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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
bluemind
io farei la diatriba psicanalisi-cbt e scienza, nonchè lo studio dell'efficacia degli interventi terapeutici, sparando qualche cavolata sul dimostrare scientificamente l'efficacia della psicanalisi
si l'avevo pensata anche io piu o meno in questi termini, anche se spero tanto che una traccia del genere non esca mai!!! pensavo di focalizzarla sulla differenza tra metodo sperimentale, quindi ricerca scientifica e utilizzo di test per fare diagnosi, e la siconalaisi che rifiuta questo tipo di approccio.
Per il caso clinico: grazie per aver postato i criteri diagnostici per i disturbi di personalità. Da quello che ho capito fai diagnosi di disturbo delirante, tipo persecutorio, perchè manca il dato temporale, cioè non sappiamo quando è insorta la sintomatologia. Altre differenze che ti fanno protendere verso tale diagnosi?
per la diagnosi differenziale come mai metti la schizofrenia e il disturbo schizoaffettivo?
Scusa se ti sto tampinando di domande.... ma ho qualche difficoltà in piu con il caso clinico... :P
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
prima di tutto dovresti concordare o meno che siamo sul versante psicotico e dopo di conseguenza decidere quale. è inoltre stato escluso dis di personalità (anche se nn sappiamo) per la questione del tempo e della pervasività. la schizofrenia non può essere perchè secondo me non sono soddisfatti il criterio A e quello temporale. potrebbe essere schizofreniforme, ma cmq il criterio A non sarebbe soddisfatto; psicotico breve uguale, così come lo schizoaffettivo.
quindi la scelta è tra un ddm e disturbo paranoide (ti ho messo i sintomi prima) o solo disturbo paranoide. io opto per la seconda
Citazione:
Originalmente inviato da
star1981
si l'avevo pensata anche io piu o meno in questi termini, anche se spero tanto che una traccia del genere non esca mai!!! pensavo di focalizzarla sulla differenza tra metodo sperimentale, quindi ricerca scientifica e utilizzo di test per fare diagnosi, e la siconalaisi che rifiuta questo tipo di approccio.
Per il caso clinico: grazie per aver postato i criteri diagnostici per i disturbi di personalità. Da quello che ho capito fai diagnosi di disturbo delirante, tipo persecutorio, perchè manca il dato temporale, cioè non sappiamo quando è insorta la sintomatologia. Altre differenze che ti fanno protendere verso tale diagnosi?
per la diagnosi differenziale come mai metti la schizofrenia e il disturbo schizoaffettivo?
Scusa se ti sto tampinando di domande.... ma ho qualche difficoltà in piu con il caso clinico... :P
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
bluemind
prima di tutto dovresti concordare o meno che siamo sul versante psicotico e dopo di conseguenza decidere quale. è inoltre stato escluso dis di personalità (anche se nn sappiamo) per la questione del tempo e della pervasività. la schizofrenia non può essere perchè secondo me non sono soddisfatti il criterio A e quello temporale. potrebbe essere schizofreniforme, ma cmq il criterio A non sarebbe soddisfatto; psicotico breve uguale, così come lo schizoaffettivo.
quindi la scelta è tra un ddm e disturbo paranoide (ti ho messo i sintomi prima) o solo disturbo paranoide. io opto per la seconda
adesso mi è tutto piu chiaro: Grazie!!!
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Il candidato definisca gli obiettivi, metodologie, modalità di funzionamento e i tempi d’attuazione di un progetto per comunità terapeutica riabilitativa per adolescenti dai 13 ai 18 anni, affetti da disturbi del comportamento medio-gravi, dopo aver delineato un opportuno scenario, che indica la tipologia di soggetti, gli operatori da coinvolgere e il contesto in cui si deve realizzare l’intervento
PREMESSA
L’inizio della pubertà e l’ingresso nell’adolescenza rappresentano un momento abbastanza critico e sensibile per i giovani ragazzi, in quanto implica profondi cambiamenti fisici, psicologici e sociali. La th psicosociale di erikson ha evidenziato come l’adolescenza sia un periodo centrale di ridefinizione globale della propria identità: con la crisi dei modelli d’identificazione genitoriale possono riemergere forti conflittualità a livello relazionale e interiore, con importanti conseguenze sul piano comportamentale. Un esempio sono quelli che il dsm definisce ‘disturbi del comportamento alimentare’ come anoressia e bulimia... Questi disturbi possono manifestarsi lungo un continuum di gravità e, in alcuni casi, il ricovero presso strutture residenziali specifiche risulta necessario per offrire il miglior trattamento adeguato, attraverso un intervento a carattere intensivo, di solito prolungato.
SCOPO GENERALE: pianificare un progetto terapeutico in comunità per soggetti di età compresa tra 13 e 18 anni con disturbi del comportamento alimentare
OBIETTIVI SPECIFICI: - offrire un intervento riabilitativo globale
- favorire la risoluzione della sintomatologia o, in casi gravi, migliorare il funzionamento generale per permettere ai pazienti una qualità di vita soddisfacenti, incluse le relazioni familiari.
DESTINATARI Diretti: 10 soggetti, 13-18 anni, con disturbi del comportamento alimentare e le loro famiglie. Esclusione di pz con sintomi psicotici conclamati.
METODOLOGIA, ATTIVITà, FASI
Il progetto riguarda una comunità terapeutica residenziale privata e accreditata e fa riferimento a un modello partecipativo, sistemico e multi-componenziale in quanto, data la problematica dei pazienti e la struttura stessa della comunità, non si può prescindere da un approccio globale e complesso, nonchè individualizzato per rispettare le esigenze di ogni paziente.
Il progetto, che ha una durata di circa 4-5 mesi per ogni paziente, è divisio in varie fasi:
1) Selezione dei pazienti (tempo 1 mese, anche a seconda della disponibilità di posti) : il neuropsichiatra si occupa di accogliere le domande delle famiglie che vogliono inserire il proprio figlio nella comunità...Per i oggetti che presentano, in comorbidità col disturbo alimentare, disturbi psicotici verrà predisposto l’invio a una struttura più adeguata.
2) Inserimento del paziente nella comunità (4 mesi circa). Le famiglie verranno attivamente coinvolte durante la settimana a vari progetti in comunità, ma la loro permanenza rimane fuori dalla comunità, per garantire al paziente una possibilità di cambiamento al di fuori dell’ambiente familiare, che spesso in questi casi può presentare problematiche di varia natura.
Funzionamento della comunità:
- al mattino c’è il giro visite con il neuropsichiatra, psicologi e infermiere. In seguito l’attività scolastica con insegnanti che si occupano di rispettare il programma scolastico del soggetto...
