temi come questi, che alla fine, pensandoci, ci si può mettere un po' di tutto. Se i processi cognitivi sono volti all'acquisizione di nuove conoscenze, tutti gli argomenti che stiamo studiando rientrano nella categoria. E lo stesso l'acquisizione di conoscenze, parte dalla percezione, all'apprendimento, alla memoria, ma anche motivazione, intelligenza...
Per rispondere a Silvia-tt, secondo me, quando dicono ambito a scelta intendono che lo stesso costrutto lo puoi considerare secondo una visione evolutiva (es intelligenza, parli del suo sviluppo), generale (parli delle teorie sull'intelligenza "adulta"), sperimentale (ricerche e motodi recenti)...
Le applicazioni, invece, sono il modo in cui lo psicologo può utilizzare le sue conoscenze circa quel costrutto in vari contesti, ad esempio nella pratica clinica, nella scuola, nella ricerca... in tutti i contesti in cui uno psicologo può lavorare
Ditemi se avete idee diverse...
Sono anch'io molto confusa e lo divento sempre di più...
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Ciao ragazzi! Vi propongo questo:
G. 22 anni. femmina.
Si reca ad un consulto psicologico 7 mesi dopo l'isorgere di alcuni sintomi.
Riferisce che in seguito alla morte di una sua parente stretta accusa dolori al petto e dispnea per un periodo di circa un mese. Al seguito di questo si presenta un episodio i cui sintomi descritti sono: derealizzazione, paura di impazzire, dispnea, tachicardia, sudorazione, confusione per un periodo di 2 ore. Riferisce di essere "rientrata in se stessa" solo dopo essere stata sedata al pronto soccorso.
Sembra essere l'unico episodio eclatante dell'utente.
In seguito riferisce di avere avuto saltuariamente "leggeri" episodi caratterizzati da pianti, paura di impazzire, paura del futuro, paura di non riuscire a fare niente nella sua vita, contornati da uno stato continuo di dispnea.
Allora??
Avrei un dubbio. 1) sostengo che l'episodio eclatante possa essere un attacco di panico..ma quel che non mi quadra è la durata. di solito non durano 10-20 min? questo dice di essere durato 2 ore e attenuato solo quando sedato.
2) gli "strascichi" che si porta possono essere visti come un instaurarsi del disturbo di panico? o pensate sia più un'ansia generalizzata?
Che confusioneeeeee.. uffi!
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
simonapsy
Ciao ragazzi! Vi propongo questo:
G. 22 anni. femmina.
Si reca ad un consulto psicologico 7 mesi dopo l'isorgere di alcuni sintomi.
Riferisce che in seguito alla morte di una sua parente stretta accusa dolori al petto e dispnea per un periodo di circa un mese. Al seguito di questo si presenta un episodio i cui sintomi descritti sono: derealizzazione, paura di impazzire, dispnea, tachicardia, sudorazione, confusione per un periodo di 2 ore. Riferisce di essere "rientrata in se stessa" solo dopo essere stata sedata al pronto soccorso.
Sembra essere l'unico episodio eclatante dell'utente.
In seguito riferisce di avere avuto saltuariamente "leggeri" episodi caratterizzati da pianti, paura di impazzire, paura del futuro, paura di non riuscire a fare niente nella sua vita, contornati da uno stato continuo di dispnea.
Allora??
Avrei un dubbio. 1) sostengo che l'episodio eclatante possa essere un attacco di panico..ma quel che non mi quadra è la durata. di solito non durano 10-20 min? questo dice di essere durato 2 ore e attenuato solo quando sedato.
2) gli "strascichi" che si porta possono essere visti come un instaurarsi del disturbo di panico? o pensate sia più un'ansia generalizzata?
