è stupenda :love:
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è stupenda :love:
si è veramente stupenda.....ho scritto Gabriel Garcia Marquez anche se so che ci sono dei dubbi sulla "paternità" di questa bellissima lettera...
Per superstizione
Scatoletta con una rossa melarancia
il mio bugigattolo
Oh, invece d'insudiciarsi in camere d'albergo
fino alla tomba, fino all'obitorio!
Mi sono stabilito qui di nuovo
per superstizione.
Come quercia è marrone il colore dei parati
e le porte, una canzone.
tenevo ben tirati i nottolini,
ti svincolavi,
e il ciuffo sfiorava l'eccentrica frangetta
le labbra, le viole.
Oh, leggiadra, in nome di quali andati
anche questa volta l'abito
tuo come bucaneve cinguetta
"salve!" all'aprile.
E' peccato pensare che tu non sia una vestale:
sei entrata con una sedia,
come da uno scaffale hai preso la mia vita
e via ne hai soffiato la polvere.
Pasternak
Al di là di te ti cerco
non nel tuo specchio
e nella tua scrittura
nella tua anima nemmeno
di là, più oltre
Salinas
musica dell'indifferenza
cuore tempo aria fuoco sabbia
del silenzio crollo d'amori
copri le loro voci acché
io non mi senta più
tacere
[Samuel Beckett]
Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,
e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato
per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. È festa: la tua vita è in tavola.
[Derek Walcott]
"la poesia educa il cuore, la poesia fa la vita, riempie magari certe brutte lacune, alle volte anche la fame, la sete, il sonno. Magari anche la ferita di un grande amore, un amore che è finito, oppure un amore che potrebbe nascere."
Alda Merini
Deola passa il mattino seduta al caffè
e nessuno la guarda.A quest'ora in città corron tutti
sotto il sole ancora fresco dell'alba.Non cerca nessuno
neanche Deola,ma fuma pacata e respira il mattino.
Fin che è stata in pensione,ha dovuto dormire a quest'ora
per rifarsi le forze:la stuoia del letto
la sporcavano con le scarpacce soldati ed operai,
i clienti che fiaccan la schiena.Ma,sole,è diverso:
si può fare un lavoro più fine,con poca fatica.
Il signore di ieri,svegliandola presto,
l'ha baciata e condotta(mi fermerei,cara,
a Torino con te,se potessi)con sè alla stazione
a augurargli buon viaggio.
E' intontita,ma fresca,stavolta,
e le piace esser libera,Deola,e bere il suo latte
e mangiare brioches.Stamattina è una mezza signora
e,se guarda i passanti,fa solo per non annoiarsi.
A quest'ora in pensione si dorme e c'è puzza di chiuso
-la padrona va a spasso-è da stupide stare là dentro.
Per girare la sera i locali,ci vuole presenza
e in pensione,a trent'anni,quel pò che resta,si è perso.
Deola siede mostrando il profilo a uno specchio
e si guarda nel fresco del vetro.Un pò pallida in faccia:
non è il fumo che stagni.Corruga le ciglia.
Ci vorrebbe la voglia che aveva Marì,per durare
in pensione(perchè,cara donna,gli uomini
vengon qui per cavarsi capricci che non glieli toglie
nè la moglie nè l'innamorata)e Marì lavorava
instancabile,piena di brio e godeva salute.I passanti davanti al caffè non distraggono Deola
che lavora soltanto la sera,con lente conquiste
nella musica del suo locale.Gettando le occhiate
a un cliente o cercandogli il piede,le piaccion le orchestre
che la fanno parere un'attrice alla scena d'amore
con un giovane ricco.Le basta un cliente
ogni sera e ha da vivere.(Forse il signore di ieri
mi portava davvero con sè).Stare sola,se vuole,
al mattino,e sedersi al caffè.Non cercare nessuno.