-pranzo dei pazienti insieme agli psicologi, i quali si occupano di garantire un clima di serenità durante questo momento critico e di far rispettare le regole stabilite dal neuropsichiatra e la dietista (es durata, terminare i pasti ecc)
- il pomeriggio è dedicato ad attività ludico-ricreative e/o attività a carattere psicologico. Queste ultime comprendono: colloqui individuali a carattere psicodinamico con lo psicoterapeuta (2 volte a settimana)...; 1 gruppo pazienti a settimana...; colloqui familiari con e senza il paziente (1 volta a settimana ciascuno), con lo scopo di migliorare i rapporti familiari; gruppi genitori (1 volta a settimana)...
2 volte a settimana riunione d’equipe tra gli operatori...
- cena, seconda le stesse modalità del pasto
-la notte i pazienti dormono in comunità e non possono essere presenti i genitori
I week-end vengono lasciati liberi ai pazienti per poter svolgere i loro interessi, anche in presenza dei genitori. Possono lasciare la comunità coi genitori solo quei pazienti a cui viene concesso il permesso. I permessi vengono concessi in maniera graduale, sotto valutazione del neuropsichiatra e a seconda del progressivo miglioramento psicologico, per favorire un progressivo rientro del paziente nella vita quotidiana. Vengono inoltre predisposte visite periodiche all’ospedale per esami biologici.
3) Dimissioni del paziente e disposizioni ulteriori. A seconda del livello del paziente verrà predisposto un intervento individualizzato, compresa la famiglia...
Valutazione:
Ex ante e ex post: somministrazione di questionari sulle condotte alimentari (SAFA e EDI 3), all’inizio e al termine del periodo di ricovero.
In itinere: valutazione mediante osservazione da parte del personale, a livello individuale, di gruppo e familiare.
RISORSE UMANE: 3 psicologi (a turnazione), 1 neuropsichiatra, 1 infermiere, 3 educatori, 5 insegnanti, volontari per le attività ludiche, eventuale contatto con assistente sociale.
RISORSE MATERIALI: funzionamento struttura (es pasti, pulizie ecc), materiale attività
RISCHI: scarsa partecipazione della famiglia, emergere di sintomatologia più grave
COSTI, per 5 mesi:
Risorse umane: 80 000 euro
Risorse materiali: 30 000 euro
Totale: 110 000 euro. Circa 250 000 annui
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Ciao a tutti!
allora domanda molto pratica, sono un po' in crisi sullo svolgimento di possibili temi di prima prova, ovvero il mio dubbio è questo:
quando nella traccia viene detto "si indichi uno o più modelli/teorie riguardo...."
ad esempio attenzione, cosa mettete??? nel senso che già mettere la teoria del filtro precoce e la teoria del filtro tardivo sono già 2 teorie e concludo lì? mi sembra minimalista anche perchè avrei trattato solo l'attenzione selettiva... però parlare anche di attenzione divisa, sostenuta, funzioni esecutive ed allerta mi sembrerebbe di uscire fuori tema (dato che pongono una o più teorie, oltre a riempire 2 fogli protocolli)
altro esempio la percezione, anche in questo già parlare della teoria della gestalt e della New Look mi sembrerebbe già completo (a livello di traccia ) ma allora si parla solo della localizzazione per la gestalt e non delle altre componenti (attenzione, riconoscimento, astrazione, costanza percettiva)...
allo stesso modo apprendimento se io parlo del condizionamento classico e dell'apprendimento osservativo ad esempio tralascio tutto il resto?
il mio dunque è oltre allo studio generale, a livello pratico di fronte alla prova come pensate di organizzare la stesura? tentate di fare una carrellata vaga su tutto quanto o vi concentrate solo su alcune cose pur con il rischio di tralasciarne l'80% del resto?
ps: spero sia comprensibile la domanda :asd:
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
La domanda è comprensibile... e ti capisco! Non so anche io sono in dubbio... ho tante cose da poter scrivere ma il rischio è di uscire fuori tema e poi dai temi che ho fatto mi sembra mancare di personalità, sembra un collage di teorie!! La situazione migliora nella applicazioni dove riesco a dre più un'impornta personale... Cmq io direi di concentrarci sulle due teorie e parlare degli aspetti più principali, e di non aggiunger eelementi che potrebbero mandarci fuorei tema....
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Re: Esame di stato giugno 2012
C'è un modo per sapere quanti sono gli iscritti all'EDS in questa sessione?
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Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
star1981
La domanda è comprensibile... e ti capisco! Non so anche io sono in dubbio... ho tante cose da poter scrivere ma il rischio è di uscire fuori tema e poi dai temi che ho fatto mi sembra mancare di personalità, sembra un collage di teorie!! La situazione migliora nella applicazioni dove riesco a dre più un'impornta personale... Cmq io direi di concentrarci sulle due teorie e parlare degli aspetti più principali, e di non aggiunger eelementi che potrebbero mandarci fuorei tema....
Sono nella tua stessa situazione.
Il problema è che se parli di Teorie, non puoi dare un'impronta personale.. non ci viene chiesto di esprimere pareri ma di essere "critici".
Fino ad ora ancora non ho capito come poter essere "critica". :sbonk:
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Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
Sono nella tua stessa situazione.
Il problema è che se parli di Teorie, non puoi dare un'impronta personale.. non ci viene chiesto di esprimere pareri ma di essere "critici".
Fino ad ora ancora non ho capito come poter essere "critica". :sbonk:
ufff... oggi mi sento proprio nel pallone. Prima ho fatto il caso clinico, poi sono passata alla prima prova e ho provato a scrivere l'ennesimo tema sull'intelligenza.... ma non mi ricordo nulla!!!!! Che panico, e devo ancora fare il progetto..... aiuto!!!!:sbonk:
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
star1981
ufff... oggi mi sento proprio nel pallone. Prima ho fatto il caso clinico, poi sono passata alla prima prova e ho provato a scrivere l'ennesimo tema sull'intelligenza.... ma non mi ricordo nulla!!!!! Che panico, e devo ancora fare il progetto..... aiuto!!!!:sbonk:
Su, su..
ho letto il tuo tema sull'intelligenza, è ben svolto. :)
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Io ho concluso per la prima volta (nel caso di temi come "si presenti una o più teorie riguardo...) di fare
- definizione
- lista delle componenti (es. nell'attenzione cito selettiva, divisa, sostenuta, vigilanza, funzioni esecutive con definizione di un paio di righe)
- una o due teorie scelte da me a caso ampliate (ad es. "riguardo all'attenzione selettiva di particolare interesse risultano la teoria del filtro precoce e la teoria del filtro tardivo)
- riampliamento riguardo gli ambiti applicativi
cosa ne dite?