Che confusioneeeeee.. uffi!
potrebbe essere Disturbo post-traumatico da stress?
indagherei il tipo di relazione con questa parente, come ha vissuto la sua dipartita e indagherei cosa pensa quando ha gli attacchi, se c'è un momento particolare in cui le vengono.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
potrebbe essere Disturbo post-traumatico da stress?
indagherei il tipo di relazione con questa parente, come ha vissuto la sua dipartita e indagherei cosa pensa quando ha gli attacchi, se c'è un momento particolare in cui le vengono.
no perche dovrebbe esserci stata esposizione a evento stressante che comporti rischio di vita, vedere altri che muoiono ecc, qui non c'è e non c'è nemmeno il rivivere l'evento traumatico in pensieri sogni ecc
i tempi sono lunghi, 2 ore in uno stato di agitazione del genere mi chiedo come possa reggerle,forse proprio perchè derealizzata ? a prescindere da questo gli "strasichi" li vedo come altri dap non ansia generalizzata per il fatto che non ci sono preoccupazioni esterne al dap, non è tesa, non è affaticabile ecc l'unica cosa del dag è i 7 mesi di tensione dovuti al dap
che terapia le fareste ?
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
kristian911
no perche dovrebbe esserci stata esposizione a evento stressante che comporti rischio di vita, vedere altri che muoiono ecc, qui non c'è e non c'è nemmeno il rivivere l'evento traumatico in pensieri sogni ecc
i tempi sono lunghi, 2 ore in uno stato di agitazione del genere mi chiedo come possa reggerle,forse proprio perchè derealizzata ? a prescindere da questo gli "strasichi" li vedo come altri dap non ansia generalizzata per il fatto che non ci sono preoccupazioni esterne al dap, non è tesa, non è affaticabile ecc l'unica cosa del dag è i 7 mesi di tensione dovuti al dap
che terapia le fareste ?
Quindi pensi che il dag sia una conseguenza del dap?
Anche se in realtà non specifica paure relative ad altri possibili attacchi di panico.
potrebbero appartenere però alla categoria dap inaspettati.Effettivamente indagherei i tipi di paura.
Per la terapia..non so. Alla fine sono sempre quelle.
O una T. psicodinamica per indurre consapevolezza nella paziente o la cognitivo-comportamentale per fronteggiare la situazione di disagio.. penso dipenda anche da cosa uscirebbe nei colloqui di approfondimento. Essendo la causa scatenante la morte di questa paziente indagheri anche tutta la sfera delle sue relazioni.
Per quanto riguarda invece lo stato continuo di dispnea..nei criteri di ansia generalizzata non ci sono, ma nel dap è possibile averli di continuo e per questo periodo?
Resto ancora in forte dubbio per il primo episodio.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
*morte di questa parente* ..non paziente..poverina..già l'ho data per spacciata!
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
simonapsy
Per quanto riguarda invece lo stato continuo di dispnea..nei criteri di ansia generalizzata non ci sono, ma nel dap è possibile averli di continuo e per questo periodo?
Esistono poi una dispnea psicogena dati da forti emozioni o ansia, e mi sembra questo il caso.
Il dag non è in sè dato dal dap; credo che intendesse dire che se hai dap per un lungo periodo puo dilagare e diventi teso in maniera generalizzata, ma non ci sono i sintomi specifici per dag.
Inoltre non specifica paure rlative ad altri dap ma credo che sia perchè non ha un nome per definirli, la paura stessa di impazzire, la dispnea e i pianti sono probabilmente dovuti all'ansia
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
simonapsy
Ciao ragazzi! Vi propongo questo:
G. 22 anni. femmina.
Si reca ad un consulto psicologico 7 mesi dopo l'isorgere di alcuni sintomi.
Riferisce che in seguito alla morte di una sua parente stretta accusa dolori al petto e dispnea per un periodo di circa un mese. Al seguito di questo si presenta un episodio i cui sintomi descritti sono: derealizzazione, paura di impazzire, dispnea, tachicardia, sudorazione, confusione per un periodo di 2 ore. Riferisce di essere "rientrata in se stessa" solo dopo essere stata sedata al pronto soccorso.
Sembra essere l'unico episodio eclatante dell'utente.