"Pensieri di Deola"Cesare Pavese(Dicembre 1932)
cosa farei mai senza questo mondo senza volto né domande
dove essere non dura che un istante in cui ciascun istante
si rovescia nel vuoto dell'oblio d'essere stato
senza quest'onda dove infine
sprofonderanno insieme corpo e ombra
cosa farei mai senza questo silenzio abisso di bisbigli
furiosamente anelante il soccorso l'amore
senza questo cielo che s'innalza
sulla polvere delle sue zavorre
cosa farei mai farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a vagare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio marionetta
senza voce tra le voci
conchiuse in me
[Samuel Beckett]
è la vita che mi mette in questi buchi
per scalciare sui lunghi assopimenti
e manca l'aria manca il ghiaccio manca
frughinda-frughinda fu il gioco fanciullo
e però negate troppe cose è troppo poco questo troppo
e non concedo che per una manciata di cenere
per infertilizzare il terreno
un altro si mangi il grano duro da brigante
e usi il fiato per zaffate di lagno
mentre sono intenta a sterrare la gramigna
con le scarpe scalcagnate e la testa stretta in nodi
J.Insana Medicina carnale
There is a solitude of space
A solitude of sea
A solitude of death,but these
Society shall be
Compared with that profounder site
That polar privacy
A soul admitted to itself-
Finite Infinity.
Emily Dickinson.
Se tu mi dimentichi
Pablo Neruda
Voglio che tu sappia
Una cosa.
[...]
Orbene,
se a poco a poco cessi di amarmi
cesserò d’amarti poco a poco.
Se d’improvviso
mi dimentichi,
non cercarmi,
chè già ti avrò dimenticata
Se consideri lungo e pazzo
il vento di bandiere
Che passa per la mia vita
e ti decidi
a lasciarmi sulla riva
del cuore in cui ho le radici,
pensa
che in quel giorno,
in quell’ora,
leverò in alto le braccia
e le mie radici usciranno
a cercare altra terra
Piccole monadi danzanti
con maestria
percorriamo questa vita,
l'unica da vivere
che avemmo in dono.
Una, novella Antigone
fece della sua debolezza
un marchio
per la disobbedienza;
l'Altra, con il dono delle parole,
vaga fra Sé e il mondo
come Cassandra,
narrando inascoltata
le storie di tutti;
Ermes fra noi
si appalesa
mentre traduce
in linguaggio umano
le mille sfumature degli Dei;
e tu Atena,
affronti il mondo con
il coraggio delle idee,
fermate in piccoli
stupefacenti istanti.
E tutte
abbiamo una Venere
nascosta nel cuore.
TI AUGURO
Pam Brown
Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa...
..::-::..
Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei brutti momenti...
..::-::..
Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari…
..::-::..
Ti auguro la primavera e la meraviglia di
constatare che è sempre migliore di quanto
avevi osato sperare.
..::-::..
Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
- un mazzo di denti di leone appassiti,
- una caramella succhiata a metà
- una rana
- un bacio
..::-::..
Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello.
..::-::..
Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e,
dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera.
..::-::..
Ti auguro di rimanere affascinato dall’infinita
varietà della vita animale…
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica,
conquistata con pazienza e amore.
..::-::..
Ti auguro che tu possa non dover comprare
l’amore al prezzo dell’umiliazione.
..::-::..
Ti auguro che tu possa sempre trovare le
parole giuste per mantenere al loro posto
gli spacconi e avere abbastanza forza
nelle ginocchia per camminare con dignità.
..::-::..
Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore
e giudizi accorti.
..::-::..
Ti auguro la gioia di essere desiderato,
e di trovare il regalo perfetto,
sentire il profumo della terra, dal prato aperto.
..::-::..
Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente,
con una calligrafia che non vedevi da anni.
..::-::..
Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
Ti auguro lettere sciupate,
macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci.
..::-::..
Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.
..::-::..
Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista,
l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.
..::-::..
Ti auguro felicità...
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di
dare, di correre il rischio d’amare.
..::-::..
Tratta la felicità con gentilezza:
è un prestito.
Bella Azzu :)
Tutto imparammo dall'amore-
Alfabeto, parole,
Un capitolo, il libro possente-
Poi la rivelazione terminò.
Ma negli occhi dell'altro
Ciascuno contemplava un'ignoranza
Divina, ancor più che nell'infanzia:
L'uno all'altro fanciulli,
Tentammo di spiegare
Quanto era per entrambi incomprensibile.
Ahi, com'è vasta la saggezza
E molteplice il vero!
ah la poesia che ho appena scritto è della dickinson
Tra i chiari rami dei tigli
muore un esangue grido di caccia.
Ma canzoni argute
volteggiano fra l'uva spina.
Il sangue rida nelle nostre vene;
ecco che già s'intrecciano le viti.
Il cielo è leggero come un angelo.
L'azzurro e l'onda si confondono.
Esco. Se un raggio di sole mi ferisce
io morirò sul muschio.
Pazientare ed annoiarsi
è troppo semplice. Al diavolo le mie pene.
Io voglio che la drammatica estate
mi leghi al suo carro della fortuna.