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
altra cosa, qualcuno di voi ha già iniziato a svolgere i casi clinici vecchi? io ho svolto la prima sessione del 2008 e la prima sessione del 2010 (se avete piacere di confrontarci ci scambiamo le mail in pm)
riguardo la seconda sessione del 2008 "Luca, 24 anni...." io sono bloccato, ho fatto molte ipotesi di approfondimento però non riesco a giungere ad una ipotesi diagnostica (cioè una si ma è molto molto buttata lì..), nella traccia chiedono di ipotizzare un intervento ma senza ipotesi diagnostica posso mettere solo l'approccio (es. sistemico-famigliare o cognitivo-comportamentale)
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
Su, su..
ho letto il tuo tema sull'intelligenza, è ben svolto. :)
Grazie ..... :D
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2
ho letto la traccia, in effettinon dice molto almeno in aparenza. però è anche vero che non chiedono di fare diagnosi.
io imposterei il lavoro sull'aprofondimento:
- la familgia: come sono i rapporti con i genitori e le sorelle
- area sociale: ha sempre avto pochi amci? come mai?
-area affettiva: come sono le relazioni? ce ne sono?
la diagnosi non so... depressione? il fatto che condivide un hobby con un suo familiare mi ha fatto pensare al disturbo schizoide di personalità ma mi sembra riduttivo. Il fatto che si senta incapace di fare analisi profondi di sè... non so potrebbe sintomo di qualcosa?
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Re: Esame di stato giugno 2012
Ragazzi, stress e coping li state studiando?
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
anch'io ho spedito tutto via raccomandata..cmq se può esserti utile puoi andare sul sito di poste italiane e inserire il codice che hai sulla ricevuta della raccomandata così controlli quando è arrivato presso le poste di padova..:)
domanda sempre pratica: ma il 19 e il 20 ci sono le prime due prove giusto? la perza prova c'è sempre il 20 o è ancora da stabilire?
non riesco a capirlo...!
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
scusate..avrei bisogno di sapere una cosa pratica ma molto importante..ma il 19 e il 20 ci sono le prime due prove giusto? la terza prova invece c'è sempre il 20 o è ancora da stabilire?
non riesco a capirlo...!
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Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
chicchi 84
scusate..avrei bisogno di sapere una cosa pratica ma molto importante..ma il 19 e il 20 ci sono le prime due prove giusto? la terza prova invece c'è sempre il 20 o è ancora da stabilire?
non riesco a capirlo...!
Non si sa ancora.
Il 19 la prima prova, questo è certo.
Ma le date delle altre due non sono ancora state comunicate.
Dal 31 Maggio possiamo consultare il sito per verificare, ma ora è ancora "presto" (dal loro punto di vista, io vorrei prenotare treno o aereo per il ritorno per risparmiare.. -_-' ).
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Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012
io ho fatto questo schema:
Definizione:
Il termine stress significa "pressione" e venne introdotto in medicina da Cannon per analogia con la metallurgica (pressione su un metallo per metterne alla prova la resistenza).
Può esser definito come ogni tipo di sollecitazione (fisica o psicologica) che richiede una reazione adattiva all’organismo. Un certo livello di stress basale è comunque indispensabile al buon funzionamento di ogni organismo (Canestrari).
E’ da considerare:
- una reazione funzionale al mantenimento dell’equilibrio organismo-ambiente e insorge quando questo equilibrio va in crisi a sfavore dell’individuo dando origine a fenomeni pscicofisiologici e comportamentali rilevanti per la salute e il benessere dello stesso.
- una tensione provocata da una pluralità di stimoli (i/e) ai quali il soggetto reagisce personalmente, secondo la propria struttura cognitiva e la sua esperienza personale.
Lo stress si suddivide in:
Iperstress: tensione che supera per eccesso la soglia ottimale del soggetto
Ipostress: tensione sotto la soglia ottimale
Eustress: tensione adeguata alla percezione delle proprie risorse e che favorisce una risposta proattiva in funzione del raggiungimento di un obiettivo
Distress: tensione inadeguata e non funzionale per eccesso o per difetto in riferimento alla percezione delle
proprie risorse.
Gli eventi o agenti stressanti (stressors) possono essere di varia natura: possono essere relativi ad eventi traumatici, incontrollabili, imprevedibili, quelli che richiedono cambiamenti sostanziali e i conflitti interni. Possono inoltre essere: Gravi, Minori, Acuti, Cronici
Teorie:
Nella storia della ricerca sullo stress si possono distinguere due stagioni: una prima stagione incentrata sulle proprietà degli stimoli stressanti e sulle caratteristiche della risposta di stress, ed una seconda stagione incentrata sulle variabili di mediazione, le variabili cioè che modulano l'elaborazione cognitiva ed emotiva dei fattori stressanti e le risorse che il soggetto utilizza per fronteggiare lo stress.
Nelle originarie formulazioni dello stress, il fuoco maggiore dell'attenzione si poneva sulla varietà degli stimoli stressanti e sulla relativa uniformità delle reazioni fisiche derivate.
1)Secondo Seyle lo stress è una risposta non specifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata ad esso. Introduce la "Sindrome Generale di Adattamento" (GAS), cioè quella risposta che l'organismo mette in atto quando è soggetto agli effetti prolungati di svariati tipi di stressors. L'evoluzione della sindrome avviene in tre fasi:
-Allarme, l'organismo risponde agli stressors mettendo in atto strategie di coping. Iniziale riduzione dei normali livelli di attività (immobilizzazione) e conseguente attivazione psicofisiologica (aumento del battito cardiaco, pressione sanguigna, tono muscolare ed arousal).
-Resistenza, il corpo tenta di combattere e contrastare gli effetti negativi dell'affaticamento prolungato, producendo risposte ormonali specifiche da varie ghiandole (surrenali).
-Esaurimento, se gli stressors continuano ad agire, il soggetto può venire sopraffatto e possono prodursi effetti sfavorevoli permanenti a carico della struttura psichica e/o somatica.
Teoria dell’impotenza appresa di Seligman: spiega come l’esperienza di eventi avversivi e incontrollabili possa portare all’apatia e alla depressione e all’incapacità di vedere le occasioni in cui è possibile riprendere il controllo (Overmeier e Seligman). Questa teoria ha spiegato perché i prigionieri nei campi di concentramento nazisti non si siano ribellati ai loro carcerieri.
2) Lazarus integra il modello di Selye con gli aspetti cognitivi connessi all'elaborazione soggettiva operata dalla persona circa gli specifici fattori stressanti. Inoltre persone diverse reagiscono con modalità e stili diversi. Lazarus distingue due tipi fondamentali di strategie di reazione:
1. Strategie focalizzate al problema: con le quali l'individuo intraprende azioni dirette alla soluzione del problema oppure ricerca informazioni che ne facilitino la soluzione oppure mette a punto un piano per far fronte al problema.