In seguito riferisce di avere avuto saltuariamente "leggeri" episodi caratterizzati da pianti, paura di impazzire, paura del futuro, paura di non riuscire a fare niente nella sua vita, contornati da uno stato continuo di dispnea.
allora, l'ho guardato un po' di fretta (soprattutto l'utima parte) comunque queste sono le mie considerazioni:
-I sintomi subito dopo la morte della parente stretta (dolori al petto e dispnea per un mese) potrebbero essere collocabili tra i criteri dell’attacco di panico. La durata (1 mese) però è compatibile con un “disturbo acuto da stress”, che sarebbe compatibile con l’evento di morte, tuttavia mancano tutti gli altri criteri diagnostici per confermare questa ipotesi.
-I sintomi successivi (derealizzazione, paura di impazzire, dispnea, tachicardia, sudorazione, confusione) fanno parte dei criteri per l’attacco di panico, che sarebbe anche rinforzato dal rivolgersi al pronto soccorso. Tuttavia l’episodio dura 2 ore, mentre la crisi di panico ha un’insorgenza e decorso breve, circa 10 minuti.
-Gli “episodi” successivi (pianto, paura di non riuscire a fare niente nella sua vita, stato continuo di dispnea) potrebbero anch’essi far pensare a un disturbo di panico.
Da approfondire:
-come è stata vissuta la morte della parente (se con senso di impotenza e orrore) e se i dolori al petto e la dispnea erano continui o avvenivano ad episodi (in questo caso sarebbe avvalorata l’ipotesi di disturbo di panico). Se fosse stata vissuta con impotenza e orrore indagare se sono presenti gli altri sintomi per il “disturbo acuto da stress”. Se nessuno dei criteri per i 2 disturbi (panico che dura 2 ore, dist. acuto da stress ma senza altri criteri oltre alla durata) si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia NAS.
-Per quanto riguarda l’episodio in cui riferisce di essere “rientrata in sé stessa” dopo essere stata sedata al pronto soccorso, indagare se l’episodio è durato 2 effettivamente 2 ore o se invece l’attacco in sé è durato 10 minuti, e il tempo di 2 ore è riferito alla sensazione soggettiva di malessere dovuta all’ansia anticipatoria di avere altri attacchi. In questo caso sarebbe avvalorata l’ipotesi dell’attacco di panico. Se anche i sintomi precedenti fossero stati “attacchi di panico”, allora si potrebbe fare l’ipotesi di un “disturbo di panico senza agorafobia”.
-Indagare se gli episodi “leggeri” di pianto, paura di non riuscire a far niente, dispnea sono continui o se compaiono anch’essi sotto forma di episodi. Nel caso fossero continui, si potrebbe ipotizzare un disturbo d’ansia NAS (in quanto non rientrano tra i criteri del disturbo di panico) o dell’umore.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
Johnny
La durata (1 mese) però è compatibile con un “disturbo acuto da stress”, che sarebbe compatibile con l’evento di morte, tuttavia mancano tutti gli altri criteri diagnostici per confermare questa ipotesi.
l'evento di morte deve essere una cosa pesante, tipo che gli muore davanti qualcuno o era in macchina insieme e muore in un incidente oppure calamita naturale ecc no ? perchè l'ho riguardato l'altro giorno dal momento che mi sentivo un po' confuso e il dpts e il das sono entrambi per eventi gravi.
ansia nas è un'idea grandiosa!! :yahoo:
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
kristian911
ansia nas è un'idea grandiosa!! :yahoo:
bisogna vedere se è giusta :asd:
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Johnny.. sai una cosa?? Ora che mi ci hai fatto pensare concordo anch'io con disturbo d'ansia NAS!
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
il bello sarà fare queste cose senza DSM sottomano :sbonk:
voi come fate x i progetti? hodato un'occhiata alla sezione di OPS ma sono a pagamento :zott:
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
mi chiedevo..come si scrive la doppia diagnosi?cioè, se io penso ci sia la diagnosi sia di depressione che di disturbo paranoide ad esempio, come lo scrivo nella prova?
