Riferimento: esame di stato 2008
rispondo a sildel 82 e a psy-tina e un pò a tutte quelle che chiedono di discutere insieme i casi...
caso n.4, inizierei dicendo che la b/a sembra non presentare alcun problema sociale e che le sue difficoltà si sviluppano a scuola.
considerando la sua frequenza a scuola, sottolineo che i docenti (come anche i genitori) non riportano alcun disagio comportamentale. l'unico piccolo segnale comportamentale potrebbe essere la distrazione; questo aspetto però è unico e quindi non è il caso neanche di ipotizzare alcun problema di disatenzione e iperattività, probabilmente la disattenzione è correlata alle difficoltà della b/a nella lettura scrittura e calcolo. Qui, riporto le difficoltà che la b/a presenta e dico che queste difficoltà compromettono in modo importante la vita scolastica della b/a. questa compromissione farebbe pensare alla presenza di un vero e proprio disturbo e non di una difficoltà specifica e momentanea. a questo punto formulerei l'ipotesi diagnostica, dicendo che abbiamo sintomi su tre fronti (lettura scrittura e calcolo) per cui butterei un disturbo dell'apprendimento NAS, non se sia il caso di dire che la b/a è in seconda elemaentare, per cui potrei dare diagnosi di dislessia e di espressione scritta ma non di discalculia. Voi entrate così nello specifico?
Poi aggiungo che per dimostrare quest'ipotesi dovrei, oltre all'anamnesi, somministrare un test di intelligenza (WISC_III), così da cfr. la performance in lettura scrittura calcolo con la sua capacità intellettiva. Poi qualche test neuropsicologico per analizzare memoria, attenzione e funzioni esecutive, percezione spaziale, linguaggio, disturbi motori tipo diprassia... un bel esame neurologico per vedere se c'è qualche disturbo organico. dico che l'eventuale presenza di tali disturbi mi permetterebbe di fare cmq la diagnosi di dist. apprendimento, ma che dovrei indicarli, seguendo l'approccio multiassiale. poi chiaramente i test specifici: 1. nuove prove di lettura MT per la scuola elementare; 2. batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva; 3. ABCA per il calcolo aritmetico; 4. metacomprensione 5. attenzione (su questi aspetti chiedo cfr perchè non mi sento assolutamente forte, al tirocinio ho visto molti DGS.......)
poi passerei all'ipotesi di intervento, se si prende per buona la diagnosi, e quindi:
a) svilupare nuove strategie per lettura scrittura e calcolo;
b) individuare alternative modalità di apprendimento;
c) aiutare a sviluppare capacità metacognitive positive;
d) sviluppare il senso diautoefficacia e autostima
e) sostenere e dare consigli prtaici e spiegazioni a famiglia e scuola.
a questo punto mi darei alla creatività, spiegando i piccoli trucchi utili per aiutare questi bimbi...come strutturare la pagina di lettura e scrittura, dare una griglia entro cui il b/o deve scrivere, indicare i giusti moviemnti per scrivere, sviluppare la motricità fine con giochi di manipolazione, la rappresentazione ad immagini dei problemi matematici, l'uso delle immagini, imparare la strategia "come leggo", etc...
infine ci metterei la collaborazione psicologo-famiglia e il lavoro di equipe.
concludendo: non sono assolutamente convinta che vogliano questo. Tu slidel82 come pensavi di strutturare? e voi? :mumble:
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io di dist apprendimento so poco o nulla, più verso il nulla, ma secondo me il tuo lavoro è molto buono e completo! complimenti!
Riferimento: esame di stato 2008
ma dobbiamo fare proprio anche una specie di progetto di nuovo? non basta citare un trattamento ipotetico con gli obiettivi senza entrare nel particolare????
Riferimento: esame di stato 2008
questo è proprio il problema. che cosa desiderano leggere i commissari?
chi ha qlk info al riguardo condivida con noi!:P
Riferimento: esame di stato 2008
io quello che ho capito non bisogna fare il trattamento, solo a proporlo con i possibili obiettivi, eventualmente un trattamento alternativo. l'accento sta sui passi di possibili diagnosi...perchè proprio quel tipo di disturbo, quali sono i sintomi che lo confermano, quali sono i sintomi che possono riferire ad altri disturbi e quali sono i criteri di inclusione/esclusione, ecc..
No?