2. Strategie focalizzate sull'emozione: nelle quali la persona si sforza di ridurre le reazioni emotive negative, per esempio, distogliere la mente e distrarsi, cercando conforto in altri, sviluppare attività che inducano forti emozioni positive, assumere sostanze che contrastino le emozioni negative.
La risposta di stress è dunque modulata in un duplice modo dalle caratteristiche psicologiche della persona: nella fase di percezione ed elaborazione dei fattori stressanti e nella fase di fronteggiamento di detti fattori.
Le caratteristiche che intervengono a questo secondo livello e modulano le strategie di reazione allo stress sono denominate coping skills e l'intero processo di reazione e fronteggiamento dello stress è indicato con il termine di coping.
Numerose evidenze mostrano che in generale reagire tramite strategie di fuga e evitamento (come desiderare che la situazione scompaia o finisca al più presto) è la modalità di reazione meno efficace di fronte ai problemi dell’esistenza.
Un elemento importante in grado di ridurre gli effetti dello stress è il SOSTEGNO SOCIALE che si presenta sotto svariate forme. Il sostegno sociale strutturale fa riferimento alla rete di relazioni sociali di una persona (marito, moglie, amici…). Il sostegno sociale funzionale fa riferimento alla qualità delle relazioni sociali (essere consapevoli di avere amici a cui ci si può rivolgere in caso di difficoltà.
Stress e Malattia
-Teorie biologiche: Secondo la teoria della reazione specifica ogni individuo risponde allo stress con modalità peculiari e il suo apparato di organi più sensibile allo stress è il candidato + probabile a divenire la sede di un disturbo psicofisiologico. Secondo la teoria della debolezza somatica lo stress esercita il suo effetto sull'organismo là dove questo è costituzionalmente più debole, per esempio per fattori genetici.
-Teorie Psicologiche: le teorie psicanalitiche pongono, all’origine dei disturbi psicofisiologici, conflitti specifici e stati emozionali negativi legati ad essi. Franz Alexander, per esempio, elaborò la teoria della rabbia inespressa o trattenuta che presuppone che impulsi ostili non espressi creano uno stato emozionale cronico che è responsabile dell’ipertensione.
Le teorie cognitivo-comportamentali puntano l’attenzione su ciò che viene percepito dalle persone (come i rimpianti per il passato o le preoccupazioni per il futuro) e che non si limita a minacce puramente fisiche. Tali emozioni negative possono mantenere il sistema nervoso simpatico in uno stato di agitazione e il corpo in una condizione di emergenza continua, a volte per un tempo più lungo di quanto l’organismo riesca a sopportare
Metodi d’indagine:
-Social Readjustment Rating Scale: negli anni ’60 i ricercatori Holmes e Rahe. SRRS, in cui richiede al soggetto di spuntare gli eventi stressanti accadutigli nel periodo preso in esame, i punteggi relativi allo stress percepito (prefissati) vengono poi sommati e messi in relazione con varie condizioni mediche.
- Assessment of Daily Experience
-La life Events Scale: misura l’impatto dei cambiamenti di vita a partire dagli eventi più stressanti.
-Questionari per valutare il carico di lavoro del caregiver che si occupa dei malati di alzhaimer (CBI) per capire quanto stress si accumuli in situazioni prolungate come questa.
Ambiti applicativi:
-Psicosomatica
-Clinica
-Lavoro
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
Ragazzi, stress e coping li state studiando?
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Re: Esame di stato giugno 2012
Ok, grazie! :)
Stavo leggendo il codice deontologico e mi è venuto un dubbio: all'orale possono chiedere qualcosa di estremamente specifico come "illustrami l'articolo 9" ?!?! :sbonk:
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
io ho fatto così
Per le considerazioni di ordine diagnostico si farà riferimento al manuale statistico dei disturbi mentali, versione quarta, mentre per la comprensione e approfondimento del caso verrà adottata una prospettiva psicodinamica.
Il primo fattore da considerare riguarda la modalità di presentazione del soggetto al colloquio psicologico. Il fatto che egli venga accompagnato dai genitori, in un’età nella quale si ipotizza un certo grado di autonomia, potrebbe evidenziare un deficit di quest’ultima oppure essere relativa a dinamiche familiari. Nel primo caso una scarsa autonomia potrebbe essere dovuta a problematiche di tipo psicotico, per le quali il soggetto necessita di supporto continuo in quanto il funzionamento generale può risultare gravemente compromesso. Tuttavia dalle informazioni riportate non sembrano essere manifesti comportamento o eloquio disorganizzato, allucinazioni o deliri. Si potrebbe perciò focalizzare l’attenzione sulle dinamiche familiari, ipotizzando o una dipendenza verso le figure genitoriali da parte del soggetto o una loro eccessiva intromissione nella vita di quest’ultimo. Probabilmente questi 2 aspetti possono essere correlati. Queste considerazioni potrebbero essere utili anche per la valutazione del livello motivazionale del soggetto al percorso terapeutico, in quanto il venire accompagnato potrebbe indicare una motivazione estrinseca al trattamento, quindi una maggiore difficoltà da parte del terapeuta e la necessità di lavorare più intensamente per favorire l’alleanza terapeutica. Questo elemento è evidenziato anche dal ‘passato terapeutico’ del soggetto, dal quale si deducono vari tentativi e fallimenti del percorso.
Altre elementi aggiuntivi che potrebbero validare l’ipotesi di un’eccessivo coinvolgimento genitoriale nella vita del paziente riguardano il tentativo da parte dei genitori di riferire con lo psicologo sui tentativi passati, la loro presenza quasi costante nella vita del paziente (accompagnarlo all’università), il tentativo di allegerirgli il carico di lavoro non chiedendo aiuti in famiglia.
Una tematica centrale dell’indagine psicologica potrebbe perciò riguardare la storia familiare del soggetto, le relazioni precoci con i genitori e le sorelle, i vissuti emotivi correlati. Si può ipotizzare che le dinamiche evidenziate precedentemente siano il prolungamento di un modello relazionale avvenuto precocemente. Un test che potrebbe esser utilizzato per valuare il funzionamento familiare è il FAD. Nel caso tale ipotesi fosse confermata si potrebbe dedurre che l’autonomia del paziente, incluso il processo di separazione-individuazione, non è stata promossa dai genitori; le cause di ciò potrebbero riguardare le dinamiche interne ed esterne ai genitori stessi. Come ha evidenziato Erikson, il germe dell’autonomia nel bambino inizia a svilupparsi precocemente a partire dai circa 2 anni, nella fase anale ipotizzata da Freud, nella quale egli inizia ad essere più autonomo nel controllo degli sfinteri e nelle attività come la nutrizione. La volontà del bambino può venire ‘spezzata’ da un training eccessivo all’ordine e alla pulizia, determinata da un’eccessiva intromissione dei genitori. Il corollario emotivo vissuto dal bambino è la vergogna, il dubbio. Questa problematica può espandersi nelle fasi successive che sono rivolte allo spirito d’iniziativa e all’industriosità, opposta al senso di colpa e al senso d’inferiorità.