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
Johnny
il bello sarà fare queste cose senza DSM sottomano :sbonk:
voi come fate x i progetti? hodato un'occhiata alla sezione di OPS ma sono a pagamento :zott:
Per i progetti mi sto affiderò alla creatività!!
Apparte gli scherzi.. oltre al rollo, sto studiando alcuni manuali sul recupero delle dipendenze e riabilitazione in generale..giusto per farmi venire qualche idea.
Per i progetti in ambito scolastico penso che punterò sul circle time, brainstorming..giochi di gruppo.. poi bisogna sempre vedere cosa il progetto chiede.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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Originalmente inviato da
simonapsy
.. poi bisogna sempre vedere cosa il progetto chiede.
eh già, a saperlo prima! :asd:
voi come l'avete risolto il tema del conflitto e del metodo sperimentale? avete trovato qualcosa si soddisfacente su ops??
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
Anoressia mentale associata a depressione maggiore o disturbo distimico(indagare perciò quest'ultimo fattore per capire meglio)
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
stavo valutando questo caso e pensavo:
Il disturbo dep magg non spiega la paura di tutto, anzi vi è proprio una perdita di interesse. Le idee suicidarie nel dep magg sono vissute come abbandono della vita perchè ormai diventata "inutile" mentre nel dist d'ansia sono più direzionate verso liberazione delle paure.
Perchè escludi un disturbo di panico? Io indagherei bene il tipo di crisi che lo ha condotto dal medico generale.. chissà che magari si tratta proprio di un attacco di panico con agorafobia??
Per l'ipocondria indagherei invece sul tipo e sul livello di preoccuapazione dei sintomi e se questi persistono nonostante rassicurazione medica.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
aree: siccome si reca dal medico per una "crisi", farei un'anamnesi prossima e remota (si dice così?). Nell'anamnesi remota indagare come ha vissuto la situazione di 25 anni, cioè quando è morto il padre e la madre si è ammalata. Per l'anamnesi prossima, indagherei per quale tipo di "crisi" si è recato dal medico e che farmaci gli ha somministrato, indagare la situazione che vive da 5 anni (cioè da quando ha messo la madre in casa di riposo e i sentimenti colpa), per approfondireappunto il tema della "colpa", la paura di uscire di casa e di far male a sé e agli altri guidando per capire se la "crisi" attuale che l'ha portato dal medico è un'esacerbazione di una situazione già presente. Difatti, in alcuni disturbi d'ansia (panico, agorafobia, ipocondria) il paziente spesso si reca dal medico perché crede di avere problemi a livello fisico (in più l'ipotesi panico/agorabobia sarebbe indicata dalla paura di uscire di casa, paura di morire, o ammalarsi). Quindi sarebbe bene indagare anche se ha avuto attacchi di panico da cui ha sviluppato l'eventuale agrafobia. Ci sono elementi ipocondriaci (paura di ammalarsi di una malattia ben precisa), quindi indagare se questo timore fa parte dei sintomi di un altro disturbo d'ansia o se giustifica una diagnosi di ipocondria a sé. L'irrequietezza di cui parla alla fine fa parte dei criteri per l'episodio depressivo, così come le idee suicidarie e i sentimenti di colpa. Alla fine indagare sul matrimonio della figlia, che potrebbe avere avuto un ruolo nell'insorgenza/esacerbazione dei sintomi.
2) test: un test sull'ansia (tipo le scale STAI o EMAS), uno sulla depressione (il Beck), un test sulle paure (ora non ricordo come si chiama ma ce n'è uno)
3) ipotesi diagnostiche: episodio o disturbo depressivo maggiore, disturbo di agorafobia senza panico, ipocondria
Cosa ne dite? :mumble:
stavo valutando questo caso e pensavo:
Il disturbo dep magg non spiega la paura di tutto, anzi vi è proprio una perdita di interesse. Le idee suicidarie nel dep magg sono vissute come abbandono della vita perchè ormai diventata "inutile" mentre nel dist d'ansia sono più direzionate verso liberazione delle paure.