Riferimento: esame di stato 2008
io concordo con massima. solo una cosa mi lascia dubbiosa e mi porta a pensare alla fase di trattamento. tipo il caso n, 4 è troppo chiaro dove deve andare a parare la diagnosi, non è un disturbo di personalità che sarebbe un caos, dopo che ho ripetuto i sintomi l'unica diagnosi differeziale seria che posso fare è con dislessia, discalculia e dist. espressione scritta considerati singolarmente, però lo trovo un pò banale...e poi nella legge c'è scritto per la terza prova "discussione di un caso relativo ad un progetto di intervento su individui o in strutture complesse". quindi mi viene da pensare ipotesi diagnostica e di trattamento....poi però non so, io non ho le idee chiare...come si potrà ben capire dai miei ultimi post........:sbonk:
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io non faccio sviluppo!!! quindi mi baso su questo:
http://www..org/articoli2004/20040525-vari-01.htm
che ne dite?
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e quello che ha citato già una collega precedentemente...se cliccate su quel link non trova nulla...ma provate ad inserire in google questa citazione:
"Esame di Stato per Psicologi: Linee Guida per la Stesura del Caso Clinico"
Riferimento: esame di stato 2008
Citazione:
Originalmente inviato da
annamaria82
rispondo a sildel 82 e a psy-tina e un pò a tutte quelle che chiedono di discutere insieme i casi...
caso n.4, inizierei dicendo che la b/a sembra non presentare alcun problema sociale e che le sue difficoltà si sviluppano a scuola.
considerando la sua frequenza a scuola, sottolineo che i docenti (come anche i genitori) non riportano alcun disagio comportamentale. l'unico piccolo segnale comportamentale potrebbe essere la distrazione; questo aspetto però è unico e quindi non è il caso neanche di ipotizzare alcun problema di disatenzione e iperattività, probabilmente la disattenzione è correlata alle difficoltà della b/a nella lettura scrittura e calcolo. Qui, riporto le difficoltà che la b/a presenta e dico che queste difficoltà compromettono in modo importante la vita scolastica della b/a. questa compromissione farebbe pensare alla presenza di un vero e proprio disturbo e non di una difficoltà specifica e momentanea. a questo punto formulerei l'ipotesi diagnostica, dicendo che abbiamo sintomi su tre fronti (lettura scrittura e calcolo) per cui butterei un disturbo dell'apprendimento NAS, non se sia il caso di dire che la b/a è in seconda elemaentare, per cui potrei dare diagnosi di dislessia e di espressione scritta ma non di discalculia. Voi entrate così nello specifico?
Poi aggiungo che per dimostrare quest'ipotesi dovrei, oltre all'anamnesi, somministrare un test di intelligenza (WISC_III), così da cfr. la performance in lettura scrittura calcolo con la sua capacità intellettiva. Poi qualche test neuropsicologico per analizzare memoria, attenzione e funzioni esecutive, percezione spaziale, linguaggio, disturbi motori tipo diprassia... un bel esame neurologico per vedere se c'è qualche disturbo organico. dico che l'eventuale presenza di tali disturbi mi permetterebbe di fare cmq la diagnosi di dist. apprendimento, ma che dovrei indicarli, seguendo l'approccio multiassiale. poi chiaramente i test specifici: 1. nuove prove di lettura MT per la scuola elementare; 2. batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva; 3. ABCA per il calcolo aritmetico; 4. metacomprensione 5. attenzione (su questi aspetti chiedo cfr perchè non mi sento assolutamente forte, al tirocinio ho visto molti DGS.......)
poi passerei all'ipotesi di intervento, se si prende per buona la diagnosi, e quindi:
a) svilupare nuove strategie per lettura scrittura e calcolo;
b) individuare alternative modalità di apprendimento;
c) aiutare a sviluppare capacità metacognitive positive;
d) sviluppare il senso diautoefficacia e autostima
e) sostenere e dare consigli prtaici e spiegazioni a famiglia e scuola.
a questo punto mi darei alla creatività, spiegando i piccoli trucchi utili per aiutare questi bimbi...come strutturare la pagina di lettura e scrittura, dare una griglia entro cui il b/o deve scrivere, indicare i giusti moviemnti per scrivere, sviluppare la motricità fine con giochi di manipolazione, la rappresentazione ad immagini dei problemi matematici, l'uso delle immagini, imparare la strategia "come leggo", etc...
infine ci metterei la collaborazione psicologo-famiglia e il lavoro di equipe.