Coerentemente con le ipotesi formulate, il soggetto riporta vissuti di disagio relativi alla difficoltà con gli studi all’università, senso d’inferiorità rispetto ai compagni, ansia da prestazione e timori di fallire. Inoltre è presente isolamento e scarse relazioni sociali. Anche queste ultime sono facilitate dal progressivo distacco dalle figure genitoriali introiettate, in quanto rappresentano un distacco della libido o energia psichica dalla famiglia, che può così volgersi alle altre persone, attività, progetti nel mondo. A questo proposito si potrebbero cercare ulteriori informazioni che riguardino le relazioni con gli altri, il modo in cu sono vissute, se è presente l’interesse.
L’unico interesse riportato dal soggetto riguarda un’attività di collezionismo, elemento che potrebbe essere coerente con l’ipotesi relativa a problematiche nella fasi precoci di sviluppo. Infatti, il carattere ossessivo del collezionismo potrebbe esprimere simbolicamente l’esigenza di accumulare, nonché di ordine e controllo, la necessità di ‘trattenere’ e la difficoltà nel lasciar andare.
Per una valutazione diagnostica del caso, partendo dai disturbi da asse 1, si potrebbe focalizzare l’indagine su eventuali disturbi dell’umore (depressione) o disturbi d’ansia, raccogliendo maggiori informazioni sul tono dell’umore e sintomi correlati (mancanza d’energia, difficoltà di concentrazione, perdita di piacere, sensi di colpa, ecc) o esplorando i sintomi ansiogeni.
Data l’età del soggetto, si potrebbe prendere in considerazione l’analisi dei disturbi di personalità asse 2 del dsm e in particolare i disturbi relativi al cluster A (schizoide) o C (dipendente, evitante, ossessivo compulsivo). Per questo scopo si potrebbe utilizzare la SCID, intervista semi-strutturata del DSM. Altri test da utilizzare, per una valutazione più completa, potrebbero essere l’MMPI, l’Hamilton depression rating scale (valutazione sintomi depressivi) o l’hamilton rating scale for anxiety.
Se le considerazioni effettuate risultassero essere corrette, l’ipotesi dell’intervento potrebbe essere duplice. Si potrebbe agire a livello individuale, per quanto riguarda Luca, e a livello di coppia per quanto riguarda i genitori, con un intervento a carattere psicodinamico, per favorire il processo di separazione da entrambi le parti e comprendere ed elaborare i conflitti irrisolti che vengono manifestati. Un altro possibile intervento opportuno potrebbe essere di ordine sistemico-familiare, quindi a livello del nucleo familirare, in modo da evidenziare le regole sottese alle interazioni, facilitare la comunicazione e risolvere le problematiche connesse
Citazione:
Originalmente inviato da
Kamui_shiro
altra cosa, qualcuno di voi ha già iniziato a svolgere i casi clinici vecchi? io ho svolto la prima sessione del 2008 e la prima sessione del 2010 (se avete piacere di confrontarci ci scambiamo le mail in pm)
riguardo la seconda sessione del 2008 "Luca, 24 anni...." io sono bloccato, ho fatto molte ipotesi di approfondimento però non riesco a giungere ad una ipotesi diagnostica (cioè una si ma è molto molto buttata lì..), nella traccia chiedono di ipotizzare un intervento ma senza ipotesi diagnostica posso mettere solo l'approccio (es. sistemico-famigliare o cognitivo-comportamentale)
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
molto brava bluemind :-) mi hai risolto i dubbi, anche io avevo ipotizzato solo quali ambiti indagare e a seconda delle informazioni che si potevano raccogliere avevo ipotizzato l'indagine approfondita relativa a possibili disturbi d'ansia e dell'umore e per quanto riguarda possibili disturbi di personalità prendere in esame il cluster C, quindi comunque non sempre si arriva ad una ipotesi diagnostica...mi aveva stupito perchè in molti casi (relativi all'esame di stato) le possibili diagnosi sono più o meno evideti...
Grazie mille :-)
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
grazie mille anche a star1981!!!!
si alla fine non chiede di fare una diagnosi però era partito con quell'idea per poter specificare in maniera più accurata il trattamento..
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
in realtà credo di averlo cappellato alla grande, dopo averlo riletto, avendola buttato giù alla prima. nel senso, sono stato troppo specifico con la comprensione dinamica, a scapito della valutazione ateorica e più specifica dei sintomi..va rifatto completamente :-(
Citazione:
Originalmente inviato da
Kamui_shiro
molto brava bluemind :-) mi hai risolto i dubbi, anche io avevo ipotizzato solo quali ambiti indagare e a seconda delle informazioni che si potevano raccogliere avevo ipotizzato l'indagine approfondita relativa a possibili disturbi d'ansia e dell'umore e per quanto riguarda possibili disturbi di personalità prendere in esame il cluster C, quindi comunque non sempre si arriva ad una ipotesi diagnostica...mi aveva stupito perchè in molti casi (relativi all'esame di stato) le possibili diagnosi sono più o meno evideti...
Grazie mille :-)
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
mah secondo me come approfondimenti sono giusti, forse la parte di Erikson è un po' tanto specifica (ma personalmente non saprei valutarla perchè sono poco pratico di dinamica..
Citazione:
Originalmente inviato da
bluemind
in realtà credo di averlo cappellato alla grande, dopo averlo riletto, avendola buttato giù alla prima. nel senso, sono stato troppo specifico con la comprensione dinamica, a scapito della valutazione ateorica e più specifica dei sintomi..va rifatto completamente :-(
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Re: Esame di stato giugno 2012
Ragazzi, questi sono gli argomenti che ho studiato, pensate bastino?
Motivazione Teorie: Psicoanalisi; Maslow
Metodi: proiettivi; interpretazione; EPPS
Applicazioni: Clinica/Terapia
Emozione Teorie: James&Lange;Schachter&Singer
Metodi: sperimentale; TAS-20; colloquio
Applicazioni: medicina psicosomatica/clinica
Comunicazione Teorie: Palo Alto; Berne (A.T.)