Perchè escludi un disturbo di panico? Io indagherei bene il tipo di crisi che lo ha condotto dal medico generale.. chissà che magari si tratta proprio di un attacco di panico con agorafobia??
Per l'ipocondria indagherei invece sul tipo e sul livello di preoccuapazione dei sintomi e se questi persistono nonostante rassicurazione medica.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
Citazione:
Originalmente inviato da
desiree83
FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
Anoressia mentale associata a depressione maggiore o disturbo distimico(indagare perciò quest'ultimo fattore per capire meglio)
..
intanto penso ci siano abbastanza criteri per definire un disturbo dell'alimentazione. Indagherei se ci sono condotte di eliminazione o meno, da quanto tempo perdura questo comportamento e quali episodi si sono verificati prima dell'insorgenza dello stesso.
Indagherei anche la possibilità di un disturbo ossessivo compulsivo.
Un'analisi specifica la direzionerei al sistema familiare. Cercherei di capire a cosa sono dovuti gli atteggiamenti aggressivi di A. nei confronti della madre, se hanno a che fare con il rapporto con il padre.
Sembra come se A. cercasse continue attenzioni e approvazioni da parte del padre, sia nella ricerca dei suoi ragazzi sia nella sua condotta alimentare dove esce fuori la divisione asimmetrica nella distribuzione del cibo.
Approfondirei per tanto il rapporto con il padre.
Terapia: sistemico funzionale. in alternativa cognitivo-comportamentale.
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
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desiree83
FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è: paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
Anoressia mentale associata a depressione maggiore o disturbo distimico(indagare perciò quest'ultimo fattore per capire meglio)
perchè parli di un disturbo dep magg o di un dist. distimico?
Secondo me l'isolamento è dovuto al sistema familiare al quanto disfunzionale e alla sua paura di sporcarsi...
non ci sono asecondo me abbastanza criteri per definire un dep magg.
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si ma spessissimo i disturbi dell'alimentazione (e in questo caso di anoressia nervosa) sono associati a disturbi depressivi.
io escluderei un disturbo ossessivo-compulsivo perchè dice la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire ,mentre nel disturbo oss-compuls sarebbe fissata con la pulizia, non avrebbe paura di attuarla. sicuramente attuerei una terapia sistemico-familiare visto le dinamiche invischiate del nucleo (relazione padre-figlia)
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
allora forse è un tipo di fobia specifica?? paura di sporcarsi.. però non è coerente perchè preferisce stare nella sua stanza sporca invece di correre il rischio di non pulire bene..
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io l'ho inteso come autostima bassissima (dice che non pulisce perchè pensa di non saperlo fare ed ha lasciato addirittura il fidanzato perchè non piaceva al padre), e la bassa autostima è un indice di disturbo dell'umore..non so, io l'ho interpretato così, non ho proprio pensato a fobie o dist. ossessivo compulsivo..ma ho collegato il disturbo dell'alimentazione ad un disturbo dell'umore (visto che anche madre e padre mostrano tono depresso)..
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si.. probabilmente.
La bassa autostima c'è senza dubbio, ma c'è anche un comportamento di evitamento ripetitivo e specifico. Cose succederebbe se lei si sporcasse? o se non pulisse bene la stanza?
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si..sicuramente bisognerebbe approfondire bene..ma se dovessi fare una diagnosi ipotetica sui dati conosciuti direi sicuramente anoressia nervosa e disturbo dell'umore, da specificare se disturbo depressivo maggiore o distimico nel corso dei colloqui, inoltre scriverei che un tema poco chiaro e da approfondire è quello della pulizia.
poi si deve indagare meglio il rapporto invischiato col padre e l'aggressività verso la madre e le diverse reazioni dei familiari alla morte della nonna che viveva con loro.
siccome nemmeno i genitori hanno vita sociale, indagherei anche questo fattore.