Possa io morire per opera tua, natura,
ma meno vuoto e meno solo!
Mentre i pastori, è strano,
muoiono quasi per opera del mondo.
Desidero che le stagioni mi consumino.
A te, natura, io mi arrendo,
con la mia fame e tutta la mia sete.
E tu, per favore, nutri e disseta.
Niente, più niente mi illude.
Ridere al sole, è ridere ai genitori,
ma io non voglio ridere più a nulla;
e libera sia questa sventura.
Maggio 1872
-Bandiere di maggio- A.Rimbaud
Sono una stella
Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nel proprio ardore.
Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.
Sono dal vostro mondo
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.
Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz'arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala
HESSE
Fu là nei giardini dei salici
che io e la mia amata ci incontrammo;
Ella passava là per i giardini
con i suoi piccoli piedi di neve.
M'invitò a prendere amore così come veniva,
come le foglie crescono sull'albero;
Ma io, giovane e sciocco,
non volli ubbidire al suo invito.
Fu in un campo sui bordi del fiume
che io e la mia amata ci arrestammo,
E lei posò la sua mano di neve
sulla mia spalla inclinata.
M'invitò a prendere la vita così come veniva,
come l'erba cresce sugli argini;
Ma io ero giovane e sciocco,
e ora son pieno di lacrime.
William Butler Yeats
su ispirazione di Willy
Saprai che non t’amo e che t’amo -Pablo Neruda
Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.
T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.
Adolescente
In gioventù c'è un sacco di roba da studiare.
S'insegna la grammatica a scemi e sceme.
Me, invece,
hanno scacciato dalla quinta classe.
Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
Negli appartamenti
del nostro piccolo mondo
crescono ricciuti poeti
per celebrare le camere da letto.
Che ci trovi in quelle liriche da cani pechinesi?
Io
ho imparato ad amare
nelle carceri di Butyrki.
Che m'importa della nostalgia per il Bois de Boulogne?
Che m'importa dei sospiri del mare?
Io
mi sono innamorato
di un'impresa di pompe funebri
dallo spioncino della cella 103.
Chi vede tutti i giorni il sole
si da delle arie.
"Che cosa saranno mai quattro raggi!" - egli dice.
Io, invece,
per un riflesso giallo
sul muro
avrei dato qualunque cosa al mondo.
Vladimir Majakovskij, da Amo - 1922
non sono io a comprendere la mia anima
ma tu
mentre incidi le sue distese
con l'iride delle tue speranze
che sforzano il sorriso
a sigillare lo smarrimento delle labbra
cui gli anni di rado
concedono amorevoli sussurri
Puoi Tu considerarmi un petalo
immerso nella tua corolla...
La canzone disperata- Pablo Neruda
Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.
Abbandonato come i moli all'alba.
È l'ora di partire, oh abbandonato!
Sul mio cuore piovono fredde corolle.
Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!
In te si accumularono le guerre e i voli.
Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.
Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!
Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
L'ora dello stupore che ardeva come un faro.
Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,
torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!
Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!
Tiattaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!
Feci retrocedere la muraglia d'ombra, andai oltre il desiderio e l'atto.
Oh carne, carne mia, donna che amai e persi, te, in quest'ora umida, evoco e canto.
Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.
Era la nera, nera solitudine delle isole,
e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.
Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
Erano il dolore e le rovine, e tu fosti il miracolo.
Ah donna, non so come hai potuto contenermi
nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!
Il mio desiderio di te fu il più terribile e corto,
il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.
Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.
Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.
Oh la copula pazza di speranza e di vigore
in cui ci annodammo e ci disperammo.
E la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.
E la parola appena incominciata sulle labbra.
Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,
e in esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!
Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.
Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.
Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.
Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.
Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,
scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!
È l'ora di partire, la dura e fredda ora
che la notte lega ad ogni orario.
Il cinturone rumoroso del mare cinge la costa.
Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.
Abbandonato come i moli nell'alba.
Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.
Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di ogni cosa.
È l'ora di partire. Oh abbandonato!
“A SATANA” G. Carducci
A te, de l'essere
Principio immenso,
Materia e spirito,
Ragione e senso;
Mentre ne' calici
Il vin scintilla
Sì come l'anima
Ne la pupilla;
Mentre sorridono
La terra e il sole
E si ricambiano
D'amor parole,
E corre un fremito
D'imene arcano
Da' monti e palpita
Fecondo il piano;
A te disfrenasi
Il verso ardito,
Te invoco, o Satana,
Re del convito.