Metodi: test sviluppo comunicativo; Brunet&Lezine
Applicazioni: Terapia familiare (doppio legame); clinica; comunicazione non verbale.
Linguaggio Teorie: Chomsky; Vygotskij
Metodi: test sviluppo comunicativo; colloquio
Applicazioni: clinica/terapia
Percezione Teorie: Gestalt; New Look
Metodi: Hutt; Witkin
Applicazioni: clinica/terapia; disturbi percettivi
Apprendimento Teorie: Pavlov-Watson-Skinner; Bandura
Metodi: sperimentale; WISC-R; test di profitto
Applicazioni: clinico (comportamentale)
Attenzione Teorie: selettiva (Cherry-teorie del filtro); divisa (Kahneman); vigilanza (Macworth)
Metodi: test di Stroop; Ray; completamento figure WISC
Applicazioni: clinica (disturbi dell'attenzione; ipoprosessia/iperprosessia)
Intelligenza Teorie: Piaget; Problem Solving
Metodi: Test derivati da Teoria di Piaget; Binet-Simon; matrici di Raven
Applicazioni: psicologia scolastica/clinica; iper e ipodotati
Memoria Teorie: Ebbinghaus-Bartlett; Atkinson&Shiffrin; HIP
Metodi: sperimentale; WAIS-R; elenchi di parole
Applicazioni: mnemotecniche; disturbi della memoria
Pensiero Teorie: Psicoanalisi; Gestalt
Metodi: interpretazione; colloqui; test proiettivi
Applicazioni: clinica; disturbi del pensiero.
Conflitto Teorie: Psicoanalisi; psicologia individuale (Adler); Sherif
Metodi: psicoanalisi; ??
Applicazioni: conflitti tra gruppi
E questi altri:
Coscienza
Personalità (struttura e sviluppo + meccanismi di difesa)
Frustrazione & Aggressività
Apprendimento & Motivazione (tema incrociato)
Modello della mente: Psicoanalitico e Cognitivo
Metodo sperimentale & Metodo Clinico
Sviluppo: arco di vita, affettivo, morale, sociale.
Adolescenza.
Cognizione Sociale & Attribuzione Causale
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
completo direi :-)
io per l'intelligenza pensavo a Anderson e Ceci secondo voi sono troppo recenti??
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Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
Kamui_shiro
completo direi :-)
io per l'intelligenza pensavo a Anderson e Ceci secondo voi sono troppo recenti??
Forse dico una sciocchezza, ma riportare teorie più recenti penso sia positivo, dimostra una ricerca aggiornata sull'argomento.
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
il conflitto e i modelli dellla mente dove li avete studiati?
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Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
star1981
il conflitto e i modelli dellla mente dove li avete studiati?
Io da alcuni appunti.
Ma in rete trovi del materiale.
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Riferimento: Esame di stato giugno 2012
mi intrometto.. per caso qualcuno sa da chi sarà composta la commissione?
a Bologna è già uscita, ma per Padova non sto trovando questa informazione o perchè non mi raccapezzo nel sito della facoltà di padova o perchè forse usciranno più tardi i nomi dei fantastici 5...? chissà.
Grazie
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Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
psychobrix
mi intrometto.. per caso qualcuno sa da chi sarà composta la commissione?
a Bologna è già uscita, ma per Padova non sto trovando questa informazione o perchè non mi raccapezzo nel sito della facoltà di padova o perchè forse usciranno più tardi i nomi dei fantastici 5...? chissà.
Grazie
Dal 31 Maggio in poi saranno presenti sul sito dell'Università di Padova informazioni relative a date e commissioni. :)
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Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
Dal 31 Maggio in poi saranno presenti sul sito dell'
Università di Padova informazioni relative a date e commissioni. :)
grazie mille.. e un altra informazione: la sede? probabilmente anche per quello è presto, giusto per farmi un idea dato che non sono mai stata a padova e dovrò trovare un ostello economico non troppo distante!
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
psychobrix
grazie mille.. e un altra informazione: la sede? probabilmente anche per quello è presto, giusto per farmi un idea dato che non sono mai stata a padova e dovrò trovare un ostello economico non troppo distante!
La sede dovrebbe essere Via Venezia 2, nell'edificio denominato "ex fiat".
Ma qualora dovessero cambiare, l'altro edificio è praticamente di fronte, quindi stessa zona.
Per quanto riguarda l'ostello, a Padova, se non erro, ce n'è solo uno, ti mando il link in pm. :)
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giugno 2
che gentilezza di sabato mattina! ottimo!!
prima di prenotare però dovrei essere sicura di presentarmi in quel di padova il 19.. :sbonk:
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Re: Riferimento: Esame di stato giug
Citazione:
Originalmente inviato da
psychobrix
che gentilezza di sabato mattina! ottimo!!
prima di prenotare però dovrei essere sicura di presentarmi in quel di padova il 19.. :sbonk:
Ahahah, io ho già prenotato aereo e stanza, quindi ci vengo di sicuro! ;)
Tu a che punto sei dello studio? Come procede?
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Re: Esame di stato giugno 2012
"A. ha circa cinquanta anni, è sposato ed è padre di una figlia adolescente.
La moglie di circa 40 anni insegna.
La famiglia d’origine è composta dal padre operaio, dalla madre casalinga e da tre fratelli di cui è il
primogenito.
Si è diplomato Perito ed è dipendente di una azienda in cui svolge il ruolo di capo servizio.
Il motivo della richiesta di aiuto è una crisi lavorativa diventata insostenibile.
A scatenare la crisi riferisce dei cambiamenti organizzativi e lo spostamento di un collaboratore
fidato cui faceva grande affidamento. La presenza di un nuovo collaboratore con cui non riesce ad
entrare in sintonia ha reso tutto ancora più difficile.
Riferisce di altri periodi difficili, nella prima adolescenza la madre lo aveva portato dallo psicologo
ma il fatto non aveva avuto seguito. Le motivazioni riferite per questo tentativo di cura sono un
eccessivo attaccamento alla madre, timidezza e difficoltà ad affrontare le prove scolastiche.
Descrive il problema attuale come difficoltà di rapporto sia con i superiori sia con i collaboratori. Si
sente insicuro, indeciso e in cerca di continue conferme. Ogni cosa che fa non gli va bene e non è
mai soddisfatto, ogni atto che comporti assunzione di responsabilità rappresenta un peso. Gli capita
continuamente di prendere impegni e di non riuscire a mantenerli.
Si descrive come pessimista e da sempre attanagliato da dubbi e da scarsa stima di sé.
Soffre di insonnia: si sveglia durante la nottata e poi non riesce più a dormire.