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Sono d'accordo con le indagini sui familiari, sulla possibile anoressia mentale e il tono dell'umore basso (ma questo lo dice anche nella consegna del caso alla fine che tutti e tre son depressivi) non ci sono tutti i criteri ma un'indagine per capire se c'è un disturbo di personalita dipendente o evitante? l 'evitante il dsm dice che ha spesso sovrapposizione con fobia sociale (possibile motivo per cui la ragazza non esce?)
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Cuon giorno a tutti/tutte: secondo voi può andare questo schemino per approcci per disturbi d'ansia ?
APPROCCI PER DISTURBI D’ANSIA
Disturbo attacco di panico senza agorafobia; terapia espressiva
App.psicodinamico: evidenziare e rielaborare i terminI del conflitto espresso dalla sintomatologia, favorire attraverso il transfert, l’interiorizzazione di un oggetto buono, costante, con elevata capacità contenitiva, a cui fare appello nei momenti di difficoltà, promuovere processore separazione-individuazione
DISTURBO ATTACCO DI PANICO CON AGORAFOBIA:TERAPIA ESPRESSIVA
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto tra dipendenza e indipendenza
Approccio Sistemico: modificare l’equilibrio patogeno del nucleo, mantenuto funzionalmente dal disturbo del capro espiatorio, rielaborando le tematiche di dipendenza e favorendo lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema
Cognitivo comportamentale : tecniche di psicoeducazione (esposizione in vivo)
FOBIE (espressiva)
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto rappresentato simbolicamente dall’oggetto temuto
Approccio cognitivo comportamentale : tecniche di desensibilizzazione sistematica, immersione graduata nelle situazioni ansiogene, flooding. Imitazione di modelli, decondizionamento e ricondizionamento positivo verso le situazioni temute (fobia sociale)
DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (espressiva)
Cognitivo comportamentale: sostituire le idee ossessive, intrusive con pensieri razionali
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto e canalizzazione, soddisfazione e gestione della pulsionalità prorompente inaccettata.
DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS E ACUTO (espressiva con supporto iniziale)
Approccio psicodinamico: elaborazione e consapevolizzazione del vissuto e delle tematiche coinvolte
Approccio cognitivo comportamentale :decondizionamento e ricondizionamento positivo verso gli stimoli traumatici
DIST. ANSIA GENERALIZZATA
Approccio psicodinamico: rielaborare i termini del conflitto
Approccio cognitivo comportamentale: sostituzione di pensieri funzionai a quelli dsfunzionali e modificazione delle risposte associate mediante
tecniche di desensibilizzazione sistematica, addestramento al rilassamento (comportamentali)
e acquisizione di competenze tramite addestramento all’assertività, imitazione di modelli, modellamento per approssimazioni successive (cognitive)
Besos
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Riferimento: C'è qualcuno che intende fare l'esame di stato a Novembre 2009?
R. è un uomo di 40 anni, consulente bancario.
Al primo colloquio si presenta con una giacca di velluto marrone, una polo al collo alto, dei pantaloni jeans e un
giornale sotto il braccio. La sua postura appare leggermente rigida e compassata, il suo sguardo inizialmente
evitante è diretto alla ricerca dello sguardo dello psicologo, come se vi volesse trovare qualcosa. Dice d'essere
stato consigliato da un suo amico, il quale gli avrebbe indicato un percorso terapeutico per "capire meglio se
stesso". E in particolare, racconta d'essere stato spinto dall'ultimo episodio accaduto nella sua vita. Da circa un
mese è stato lasciato dalla sua compagna poiché secondo quanto dettogli da lei "non si sentiva amata".
R. rivela di non capire la motivazione di lei poiché racconta "d'essersi comportato sempre bene" con lei e
aggiunge commentando che è sicuro che lei non troverà nessuno che la sappia amare come lui. Mostrandosi a
parole contrariato ma emotivamente distaccato non sembra provare il dolore della separazione.