Via l'aspersorio,
Prete, e il tuo metro!
No, prete! Satana
Non torna indietro!
Vedi: la ruggine
Rode a Michele
Il brando mistico,
Ed il fedele
Spennato arcangelo
Cade nel vano.
Ghiacciato è il fulmine
A Geova in mano.
Meteore pallide,
Pianeti spenti,
Piovono gli angeli
Da i firmamenti.
Ne la materia
Che mai non dorme,
Re de i fenomeni,
Re de le forme,
Sol vive Satana.
Ei tien l'impero
Nel lampo tremulo
D'un occhio nero,
O ver che languido
Sfugga e resista,
Od acre ed umido
Pròvochi, insista.
Brilla de' grappoli
Nel lieto sangue,
Per cui la rapida
Gioia non langue,
Che la fuggevole
Vita ristora,
Che il dolor proroga,
Che amor ne incora.
Tu spiri, o Satana,
Nel verso mio,
Se dal sen rompemi
Sfidando il dio
De' rei pontefici,
De' re cruenti;
E come fulmine
Scuoti le menti.
A te, Agramainio,
Adone, Astarte,
E marmi vissero
E tele e carte,
Quando le ioniche
Aure serene
Beò la Venere
Anadiomene.
A te del Libano
Fremean le piante!
De l'alma Cipride
Risorto amante
A te ferveano
Le danze e i cori,
A te i virginei
Candidi amori,
Tra le odorifere
Palme d'Idume,
Dove biancheggiano
Le ciprie spume.
Che val se barbaro
Il nazareno
Furor de l'agapi
Dal rito osceno
Con sacra fiaccola
I templi t'arse
E i segni argolici
A terra sparse?
Te accolse profugo
Tra gli dèi lari
La plebe memore
Ne i casolari.
Quindi un femineo
Sen palpitante
Empiendo, fervido
Nurne ed amante,
La strega pallida
D'eterna cura
Volgi a soccorrere
L'egra natura.
Tu a l'occhio immobile
De l'alchimista,
Tu de l'indocile
Mago a la vista,
Del chiostro torpido
Oltre i cancelli,
Riveli i fulgidi
Cieli novelli.
A la Tebaide
Te ne le cose
Fuggendo, il monaco
Triste s'ascose.
dal tuo tramite
Alma divisa,
Benigno è Satana;
Ecco Eloisa.
In van ti maceri
Ne l'aspro sacco:
Il verso ei mormora
Di Maro e Flacco
Tra la davidica
Nenia ed il pianto;
E, forme delfiche,
A te da canto,
Rosee ne l'orrida
Compagnia nera
Mena Licoride,
Mena Glicera.
Ma d'altre imagini
D'età più bella
Talor si popola
L'insonne cella.
Ei, da le pagine
Di Livio, ardenti
Tribuni, consoli,
Turbe frementi
Sveglia; e fantastico
D'italo orgoglio
Te spinge, o monaco,
Su 'l Campidoglio.
E voi, che il rabido
Rogo non strusse,
Voci fatidiche,
Wicleff ed Husse,
A l'aura il vigile
Grido mandate:
S'innova il secolo,
Piena è l'etate.
E già già tremano
Mitre e corone:
Dal chiostro brontola
La ribellione,
E pugna e prèdica
Sotto la stola
Di fra' Girolamo
Savonarola.
Gittò la tonaca
Martin Lutero;
Gitta i tuoi vincoli,
Uman pensiero,
E splendi e folgora
Di fiamme cinto;
Materia, inalzati;
Satana ha vinto.
Un bello e orribile
Mostro si sferra,
Corre gli oceani,
Corre la terra:
Corusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;
Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;
Ed esce; e indomito
Di lido in lido
Come di turbine
Manda il suo grido,
Come di turbine
L'alito spande:
Ei passa, o popoli,
Satana il grande.
Passa benefico
Di loco in loco
Su l'infrenabile
Carro del foco.
Salute, o Satana
O ribellione
O forza vindice
De la ragione!
Sacri a te salgano
Gl'incensi e i voti!
Hai vinto il Geova
De i sacerdoti.
Oh, dolcezza, dolceza, dolcezza!
Calma per un pò i tuoi slanci febbrili, cara mia!
Anche nel culmine del piacere, a volta - sai - l'amante
deve avere l'abbandono placido di una sorella.
Sii languida, concedi la tua lieve carezza!
sono uguali i sospiri e il tuo calmo sguardo.
Sì, la morsa gelosa e l'ossessivo spasimo
non valgono un lungo bacio, anche non sincero.