I rapporti con la moglie sono buoni, è stata la sua prima donna e l’unica, sente che lei lo sostiene e
gli è molto d’aiuto in tutto quello che fa.
I rapporti con i familiari li definisce freddi, loro gli rimproverano di essersi defilato quando
avrebbero avuto più bisogno di lui.
Sente che nella sua vita c’è sempre stato qualcuno a sostenerlo: la famiglia, gli amici più stretti, la
moglie. Anche nel lavoro c’era quel suo collaboratore, poi trasferito, che lo aiutava e gli consentiva
di sentirsi tranquillo.
Della famiglia di origine racconta che i rapporti con il padre, morto alcuni anni prima dopo una
malattia debilitante, “non erano molto aperti”. I ricordi più significativi che ha di lui risalgono a
quando “ancora era figlio unico e si sentiva seguito”.
La madre, di oltre 70 anni risulta capace e forte a differenza del padre che era “troppo buono”.
Fisicamente si presenta di altezza media, di corporatura robusta, con un’espressione del volto
timorosa."
Sto provando a svolgere questo caso, ho ipotizzato un disturbo dipendente di personalità.
Che dite?
A me hanno detto che i disturbi di personalità non escono mai.. ma questo cos'altro potrebbe essere??
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Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
"A. ha circa cinquanta anni, è sposato ed è padre di una figlia adolescente.
La moglie di circa 40 anni insegna.
La famiglia d’origine è composta dal padre operaio, dalla madre casalinga e da tre fratelli di cui è il
primogenito.
Si è diplomato Perito ed è dipendente di una azienda in cui svolge il ruolo di capo servizio.
Il motivo della richiesta di aiuto è una crisi lavorativa diventata insostenibile.
A scatenare la crisi riferisce dei cambiamenti organizzativi e lo spostamento di un collaboratore
fidato cui faceva grande affidamento. La presenza di un nuovo collaboratore con cui non riesce ad
entrare in sintonia ha reso tutto ancora più difficile.
Riferisce di altri periodi difficili, nella prima adolescenza la madre lo aveva portato dallo psicologo
ma il fatto non aveva avuto seguito. Le motivazioni riferite per questo tentativo di cura sono un
eccessivo attaccamento alla madre, timidezza e difficoltà ad affrontare le prove scolastiche.
Descrive il problema attuale come difficoltà di rapporto sia con i superiori sia con i collaboratori. Si
sente insicuro, indeciso e in cerca di continue conferme. Ogni cosa che fa non gli va bene e non è
mai soddisfatto, ogni atto che comporti assunzione di responsabilità rappresenta un peso. Gli capita
continuamente di prendere impegni e di non riuscire a mantenerli.
Si descrive come pessimista e da sempre attanagliato da dubbi e da scarsa stima di sé.
Soffre di insonnia: si sveglia durante la nottata e poi non riesce più a dormire.
I rapporti con la moglie sono buoni, è stata la sua prima donna e l’unica, sente che lei lo sostiene e
gli è molto d’aiuto in tutto quello che fa.
I rapporti con i familiari li definisce freddi, loro gli rimproverano di essersi defilato quando
avrebbero avuto più bisogno di lui.
Sente che nella sua vita c’è sempre stato qualcuno a sostenerlo: la famiglia, gli amici più stretti, la
moglie. Anche nel lavoro c’era quel suo collaboratore, poi trasferito, che lo aiutava e gli consentiva
di sentirsi tranquillo.
Della famiglia di origine racconta che i rapporti con il padre, morto alcuni anni prima dopo una
malattia debilitante, “non erano molto aperti”. I ricordi più significativi che ha di lui risalgono a
quando “ancora era figlio unico e si sentiva seguito”.
La madre, di oltre 70 anni risulta capace e forte a differenza del padre che era “troppo buono”.
Fisicamente si presenta di altezza media, di corporatura robusta, con un’espressione del volto
timorosa."
Sto provando a svolgere questo caso, ho ipotizzato un disturbo dipendente di personalità.
Che dite?
A me hanno detto che i disturbi di personalità non escono mai.. ma questo cos'altro potrebbe essere??
ciao!
uhm si anche io sarei orientato forse verso i disturbi di personalità come il disturbo dipendente di personalità
però valuterei anche il disturbo evitante di personalità (per il peso relativo all'assunzione di responsabilità, inibito in situazioni relazionali nuove come ad esempio il cambio di colleghi), inoltre prima suggerirei anche un'indagine relativa all'ansia per la possible presenza di disturbi d'ansia (visto che aveva timore di affrontare le situazioni scolastiche e sociali)
comunque tenendo conto della presenza fin dall'adolescenza credo che sia più plausibile un disturbo di personalità e vista la maggior parte dei sintomi propenderei anche io per il disturbo dipendente di personalità
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Re: Esame di stato giugno 2012
Ciao a tutti, sto provando a svolgere questo caso ma ho non poche difficoltà.
Ho ipotizzato un disturbo depressivo ma solo grazie alla presenza di "ritiro sociale" ed "idee suicidarie".
Penso, però, che la paura di far male a se stesso o agli altri e la sensazione che il mondo gli crolli addosso siano di fondamentale importanza.. solo che non saprei proprio dove piazzarli questi disturbi.
Ho anche ipotizzato un disturbo psicotico (ma senza deliri, allucinazioni o linguaggio e comportamento disorganizzati che disturbo psicotico è mai?!?!), o una depressione maggiore sul versante psicotico.
Ho letto, in rete, che potrebbe essere un disturbo ossessivo-compulsivo.
Voi che ne dite?
"Il/la candidato/a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di
colloqui psicodiagnostici finalizzati all'esame del caso descritto di seguito, motivando l'utilizzo di eventuali
test pSicologici e formulando un'ipotesi diagnostica.
C. di 56 anni si rivolge ad uno psicologo clinico su indicazione del medico di medicina generale, al quale si
è rivolto in un momento di profonda crisi personale, che gli ha prescritto una terapia farmacologica con
dosaggio minimo.
Nel corso del colloquio dice di non farcela più, di aver paura di tutto, di non uscire di casa da alcuni mesi,
di non riuscire più a guidare per il timore di far del male a se stesso o agli altri, e di sentire che il mondo gli
crolla addosso. Recentemente, ha dovuto chiudere la sua attività lavorativa di artigiano, sia per aver
maturato la pensione minima che per problemi di salute, in seguito ad alcuni interventi chirurgici per
peritonite prima e un cancro alla pelle dopo. Della stessa forma tumorale era morto il padre, 25 anni fa,
uno zio paterno e la nonna paterna. Dopo la repentina morte del padre, la madre è caduta in uno stato di
sconforto da cui non si è più ripresa e C. è terrorizzato di fare la stessa fine del padre o della madre.