concludendo: non sono assolutamente convinta che vogliano questo. Tu slidel82 come pensavi di strutturare? e voi? :mumble:
Anche io mi indirizzerei verso la diagnosi di dislessia e disortografia dopo aver fatto un analisi cognitiva con raven e wiscIII (in seconda posso farla con test MT velocità e correttezza, batteria di sartori e prove di comprensione linguistica + prove scrittura e competenza ortografica di Cornoldi), per quella di discalculia (visto che è in 2a) la potrei solo supporre con altri test approfonditi (AC-MT e poi ABCA e BDE). Da quello che ho sentito, vogliono che si facciano delle ipotesi diagnostiche ed eventuali indagini che possano escluderli, cioè, "per indagare questa ipotesi farei questo, e se fosse così allora proporei tale trattamento, sennò mi indirizzerei verso quest'altro.
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sildel82
Da quello che ho sentito, vogliono che si facciano delle ipotesi diagnostiche ed eventuali indagini che possano escluderli, cioè, "per indagare questa ipotesi farei questo, e se fosse così allora proporei tale trattamento, sennò mi indirizzerei verso quest'altro.
concordo con Silvia!!! :approved:
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voti bassi bassi in generale!!!!!
anche io concordo con silvia, ma credo che questo valga per il vecchio ordinamento, temo che per il nuovo vogliano di più, ovvero la parte di intervento!!!!!
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nessun'idea sui casi non evolutivi?
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Originalmente inviato da
annamaria82
rispondo a sildel 82 e a psy-tina e un pò a tutte quelle che chiedono di discutere insieme i casi...
caso n.4, inizierei dicendo che la b/a sembra non presentare alcun problema sociale e che le sue difficoltà si sviluppano a scuola.
considerando la sua frequenza a scuola, sottolineo che i docenti (come anche i genitori) non riportano alcun disagio comportamentale. l'unico piccolo segnale comportamentale potrebbe essere la distrazione; questo aspetto però è unico e quindi non è il caso neanche di ipotizzare alcun problema di disatenzione e iperattività, probabilmente la disattenzione è correlata alle difficoltà della b/a nella lettura scrittura e calcolo. Qui, riporto le difficoltà che la b/a presenta e dico che queste difficoltà compromettono in modo importante la vita scolastica della b/a. questa compromissione farebbe pensare alla presenza di un vero e proprio disturbo e non di una difficoltà specifica e momentanea. a questo punto formulerei l'ipotesi diagnostica, dicendo che abbiamo sintomi su tre fronti (lettura scrittura e calcolo) per cui butterei un disturbo dell'apprendimento NAS, non se sia il caso di dire che la b/a è in seconda elemaentare, per cui potrei dare diagnosi di dislessia e di espressione scritta ma non di discalculia. Voi entrate così nello specifico?
Poi aggiungo che per dimostrare quest'ipotesi dovrei, oltre all'anamnesi, somministrare un test di intelligenza (WISC_III), così da cfr. la performance in lettura scrittura calcolo con la sua capacità intellettiva. Poi qualche test neuropsicologico per analizzare memoria, attenzione e funzioni esecutive, percezione spaziale, linguaggio, disturbi motori tipo diprassia... un bel esame neurologico per vedere se c'è qualche disturbo organico. dico che l'eventuale presenza di tali disturbi mi permetterebbe di fare cmq la diagnosi di dist. apprendimento, ma che dovrei indicarli, seguendo l'approccio multiassiale. poi chiaramente i test specifici: 1. nuove prove di lettura MT per la scuola elementare; 2. batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva; 3. ABCA per il calcolo aritmetico; 4. metacomprensione 5. attenzione (su questi aspetti chiedo cfr perchè non mi sento assolutamente forte, al tirocinio ho visto molti DGS.......)
poi passerei all'ipotesi di intervento, se si prende per buona la diagnosi, e quindi:
a) svilupare nuove strategie per lettura scrittura e calcolo;
b) individuare alternative modalità di apprendimento;
c) aiutare a sviluppare capacità metacognitive positive;
d) sviluppare il senso diautoefficacia e autostima
e) sostenere e dare consigli prtaici e spiegazioni a famiglia e scuola.