Ma nel tuo caro cuore d'oro, mi dici, amore mie,
selvaggia la pasisone suona l'olifante...
E lascia che suoni quanto vuole, l'affamata!
Deponi la tua fronte sulla mia, la tua mano nella mia,
e giurami cose che tu domani dimenticherai,
e piangiamo fino all'alba, mia piccola focosa!
Stanchezza - P. Verlaine
Il balcone-Baudelaire
O madre dei ricordi, amante delle amanti, o tu che assommi
tutti i miei piaceri, tutti i miei doveri. Ricorderai 1a
bellezza delle carezze, la dolcezza del focolare, l'incanto
delle sere, madre dei ricordi, amante delle amanti?
Le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni e le sere al balcone,
velate da vapori rosa. Come il tuo seno m'era dolce
il tuo cuore fraterno! Noi abbiamo pronunciato spesso
imperiture parole, le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni.
Come sono belli i soli nelle calde sere, come lo spazio è
profondo, il cuore possente! Curvandomi su di te, regina
fra tutte le adorate, credevo respirare il profumo del tuo
sangue. Come sono belli i soli nelle calde sere!
La notte s'ispessiva come un muro, i miei occhi indovinavano
al buio le tue pupille e io bevevo il tuo respiro,
o dolcezza mia, mio veleno, mentre i tuoi piedi s'addormentavano
nelle mie mani fraterne. La notte s'ispessiva come un muro.
Conosco l'arte di evocare gli istanti felici: così rividi il
mio passato, accucciato fra i tuoi ginocchi. Perché cercare
la tua languida bellezza fuori del tuo caro corpo e del tuo
cuore così dolce? Conosco l'arte di evocare gli istanti felici.
Giuramenti, profumi, baci senza fine rinasceranno da un
abisso interdetto alle nostre sonde così come risalgono al
cielo i soli, rinvigoriti, dopo essersi lavati nel profondo
dei mari. O giuramenti, profumi, baci senza fine!
Nelle grotte marine
c'è una sete, un amore
un rapimento,
rigide cose come le conchiglie
puoi tenerle nel palmo.
Nelle grotte marine
ti guardavo negli occhi giorni interi:
io non ti conoscevo e non mi conoscevi.
Giorgio Seferis
Avremo letti pieni di profumi lievissimi,
Divani profondi come tombe,
E su scaffali strani fiori,
Schiusi per noi sotto i cieli più belli.
Usando poi le estreme fiamme a gara,
I nostri cuori saranno due fiaccole superbe,
Che rifletteranno le loro doppie luci
dentro i nostri spiriti, questi specchi gemelli.
In una sera fatta di rosa e di un azzurro mistico,
Ci scambieremo un unico baleno,
Come un lungo singhiozzo, denso di addii;
E più tardi un angelo, le porte dischiudendo,
Verrà, lieto e fedele, a ravvivare
Gli appannati specchi e le fiamme morte.
La Morte degli amanti - Charles Baudelaire -
Il vero amore non lascia tracce
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano
Cohen
che meraviglia...Citazione:
Originariamente postato da mircalla
Adolescente
In gioventù c'è un sacco di roba da studiare.
S'insegna la grammatica a scemi e sceme.
Me, invece,
hanno scacciato dalla quinta classe.
Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
Negli appartamenti
del nostro piccolo mondo
crescono ricciuti poeti
per celebrare le camere da letto.
Che ci trovi in quelle liriche da cani pechinesi?
Io
ho imparato ad amare
nelle carceri di Butyrki.
Che m'importa della nostalgia per il Bois de Boulogne?
Che m'importa dei sospiri del mare?
Io
mi sono innamorato
di un'impresa di pompe funebri
dallo spioncino della cella 103.
Chi vede tutti i giorni il sole
si da delle arie.
"Che cosa saranno mai quattro raggi!" - egli dice.
Io, invece,
per un riflesso giallo
sul muro
avrei dato qualunque cosa al mondo.
Vladimir Majakovskij, da Amo - 1922
leggi anche Majakovskij, mircalla?! :30:
Elizabeth Barrett Browning
Come ti amo?