Racconta di essersi sposato nel 1985 con A., già incinta, e di essere rimasto a vivere con lei nella stessa
casa con la madre, dato che la sorella si era sposata alcuni anni prima. Per vent'anni circa la madre ha
avuto bisogno di assistenza continua finché è stato costretto ad inserirla in una casa di riposo, con notevoli
sensi di colpa. La figlia V. ora ha 22 anni, lavora ed è fidanzata e si prospetta una sua uscita di casa.
Durante tutto il colloquio non riesce a stare seduto, cammina per la stanza, battendo lievemente la testa
sulla scrivania e riferisce che il giorno prima si era recato al Pronto Soccorso in preda ad idee suicidarie."
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Riferimento: Re: Esame di stato giugno 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
WallabyLullaby
Ciao a tutti, sto provando a svolgere questo caso ma ho non poche difficoltà.
Ho ipotizzato un disturbo depressivo ma solo grazie alla presenza di "ritiro sociale" ed "idee suicidarie".
Penso, però, che la paura di far male a se stesso o agli altri e la sensazione che il mondo gli crolli addosso siano di fondamentale importanza.. solo che non saprei proprio dove piazzarli questi disturbi.
Ho anche ipotizzato un disturbo psicotico (ma senza deliri, allucinazioni o linguaggio e comportamento disorganizzati che disturbo psicotico è mai?!?!), o una depressione maggiore sul versante psicotico.
Ho letto, in rete, che potrebbe essere un disturbo ossessivo-compulsivo.
Voi che ne dite?
"Il/la candidato/a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di
colloqui psicodiagnostici finalizzati all'esame del caso descritto di seguito, motivando l'utilizzo di eventuali
test pSicologici e formulando un'ipotesi diagnostica.
C. di 56 anni si rivolge ad uno psicologo clinico su indicazione del medico di medicina generale, al quale si
è rivolto in un momento di profonda crisi personale, che gli ha prescritto una terapia farmacologica con
dosaggio minimo.
Nel corso del colloquio dice di non farcela più, di aver paura di tutto, di non uscire di casa da alcuni mesi,
di non riuscire più a guidare per il timore di far del male a se stesso o agli altri, e di sentire che il mondo gli
crolla addosso. Recentemente, ha dovuto chiudere la sua attività lavorativa di artigiano, sia per aver
maturato la pensione minima che per problemi di salute, in seguito ad alcuni interventi chirurgici per
peritonite prima e un cancro alla pelle dopo. Della stessa forma tumorale era morto il padre, 25 anni fa,
uno zio paterno e la nonna paterna. Dopo la repentina morte del padre, la madre è caduta in uno stato di
sconforto da cui non si è più ripresa e C. è terrorizzato di fare la stessa fine del padre o della madre.
Racconta di essersi sposato nel 1985 con A., già incinta, e di essere rimasto a vivere con lei nella stessa
casa con la madre, dato che la sorella si era sposata alcuni anni prima. Per vent'anni circa la madre ha
avuto bisogno di assistenza continua finché è stato costretto ad inserirla in una casa di riposo, con notevoli
sensi di colpa. La figlia V. ora ha 22 anni, lavora ed è fidanzata e si prospetta una sua uscita di casa.
Durante tutto il colloquio non riesce a stare seduto, cammina per la stanza, battendo lievemente la testa
sulla scrivania e riferisce che il giorno prima si era recato al Pronto Soccorso in preda ad idee suicidarie."
Ciao, questa era la mia risoluzione (ho provato come viene indicato a volte proporre diverse diagnosi e poi concentrarsi su quella si ritenga più probabile), ditemi cosa ne pensate
L’insieme di sintomi presentati appare parzialmente eterogeneo.
Le lamentele legati alla paura diffusa ad ogni situazione potrebbero indicare la presenza di un disturbo d’ansia, la presenza di evitamento delle uscite fuori casa potrebbero anche indicare la presenza di agorafobia senza anamnesi di attacco di panico.
La situazione legata all’allontanamento della madre dalla casa in cui vivevano assieme e l’inserimento in casa di riposo possono aver influito sulla salute della persona e si potrebbe ipotizzare la presenza di un Disturbo dell’adattamento legato appunto all’incapacità del soggetto di accettare la situazione venutasi a creare e la scelta effettuata.
La maggior parte dei sintomi presentati, in particolare la riduzione delle energie nell’affrontare la vita, la sensazione che il mondo stia crollando e le idee suicidarie potrebbero indicare la presenza di un disturbo dell’umore, in particolare potrebbe essere utile indagare la presenza di un Disturbo Depressivo maggiore raccogliendo informazioni riguardo la durata di questo periodo di crisi (che dovrebbe essere di almeno due settimane), la presenza di una riduzione del piacere riguardo alle attività quotidiane, se siano presenti fluttuazioni del peso corporeo, modificazioni del sonno come insonnia o ipersonnia e l’andamento dell’autostima.
I temi da approfondire al fine di comprendere con maggiore precisione la situazione del paziente potrebbero riguardare la durata di questi sintomi, il momento il cui si sono presentati, la situazione precedente la comparsa dei sintomi, i rapporti interpersonali (in particolare con la madre, la moglie e la figlia), i pensieri e le emozioni riguardanti la situazione medica e gli interventi chirurgici subiti, possibili modificazioni riguardo il peso corporeo, il sonno, il piacere riguardo le attività quotidiane e l’autostima. Sarebbe inoltre opportuno indagare più approfonditamente le paure presentate dal paziente.
Appare necessario anche comprendere come la situazione sia stata affrontata finora e se vi sono stati già interventi terapeutici a riguardo, in caso vi siano stati è utile indagare a quali risultati hanno condotto, se sono stati completati e in caso siano stati interrotti le motivazioni che hanno spinto a tale scelta.
Si potrebbero inoltre utilizzare alcune prove testistiche quali il Beck Depression Inventory per approfondire la possibile presenza di depressione e di sintomi associati, la Scala dell’Ideazione suicida di Beck compilata dal terapeuta per indagare le ideazioni suicidarie; lo State Trait Anxiety Inventory per indagare l’ansia utilizzando la forma STAI-X1 per indagare l’ansia di stato, la forma STAI-X2 per indagare l’ansia di tratto e la forma STAI-Y per differenziare i sintomi legati all’ansia e quelli legati alla depressione; per indagare le paure presentate dal paziente si potrebbe utilizzare l’Inventario delle paure.
Risulta inoltre necessaria una indagine approfondita dell’anamnesi e suggerire possibili esami fisici per poter escludere la possibile presenza dei sintomi come conseguenza ad una condizione medica generale o ad un utilizzo di sostanze.