Durante il colloquio non emergono sentimenti di gelosia al pensiero che lei possa instaurare una relazione con un
altro uomo, mentre mostra solo il rimpianto per l'impossibilità di realizzare la coppia ideale in grado di
condividere gli stessi interessi, ecc.
R. esprime preoccupazione perché "ormai alla sua età" non potrà più realizzare tale progetto.
Emerge anche che quest'ultimo rapporto come i precedenti è stato di breve durata (non più d'un anno). Si
descrive come persona "complicata" difficile da comprendere, dice: "Poche persone sono in grado di capirmi".
Anche in ambito lavorativo si lamenta che i colleghi non apprezzino le sue capacità. Dalle sue parole sembra
emergere un senso di invidia per chi ha ruoli di potere superiore al suo: "Non è giusto che certi personaggi
facciano carriera alle mie spalle" R. afferma di non aver paura di niente e di nessuno e con un dissertazione
intellettualistica mette in rilievo l'inutilità della paura per l'uomo. Poi dopo una riflessione di alcuni secondi
aggiunge che forse ha paura di diventare un fallito o meglio dice: "Mi vergognerei di me stesso se diventassi un
fallito". A questo proposito, ricorda della vergogna provata di fronte alla classe quando la maestra lo rimproverò
davanti a tutti per non aver svolto bene i compiti.
Nel descrivere la madre la definisce come una "donna isterica" mentre il padre lo definisce come un "uomo
freddo e distaccato" Alla conclusione del colloquio, nel concordare il prossimo appuntamento, R. insiste d'avere
solo uno spazio dalle 14 alle 15 prima della palestra e, nell'impossibilità dello psicologo di aderire alla sua
richiesta, rimane contrariato.
Che ne pensate di questo tizio??
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narcisista credo, mi sembra che la sintomatologia vada indagata ma si potrebbe supporre un sè grandioso, il fatto che le cose gli siano dovute perchè è bravo,è invidioso,si vergognerebbe a sentirsi un fallito perchè si sente superman ecc
che dite?
come differenziale direi schizoide ma non è socialmente isolato perchè va in palestra, ha avuto varie ragazze, lavora e si confronta coi colleghi e poi ha qualche amico dal momento che viene in consulto proprio per suggerimento di uno di questi
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[QUOTE=desiree83;2190126]FIGLIA UNICA, 20 AA. vive in casa con i genitori, prima abitava con loro anche la nonna deceduta 5 anni fa. la madre casalinga,42 a, il padre dipendente ente pubblico, 45 a.
Da un anno la famiglia ha un’attività commerciale dove la figlia lavora. vita familiare isolata, non frequentano amici. Due anni fa il padre ha avuto un infarto, è lui che accompagna la figlia dallo psicologo. la sintomatologia è:
paura d’ingrassare, crisi comportamentali con aggressioni verbali e fisiche soprattutto nei confronti della madre, diff.tà di rapporto con glia altri, in part con i coetanei, amenorrea da circa un anno. In un altro colloquio si evidenzia che il padre nel fare le porzioni dà più cibo alla madre, la paura di uscire è legata al fatto che teme di sporcarsi prima di uscire mentre si trucca, allo stesso modo non pulisce mai la sua stanza perché teme di non saperla pulire .ha avuto un ragazzo un anno fa ma lo ha lasciato perchè non andava bene al padre. Sia la madre, che il padre, che la figlia hanno un tono depresso.
Proporre un diagnosi.
riguardo a questo caso proporrei:
-Disturbi del comportamento alimentare (mancano alcuni sintomi, da indagare)
-Dist. distimico ( indagare se dura da più di 1 anno, infatti per gli adolescenti l'umore può essere irritabile anziche depresso e deve durare 1 anno invece di 2).
-pensavo anche a un disturbo di personalità (data l'età di insorgenza e data la situazione familiare).
Riguardo alle "paure", potrebbero far pensare a tratti ossessivi, ma non sono sufficienti per una diangnosi quindi potrebbero far parte dei tratti ossessivi presenti nell'anoressia?
cosa ne pensate?