E se mi devi amare per null'altro sia
Come ti amo? Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode;
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede;
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte
I canti di Maldoror - Lautréamont
Là, in un boschetto circondato di fiori, dorme l’ermafrodito, profondamente assopito sul prato, bagnato dai suoi pianti. La luna ha sprigionato il suo disco dalla massa di nubi e carezza con i suoi pallidi raggi questo dolce viso d’adolescente. I suoi tratti esprimono l’energia più virile e nello stesso tempo la grazia di una vergine celeste. Niente sembra naturale in lui, nemmeno i muscoli del suo corpo, che si aprono un varco attraverso i contorni armoniosi delle forme femminili. Ha il braccio curvo sulla fronte, l’altra mano appoggiata contro il petto, come per comprimere i battiti di un cuore chiuso a tutte le confidenze e gravato dal pesante fardello di un segreto eterno. Stanco della vita e vergognoso di camminare tra esseri che non gli somigliano, la disperazione ha conquistato la sua anima, e se ne va solo, come il mendicante della valle.
William Blake (1757-1827)
Non cercare mai di dire al tuo amore...
Non cercare mai di dire al tuo amore
amore che mai non si può dire;
perché il vento gentile si muove
silenzioso, invisibile.
Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
le ho detto tutto il mio cuore;
tremante, gelido, in terribili paure-
ah, se ne va via.
Non appena se ne fu andata da me
uno straniero passo' per caso;
silenzioso, invisibile-
oh, non ci fu rifiuto
Egon Schiele - Bosco di abeti
Entro nel duomo rossonero del fitto bosco d'abeti, che
vive senza strepito e mimicamente si osserva.
Gli occhi dei tronchi, che folti si afferrano ed espirano,
visibile, umido fiato.
Come si sta bene!-Tutto è vivo e morto
Citazione:
Originariamente postato da Agony
Egon Schiele - Bosco di abeti
Entro nel duomo rossonero del fitto bosco d'abeti, che
vive senza strepito e mimicamente si osserva.
Gli occhi dei tronchi, che folti si afferrano ed espirano,
visibile, umido fiato.
Come si sta bene!-Tutto è vivo e morto
:love:
I corpi bruciano
Essi consumano la propria luce vivendo.
Egon Shiele
Federico Garcia Lorca (1898-1936)
Desiderio
Solo il tuo cuore ardente
e niente più.
Il mio paradiso un campo
senza usignolo
né lire,
con un fiume discreto
e una fontanella.
Senza lo sprone del vento
sopra le fronde
né la stella che vuole
essere foglia.
Una grandissima luce
che fosse
lucciola
di un'altra,
in un campo di
sguardi viziosi.
Un riposo chiaro
e lì i nostri baci,
nèi sonori
dell'eco,
si aprirebbero molto lontano.
Il tuo cuore ardente,
niente più.
Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne
smagrita, si fissa con la luce
fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata
dall'eternità; così mi brucio, è inutile
- pensando - essere altrimenti, imporre
limite al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore....
"Mi alzo co le palpebre infuocate..."
Pier Paolo Pasolini
Fragilità - Mario Luzi
Le creature s'immergono nei campi
ebbre di quella forza che li infiora
tra i dolci pesi che oscillano
al colpo della primavera.
Le fanciulle con le fronti pensose
cuciono tra le siepi ove traluce
in aperte ghirlande
il frutto che rapisce la bellezza,
e la verginità profuma ancora
quest'anno con quei fiori che ritornano
e il vento preme il cuore
col suo passo uguale ora e sempre.
Le barche scendon lungo i fiumi rosa
tiepide ed offuscate di stanchezza
e nel silenzio che le avvolge
portano quella loro povertà.
L’addio-Nazim Hikmet
L’uomo dice alla donna
t’amo
e come:
come se stringessi tra le palme
il mio cuore, simile a scheggia di vetro
che m’insanguina i diti
quando lo spezzo
follemente.
L’uomo dice alla donna
t’amo
e come:
con la profondità dei chilometri
con l’immensità dei chilometri
cento per cento
mille per cento
cento volte l’infinitamente cento.
La donna dice all’uomo
ho guardato
con le mie labbra
con la mia testa col mio cuore
con amore con terrore, curvandomi
sulle tue labbra
sul tuo cuore
sulla tua testa.
E quello che dico adesso
l’ho imparato da te
come un mormorio nelle tenebre
e oggi so
che la terra
come una madre
dal viso di sole
allatta la sua creatura più bella.
Ma che fare?
I miei capelli sono impigliati ai diti di ciò che muore
non posso strapparne la testa
devi partire
guardando gli occhi del nuovo nato
devi abbandonarmi.
La donna ha taciuto
si sono baciati
un libro è caduto sul pavimento
una finestra si è chiusa.
È così che si sono lasciati