a questo punto mi darei alla creatività, spiegando i piccoli trucchi utili per aiutare questi bimbi...come strutturare la pagina di lettura e scrittura, dare una griglia entro cui il b/o deve scrivere, indicare i giusti moviemnti per scrivere, sviluppare la motricità fine con giochi di manipolazione, la rappresentazione ad immagini dei problemi matematici, l'uso delle immagini, imparare la strategia "come leggo", etc...
infine ci metterei la collaborazione psicologo-famiglia e il lavoro di equipe.
concludendo: non sono assolutamente convinta che vogliano questo. Tu slidel82 come pensavi di strutturare? e voi? :mumble:
ciao....io non farei diagnosi di dislessia in seconda elementare, di solito si fa dalla terza, direi che si potrebbe porre ragionevaole sospetto di rischio di disturbo spcifico di apprendimento e farei un potenziamento dei prerequisiti...
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annamaria82
rispondo a sildel 82 e a psy-tina e un pò a tutte quelle che chiedono di discutere insieme i casi...
caso n.4, inizierei dicendo che la b/a sembra non presentare alcun problema sociale e che le sue difficoltà si sviluppano a scuola.
considerando la sua frequenza a scuola, sottolineo che i docenti (come anche i genitori) non riportano alcun disagio comportamentale. l'unico piccolo segnale comportamentale potrebbe essere la distrazione; questo aspetto però è unico e quindi non è il caso neanche di ipotizzare alcun problema di disatenzione e iperattività, probabilmente la disattenzione è correlata alle difficoltà della b/a nella lettura scrittura e calcolo. Qui, riporto le difficoltà che la b/a presenta e dico che queste difficoltà compromettono in modo importante la vita scolastica della b/a. questa compromissione farebbe pensare alla presenza di un vero e proprio disturbo e non di una difficoltà specifica e momentanea. a questo punto formulerei l'ipotesi diagnostica, dicendo che abbiamo sintomi su tre fronti (lettura scrittura e calcolo) per cui butterei un disturbo dell'apprendimento NAS, non se sia il caso di dire che la b/a è in seconda elemaentare, per cui potrei dare diagnosi di dislessia e di espressione scritta ma non di discalculia. Voi entrate così nello specifico?
Poi aggiungo che per dimostrare quest'ipotesi dovrei, oltre all'anamnesi, somministrare un test di intelligenza (WISC_III), così da cfr. la performance in lettura scrittura calcolo con la sua capacità intellettiva. Poi qualche test neuropsicologico per analizzare memoria, attenzione e funzioni esecutive, percezione spaziale, linguaggio, disturbi motori tipo diprassia... un bel esame neurologico per vedere se c'è qualche disturbo organico. dico che l'eventuale presenza di tali disturbi mi permetterebbe di fare cmq la diagnosi di dist. apprendimento, ma che dovrei indicarli, seguendo l'approccio multiassiale. poi chiaramente i test specifici: 1. nuove prove di lettura MT per la scuola elementare; 2. batteria per la valutazione della dislessia e disortografia evolutiva; 3. ABCA per il calcolo aritmetico; 4. metacomprensione 5. attenzione (su questi aspetti chiedo cfr perchè non mi sento assolutamente forte, al tirocinio ho visto molti DGS.......)
poi passerei all'ipotesi di intervento, se si prende per buona la diagnosi, e quindi:
a) svilupare nuove strategie per lettura scrittura e calcolo;
b) individuare alternative modalità di apprendimento;
c) aiutare a sviluppare capacità metacognitive positive;
d) sviluppare il senso diautoefficacia e autostima
e) sostenere e dare consigli prtaici e spiegazioni a famiglia e scuola.
a questo punto mi darei alla creatività, spiegando i piccoli trucchi utili per aiutare questi bimbi...come strutturare la pagina di lettura e scrittura, dare una griglia entro cui il b/o deve scrivere, indicare i giusti moviemnti per scrivere, sviluppare la motricità fine con giochi di manipolazione, la rappresentazione ad immagini dei problemi matematici, l'uso delle immagini, imparare la strategia "come leggo", etc...
infine ci metterei la collaborazione psicologo-famiglia e il lavoro di equipe.
concludendo: non sono assolutamente convinta che vogliano questo. Tu slidel82 come pensavi di strutturare? e voi? :mumble:
ciao....io non farei diagnosi di dislessia in seconda elementare, di solito si fa dalla terza, direi che si potrebbe porre ragionevaole sospetto di rischio di disturbo spcifico di apprendimento e farei un potenziamento dei prerequisiti...